mercoledì 11 maggio 2011

Lega, rifiuti e cave bresciane: un mondo di nomi ricorrenti, di rapporti non sempre trasparenti con romani e "terroni"

Pubblichiamo volentieri questo articolo apparso oggi su Brescia point. Alcuni nomi a noi Monteclarensi suonani familiari e alcune vicende ci riguardano da vicino. Buona lettura.

Nella storia raccontata la settimana scorsa c’erano un paio di spunti lasciati lì per un successivo sviluppo; dei fili destinati a legare le situazioni descritte con altre da descrivere. Uno di quei fili si chiama Giovanni Rosti. Il Sig. Rosti, classe 1962, è presidente del Consiglio di Amministrazione di quella Cooperativa Team Service a r.l. che controlla la Team Ambiente SpA di Prato, società nel consiglio di amministrazione della quale si ritrovano i nomi sia dello stesso Rosti che dell’onorevole leghista Giovanni Fava, presente anche nella Palladio Team Fornovo srl.
I nomi delle società nelle quali il Sig. Rosti ricopre cariche sociali sono in parte già noti al lettore della settimana passata, in parte nuovi:
  • Palladio Team Fornovo srl;
  • Ecoservizi SpA;
  • Nova Spurghi srl;
  • Eco-Pol SpA;
  • Valdepur Service srl;
  • Val.S.Eco srl;
  • Iris srl;
  • Consorzio Systema Bonifiche;
  • Systema Gestioni srl;
l’elenco potrebbe continuare a lungo, ma alcuni di questi nomi paiono più significativi di altri perché segnalano il percorso del nostro filo, un filo il cui capo porta fuori dalla Padania Felix.
Infatti, alcune di queste società, in particolare quelle che recano nella denominazione la parola “Systema”, ma non solo, devono essere riferite a un personaggio che, nel mondo dei rifiuti, ha un rilievo assoluto a livello nazionale. Si tratta di Manlio Cerroni, avvocato romano, classe 1926.
Del Sig. Cerroni si sono occupati e si occupano in tanti: commissioni parlamentari (http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/doc/xxiii/040/d010.htm), media, comitati antimafia. Per farsi un’idea del coacervo di interessi che si intrecciano nel business dei rifiuti, vale la pena di leggere il documento descrittivo predisposto dall’Associazione Antimafia “Antonino Caponnetto” – Regione Lazio (http://www.comitato-antimafia-lt.org/sito/documenti/Rifiuti-Connection.pdf) da cui emergono, tra le tante cose, da un lato il ruolo e lo spessore del personaggio Cerroni, dall’altro la pericolosità del settore, dimostratosi molto attraente per gruppi operanti fuori dalla legalità.
Cerroni che, per citare un dato di comune conoscenza, è dominus della discarica romana di Malagrotta, di cui s’è parlato anche recentemente nell’ambito di un’inchiesta giornalistica condotta dalla trasmissione televisiva “Report”.
L’Avv. Cerroni è presidente del consiglio di amministrazione della Systema Ambiente srl, che ha sede a Brescia in via dei Santi, 58; la società si occupa de “l’attivita’ di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento, smaltimento, recupero, riciclo e commercializzazione sia in italia che all’estero, di rifiuti in genere, solidi e/o liquidi, urbani e/o speciali pericolosi e/o non pericolosi”. Oggi, il controllo della società è senz’altro in capo a Cerroni, risultando il capitale così ripartito:
  • COMEDI Impianti srl (Roma, Via Card. De Luca, 22) detiene il 12,55%;
  • FORMICA Ambiente srl (Roma, Via Groenlandia, 47) detiene il 29,72%; questa società è citata nel documento dell’Associazione Caponnetto e vede, tra i suoi amministratori, tale Pietro Giovi, indicato come socio e sodale dell’Avv. Cerroni;
  • INVESTIMENTI Ecologici SpA (Bologna, Via San Vitale, 40/3/D), detiene il 25,10% e  Cerroni  ne è socio unico e amministratore unico; la sede è a Bologna, ma la società risulta nata a Brescia, e solo successivamente trasferita a Bologna
  • PETROMARINE Italia srl (Roma, Via G. d’Arezzo, 28) detiene il 7,53%; Cerroni ne è stato presidente del consiglio di amministrazione;
  • SOCIETA’ ECOLOGICA MERIDIONALE IMPIANTI SMALTIMENTO srl (anche questa in Roma, Via G. d’Arezzo, 28) detiene il 25,10%.
La Systema Ambiente srl nasce con la denominazione di Systema srl e cambia nome nel 2005 quando incorpora una serie di società, tutte sotto il controllo dell’Avv. Cerroni: NOVA SPURGHI srl di Brescia; VALDEPUR SERVICE srl di Brescia; RAMOCO srl di Genova; ECOSERVIZI SpA di Brescia; TRANSECO srl di Inzago (MI); ECO-POL SpA di Bagnolo Mella (BS); ESCAVA srl di Inzago (MI). In seguito, incorporerà anche la SYSTEMA GESTIONI srl, di Brescia.
Scorrendo le vicende del capitale sociale della Systema Ambiente srl, tra i suoi soci, oltre alle società più i meno orbitanti intorno all’Avv. Cerroni, si trova anche il Gruppo Feralpi, con la FERALPI HOLDING SpA (all’epoca, Feralpi Siderurgica SpA). Il Gruppo Feralpi risulta avere rilevato, nel 1995, delle partecipazioni minoritarie da SLIA srl (appartenente al Cerroni secondo quanto accertato dalla commissione parlamentare d’indagine sul ciclo dei rifiuti); dalla CALEPIO SCAVI SpA; e dalla ISA SpA. Poi, attraverso più cessioni, da ultimo alla INVESTIMENTI ECOLOGICI SpA, sempre di Cerroni, esce dal capitale della società.
Ma questo non esaurisce i rapporti tra il Gruppo Feralpi e i soggetti descritti sia nell’attuale che nella precedente puntata; il contatto si mantiene attraverso gli incroci di partecipazioni e la presenza di uomini negli organi societari.
La DUE “I” – INVESTIMENTI INDUSTRIALI SpA, socio unico la Feralpi Holding SpA, partecipa o controlla diverse società, ma, soprattutto, controlla il 70% del capitale della ECOETERNIT srl (Brescia, Via F.lli Lechi, 15), di cui è unico amministratore il Sig. Mauro PAPA, di Gavardo, classe 1962.
E, ancora, la FAECO SpA, sempre interamente posseduta da Feralpi Holding SpA, partecipa e controlla diverse società, ma, in particolare, controlla la FAECO AMBIENTE srl, di cui è presidente e amministratore delegato ancora Mauro Papa.
Nella Ecoeternit srl il 30% che non appartiene al Gruppo Feralpi attraverso Due “I” – Investimenti Industriali SpA è pariteticamente diviso tra:
MPH Srl, con sede in Brescia, Via Creta, 78, socio unico e amministratore unico: Mauro Papa; e
ANTHESA srl, con sede a Calcinato (BS) Via Don Minzoni, 21, che abbiamo già visto la settimana scorsa: socio pressoché unico la Fiduciaria Aletti SpA, amministratore unico Sabrina Chellini, sfera di controllo: Antonio Goffi.
La saldatura, dunque, è tra Feralpi, Goffi e Papa; ma anche tra questi e Fava, come s’è visto la scorsa settimana, con il corollario di rapporti con Palladio Finanziaria e Rosti; e, in base agli elementi di oggi, il rapporto si estenda da questi a Cerroni, soprattutto attraverso il ruolo di un uomo: GIANCARLO RUSSO CORVACE, tarantino, nato nel 1953 e residente a Roma.
Russo Corvace accumula un numero impressionante di cariche in consigli di amministrazione e collegi sindacali: banche e finanziarie; società del gruppo Enel, del gruppo Wind, società operanti nel settore energia e ambiente da Palermo a Catania a Roma; gli Aeroporti di Roma; società per lo sviluppo del nucleare; imprese costruttrici; società che trattano gas combustibili; la squadra di calcio della Roma. E, naturalmente, rifiuti.
La scheda predisposta dall’Associazione Caponnetto ne parla come di un uomo che ha avuto e ha ruoli di rilievo in società di particolare importanza nel settore dei rifiuti. Indiscutibile il suo rapporto con l’Avv. Cerroni, al quale lo stesso elaborato della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti ha conferito un peso rilevante nel settore, e al quale, solo nel bresciano, sono riferibili: Investimenti Ecologici SpA (nata a Brescia e spostata a Bologna); Ambiental Geo soc.consort.r.l.; Systema Ambiente srl; Mara Ambiente srl; Ecoservizi SpA; Eco-Pol SpA; Systema Finanziaria srl; Vals.Eco srl; Iris srl; Pulimetal srl.
Ebbene, Giancarlo Russo Corvace è presente, soprattutto come componente del collegio sindacale, ma spesso anche come amministratore, anche con deleghe, in molte società dell’Avv. Manlio Cerroni (Ecoproject srl; Systema Finanziaria srl; Vals. Eco srl; Eco.Pol SpA; Polimetal srl; Itac srl; Systema Ambiente srl; Ecoservizi SpA – sono state quasi tutte accorpate e fuse in Systema Ambiente srl), ma anche in molte società del Gruppo Feralpi (Feralpi Holding SpA; Feralpi Siderurgica SpA; Faeco SpA; Due “I” – Investimenti Industriali SpA; Acciaierie di Calvisano SpA; Agroittica Lombarda SpA; Nuova De.Fi.M. SpA; ma, soprattutto: Pas-Fin srl, che è la cassaforte di famiglia dei proprietari del Gruppo Feralpi, nella quale Russo Corvace è presidente del consiglio di amministrazione).
E così, oltre che da sfumati rapporti societari, il gruppo dell’Avv. Cerroni e il Gruppo Feralpi sono collegati dalla figura di Russo Corvace; il gruppo Cerroni e quello Fava/Palladio sono collegati dalla figura di Rosti attraverso il quale si arriva anche al gruppo di società di Antonio Goffi, che ha solidi legami col Gruppo Feralpi, testimoniati dalle partecipazioni comuni e dalla figura di Mauro Papa.
Ci sono due società, poi, il cui nome ricorre con singolare frequenza nelle compagini societarie della gran parte dei protagonisti di questa storia: si tratta della Nazionale Fiduciaria SpA e della Fiduciaria Aletti SpA, entrambe con sede a Brescia, in Viale Bornata, 42. Si trovano, una o l’altra, o tutt’e due, in:
  • Anthesa srl (Goffi);
  • Caika srl (Fava e Rossi, suo socio storico);
  • Sereco srl (Goffi con Anthesa ; Papa con MPH e Mappafin; Feralpi con Faeco)
  • Mappafin srl (Papa)
  • Pas-Fin srl (cassaforte di famiglia del Gruppo Feralpi)
  • Lumo SpA (Goffi)
  • Gima SpA (Goffi)
  • Ecoeternit srl (Goffi).
Quello dei rifiuti si sta rivelando un mondo di nomi ricorrenti, di rapporti non sempre trasparenti, di intrecci quasi impenetrabili. Una specie di jungla, in cui un padano DOC come l’onorevole leghista Gianni Fava deve convivere, e pare riuscirci molto bene, con quelli che dai suoi colleghi di partito sarebbero definiti “pericolosi romani” e “infidi terroni”.
L’esplorazione continua.

mercoledì 4 maggio 2011

Novità dalla discarica Bernardelli


E' notizia di questi giorni che la Bernardelli Inerti s.r.l. ha richiesto l'autorizzazione allo smaltimenti di una nuova tipologia di rifiuti nella discarica gestita in via Levate a Vighizzolo (Montichiari).

I nuovi rifiuti sono classificati con codice 01 05 99 e fanno parte della categoria "fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione". Sulla loro composizione non si sa molto in quanto sono denominati come "rifiuti non specificati altrimenti". leggi la classificazione dei rifiuti.Quello che si sa è che derivano dalle operazioni di scavo effettuate nella realizzazione del passante ferroviario dell'alta velocità a Firenze. Durante tali operazioni vengono utilizzati agenti chimici con lo scopo di inertizzare la polvere, in questo modo il terreno diventa fango altamente contaminato.

...un nuovo duro colpo per il nostro territorio già provato da scempi di ogni genere.



Vi terremo informati sugli sviluppi della richiesta.

Per chi volesse saperne di più pubblichiamo il link della società Bernardelli.
http://www.bernardelligroup.com/