mercoledì 22 giugno 2011

...in risposta al nostro post sulla lettera della sig.ra Grandi

Pubblichiamo con piacere un bel intervento che ci è arrivato da un nostro lettore in merito al post sulla lettera della sig.ra Grandi. Ringraziamo l'autore e vi auguriamo buona lettura.

"Temo che per poter rispondere anche io in maniera compiuta alla signora e a gli altri commenti postati dovrei togliere parecchio spazio.
Alla Signora dovrei rispondere che al BioGas è stato attribuito questo nome perchè deriva dalla naturale fermentazione dei rifiuti e i rifiuti sono inquinamento perciò definirlo "biologico, e che si crea senza inquinamento" è un’offesa all’intelligenza di chi ha pronunciato le stesse parole.
Di rifiuti ce ne sono di due tipi: quelli pericolosi e quelli no. Anche la semplice segatura o il semplice ferro per la normativa comunitaria sono classificati rifiuti. Quelli che sono recuperabili (segatura, ferro ecc..) è vero che sono una risorsa perché permettono di non sprecare energia per estrarre o produrre nuove materie prime. Ma anche qui c’è una bella differenza dal definire che i “rifiuti se la normativa è rispettata diventano una risorsa”. Nelle discariche di rifiuti pericolosi come Gedit la parte organica che produce Biogas è molto limitata. Ma il biogas viene comunque prodotto e vi è l’obbligo di estrarlo perché le sacche che formerebbe sotto gli strati di rifiuti sarebbero altamente pericolose per esplosioni , autocombustioni e questo porterebbe al potenziale sviluppo di un incendio dalle dimensioni stratosferiche e ingestibile.
La normativa prevede perciò l’obbligo di estrarlo e qui si hanno due scelte bruciarlo e basta oppure utilizzarlo per produrre energia. Meglio quest’ultima.
Vorrei poi sapere da quali studi scientifici la Signora ha appreso che dopo 40 anni i rifiuti pericolosi, tossici e nocivi (perché la Gedit è autorizzata per questi rifiuti) che la sua discarica ospita si trasformeranno in un fertile terriccio con il quale concimare gli orti e fare crescere belle foglie di lattuga e rossi pomodori. Invito la signora a far mangiare le verdure coltivate con questi terricci e bere il latte delle mucche che si sono nutrite delle erbetta che sopra ci sarà cresciuta ai proprio nipoti se e quando ne avrà il coraggio magari dopo averli tenuti sulle proprie ginocchia e averle raccontato questa fantastica “storia ecologica”.
La verità è che i rifiuti si producono dappertutto partendo dalle nostre case a qualsiasi attività produttiva.
Oltre a produrne di meno o cercare di non produrne dobbiamo però pensare a dove mettere e come gestire quelli che non possiamo riutilizzare. E qui c’è poco da fare.. Servono le discariche. Allora entrano in gioco i privati come la Gedit che vedono i rifiuti come la “mission” per fare soldi e non di certo la mission è quella della tutela dell’ambiente … quella la fanno i ricercatori che lavorano per trovare nuove strade, tecnologie per recuperare quel che ora si deve sotterrare. La Gedit di certo questo non lo sta facendo o per lo meno fino ad ora non ci è dato sapere. Quindi meglio non dipingersi come unti dal Signore per proteggere l’ambiente e la salute quando invece i rifiuti sono solo ed esclusivamente un business.

A Cantagallo devo dire che non ho nulla da eccepire su quanto ha detto tranne una cosa.
Quando dice che “La discarica per quanto ben fatta e sigillata prima o poi perde del percolato e questo, inevitabilmente, inquina le falde acquifere. Non si vede perchè altrimenti un gestore avrebbe l'obbligo ventennale di gestire e monitorare la discarica” non mi trova d’accordo.
Che per forza di cose prima o poi si buchi non è affatto detto, potrebbe capitare come potrebbe non capitare. Quindi non è per la certezza che si buchi che la viene imposto di monitorare la discarica. Il gestore di una discarica viene obbligato a monitorare tutta una serie di possibili impatti e dato che si è assunto la responsabilità di gestire e condurre un simile tipo di impianto a fronte di cospicui introiti di denaro, viene dato l’obbligo anche di provvedere a proprie spese a intervenire nel caso qualsiasi cosa di dannoso per l’ambiente potrebbe capitare anche dopo la fine del conferimento dei rifiuti. Estrazione del percolato e smaltimento dello stesso, estrazione e gestione del biogas, perdite nel sottosuolo, odori, emissioni di qualsiasi genere, assesti geologici imputabili ai rifiuti …

martedì 7 giugno 2011

In risposta alla sig.ra Daniela Grandi

In questi giorni abbiamo letto un "incredibile" articolo sul Giornale di Brescia e, a seguire, su Paese Mio in cui la sig.ra Daniela Grandi, Presidente della discarica Gedit e del gruppo Gabana illustrava il progetto didattico volto a far conoscere ai bambini la realtà della discarica. Storielle di mucchine, dottooresse e bimbi con l'obiettivo dichiarato di formare la sensibilità dei piccoli studenti cercando di fargli capire che in discarica il rifiuto è una risorsa e che attraverso di essa si fa del bene alla natura. Siccome credo che sia facile dire fesserie e spacciarle come verità quando si fa un monologo e non si è in presenza di un giornalista che, con le sue domande e obiezioni, fa il contraddittorio ho pensato di postare l'articolo e motivare le ragioni del mio dissenso. Cercherò di farlo in maniera garbata perchè non abito lontano da Gedit, sento molto il problema e sono anche molto arrabbiato. 



Di seguito, per punti, le ragioni del mio dissenso:
  • L'insegnamento dovrebbe essere ad appannaggio di persone con un forte senso etico. Chi insegna sa che le nozioni fornite avranno un ruolo determinante e decisivo nella crescita dei bambini e che esse determineranno, con tutta probabilità, le convinzioni e gli ideali dei futuri uomini. Insegnare che la discarica è una soluzione ecologia e moderna per la gestione del rifiuto come risorsa è una FALSITA'.  I bimbi vanno educati e formati ai più avanzati studi e ritrovati scientifici, quelli che ad oggi promettono il miglior tenore di vita, lo sviluppo sostenibile per noi, per i nostri figli e tutte le future generazioni. La discarica rappresenta un modello obsoleto di gestione dei rifiuti, è un retaggio del passato. E' una grossa buca in cui vengono messi rifiuti, o delle risorse per citare l'articolo, che non si sanno trattare in altro modo e lì vi rimarranno per sempre. E' quanto meno bizzarro raccontare la favola che dopo 40 anni ci  sarà del fertile e profumato terriccio. 
  • La discarica per quanto ben fatta e sigillata prima o poi perde del percolato e questo, inevitabilmente, inquina le falde acquifere. Non si vede perchè altrimenti un gestore avrebbe l'obbligo ventennale di gestire e monitorare la discarica.
  • La produzione di gas in una discarica è risibile se parametrata alla quantità di materia che contiene. Il tanto decantato biogas non è sufficiente per affermare che in questo modo il rifiuto è trattato come una risorsa.
  • La discarica non produce solo metano (CH4) ma anche una considerevole quantità di diossido di carbonio (CO2).
  • La Gedit puzza! Al suo interno vengono conferiti fanghi che provengono da lavorazioni come la concia delle pelli. La loro fermentazioni genera un odore nauseante che, sopratutto nei giorni di pioggia, rende la vita impossibile a molti bambini e persone che nei pressi della discarica ci vivono, studiamo, lavorano. La sig.ra Grandi è al corrente del fatto che le prime case distano 100 mt e che il complesso scolastico dei bimbi è a 750 mt? La sig.ra Grandi è mai venuta a valutare di persona l'impatto del suo gioiellino? La situazione è talmente seria che dopo innumerevoli segnalazioni da parte dei cittadini l'ARPA di Brescia ha installato centraline di rilevazione per valutare l'effettivo impatto dell'impianto sull'aria della frazione di Vighizzolo.
  • Durante il concerto "Sos Diskariche rock" i rifiuti conferiti nella Gedit sono stati abilmente coperti da un grosso telo. La cosa è ben visibile nelle riprese video fatte all'interno della discarica ( video), perchè i gestori hanno speso tempo e soldi per fare questa operazione? Forse perchè la puzza è nauseante e può creare problemi di salute a chi respira l'aria?
  • La Gedit smaltisce rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi non tossico nocivi, non è una discarica di "umido", sulla base di quali studi scientifici la sig.ra Daniela può affermare che dopo 40 anni ci sarà del terriccio? Lei si impegnerebbe ad utilizzarlo nel suo orto?
  • La Gedit rappresenta nella sua essenza uno dei grandi mali dell'economia moderna; il modello che prevede il beneficio di pochi a discapito del malessere di molti. Il Gruppo Gabana guadagna milioni di euro con la gestione dei rifiuti, i bimbi di Montichiari, Castenedolo, Calcinato, Calvisano.... cosa ne guardano? Qualche spensierata ora di gita scolastica?
La discussione è aperta, chiunque voglia può postare qui le sue idee, le sue ragioni, il suo dissenso.