mercoledì 30 novembre 2011

Da "La Repubblica". Qualcuno mi spiega di chi ci dobbiamo fidare noi comuni mortali?

Tangenti, bufera sul Pirellone arrestato il pdl Nicoli Cristiani

Maxi operazione fra Cremona, Milano e Bergamo. Sequestrati due cantieri della Brebemi, una cava destinata a una discarica d'amianto e un impianto per il trattamento dei rifiuti. Fra gli imprenditori e i politici in carcere c'è il vicepresidente del consiglio regionale lombardo

Il vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), è stato arrestato all'alba dai carabinieri di Brescia. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nell'ambito di un'inchiesta per una presunta tangente da 100mila euro. L'operazione dei carabinieri di Brescia, supportati da personale del Ris e da un elicottero, ha condotto all'arresto di imprenditori, politici e funzionari pubblici.

I reati contestati sono traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione. Sequestrati la cava di Cappella Cantone (Cremona) destinata a una discarica di amianto, un impianto per il trattamento di rifiuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri della Brebemi a Cassano d'Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo). L'operazione ha impegnato 150 uomini dell'Arma. In carcere anche il coordinatore degli staff dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) della Lombardia. I militari si sono presentati in
tarda mattinata al Pirellone, dove Nicoli Cristiani ha i suoi uffici istituzionali al 24esimo piano.

"Colpito dalla notizia", ma anche "fiducioso nell'operato della magistratura": il presidente del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, ha commentato in questi termini l'arresto del suo vice.
 
"Sono rimasto profondamente colpito - ha detto Boni - dalla notizia della custodia cautelare: ho piena fiducia nell'operato della magistratura e confido nel fatto che il vicepresidente Nicoli Cristiani sappia dimostrare l'estraneità ai fatti contestati". Il presidente Boni non ha aggiunto altro sui particolari della vicenda, anche perché, è stato fatto notare al Pirellone, la notizia dell'arresto a Brescia è stata appresa dalla stampa e non c'è alcuna comunicazione ufficiale sui tavoli della presidenza.

Legambiente Lombardia sostiene che "con gli arresti di oggi e i sequestri dei cantieri Brebemi viene alla luce l'ennesimo sistema di malaffare e corruzione made in Lombardia. E, tanto per cambiare, la vicenda assume tutti i connotati di una gigantesca cupola ecomafiosa". "Restiamo in attesa di conoscere i dettagli - fa sapere Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - ma intanto chiediamo spiegazioni dei troppi misteri che avvolgono il finanziamento autostradale Da anni sfidiamo gli avvocati di Brebemi denunciando che i cantieri lavorano senza le garanzie degli istituti di credito. Ora vogliamo vederci chiaro, perché il pericolo che avevamo paventato nei giorni scorsi diventa terribilmente concreto: che la Brebemi resti un ecomostro incompiuto e che alla fine i soldi li debba mettere lo Stato più indebitato d'Europa".

fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/11/30/news/traffico_illegale_di_rifiuti_coivolti_politici_e_imprenditori-25825370/?ref=HRER1-1

Dal Giornale di Brescia odierno

determinanti le intercettazioni

Brescia, arrestato Nicoli Cristiani


Arrestato all’alba il vicepresidente del Consiglio regionale, il 68enne Franco Nicoli Cristiani (Pdl). I carabinieri su disposizione del Gip di Brescia Bonamartini hanno eseguito l’ordinananza di custordia cauterlare nell’ambito di una inchiesta per una tangente da 100mila euro.
Oltre a Nicoli, destinatarie di ordinanza anche altre 9 persone, tra queste un bresciano residente in provincia. L’indagine, avviata 8 mesi fa e coordinata dai magistrati Silvia Bonardi e Carla Canaia, ha portato al sequestro di alcuni cantieri Brebemi nei territori di Milano e Bergamo. Determinanti per la svolta di queste ore sarebbero state le intercettazioni telefoniche. 

fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/brescia-arrestato-nicoli-cristiani-1.988766

martedì 29 novembre 2011

Aspettando l'esito della richiesta PADANA GREEN

La richiesta presentata da PADANA GREEN srl per una nuova discarica in Montichiari umilia la popolazione di un comune martoriato oltre la misura della decenza ed è uno schiaffo al buon senso.
Tuttavia chi l'ha presentata è un imprenditore e opera per il solo profitto, al massimo gli possiamo rinfacciare di non sapere cosa sia l'etica e di operare nello sprezzo della sostenibilità ma sostanzialmente fa il suo lavoro ( male ma lo fa). Ora l'attenzione si sposta sulla Provincia e sulla Lombardia che dovranno valutare la richiesta e decidere se approvarla o rimandarla al mittente. La logica del buon senso non darebbe spazio a dubbi su quale delle due soluzioni adottare ma si sà, in politica nulla è logico e scontato. Oggi vorrei quindi non aggiungere parole ma far parlare solo un'immagine. Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro.

Fiduciosi, come sempre, restiamo a guardare e aspettiamo.

Dal Bresciaoggi...stiamo a vedere.

venerdì 25 novembre 2011

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI

Ciao a tutti, per questo fine settimana vi posto un link con un "gustoso" testo da leggere tutto d'un fiato.
Si tratta del resoconto stenografico ( non corretto ) della seduta, avvenuta alla camera dei deputati il 5 maggio scorso, della commissione d'inchiesta sulle attività illecite connesse ai rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella.

> link della seduta

Vengono chieste spiegazioni, al presidente della provincia di Brescia Molgora, all'assessore Dotti e al direttore d'area Davi, sulla situazione delle cave e discariche bresciane e vengono fatte alcune domande molto precise sulla situazione di Montichiari definita da Daniela Mazzucconi "..questione di una pesantezza enorme".
L'impressione generale è che i tre non abbiano molta voglia di ripondere alle domande e che sul nostro comune tendano a tergiversare. Siccome però voglio lasciare a voi ogni commento mi limito a segnalare alcuni passaggi che ho trovato interessanti.

Alla domanda "Qual è l’indice di pressione ( riferito alla quantità di rifiuti)  per il comune di Montichiari?"
RICCARDO DAVI risponde che il dato non è molto alto ( come dargli torto!). La colpa però, si limita a sostenere, è del parametro di calcolo che è sbagliato e loro ( Provincia ) sono in attesa di direttive dalla Regione.

Continua dicendo che Montichiari è ambito per la ghiaia, la Provincia autorizza cave ma è poi colpa della Regione se finisce che le riempiono di rifiuti, termina contando 4 discariche ( ed è qui che mi sorgono un po' di dubbi. I conti priorio non mi tornano )

Daniela Mazzucconi, a questo punto, dice una cosa ovvia e semplice come la direbbe un bambino:  "Scusi presidente, non è detto che tutte le volte che si fa un buco si debba per forza trasformare in una discarica, ci si possono mettere anche altre cose"
...e come accede spesso, difronte alle osservazioni ovvie, la politica dice cose fumose, confonde le acque del discorso e di fatto non risponde.

Buon fine settimana a tutti.

P.s. Ringrazio il lettore che mi ha inviato il link. E' questo il bello della rete; che tutti possiamo partecipare alla diffusione dell'informazione.

mercoledì 23 novembre 2011

La politica alla prova dei fatti

Di questi tempi in cui i tecnici mandano si sostituiscono ai politici che si sono dimostrati incapaci di risolvere i problemi (quelli veri) e in cui la gente ha una totale e assoluta disfiducia nei confronti della politica abbiamo la possibilità di mettere alla prova la nostra giunta regionale.

A questo link si possono leggere le promesse, in tono trionfalistico, della politica lombarda ( Lega nord in primis) a seguito della risoluzione della Commissione Ambiente. Leggi tutto l'articolo.

Oggi c'è una nuova richiesta di discarica proposta dalla Padana Green s.r.l.
Siamo alla prova dei fatti, ce la farà la politica a mantenere la parola data?
Si accettano scommesse.

Una verde giornata a tutti.

martedì 22 novembre 2011

PADANA GREEN ecco chi ci sta dietro!

Il nome Padana Green srl, società con sede legale a Brescia in via Cerca, non dice nulla ai più. Appare come un’azienda nuova di zecca, nasce infatti il 23/06/2011, dotata della giusta dose di verginità ( non annovera altre iniziative prima della discarica proposta in Montichiari) e soprattutto nata con la poliedrica vocazione al “tutto fare”. Nell’oggetto sociale annovera le più svariate attività imprenditoriali – che vanno dalla protezione ambientale, alle discariche, alla depurazione delle acque, all’esercizio del finanziamento di società controllate, ai servizi di pulizie, al compostaggio e chi più ne ha più ne metta.Amministratore delegato è tale Baruzzi Gabriele, classe 1964 nativo di Sabbio Chiese e residente in Lonato.

Fino ad ora nulla di particolarmente interessante ma è leggendo il curriculum di questo giovane imprenditore che si comincia a delineare la grande famiglia di cui fa parte la Padana Green srl e si cominciano ad intravedere i contorni degli interessi legati alla nuova discarica.

Il Baruzzi ha infatti un pedegree di tutto rispetto: risulta infatti procuratore speciale della Nuova beton s.p.a., procuratore speciale della Cava Calcinato s.r.l., presidente dell’associazione sportiva dilettantistica nuova Valsabbia, procuratore speciale della D.D.R. s.r.l, Socio accomandatario della Elisir s.a.s., e udite udite procuratore speciale del Gruppo Faustini s.p.a. e procuratore speciale della Profacta s.p.a.Queste ultime due aziende, poco vicine al concetto ortodosso di ecologia, operano nel settore dell’escavazione, costruzione, smaltimento rifiuti in discarica e legano il loro nome ad un altro contestato e "assurdo" progetto: la discarica d'amianto di via Brocchi, in zona San Polo a Brescia.
Insomma, il cerchio si chiude e scopriamo di avere a che fare con un pezzo grosso del settore.

...ma si sà che le grandi sfide creano grandi stimoli e noi faremo il possibile per fermare questo nuovo, allucinante, scempio del territorio.

Per i più curiosi sul sito della regione la richiesta si è arricchiata di nuova documentazione tecnica.

lunedì 21 novembre 2011

In 4000 per i cani di Green Hill, 4 gatti per la difesa dell'ambiente.

Il mio pensiero del lunedì mattina questa settimana è per l'imponente manifestazione contro l'azienda Green Hill di sabato. Quello che mi ha particolarmente impressionato è stato il numero di partecipanti e lo spirito battagliero con cui è stata vissuta la manifestazione da parte di tutti i presenti.
La causa promossa dal Comitato contro Green Hill ritengo che sia legittima, non vorrei essere frainteso in questo, ma quello che proprio non capisco è questo sentimento collettivo, ben rappresentato dai servizi di Studio Aperto, secondo cui ci emozioniamo di più per un cane abbandonato e maltrattato che non per la morte di un uomo. Voglio dire che a Montichiari ci sono alcuni problemi gravissimi che vengono sonoramente snobbate dai più. Una manifestazione pro-ambiente dubito che a Montichiari potrebbe portare in piazza  4000 persone inferocite eppure viviamo una situazione di tale degrado che già si registrano un numero crescente di patologie respiratorie ai bimbi e che, verosimilmente, poterà negli anni  a situazioni imprevedibili e drammatiche. Senza fare inutili catastrofismi non è remoto pensare ad aumento di malattie legate all'inquinamento come tumori e leucemie con il progessivo deterioramento delle decine di discariche che abbiamo nel nostro territorio e la conseguente contaminazione di falde e terreno. Persino la recente richiesta di creazione di un'ennesima discarica contenente amianto sembra non interessare alla maggioranza dei monte clarensi che pure mi aspetto abbiano figli e nipoti. Green Hill è riuscita, al contrario, perfino nell'intento di portare in piazza un pezzo grosso della politica come un ex ministro.
Penso quindi alla manifestazione, peso ai bambini che corrono nel loro giardino e non riesco a non arrabbiarmi.

Un saluto a tutti e buona settimana.

P.s. per quanto poco possa valere vorrei portare la mia solidarietà alla sindaco Zanola per l'ignobile e scorretto attacco a lei sferrato attraverso la pagina Facebook del Comitato contro Green Hill. I social sono un grande strumento di democrazia e informazione ma lo sono solamente fino a quando gli imbecilli non lo usano per offendere ed infamare grauitamente le persone. Chi scrive sui social dovrebbe ricordarsi che scrivere è un atto di responsabilità perchè ogni nostra azione può causare situazioni insapettate e fuori dal nostro controllo. Sarebbe pertanto il caso di riflettere bene prima di pubblicare qualsiasi cosa perchè non è detto che tutto quello che pensiamo sia intelligente.

giovedì 17 novembre 2011

Marcello Gabana rivive in un fondo di solidarietà

Leggo questa mattina un interessante articolo su Bresciaoggi in cui si parla di un incontro, organizzato dalla Fondazione Comunità bresciana, in cui è stato presentato un fondo dedicato alla memoria dell'imprenditore Marcello Gabana. ( leggi l'articolo).
Un lungo encomio alla filantropia di un uomo ed un imprenditore il cui ricordo rimane profondo nella comunità bresciana.

Dell'articolo rimango piacevolmente colpito da una frase pronunciata dall'imprenditore: «un'azienda di successo ha il dovere di spendere una parte del suo profitto per il sociale e per lo sport».

Poi penso a questo terribile ultimo anno vissuto in compagnia della Gedit e mi chiedo come mai gli eredi non hanno colto la grandezza di questo pensiero e non hanno agito di conseguenza?
In fondo cosa gli sarebbe costato incontrare la popolazione danneggiata da una loro attività imprenditoriale per capire insieme come poter convivere senza rendersi la vita impossibile? La gente, ne sono certo, non avrebbe chiesto i loro soldi - o parte del loro profitto - ma un rispetto delle regole e del proprio ambiente.

Ma si sa la filantropia è dote posseduta solo dalle grandi persone.

Buona giornata a tutti.

mercoledì 16 novembre 2011

Rifiuti: Nel Bresciano l'ambiente è compromesso e a Montichiari gravi problemi di salute.

(red.) La situazione dello smaltimento dei rifiuti in Lombardia è soddisfacente, ma la ”principale criticità” riguarda le bonifiche alle quali, peraltro, guarda anche la criminalità organizzata. E’ la fotografia descritta da Gaetano Pecorella a conclusione delle indagini della Commissione parlamentare di inchiesta, di cui è a capo, sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, che ha ultimato la sua indagine in Lombardia.
”La principale criticità in Lombardia è collegata al fatto che vi è stato un grande sviluppo industriale, senza alcun intervento per evitare che i territori venissero inquinati con discariche selvagge”, ha spiegato Pecorella, “per questo oggi la Lombardia deve affrontare il problema delle bonifiche”.
Secondo Pecorella, ”collegato alle bonifiche c’è un grande giro di capitali e, in questo grande giro, può accadere che si infiltri la criminalità organizzata, come già è accaduto e come già la magistratura ha verificato, soprattutto per lo sbancamento terra”.
Ad avviso del presidente della Commissione parlamentare d´inchiesta sui rifiuti che si è riunita martedì a Milano, ”le situazioni più problematiche sono quelle note: quelle di Pioltello e dell’ex area Falck, che non sono piccole o medie discariche o piccole zone del territorio, ma si estendono su centinaia di migliaia di metri quadrati, quindi con grandi investimenti che sono anche collegati, in parte, a grandi interessi”. ”Fatte le bonifiche”, ha proseguito Pecorella, “quei territori saranno usati per attività edilizie. Quindi noi abbiamo parlato con i magistrati che abbiamo trovato molto attenti”.
La situazione in Lombardia, per quanto riguarda lo smaltimento rifiuti, è comunque soddisfacente: ”Se si tiene conto che pesa sulla Lombardia il suo passato industriale”, ha detto il presidente della Commissione, “la situazione è soddisfacente, in quanto abbiamo 11 termoutilizzatori perfettamente funzionanti, un buon livello di raccolta differenziata e di riutilizzo, al di là di alcune zone.

Complessivamente, se dobbiamo paragonare la Lombardia con altre regioni italiane, in particolare Lazio e alcune regioni del Sud, possiamo dire che si tratta di una regione felice”.
Per quanto riguarda invece lo smaltimento di rifiuti in Lombardia, i principali problemi riguardano il Bresciano, in particolare la zona di Montichiari, in cui vi è una incidenza delle patologie respiratorie sui bambini.
La notizia giunge in parallelo con quella emersa sempre nella giornata di martedì dal Pirellone secondo cui Brescia risulta essere un modello per la riduzione dei rifiuti attraverso una sperimentazione partita tempo fa.
Ma non sarebbe dunque tutto oro quello che luccica per la nostra provincia dato che, secondo la componente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, Daniela Mazzucconi, la conclusione dell’indagine compiuta dalla commissione stessa in Lombardia metterebbe in evidenza alcune criticità legate allo smaltimento dei rifiuti.
”In generale su tutta l’area bresciana ci sono grossi problemi”, ha detto la parlamentare del Pd, “in particolare abbiamo analizzato il caso di Montichiari dove l’alta concentrazione di impresa, lavorazioni industriali, discariche dismesse e attività estrattive di cava pongono una serie di problemi di vario genere, ma in particolare relativi alla salute umana”.
Da questo nasce l’esigenza ”che si faccia un approccio di tipo sistematico a queste aree”. ”Non si possono più esaminare gli impatti ambientali dei singoli impianti”, ha spiegato Mazzucconi, “ma le valutazioni devono essere sempre più complessive e sistemiche, altrimenti l’incidenza sulla salute umana rischia di diventare pesante”.
Sarebbe quindi opportuno che le Asl della Lombardia ”segnatamente la Asl di Brescia”, cominciassero a fare ”rilievi epidemiologici in modo sistematico, così da farci avere dati comparati che possono da un lato evitare l’allarme nella popolazione e dall’altro di prestare la giusta attenzione quando bisogna intervenire, in particolare sui bambini”. ”Nel caso di Montichiari”, ha concluso la parlamentare, “per esempio è stata rilevata una maggiore incidenza delle patologie respiratorie sui bambini”.

fonte: http://quibrescia.it/cms/?p=68471

giovedì 10 novembre 2011

Discarica PADANA GREEN: numeri che fanno paura.

Dal sito Silvia della Regione Lombardia è possibile scaricare la sintesi non tecnica, destinata far capire a noi cittadini sfigati l'entità del progetto. Di seguito sintetizziamo alcuni dati per chi ha ormai la nausea di tutte queste richieste di nuove discariche e non ha la pazienza di leggere tutta la documentazione.

Proponente: Padana Green S.r.l. - via Regia Antica 38, Lonato del Garda (BS) ( ma presto pubblicheremo i reali nomi delle aziende che stanno "dietro")
Estensore dello studio: MONTANA AMBIENTE s.r.l.
Ubicazione: LOCALITÀ CASA LUNGA – LEVATE Comune di Montichiari (BS) ( piccola chicca estratta dal documento dove si descrive la prima citata zona "...una zona che negli ultimi decenni è stata dedicata ad attività di cava e discarica..")
Definizione tipologia di rifiuti: DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI CON
CELLE DEDICATE A RIFIUTI DI CUI AL CER 170605

Origine dei rifiuti definiti non pericolosi: Gli altri materiali smaltiti in discarica saranno sostanzialmente costituiti da terre di bonifica non pericolose.
Dimensione impianto: un’area minore di 9 ettari.
Capacità di conferimento: 1.060.700 metri cubi ( per intenderci la ormai mitica Gedit conferisce "solo" 944.000 mc )
Conferimento giornaliero: massimo 1.125 tonnellateDistanza da Vighizzolo: 500 metri
Distanza dal centro di Montichiari: 4489 metri ( chissà se i monte clarensi si sentiranno al sicuro con questa distanza)
Distanza da Calcinatello: 3110 metri

> Vedi posizione sulla Mappa




P.S. Chiudo con una piccola postilla personale. Per conto mio avranno vita durissima per realizzare questa discarica che suona come un vergognoso schiaffo a tutti gli abitanti di Montichiari e comuni limitrofi.

sabato 5 novembre 2011

La Gedit è chiusa. Anzi no.

Continua l'avvincente quanto patetica saga della discarica GEDIT in Montichiari.
Dopo l'articolo sul coinvolgimento della GEDIT spa nello smaltimento di fanghi dei depuratori della Campania pubblichiamo l'articolo apparso ieri sul Bresciaoggi.

Come sempre...buona lettura.

venerdì 4 novembre 2011

...da Brescia Today del 03/11/2011

Montichiari: a Vighizzolo il Comitato SOS Terra contro gli odori della discarica


Aria irrespirabile a Vighizzolo, Gedit riaperta. Con riserva
Prosegue la battaglia del Comitato SOS Terra Montichiari, in un'area in cui si potranno contare ben undici discariche, e un odore nauseabondo "che ricorda le carogne e i topi morti". Presto la valutazione ambientale

Montichiari: a Vighizzolo il Comitato SOS Terra contro gli odori della discarica
di Alessandro Gatta 03/11/2011
Montichiari: a Vighizzolo il Comitato SOS Terra contro gli odori della discarica

Undici discariche. Questo il preoccupante bilancio dell'area di Montichiari e dintorni, una zona tartassata dagli odori e dal malessere diffuso a causa di un'aria che giorno dopo giorno diventa sempre più irrespirabile. Una zona che rientra a pieno titolo in quella vasta area che parte da Brescia e che diversi studi hanno già definito come una delle zone più inquinate d'Italia e d'Europa. Nei giorni scorsi si è parlato tanto della discarica Gedit di Vighizzolo, chiusa prima a maggio e poi a fine settembre, riaperta in via provvisoria poco meno di una settimana fa, in attesa dei risultati delle nuove indagini e dei nuovi sopralluoghi.

"Confidiamo di ottenere presto il dissequestro della discarica - fanno sapere dalla Gedit - Il giudice ha confermato che nei pressi dell'area di stoccaggio non sono state registrate concentrazioni di sostanze inquinanti in proporzioni che superano la soglia fissata dalla legge". L'ennesima sconfitta dei cittadini, l'ennesima vittoria del fetore? Su questo (e su tanto altro) lavora con costanza il Comitato SOS Terra Montichiari, che da tempo si batte per ridare aria pulita ai cittadini non solo di Montichiari, e che dopo Sos Diskariche Rock Live si prepara al nuovo incontro pubblico dell'11 novembre, per dire no alla discarica di amianto EcoEternit, e al grande evento per la raccolta fondi di domenica 11 dicembre, con la partecipazione dei Nomadi.

Il live dei Nomadi serve a finanziare un vasto progetto di valutazione ambientale che durerà circa un paio d'anni. "Con la Gedit abbiamo ottenuto un piccolo risultato, anche se provvisorio - ci spiega Gianluigi Rosa del Comitato SOS Terra - ora questa discarica è aperta in regime controllato, e con piacere possiamo notare che passano molti meno camion. Loro ci hanno sempre detto che l'odore che si sente è quello del letame, ma noi siamo nati in campagna, lo conosciamo bene il letame. E l'odore che sentiamo è un fetore di carogna, di topo morto.. per questo la gente è insorta, con denunce e carte, abbiamo fatto denunce all'Arpa e all'Asl. Se l'hanno chiusa vuol dire che qualcosa di sbagliato lo hanno trovato!".

Un piccolo passo in una battaglia difficile e dispendiosa, che durerà ancora a lungo. Ma che potrà ricevere un aiuto concreto dai risultati della tanto attesa valutazione ambientale, presentata nei dettagli dall'ingegner Magro (che tra l'altro collabora anche con l'Organizzazione Mondiale della Sanità) che ne sarà il supervisore. "In questo lavoro ci crediamo davvero tanto - continua Gianluigi - si tratta di una cosa molto complessa e complicata, verranno utilizzati anche dei satelliti, un'operazione unica in Italia che ci permetterà finalmente di capire cosa si nasconde in quei maledetti dieci kmq".

"Quasi nessuno è riuscito a mettere il becco nelle nostre tante discariche. Noi andremo avanti con questo spirito e con le nostre forze". Perché i tempi sembrano propizi, e forse qualcosa sta cambiando: i cittadini sembrano non farcela più, sembrano non sopportare più. Tanto che anche l'amministrazione lo ha capito, e parteciperà con cospicui investimenti alla valutazione ambientale che ha già preso una prima forma concreta.
Fonte: http://www.bresciatoday.it/cronaca/montichiari-vighizzolo-discarica-gedit-sos-terra.html?%24%3F%A3%3F%24%3F%A3%24%3F%A3

Tutti uniti contro la Padana Green

Leggo con piacere che l'Area Civica Monteclarense ha richiesto un Consiglio Comunale urgente per esprimere parere contrario al progetto di nuova discarica presentato da Padana Green srl.

Siccome credo nel fatto che battaglie di questo tipo, per essere vinte, vadano affrontate tutti insieme e sopratutto credo nella buona fede delle azioni, linko di seguito il comunicato e mi auguro che l'invito sia accolto e per una volta si riesca a fare fronte comune contro questo vergognoso scempio del territorio monte clarense.

> Comunicato Stampa Area Civica

Buona lettura.

giovedì 3 novembre 2011

La Gedit e i fanghi di depurazione della Campania

Ringraziamo Luca per la seguente segnalazione. Buona lettura.

Campania: Fanghi di depurazione, dove vengono smaltiti?

La strana storia della macchina dei fanghi. Sono le «scorie» prodotte dagli sgangherati depuratori campani. Percorrono su e giù l’Italia per lo smaltimento
Migliaia di tonnellate all’anno di fanghi prodotti dai depuratori di Orta di Atella, Marcianise, Cuma, Napoli Nord e Foce Regi Lagni - quelli realizzati dalla Cassa per il Mezzogiorno ed affidati nel 2006 ad Hydrogest, in project financing, affinché li mettesse a norma e li potenziasse – percorrono ogni mese l’Italia in lungo ed in largo. Li trasportano talvolta imprese coinvolte in vicende giudiziarie oppure segnalate dalla Prefettura perché permeabili alle infiltrazioni malavitose. Una vicenda molto delicata in una storia, quella dei depuratori, già di suo piuttosto intricata: lavori mai effettuati dal privato, debiti accumulati dal pubblico verso il concessionario, inchieste giudiziarie che ipotizzano a carico della stessa Hydrogest perfino il reato di disastro ambientale.

QUANTO COSTA - La storia dei fanghi merita di essere raccontata, perché poco nota e perché riproduce esattamente, nel settore della depurazione, quanto è accaduto e tuttora si verifica nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti. Più viaggiano, più lievita il fatturato di chi li trasporta e li smaltisce a 170 euro a tonnellata. I costi di smaltimento entrano nel calderone dei 6 milioni di euro che ogni mese la Regione liquida ad Hydrogest, società costituita al 90% da Termomeccanica ed al 10% dal gruppo Giustino. Eppure, se soltanto fosse stato realizzato uno dei punti della finanza di progetto varata nel 2004, vale a dire la costruzione di due stabilimenti di essiccamento, questo salasso avrebbe potuto essere evitato. Si prevedeva che fossero costruiti negli impianti di Foce Regi lagni e Napoli Nord e che trattassero anche i fanghi prodotti dagli altri tre depuratori. Se si considera che il volume di quei materiali è costituito al 75% dall’acqua, è ben chiaro fino a che punto sarebbero diminuiti i quantitativi da smistare in giro per l’Italia o da stoccare in una discarica per rifiuti speciali campana. Ad oggi, peraltro, inesistente.

I TRASPORTATORI - Accade invece che i materiali residuali della depurazione delle acque reflue, peraltro insufficiente, finiscano a centinaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione. Ecco i dati dei quali è entrato in possesso il Corriere del Mezzogiorno, così come risultano dai registri del gestore. Dall’impianto di Napoli Nord (ha sede ad Orta di Atella), tra il 16 luglio ed il 15 agosto, sono state spedite 5.055 tonnellate di fanghi. Sono finiti in provincia di Brescia, nella discarica gestita dalla Gedit a Montichiari; nelle Marche, presso la Mms Ecologica di Pesaro; in Puglia, alla Italcave di Taranto ed alla Ecolevante di Grottaglie. Due siti, questi ultimi, che hanno spesso accolto anche l’immondizia partenopea. Quattro i trasportatori che hanno portato in giro per l’Italia i fanghi da Napoli Nord, talvolta rilevandoli dalla Ars Ambiente di Bergamo, che figura nelle bolle di accompagnamento come primo cessionario. Sono: Gruppo Fontana, Planetaria, Ve. Ca Sud, Eurologistica (una impresa toscana). Gruppo Fontana è un’azienda che fa capo a Nicola e Paolo Fontana, imprenditori di Casapesenna. Nei loro confronti tempo addietro la prefettura di Caserta ha emesso una interdittiva antimafia. Confermata dal Tar, è stata però annullata dal Consiglio di Stato. L’impresa ha subito poi il sequestro di alcuni camion nell’ambito di una inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti condotta dal Noe di Salerno. “I mezzi però ci sono stati restituiti due volte”, dice Nicola, uno dei titolari dell’azienda. Nella stessa indagine, a gennaio, sono state coinvolte Planetaria e Ve. Ca Sud. La prima ha sede ad Avellino e fa capo a Paolo Esposito. La seconda è riconducibile al gruppo Ventrone. Per gli indagati, naturalmente, vale il principio della presunzione di innocenza, perché la vicenda giudiziaria è ancora in corso.

I DEPURATORI – Passiamo al depuratore “Acerra”, che ha sede a Caivano. Tra metà luglio e metà agosto sono state spedite oltre regione 604 tonnellate di fanghi. Sono andate tutte in Puglia, alla Ecolevante o alla Italcave. Il trasportatore è stato sempre Planetaria. Seicentosettantadue le tonnellate portate in Puglia tra metà agosto e metà settembre, sempre da Planetaria. Dal depuratore Area Casertana(sede a Marcianise), tra il 16 luglio ed il 15 agosto, hanno imboccato la direzione della Puglia 758 tonnellate. Trasportatori: Eurologistica, Ve.ca sud, e Trincone. Seicentosettantadue le tonnellate spedite nel Tarantino tra metà agosto e metà settembre. Destinazioni Italcave ed Ecolevante. Trasportatore: Planetaria. Foce Regi Lagni ha evacuato 1433 tonnellate di fanghi tra metà agosto e metà settembre. Distribuiti tra tre destinatari: Italcave, Ecolevante e la bresciana Gedit. I camion che hanno portato il materiale su e giù per l’Italia sono quelli della toscana Eurologistica e di Ecologia Euroambiente snc.

Il CASO ECOLOGIA EUROAMBIENTE – Quest’ultima azienda è stata sequestrata a giugno all’imprenditore Ludovico Ucciero, nell’ambito di una inchiesta condotta dal nucleo operativo ecologico di Roma. Ad Ucciero si contesta il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto appalti e commesse, compresi quelli per il trasporto dei fanghi dei depuratori, in virtù dell’appoggio del clan dei Casalesi. L’indagato avrà opportunità di controbattere nel prosieguo della vicenda giudiziaria. Passando da Marcianise a Cuma, che dei depuratori realizzati negli anni Settanta dalla Cassa per il Mezzogiorno è il più grande, una sorpresa. E’ l’impianto da cui, tra metà agosto e metà settembre, sono usciti meno fanghi. Solo 29 tonnellate. Sono state mandate tutte in Puglia, alla Ecolevante, con i camion di Trincone.

BONIFICHE – Il funzionamento dei depuratori è da tempo anche all’attenzione della commissione Bonifiche regionale, presieduta da Antonio Amato. «Abbiamo verificato varie anomalie”, dice, “che saranno sottoposte al vaglio degli organi competenti. Certo è che bisognerà rivedere completamente tutto il sistema di governo regionale del ciclo delle acque».

fonte: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/10/28/campania-fanghi-di-depurazione-dove-vengono-smaltiti/