sabato 22 gennaio 2011

QUIZ: trova il Sindaco o l'Assessore

Ciao a tutti, dopo la grandiosa manifestazione di ieri volevamo proporvi un avvicente sfida dal titolo:

Trova il Sindaco o l'Assessore


In rete cominciano ad essere pubblicate parecchie fotografie e video della manifestazione, il gioco è semplice; vince chi riesce a trovare un'immagine  in cui compaia un membro della nostra gloriosa Amministrazione Comunale.
Qui trovate alcune foto, e qui un video ma sono solo due dei tanti contenuti che in queste ore sono stati diffusi in rete.

Al vincitore ricchi premi e cotillons.

P.s Noi ieri eravamo al presidio e non abbiamo visto nessun membro dell'amministrazione comunale. Per la verità non è venuta neppure l'opposizione del pdl. La domanda che ci siamo quindi fatti è questa: ma se l'amministrazione oggi non è qui al nostro fianco da che parte sta?

venerdì 21 gennaio 2011

La manifestazione del comitato Sos Terra

Ciao a tutti, stamattina eravamo al presidio della manifestazione organizzata del comitato Sos Terra di Montichiari per dire basta alle discariche.
Postiamo un assaggio delle foto che abbiamo fatto.







giovedì 20 gennaio 2011

Scusate il disagio, noi ne abbiamo uno da 15.000.000 di mc.

Venerdi 21 Gennaio ore 8:00
SIETE TUTTI INVITATI Presso il parcheggio del Marigoncelllo a Vighizzolo (accanto all'edicola), mentre 15/20 trattori partiranno da via Pirandello (Fascia D'Oro) per poi passare davanti alle discariche Gedit, Pulimetal, Ecoeternit per poi ritornare al Maringoncello.
Vi starete chiedendo del perchè questa manifestazione; La risposta è semplice: per sensibilizzare la popolazione, provincia e gli enti Dormienti in merito alla problematica rifiuti a Montichiari.
E per chi non lo sapesse è stata anche autorizzata LA DISCARICA DI AMIANTO A MONTICHIARI !!
VI ASPETTIAMO!!!!

lunedì 17 gennaio 2011

I lavori vanno avanti...

Se siete curiosi e volete dare un nome a chi sta lavorando alla discarica della morte qui trovate tutto.

Clicca per ingrandire.

venerdì 14 gennaio 2011

Sono iniziati i lavori alla Ecoeternit



Sono partiti ieri i lavori di ripristino e consolidamento della scarpata nella cava ex Senini. Sono i famosi lavori di "messa in sicurezza" prima di iniziare il conferimento dell'amianto.

....prepariamoci.

giovedì 13 gennaio 2011

Ecoeternit. Quinta puntata.

< puntate precedenti


A cura di Wajdi

Probabilmente non ci si rende pienamente conto del fatto che è con il voto che si giudica il comportamento tenuto dai politici negli anni nei quali hanno governato, e che i voti dati sono il riconoscimento della buona gestione della cosa pubblica da parte degli amministratori.La narrazione delle vicende Ecoeternit si conclude, per ora, con queste ultime note.

Per ora: perché la discarica non è ancora realizzata, l’atmosfera sociale che circonda l’avvento dell’amianto è piuttosto frizzante e potrebbe essere preludio di una fragorosa tempesta.

In ogni caso la cava Senini, che deve “ospitare” la discarica, non è ancora stata approntata, ed è di questa cava che tratteranno gli appunti, sintetici, seguenti.

La storia della cava è contrassegnata da importanti avvenimenti accaduti negli ultimi anni.

Dopo l’esaurimento dell’escavazione, la cava è stata utilizzata per alcuni anni dall’Associazione Tiro Dinamico Sportivo di Montichiari (con i bersagli posizionati nei pressi della scarpata orientale).

Nel marzo 2008 la cava venne posta sotto sequestro dal Tribunale di Brescia, nell’ambito di accertamenti di reati ambientali, perché durante un controllo venne rilevato che i volumi scavati erano diversi da quelli autorizzati e perché, nella cava, si trovava un deposito di materiale proveniente dall’esterno.

La Procura di Brescia incaricò l’A.R.P.A. (Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente) di verificare di che tipo fossero i materiali depositati nella cava.

Nel frattempo, il Comune di Montichiari, contestò alla società Senini S.r.l. una rilevante sanzione (Euro 2.767.500,00) per le irregolarità commesse.

Naturalmente la società Senini ha presentato ricorso al T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) contro l’ordinanza di ingiunzione al pagamento, ricevuta dal Comune.

Gli accertamenti predisposti dalla Procura della Repubblica hanno alla fine stabilito che il materiale portato nella cava è materiale inerte e perciò il deposito nella cava non crea particolari problemi ambientali.

Nel febbraio del 2010 la società Ecoeternit ottenne il dissequestro a proprio favore dell’area, in modo da procedere al suo ripristino, indispensabile per poter realizzare la discarica, e presentò alla Regione Lombardia, in data 27 aprile, il progetto necessario.

Nella stessa data l’ARPA sottolinea, con una propria nota, come l’instabilità delle scarpate della cava, nell’angolo Sud/Occidentale, sia un elemento critico, con conseguente rischio per la ex discarica Pulimetal che confina proprio con tale scarpata e che l’eventualità di un cedimento potrebbe generare gravi danni all’ambiente.

A questo punto interviene nuovamente Ecoeternit che dichiara la propria disponibilità a eseguire le opere di ripristino/messa in sicurezza della cava Senini, “subordinando l’esecuzione di tali operazioni all’allestimento della discarica”.

Il Comune di Montichiari, data la consistente onerosità delle opere da eseguire, ribadendo l’assoluta contrarietà alla realizzazione della discarica di amianto, accetta la proposta di Ecoeternit, con delibera del giugno 2010.

La Regione Lombardia esclude, con nota del giugno 2010, il progetto di ripristino presentato da Ecoeternit dall’assoggettamento alla valutazione integrata ambientale, invece richiesta dal Comitato Montichiari SOS Terra e dal Circolo Legambiente Montichiari.

La Provincia di Brescia rilascia a Ecoeternit, nel mese di luglio 2010, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, ultima autorizzazione necessaria per l’apertura della discarica.

I cittadini di Montichiari e del circondario non hanno ancora approvato.

martedì 11 gennaio 2011

Arpa Lombardia, "tana libera tutti" per gli inquinatori

Pubblichiamo di seguito un articolo di Brescia Point che tratta un tema a noi Monteclarensi particolarmente caro. ...buona lettura.

Pochi sanno che l'Arpa Lombardia ha deciso di togliere (dal 1 febbraio) la qualifica di polizia giudiziaria ai suoi tecnici.
Che non potranno più effettuare sequestri e parlare con i magistrati nel caso becchino una acciaieria che butta fuori diossine, un inquinamento di una roggia. Dovranno limitarsi a fare rapporto di quello che non va e dirlo al loro capo dipartimento. Diventeranno innocui passacarte. Il loro capo deciderà in tutta libertà se parlare con la Procura, o effettuare altre "verifiche". Perchè questo assurdo filtro? La risposta credo sia intuibile. Non è per caso l'ennesima museruola decisa dalla politica degli uomini di Formigoni su richiesta di certa imprenditoria? Il messaggio è chiaro: evitare che un funzionario di provincia, un tecnico con la schiena dritta (davvero rari) possa direttamente far sapere alla magistratura che una grande industria (che ben foraggia certa politica) inquina, che una bonifica dove si devono realizzare case e centri commerciali non è stata fatta a dovere. L'imperativo è chiaro: non rompere le scatole al mondo imprenditoriale.
Rischia davvero di essere il colpo mortale per l'Arpa, che ormai da anni (da quando è stato assessore regionale all'Ambiente Franco Nicoli Cristiani, molto amico degli imprenditori, meno dell'ambiente) sente il fiato sul collo della politica. Ne è dimostrazione il cambio forsennato di dirigenti che ci sono stati (a Brescia in primis) negli ultimi due anni. E a Brescia non dobbiamo dimenticare l'arresto di un dipendente compiacente che taroccava controlli (in cambio di dindini), e le diverse interrogazioni parlamentari (e regionali) susseguitesi gli anni scorsi in merito alla reale efficacia dei controlli fatti sulle principali fonti di inquinamento.
Una deriva, quella di Arpa, sentita anche dalla pancia del popolo. Se andate in uno dei tanti paesi con problemi di inquinamento e chiedete cosa pensino di Arpa, otterrete risposte di disarmante banalità mista a verità: "Quelli i controlli li fanno solo ai pesci piccoli, non toccano i cani grossi".
facciamo seguire l'articolo apparso su Repubblica il 10 gennaio. Se qualcuno avesse ancora dubbi.
COSA succede se i controllori dell'ambiente non hanno più l'obbligo di riferire alla magistratura di un reato ambientale, ma soltanto il dovere di relazionarne alloro superiore gerarchico, dinomina politica? Mala tempora currunt, in Lombardia, per le fragili sorti di aria, acqua, suoli e per la possibilità che chi inquina paghi: per i reati di cui si è reso responsabile e per i danni che ha perpetrato. Dal primo gennaio l'Arpa - ovvero l'Agenzia regionale per l'ambiente - ha un nuovo direttore generale. Franco Olivieri ha preso il posto di Giuseppe Sgorbati, trasferito al coordinamento dei dipartimenti provinciali di Arpa. L'avvicendamento fra funzionari si accompagna a un'altra novità: d'ora in poi i tecnici dell'agenzia - cui compete il delicatissimo compito dei controlli ambientali - non svolgeranno più funzioni di polizia giudiziaria. UNICA eccezione i tecnici nominati dalla Procura dopo il sequestro dell'ex discarica di via Calchi Taeggi. Ma per il semplice motivo che il Pirellone non può revocare una decisione dei magistrati. Cosa comporti questa decisione è presto detto. Finora i dipendenti dell'Arpa impegnati nelle analisi di un terreno potenzialmente inquinato, o delle acque di un fiume, di una roggia, di una falda freatica, o dei fumi prodotti da un camino industriale erano tenuti, in presenza di contaminazioni accertate e violazioni normative, ad informare la magistratura, a sua volta tenuta per legge ad aprire un'indagine in presenza di una notizia di reato, come prescrive l'obbligo dell'azione penale ancora in vigore in questo paese. Grazie alla «riorganizzazione» dell'Arpa voluta dalla Regione ora quest'obbligo non c'è più. I dipendenti Arpa in presenza di reati ambientali perseguibili penalmente sono soltanto tenuti a riferirne al capoufficio che a sua volta riferirà al capo dipartimento che a sua volta riferirà al direttore generale. Soltanto il vertice dell'agenzia sarà deputato a valutare l'importanza dei casi e l'eventuale coinvolgimento della Procura competente per territorio. E non è davvero troppo fantasioso ipotizzare che in questa sequenza di capi e capetti, in presenza di casi gravi e scottanti - magari qualche maxibonifica da centinaia di milioni - qualcuno provvederà a consultarsi con il livello politico di riferimento, prima di informare la Procura. Questa «centralizzazione» burocratica dei controlli non ha una ragione funzionale. Se per funzionalità s'intende la capacità di Arpa di esercitare con efficacia i controlli, scovare abusi e reati e perseguire i colpevoli. Piuttosto risponde alla logica di controllare i controllori. Perché non esagerino con lo zelo, perché non si facciano trascinare dall'idea di essere delle specie di Robin Hood dell' ambiente. O peggio, il braccio ambientale della magistratura. Il blitz del Pirellone appare in tutta la sua gravità se si scorre la cronaca degli ultimi mesi:dalla mega truffa della finta bonifica della Sisas di Pioltello e di Santa Giulia, con il «re» delle bonifiche Giuseppe Grossi sotto processo e il coinvolgimento di Rosanna Gariboldi, moglie del parlamentare Pdl Giancarlo Abelli; il sequestro dell' area dell' ex disc ari . ca Calchi Taeggi con relativo blocco del progetto edilizio da migliaia di appartamenti; il sospetto di contaminazione da amianto dei terreni ex Om, su cui è stato realizzato un nuovo quartiere residenziale. Ora scoprire veleni, bonifiche annunciate e mai fatte, truffe e malversazioni diverrà maledettamente più difficile. Ed è triste constatare che anche i sindacati, in questa vicenda, abbiano dato il peggio. Perché i dipendenti Arpa non svolgeranno più funzioni di polizia giudiziaria, ma manterranno i circa cento euro mensili di indennità aggiuntiva che percepivano. Come ha concordato il sindacato, che sul resto ha deciso di non spendere una parola.
Fonte Brescia Point

lunedì 10 gennaio 2011

GAIA ONLUS E ECOETERNIT

Abbiamo seguito tutti in questi giorni la "triste" vicenda  legata alla presunta collaborazione fra l'associziazione ambientalista GAIA Onlus e la ditta Ecoeternit.

Riassumendo; prima riceviamo un opuscolo (con tanto di prefazione dell’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti e del collega provinciale con delega alla Tutela dell’Ambiente Stefano Dotti) in cui quest'associazione ambientalista milanese afferma che ad oggi la discarica è il metodo più sicuro per lo smaltimento dell'amianto ( leggi l'articolo ) poi, dopo le proteste della popolazione e del Comitato SOS Terra, con relativo invito all'associazione a visitare il territorio Monteclarense per verificare la presenza delle 14 discariche, compare il nome di GAIA onlus anche all'interno del sito ufficiale Ecoeternit. La presenza del nome dell'associazione a fianco della della Ecoeternit non lascia quindi più spazio a dubbi e tutti cominciamo ad interrogarci sul perchè di questa di collaborazione.
Sull'onda delle proteste arriva la rettifica da parte dell'associazione per voce del suo Presidente, il quale smentisce la collaborazione con Ecoeternit, manifesta la sua buona fede, giustifica con la scarsità di fondi la distribuzione dell'opuscolo nella sola Montichiari ed afferma di non essere al corrente della presenza del nome della sua associazione nel sito di Ecoeternit ( leggi la replica ).

Pronta arriva quindi la rimozione della pagina "incriminata" da parte di Ecoeternit.
Una nota dell'azienda afferma che la pagina era provvisoria e che "...che la stessa ditta Ecoeternit non sarebbe ancora proprietaria del dominio internet perché la proprietà resta in capo all’azienda costruttrice durante tutta la fase di lavorazione". ( leggi articolo ) Ora noi non sappiamo a che dominio puntasse la pagina in precedenza in quanto adesso viene effettuato un redirect su una pagina coperta da password ( link ) quello che sappiamo è che il dominio http://www.ecoeternit.it/ è dal 2009 intestato alla Ecoeternit stessa e non all'azienda informatica che sta realizzando il sito ( verifica lo stato della registrazione mettendo il nome del dominio "ecoeternit.it" nella finestra in alto a destra del sito ).

Quello che vi possiamo dire è che rimarremo vigili su questa vicenza e vi terremo informati su qualsiasi ulteriore sviluppo.