martedì 22 febbraio 2011

Un po' di informazione sull'ampliamento della fornace Fassa Bortolo.


In questi giorni abbiamo seguito su facebook un’appassionante discussione attorno alla problematica delle discariche e dei rifiuti sul suolo monteclarense. ( link della discussione )

La discussione è stata particolarmente interessante in quanto ha partecipato un noto protagonista della nostra Amministrazione Comunale, il Capogrupppo in Consiglio Comunale della "Lega Rosa", Marco Togni, che ha fornito la sua personale visione rispetto ad alcune vicende spinose.

Non è nostra intenzione smentire la sua posizione ma prenderemo spunto da alcune sue riflessioni per puntualizzare alcune generalizzazioni ed inesattezze per poter così fare un po’ di sana informazione.

Ci soffermeremo oggi sulla questione dell’ampliamento della fornace di Fassa Bortolo.Il sig. Marco Togni precisa, rispetto ad alcuni commenti, che la situazione è molto più tranquilla di quella che sembra.
Minimizza scrivendo che l’attuale linea di produzione della Fassa Bortolo mescola metano e segatura e, per limitare l’uso del gas, userà sempre più il polverino che, essendo uno scarto di lavorazione, è considerato rifiuto dalla legge Italiana.

Tutto vero.

Ma poi paragona la fornace ai comuni camini a legna e le stufe a pellet, lasciando intendere che il grado di inquinamento è tutto sommato analogo.

Siccome abbiamo il sospetto che il lettore non a conoscenza dei fatti e delle delibere possa, da questa visione, trarre la conclusione che il comitato Sos Terra, Legambiente e quanti stanno denunciando la cosa siano in mala fede e lavorino al solito inutile allarmismo, pubblichiamo alcuni numeri e dati affinché chiunque possa farsi un’idea corretta della questione.

Anzitutto la richiesta della Fassa Bortolo è quella di portare l’attuale utilizzo di polverino a 30.000 t/anno a 66.000 t/anno.
Per usare il paragone fatto dal sig. Togni con la legna ed i pellet si evince che:
stimando il consumo medio di una famiglia in 3200 Kg di pellet all’anno significa che è come se di colpo venissero accese a Montichiari 11.250 nuove stufe che, sommate alla linea esistente sono comparabili a 20.625 stufe (praticamente quasi tante quanti sono gli abitanti di Montichiari) attive 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno ( non solo nel periodo invernale).

Riuscite voi ad immagine l’impatto che potrebbero avere? Noi francamente no.

Aggiungiamo che la richiesta della Fassa Bortolo è per un forno con capacità superiore alle 100 t/giorno ( di notevole dimensione) , e che la ditta è in possesso l'autorizzazione del ministero per l'emissione di CO2 nell'aria, come previsto dalle normative europee.
Sul portale della Regione si trova tutta la documentazione: http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=030100000925&titolo=V.I.A.%20Regionali
Non è chiara quale sia l’esatta composizione esatta del combustibile utilizzato.

Sotto il nome di polverino si raggruppano una serie di scarti di produzione che vanno dal cippato ai trucioli di legno agli scarti si segheria e della lavorazione del legno.

A differenza quindi della comune legna da ardere, il legno che deriva da queste produzioni è presumibilmente trattato, magari con vernici, resine e colori. Non è quindi per pura formalità che tale combustibile è catalogato come rifiuto speciale e l’impianto è inserito dalla Regione nel settore del “Trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti”,

Solo un ardito paragone, basato sulla generalizzazione e l’approssimazione, può quindi sostenere che il suo impatto con l’atmosfera è simile o confrontabile con quelle delle comuni stufe o camini famigliari.

Aggiungiamo un piccolo dettaglio a tutta questa discussione. Si legge sulla Relazione Tecnica del Progetto che, secondo il Piano Regionale Qualità dell’Aria, l’impianto è confinante con una zona nelle quali gli standard di qualità ambientale fissati dalla legislazione comunitaria sono già superati. Come dire la nostra è una zona già disastrata e inquinata, aggiungiamo un nuovo impianto!
…alla prossima puntata.

giovedì 17 febbraio 2011

Cartoline dalla bucolica Montichiari

Apriamo oggi una nuova sezione del blog, raccoglierà cartoline dell'agricola e bucolica Montichiari.
Potete prenderle e spedirle a vostri amici e conoscenti, faremo in questo modo conoscere al mondo la tanto decantata realtà monteclarense. Sarà un segno di ringraziamento e riconoscenza verso tutte quelle persone e quelle amministrazioni che hanno fatto diventare il nostro territorio quella splendida pattumiera che tutti noi conosciamo.

Inviateci le vostre foto, renderemo più ricca e dettagliata la collezione.

Ovini al pascolo su discarica Pulimetal. Febbraio 2011

venerdì 11 febbraio 2011

La puzza, l'arroganza e la coscienza

Da qualche giorno a Vighizzolo si sente una puzza terribile.
La colpa è della Gedit ( discarica di rifiuti tossico nocivi ) che da qualche settimana è entrata a regime nei conferimenti.
I 200 metri dalla prima casa di Vighizzolo si sentono tutti e l'odore acre degli scarichi industriali riempi l'aria e i polmoni. La gente è obbligata a respirare quest'aria fetida, carica di chissà quali sostanza tossiche e nocive. Ieri ho visto bimbi che entravano a scuola con un fazzoletto sul naso. Una scena pietosa.
E' in giorni come questi che il mio pensiero corre a quanti hanno richiesto, approvato e realizzato questa e le tante discariche che riempiono Montichiari. Penso all'azienda che fa profitti, alla politica che ha trovato il posto adatto e ha avvallato la richiesta, penso all'amministrazione comunale che forse non ha fatto tutto quello che poteva per impedirla.
Penso che se è vero che oggi "questione morale" suono come un termine obsoleto è altrettanto vero che questa è una questione di coscienza. E con la propria coscienza, prima o poi, ogni uomo fa i conti.
Mi chiedo: ma se anche solo un bambino si dovesse ammalare o una persona morire come potrebbero queste persone non sentirsi in colpa? Quali giustificazioni riusciranno a costruire per far tacere la propria coscienza?
Io ho scelto di lottare contro le discariche e mi sento fortunato, proprio non vorrei essere in loro!

Attorno a me vedo un grande fermento, la gente, solitamente pacata, si riscalda quando "annusa" il pericolo, quando gli toccano i figli e si rende conto che non ha più nulla da perdere.
Allora si arrabbia con chi gli ha raccontato bugie, con chi ha abusato del suo piccolo fazzoletto di potere, con chi ha sempre fatto affari usando la politica delle pacche sulle spalle.

Vedo tutto questo movimento e sono fiducioso, perchè è di fronte a tutto questo che ogni abuso di potere si sgretola e la politica arrogante si polerizza e la gente, quella comune di cui tutti facciamo parte, si riprende in mano il proprio futuro.

lunedì 7 febbraio 2011

Immagini e sensazioni raccolte durante la manifestazione di sabato 05/02/2011

..tanta rabbia, una grande paura, mille dubbi sul futuro ma una sola grande domanda:
dove cavolo era l'amministrazione comunale?










mercoledì 2 febbraio 2011

I misteri della Pulimetal


Quando viene aperta una nuova discarica il pensiero corre subito al futuro, ci si chiede se inquinerà le falde, se contaminerà il terreno, se sarà controllata o se verrà abbandonata a se stessa, se verranno fatti controlli trasparenti o se tutto verrà nascosto.
Questo perchè un'immensa montagna di rifiuti fa paura.

Noi a Montichiari in fatto di esperienza in discariche facciamo scuola ed è per questo che sul blog vorremmo raccontare la storia delle prime discariche, quelle chiuse, che a distanza di anni sembrano essere dimenticate, di cui non si conoscono dati certi e si ignorano gli effetti sul territorio circostante.

Oggi ci occupiamo di Pulimetal, la madre di tutte le discariche. Nacque da una delle tante bugie che la politica in questi decenni ha detto ai monteclarensi, venne infatti fatta accettare alla popolazione con la solenne promessa che sarebbe stata la prima e l'ultima discarica a Montichiari. La sua natura è misteriosa come misterioso è il suo contenuto ed il suo grado di sicurezza. Misterioso è il perchè non sia stata piantumata una volta sigillata ( pratica che avviene su quasi tutte le discariche), misteriosa è la presenza costante di un gregge di pecore che periodicamente vengono catturate.

Trovare dati su di lei non è stato facile, ci sono almeno una decina di siti web e di documenti che raccontano differenti versioni sulla sua capienza e sopratutto sul suo contenuto. Come sempre, per nostra e vostra fortuna, è venuto in nostro aiuto Wajdi con la sua inesauribile biblioteca di informazioni.

"Pulimetal è la prima discarica di Montichiari, in ordine di tempo, ed anche quella che doveva essere l'unica, stando al sindaco di allora, che poi ha dato parere positivo almento ad altre tre o quattro, Seac 1, Montiriam 1 e 2 e Valseco, dimenticavo: parere positivo anche a Cava Verde 1.

E' difficile sapere esattamente cosa c'è dentro. Probabilmente un po' di tutto: era nata per il fluff delle autovetture, cioè tutto quello che nell'auto non era ferro e plastica. La principale proprietaria era infatti una ferriera.

Però poi, con l'emergenza dei rifiuti di Milano dell'inizio degli anni 90* e con i controlli abbastanza limitati dell'epoca, ci finì dentro di tutto e oggi non si conosce di preciso il suo contenuto.
Anche le quantità smaltite variano parecchio, qualche volta anche per la confusione fra mq e t.

All'epoca anche il ripristino della discarica alla fine dei lavori non fu ben definito o, per lo meno, lo era in modo ritenuto corretto ma che oggi sarebbe considerato sicuramente insoddisfacente. La sua "tenuta" alle infiltazioni rimane quindi un grosso punto di domanda.

Penso sia questo il motivo per il quale sopra c'è un prato con le capre che, un giorno d'estate di un paio d'anni fa, ho visto inseguite da improvvisati pastori magrebini che le dovevano radunare e scortare via.

Tutto molto vago, all'epoca non esisteva informazione con internet, tutto funzionava a fotocopie, sull'argomento poche persone avevano interesse, anche se ci fu una manifestazione con corteo sulla statale dei cittadini di Vighizzolo, che già presagivano ciò che sarebbe avvenuto in seguito.

Era la prima discarica, avrebbe potuto (dovuto) essere l'ultima....... ma, causa un rilassamento generale, sappiamo bene come è andata finire.
Sono tempi passati che ci auguriamo non tornino più. 


SCHEDA TECNICA
UBICAZIONE : LEVATE DI VIGHIZZOLO
TIPOLOGIA RIFIUTI RIFIUTI SPECIALI ASSIMILABILI AGLI URBANI
DATI CATASTALI FG.11 ‐ MAPPALI 9p+10+14
SUPERFICIE OCCUPATA 140.000
VOLUME UTILE 1.800.000
INIZIO ATTIVITA' 11/03/1987
DATA DI CHIUSURA 07/05/1994
AUTORIZZAZIONI IV/15441 DEL 09/12/86+IV/30713 del 22/03/88+IV/54595 del 22/05/90
CONVENZIONE CON COMUNE a seguito di modifica piano di smaltimento di cui alla delibera IV/5459527/4/87 (delibera CC n° 13 del 26/02/87) integrazione del 26/11/90
TONNELLATE RIFIUTI CONFERITI 2.412.318,47
INTROITI 4.230.088,41

PARERI COMUNE FAVOREVOLE

I principali dati e delibere erano pubblicati sul sito ecologia.montichiari.it del comune, ma da un paio di settimane, chissà perchè, non sono più visibili."

Se qualcuno fosse curioso di sapere che fine hanno fatto i dati può chiedere direttamente all'Assessore all'Ecologia ed Ambiente del Comune. 
Questo è il suo profilo facebook!
*


Per i più curiosi alcuni link in merito all'allora famosa crisi dei rifiuti a Milano nel 1995
> dall'archivio del corriere della Sera
> dal corriere della Sera
> dalla stenografia della camera un documento in cui si parla della discarica Monteclarense