venerdì 21 dicembre 2012

Puzza, puzza e ancora puzza

In questi giorni il fetore di discarica ha raggiunto livelli allucinanti.
Questa sera l'aria è irrespirabile, l'odore di putrido misto a gas gratta la gola e brucia gli occhi.
Mercoledì sera la puzza si avvertiva intensa fino in via Trento in centro a Montichiari come a dire che il problema ormai non è più solo di Vighizzolo.
Questi imprenditori che pretendono di passare alla storia come filantropi non sono altro che criminali legalizzati che operano nel totale disprezzo della vita altrui. E non basterà qualche bel libro fotografico a riabilitarne la figura.

In questo anno abbiamo assisitito ad una serie innumerevole di eventi: dai genitori che a gennaio hanno bloccato la Gedit ai ripetuti sequestri, dalle indagini per tangenti e mafia ai tavoli tecnici in provincia fra l'asl, l'arpa il comune e la proprietà. Dai canister dati ai cittadini dall'Arpa per fare analisi alla riapertura delle autorizzazione ( tutt'ora in corso) per la ridiscussione dei permessi di conferimento. Tante energie impiegate, innumerevoli ore sottratte alle proprie famiglie da parte di comuni cittadini, tanti soldi pubblici investiti eppure siamo ancora qui a scrivere le stesse cosa di un anno fa.
Le file di camion fuori dalla discarica sembrano non finire mai ed il fetore pare essere diventato una condanna. Le richieste di nuovi impianti e nuove discariche continuano ad arrivare e amministratori poco sensibili le approvano come nulla fosse.

Forse però a questo punto dovremmo interrogarci e cominciare a pensare che forse il problema non sono loro ma siamo noi.
Noi che, nonostante siamo oltre 22.000, non scendiamo mai in piazza a protestare contro questo schifo. Noi che siamo disposti a scendere in piazza per qualche beagles ( causa di per sè nobile) ma non per la salute ed il futuro dei nostri figli. Noi che non fermiamo per strada il sindaco pretendendo maggior partecipazione e chiarezza su problematiche così importanti. Noi che a parole siamo contro ma poi scriviamo, leggiamo e presentiamo libri incensando questi imprenditori senza scrupoli. Noi che siamo qui a litigare dividendoci fra detrattori e sostenitori di uno studio ambientale che, nel bene o nel male, è ad oggi l'unica ( e sottolineo l'unica) azione concreta avviata per fermare questo scempio che pare inarrestabile.
Noi che ci siamo abituati alle continue nuove richieste e pensiamo: "si tanto ormai una più o una meno..." Noi che ci siamo stancati di informarci perchè ci autoconvinciamo che il mondo è uno schifo e meno sappiamo meglio viviamo. Noi che ci siamo rassegnati allo schifo e pensiamo che tanto loro fanno comunque quello che vogliono, quindi, tanto vale non sbatterci. Noi che pensiamo "è passata anche la Valentini passerà anche la Gedit".

Come ormai sapete questo blog è uno spazio che nasce con lo scopo di informare e, se possibile, creare una coscienza collettiva rispetto al problema ambientale. Nel tempo siamo cresciuti e siamo diventati davvero tanti, lo scorso mese quasi 6.000 utenti hanno letto, commentato e scritto su queste pagine. Voglio fare a voi e alle vostre famiglie l'augurio di un sereno Natale e di un 2013 di vero e  grande cambiamento e per farlo voglio usare le parole di una cara amica: Finchè ce ne staremo sdraiati sul divano con in mano il telecomando l'unica cosa che potremo cambiare sarà il canale.

Con affetto.
CC

martedì 18 dicembre 2012

Continuano le novità della Bernadelli



Ciao a tutti, vi posto quanto apparso oggi sull'albo pretorio del Comune di Montichiari.
Scrivevo qualche giorno fa di alcune novità riguardo alla discarica Bernardelli. La creazione di una vasca per il lavaggio delle gomme, lo spostamento degli uffici e della pesa, l'asfaltatura della strada...tutti indizi che facevano presagire futuri sviluppi e richieste. La cosa, non vi nascondo, mi ha preoccupato non poco.

Oggi arriva, come a conferma, la notizia della richiesta di proproga all'autorizzazione di attività in discarica, l'attuale autorizzazione sarebbe scaduta il 06/05/2013 e la società Bernardelli richiede una proroga di altri 10 anni ( di fatto fino al 2023). Precisa che non cambieranno gli attuali volumi autorizzati e che tutto rimarrà inviariato ma questa suona più come una rassicurazione di rito.
Gli elementi di preoccupazione risiedono nel fatto che, ormai abbiamo capito, le discariche basano la loro attività su continue richieste di modifica, riprofilazioni e variazioni non sostanziali. Questo fa pensare che la richiesta di proroga è solo un primo passo per facilitare future richieste. Preoccupano i 10 anni richiesti, sono davvero molti, facendo una stima "visiva" con l'attuale ritmo di conferimento la Bernardelli dovrebbe terminare la sua attività di tumulazione entro 2/3 anni. E gli altri 7/8 anni? Siamo sicuri siano solo un tempo di ragionevole sicurezza e non nascondano future richieste di ampliamenti?

La richiesta arriva dalla provincia ed è a firma dell'ormai celebre Riccardo Maria Davini.
Il Comune potrà, entro 30 giorni, esprimersi esponendo eventuali motivi ostativi.

Staremo a vedere.
Buona giornata
CC




lunedì 17 dicembre 2012

Ed ora sono due le discariche che puzzano...



Se in principio c'era, oggettivamente, solo la discarica Gedit a puzzare ora, dopo la conferma delle ultime segnalazioni, sappiamo che sono diventate due le discariche cause della puzza in Vighizzolo.
Come scrivevamo, già a maggio era stata approvata in Provincia una modifica non sostanziale che autorizzava l'introduzione di nuovi CER nella discarica di inerti Bernardelli. Si trattava di fanghi per lo più derivanti da bonifiche ed anche allora fu una segnalazione su Q-CUMBER  a "svelare" la nuova e sospetta attività. ( per vedere tutti gli atti accedi alla sezione riservata del sito del comitato)
La cosa per certi versi assurda è che a questo punto tutto potrebbe diventare terribilmente complicato e confuso.
Comitato SOS Terra e Amministrazione Comunale spendono soldi ed energie in uno studio ambientale e comunicano di aver individuato l'origine e la causa della puzza*.

Nel frattempo la provincia, per firma del dott. Riccardo Maria Davini autorizza lo smaltimento di materiale puzzolente in un'altra discarica, guarda caso adiacente alla Gedit che, come ovvio, comincia ad appestare l'aria di gas maleodoranti e irritanti. Il dott. Davini autorizza nonostante il parere negativo dell'amministrazione comunale e i dubbi sollevati dall'Arpa sulla possibilità che questi nuovi CER creino problemi ambientali di natura olfattiva. Lo fa precisando alcune retrizioni (elementari per la verità) sui controlli che, ovviamente, saranno  a carico della stessa Bernardelli ( come ormai sanno anche i bambini in queste situazioni il controllato è anche controllore e nessun organo, di fatto, verifica in maniera autonoma e indipendente, per lo meno fino a che la magistratura non se ne interessa).

Il risultato di questo pasticcio è che se anche venissero risolti i problemi legati alla Gedit* l'aria di Vighizzolo potrebbe continuare ad essere puzzolente, correndo inoltre il serio rischio di fare una gran confusione vanificando quanto di buono lo studio ha fatto, faticosamente, fino ad oggi.

La presumibile motivazione per la quale dei funzionari provinciale e regionali approvano tutto quello che le ditte private richiedono (anche quando è palesemente assurdo come in questo caso) risiede nel conflitto di interessi (Bernardelli ha in carico ad esempio alcuni appalti in provincia di Brescia) ma sopratutto nel timore di ritorsioni legali. Ecco, io credo che a questo punto della storia questi funzionari debbano cominciare a temere anche la popolazione ed i cittadini che sempre più dispongono di tutti gli elementi utili per farsi valere nelle sedi legali appropriate.

Buon inizio di settimana
CC


* Per chi ancora non lo sapesse sono in corso da qualche tempo, e si sono intensificati in questi ultimi giorni, alcuni tavoli tecnici fra Gedit, organi autorizzativi e di controllo in cui si chiede all'azienda della famiglia Gabana di rividere alcune sue posizioni.




giovedì 13 dicembre 2012

Una strana vicenda in Bernardelli

Ciao a tutti, vi voglio segnalare uno strano caso avvenuto oggi e di cui alcuni monte clarensi sono stati testimoni oculari.
Da questa mattina ci è giunta segnalazione di alcuni camion a marchio BERNARDELLI che, carichi di materiale fumante e male odorante si dirigevano presso la discarica omonina di Vighizzolo.
Alle ore 14:10, io stesso, ne ho incontrato uno sulla rotonda presso il casello autostradale di Brescia centro. Era carico di materiale nero fumante e maleodorante.
Un membro del Comitato SOS Terra, che transitava nei pressi della discarica, è riuscita a fare le fotografie che vi posto di seguito. Il materiale era terribilmente puzzolente, un odore molto simile a quello della discarica Gedit, e, come si vede dalle foto, è ancora fumante quando viene conferito e prontamente coperto da terra.




Ora, per quel che ne sappiamo dalla relazione non tecnica pubblicata sul sito Silvia ( che oggi stranamente non si apre) la discarica è autorizzata a scaricare inerti, solo di recente ha avuto l'autorizzazione ad una variazione nei CER inserendo alcuni fanghi provenienti dalle trivellazioni fatte in Toscana. Questi materiali conferiti non possono essere inerti e non sono nè trattati nè stabilizzati. Come mai? Chi controlla tutto questo? Domande retoriche ma quanto mai indispensabili.
Ci informiamo e pubblichiamo ulteriori aggiornamenti.
Se qualcuno avesse foto o avesse visto qualcosa mi può scrivere direttamente in posta o commentare il post.
CC

domenica 9 dicembre 2012

Amianto: l'esperto del pm in Ecoeternit

Buona sera a tutti, pubblico di seguito un articolo apparso venerdì 07/12 sul Corriere della Sera Brescia. Si parla dell'inizio delle indagini all'interno della ecoeternit. Buona lettura.

L'indagine Trattamenti nel mirino
Amianto: l'esperto del pm nelle discariche

Smaltimento sotto accusa

Ha due mesi di tempo il consulente Giovanni Auriemma, nominato dalla procura di Brescia, per verificare la legittimità del trattamento dell'amianto conferito alle due discariche bresciane sequestrate a ottobre dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Nel frattempo la Ecoeternit di Montichiari e la Profacta di via Brocchi, in città, restano ancora sotto sequestro: nei due siti non è più entrata nemmeno una lastra di amianto, tutto resta assolutamente fermo. E circolano voci, sempre più insistenti, che una delle due discariche rischi di non riaprire più i battenti. Il consulente nominato dal pm Federico Bisceglia ha sessanta giorni di tempo per consegnare una relazione completa su come veniva trattato l'amianto conferito nella discarica in città e in quella in provincia, sul processo di smaltimento, le norme di sicurezza usate per il materiale. Entro la fine di gennaio la procura dovrebbe avere a disposizione la relazione del consulente. Il sequestro della discarica a Montichiari è scattato lo scorso 24 ottobre quando sono intervenuti gli uomini del Corpo forestale dello Stato in seguito ad alcuni controlli effettuati dagli uomini dell'Arpa. Nella discarica erano state riscontrate situazioni non a norma e la procura aveva fatto subito scattare i sigilli, dopo aver accertato che c'era la possibilità che ci fossero lastre di amianto non inertizzate, smaltite in sacchi lacerati. Nel corso dell'operazione sono stati messi i sigilli anche su due camion che stavano entrando nella discarica: contenevano 48 tonnellate di lastre non trattate. Era anche scattata la denuncia per l'amministratore unico della discarica, Mauro Papa, per il responsabile tecnico e per i due autisti. Il sequestro di Montichiari era stato successivo a quello della discarica della Profacta di via Brocchi in città (la richiesta di dissequestro avanzata dalla società è stata respinta dai giudici). Con il doppio sequestro della procura la Lombardia resta momentaneamente senza discariche per smaltire l'amianto.

W. P.7 dicembre 2012 | 13:07
 
fonte: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_dicembre_7/amianto-ecoeternit-profacta-pm-chiama-esperto--2113056801229.shtml



Ricordo che lo scorso sabato, in un incontro tenuto a Brescia, il pm Bisceglie ( che sta indagando su Ecoeternit) aveva affermato: «I nostri organi di controllo sono carenti sotto l'aspetto dell'indipendenza. Finché i dirigenti degli enti di controllo sono di nomina politica, quella stessa politica che poi decide sulle autorizzazioni ambientali degli impianti, è chiaro a quali pressioni e influenze sia soggetto». Confermando quello che da tempo noi tutti pensiamo e scriviamo.
Per leggere tutto l'articolo: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_dicembre_3/denuncia-magistrato-bisceglia-nomine-politiche-negli-enti-di-controllo-2112989226990.shtml

Buona serata
CC

martedì 4 dicembre 2012

Lavori in corso alla Bernardelli

Era il 5 ottobre scorso quando scrivevamo di una richiesta non sostanziale fatta dalla discarica Bernardelli di Vighizzolo e prontamente accettata dalla Provincia di Brescia.

Oggi, dagli atti richiesti ed ottenuti dal Comitato* ( pare che ad oggi siano stati gli unici a farne richiesta) leggiamo le cartatteristiche di tali modifiche e possiamo provare a farci un'idea dei futuri sviluppi che potrebbe avere l'attività della discarica in questione.

Di fatto si tratta di due richieste:
  1. La realizzazione di un impianto per la raccolta della prima pioggia finalizzato al lavaggio della ruote dei camion
  2. Lo spostamento dell'area servizi all'interno della discarica ( pesa e uffici)
Conseguente l'asfaltatura del pezzo di strada, perimetrale alla discarica, che dall'ingresso porta alla vasca e alla pesa.

All'Amministrazione Comunale (impegnata da 13 anni in una feroce e spietata lotta alle discariche) questa modifica deve essere sembrata insignificante visto che, nonostante sia stata avvisata ben due volte, non si è presentata alla riunione indetta in Provincia per la sua discussione e approvazione**.

A noi, che ormai abbiamo imparato che nelle richieste più "innocenti" spesso si nascondono cavilli che creano autostrade per futuri ampliamenti e riprofilazioni, sorgono alcune domande:

  1. Per quale ragione una innocua discarica di inerti ( in cui vengono conferiti calcinacci, resti di trivellazioni, materiale edile etc.) dovrebbe dotarsi di impianto per il lavaggio delle ruote dei camion?
  2. Per quale ragione la Bernardelli S.p.A. dovrebbe accollarsi le spese dell'impianto, dell'asfaltatura e, sopratutto, dello spostamento dell'area servizi quando la discarica è già piena per metà?
E' chiaro a tutti che la discarica, in senso lato, è un grande business con una redditività fra le più alte che esistano nel mercato.

I dubbi sull'impianto di trattamento delle acqua di prima pioggia risiede nel fatto che, a logica, sarà destinato ai camion in uscita dalla discarica, visto che in entrata la strada sarà asfaltata. Il fatto che l'acqua dovrà essere analizzata e trattata, al fine di evitare contaminazioni, fa pensare che sulle ruote dei camion ( in uscita) ci saranno sostanze "pericolose" da lavare al fine di evitarne la dispersione nell'ambiente. I casi sono quindi due: o ora vengono già conferite sostanza non proprio innocue oppure presto verrà fatta una richiesta per l'introduzione di nuovi CER con queste caratteristiche.

Riguardo allo spostamento dell'area servizi il dubbio viene direttamente da Google maps. Se date un'occhiata alla zona in cui sorge la Bernardelli noterete che sia a destra che a sinistra ci sono aree per possibili espansioni. A sinistra l'area è confinante con la richiedente Padana Green, a destra c'è un'ampia area che potrebbe essere destinata ad escavazione.
Spostare gli uffici e la pesa potrebbe essere un primo passo per poi chiedere un ampliamento.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la mia tesi è frutto di una mente fantasiosa o, peggio, viziata da troppi film di spionaggio modello 007. Può darsi ma tuttavia ci tenevo a scriverlo correndo tale rischio. Ora che l'ho scritto qualcuno lo sa, e lo sa nei tempi utili per agire, quindi il gioco dell'attendere per poi gridare quando il latte è versato non sarà più credibile.

Buona giornata
CC

* Per leggere gli atti bisogna eseguire prima la registrazione al sito ed accedere all'area riservata

** Non persentarsi a questo tipo di incontri significa dare, di fatto, un silenzio assenso.


mercoledì 28 novembre 2012

Il bitumificio Vezzola si farà!

Qualcuno dell'attuale amministrazione comunale, nei giorni scorsi, aveva provato a spiegarci che non si trattava di un vero e proprio bitumificio ed aveva minimizzato dicendo che si trattava di un'azienda, virtuosa, che triturava innocui calcinacci. La stessa "Giovanna d'Arco" Zanola ( ringrazio Daniele Z. per la citazione) aveva gettato acqua sul fuoco giudicando come allarmiste e inutili le notizie pubblicate. Ora la notizia è ufficiale, il bitumificio si farà ed avrà parecchie analogie con quello di Buffalora che da tempo rende la vita impossibile agli abitanti procurando emicranie e malori.  
Qualcuno avrà pensato, tanto ai malori gli abitanti di Vighizzolo e dintorni ci sono abituati...quindi si può procedere con l'autorizzazione.

L'impianto avrà le caratteristiche di cui abbiamo già scritto:
  • 2 aree: una di recupero rifiuti e una di produzione bitume
  • 300.000 tonnellate anno di produzione
  •  Rifiuti così suddivisi:
    • solo 50.000 t/a deriveranno dalle demolizioni
    • 100.000 t/a saranno scorie di acciaieria
    • 90.000 t/a Recupero di scarti lapidei e fanghi provenienti dall’industria del marmo ( qui vi chiedo di notare il termine "industria" il che significa non solo dall'escavazione ma anche dal trattamento)
    • 50.000 t/a Recupero conglomerato bituminoso
    • 10.000 t/a Messa in riserva ceneri dalla combustione di carbone ( che io, spero di sbagliarmi, leggo come "discarica")
La relazione tecnica è disponibile sul sito Silvia della Regione Lombardia.

Sarà ubicato a Rho-San Bernardino.

Ricordiamo che il bitumificio in sè non è vincolato da VIA o AIA, quindi il Comune di Montichiari non aveva voce in capitolo, l'avrebbe avuta invece sulla parte di impianto che tratta i rifiuti. Agendo con parere negativo su quella oggi, forse, staremmo raccontado un altra storia.

Di seguito gli articoli apparsi oggi Su Giornale di Brescia ( che continua erroneamente a sostenere che si tratta di rifiuti derivati solo dalle demolizioni. Sarà un caso?) e Bresciaoggi.


> Leggi l'articolo di Brescia oggi.


Ora ditemi voi se non ci si deve arrabbiare.
Buon pomeriggio.
CC


giovedì 22 novembre 2012

Un evento per presentare il libro su Marcello Gabana

Ciao a tutti, vi pubblico la notizia apparsa su un noto periodico monte clarense.

Ci sarebbero molte cose da scrivere a riguardo, per ora mi limito ad osservare che sarà un'ottima opportunità per tutti gli arrabiati, gli indiginati, i preoccupati, le persone di buon senso che vorranno fare una semplice domanda alla famiglia Gabana: in questi giorni la Gedit puzza molto, noi siamo seriamente peroccupati per la nostra salute e quella dei nostri cari, voi cosa state facendo per risolvere questo problema?

Si potrebbe poi aggiungere un bel telefonino che filma tutto e pubblica online.

Io ci sarò, chi viene?

CC

mercoledì 21 novembre 2012

La Gedit Puzza!

Oggi la situazione è particolarmente grave. E' da alcuni giorni che si sente parecchia puzza ma oggi proprio non si respira. La puzza, è chiaro a tutti, viene dalla discarica della sig.ra Daniela Grandi Gabana. Non lo potremo provare con prove scientifiche ma basta farci un giro di persona per capire che il tanfo viene da li. Stamattina ho avvertito bruciore alla gola e agli occhi.

Sappiamo che qualcuno dell'Amministrazione Comunale è stato in visita ufficiale, in questi giorni, per verificare lo stato dell'arte, chissà se hanno qualcosa da comunicarci in merito. Ci basta sapere se ci dobbiamo rassegnare a questa condizione di vita pessima o se abbiamo qualche speranza che la situazione torni nei limiti della decenza.

Fiduciosi, come sempre, aspettiamo.
CC

martedì 20 novembre 2012

Una "bomba" dal Corriere della Sera

finanziamenti «IN NERO» al pdl bresciano

Contributi illeciti a Nicoli e al Pdl:
indagati 34 imprenditori

Versati oltre 600 mila euro; nell'indagine l'onorevole Romele e molti imprenditori bresciani, tra cui i Lonati e l'ex presidente di Federacciai, Giuseppe Pasini


Nicoli Cristiani, ex numero uno del Pdl  bresciano (Imagoeconomica)Nicoli Cristiani, ex numero uno del Pdl bresciano (Imagoeconomica)
Un capo di imputazione che si legge come una mappa. La mappa del potere e dell'influenza politica dell'ex assessore regionale (fu responsabile di Ambiente e Commercio) e vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (Pdl). Un capo di imputazione che il 19 novembre 2012 gli uomini del Comando provinciale dei carabinieri di Brescia, su disposizione dei pubblici ministeri Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno notificato in mezza Lombardia e, in un caso, persino in Sardegna, dove vive e opera uno degli indagati. È arrivata alla conclusione, con l'invio di 34 avvisi di garanzia e di un provvedimento di chiusura indagini (con relativo invito a sostenere un interrogatorio) che preluderà ad una richiesta di rinvio a giudizio, l'inchiesta nata a febbraio da uno dei rivoli che portarono in carcere per tangenti, il 30 novembre dello scorso anno, l'ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani.


Un'indagine tutta dedicata ai finanziamenti tributati ad uno (lo dicono le abbondanti intercettazioni telefoniche e ambientali finite in mano agli inquirenti in questi mesi) fra gli uomini più influenti del Pdl bresciano. Un politico che avrebbe incassato dall'aprile 2009 al gennaio del 2011 contributi per oltre 700 mila euro, buona parte dei quali (almeno 663.435 euro) mai contabilizzati. Un giro di denaro che ha portato la Procura di Brescia a contestare ad una trentina di imprenditori il reato di finanziamento illecito dei partiti (nessuna delibera di consiglio d'amministrazione, nessuna specifica dettagliata del contributo in sede di bilancio) e a Franco Nicoli Cristiani l'accusa di falso ideologico in atto pubblico per aver attestato davanti al Collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d'appello di Milano di aver ottenuto (era l'agosto del 2010) contributi per soli 67 mila euro, quando in realtà la contabilità ricostruita dagli inquirenti avrebbe certificato un importo maggiore per 663 mila euro.

Lo stesso consigliere avrebbe sostenuto di aver pagato quasi 35 mila euro di spese elettorali, mentre una sola fattura dalla società Ab comunicazioni srl per spese pubblicitarie ammontava a 84 mila euro. Soldi che l'ex politico del Pdl (oggi ha lasciato tutti gli incarichi) avrebbe rastrellato attraverso due organismi: il «Comitato per Franco Nicoli Cristiani» e «l'Associazione amici del Pdl». Quest'ultima aveva come tesoriere Graziella Filippini, storica segretaria di Nicoli ora accusata di riciclaggio per alcune operazioni contabili che avrebbero avuto l'unica finalità di rendere difficile capire la provenienza del denaro. L'indagine della Procura di Brescia ha anche avuto qualche effetto collaterale indesiderato per l'onorevole Giuseppe Romele (deputato del Pdl e vicepresidente della Provincia). Sentito come teste in Procura il 7 febbraio scorso, avrebbe disconosciuto la propria firma in calce a 9 ricevute nelle quali si attestava il versamento di poco più di 49 mila euro a Forza Italia da parte degli «Amici del Pdl».

Romele in quell'occasione spiegò addirittura di non sapere nemmeno cosa fosse il sodalizio nicoliano. Una creatura che (ne riferiamo a parte) avrebbe provocato qualche problema e qualche danno alle procedure di fusione tra Forza Italia e An per far nascere il Pdl. Proprio per questo uno dei «traghettatori» come Giuseppe Romele avrebbero dovuto finire fra le parti lese. Dopo il suo interrogatorio, però, per i pubblici ministeri ce n'è abbastanza per contestare al parlamentare l'accusa di false dichiarazioni ai pm.

Indagati imprenditori e manager - Nel scorrere l'elenco dei 31 imprenditori e manager si scopre un mondo. Il mondo di Franco Nicoli Cristiani. Un mondo fatto di operazioni immobiliari, superfici commerciali, piccole e grandi urbanizzazioni, cave e discariche per le quali una parola buona dell'ex assessore (prima all'ambiente e poi al commercio) poteva fare la differenza. Così troviamo nel registro degli indagati, accomunati dall'accusa di aver violato le normative sul finanziamento dei partiti, i nomi di Giuseppe Pasini, imprenditore siderurgico della Feralpi (ma con interessi anche nel trattamento dei rifiuti con la Faeco di Bedizzole), che tramite una società di cui è amministratore (la «Iir Investimenti industriali Romania», oggi diventata «Due investimenti industriali spa») ha versato agli «Amici del Pdl» di Nicoli, il 22 febbraio 2010, 20 mila euro. Così Ettore Lonati, presidente di società come Santoni spa e Lonati spa ha versato 15 mila euro al Comitato Nicoli e altrettanti agli «Amici del Pdl» (tutto nell'arco di un mese nel 2010). Secondo il «libro mastro» di casa Nicoli ricostruito dalla Procura, Riccardo Odolini giovane imprenditore della famiglia Italmark (società alla ricerca di spazi per un polo logistico nella zona di Buffalora) ha versato, tramite la Ithos, 10 mila euro; Giacinto Musicco, immobiliarista impegnato nella riqualificazione dell'area Pietra, ha versato con la sua Finsibi 25 mila euro; Antonella Massone, amministratrice della «Ser.Imm. srl» e della «Sermark Centri commerciali» di Darfo, ha versato 20 mila euro in due rate.

Dagli immobili alle cave e discariche con i nomi di Bruno Dossi, presidente di «Isola Verde spa» di Montichiari, il cui contributo è stato pesante (50 mila euro), di Stefano Vezzola (20 mila euro dalla «Cave di Ghedi srl») o di Daniela Grandi, vedova dell'imprenditore Marcello Gabana, presidente della Gedit, discariche a Montichiari (10 mila euro). Ma Nicoli Cristiani riscuoteva simpatie e contributi anche fuori dalla provincia: così un colosso come Bennet (presenza massiccia nel Bresciano) ha elargito 20 mila euro. Troviamo sostenitori di Nicoli anche in Sardegna: un avviso di garanzia è finito a Cagliari sul tavolo di Giovanni Pietro Vargiu, procuratore speciale del Consorzio Stabile Sardegna. Lo stesso consorzio incaricato della realizzazione della centrale fotovoltaica a Paitone, già finita in un'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il presidente della Comunità della Valsabbia, Ermano Pasini, pdl di stratta osservanza nicoliana. Coincidenze?
mtoresini@rcs.it
@MarcoToresini
fonte: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_novembre_20/finanziamento-illecito-pdl-nicoli-cristiani-34indagati-imprenditori-politici-lombardi-2112784852229.shtml

 

domenica 18 novembre 2012

Sempre sul caso Vezzola

Come abbiamo imparato ormai a capire in casi di questo tipo sono più veloci e affidabili le voci e le indiscrezioni dei documenti ufficiali redatti e pubblicati dai tecnici e dalla politica.

Voci insistinteni dicono che a Rho-San Bernardino verrà spostato l'attuale impianto di produzione bitume ( conglomerati bituminosi ) di Lonato del Garda dove, causa vincoli paesaggistici e ambientale, pare non essere più compatibile. Qui a Montichiari l'ambiente fa talmente schifo che non ci sono vincoli e si può fare tutto.

Ora, se da un lato è vero che l'impianto di produzione bitume non necessita di VIA o AIA, tradotto il Comune non ha voce in capitolo in quanto l'impresa proponente deve fare una sola domanda di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera alla Provincia, la cosa che a noi non va giù è il trattamento dei rifiuti. La produzione sarà fatta partendo da rifiuti ( edili, acciaierie etc.) ed avrà numeri enormi ( 300.000 tonnellate anno). Questo particolare ha fatto si che il Comune sapesse e si potesse esprimere in maniera sciaguratamente positiva ( ma questo è un mio personale parere).

Nessun consulto popolare, nessun consulto con le opposizioni, nessuna attenzione agli impatti cumulativi. Niente. Parere positivo e via con un'altra attività ad alto impatto ambientale.

Detto questo non vorrei essere frainteso, in questa serie di articoli in cui ho cercato di ricostruire la vicenda Vezzola me la sono presa con l'attuale Amministrazione Comunale ma ciò non significa che abbia a grande considerazione l'operato delle opposizioni ( di cui tra l'altro mi pare viva solo ACM), i 7 anni sono passati per tutti e nessuno pare essersi accorto di questo impianto. I dati su Silvia erano di pubblico dominio così come le relazioni dei tecnici. L'impressione, non solo mia ma ormai diffusa, è che la strategia di urlare solo quando il latte è versato per tirar l'acqua al propio mulino abbia le ore contate e non sia più molto credibile.

Buona serata a tutti
CC

venerdì 16 novembre 2012

Nella puntata di Report nomi a noi familiari

..per chi se la fosse persa ecco la puntata di Report che racconta i 18 anni di governo Formigoni alla Regione Lombardia. Durante la puntata e nelle intercettazioni vengono citati nomi a noi, tristemente, noti.

> Puntata Report 04/11/2012

Buona visione e buon fine settimana.
CC

martedì 13 novembre 2012

Vezzola, la Zanola e l'articolo del Giornale di Brescia.

E' con un certo fastidio che pubblico qui sotto l'articolo apparso oggi sul Giornale di Brescia in cui maggioranza e opposizione bisticciano riguardo al nuovo impianto di trattamento rifiuti.



La prima cosa che mi vien da pensare è che la politica non ha ancora capito nulla. Ma davvero pensano che ad un cittadino interessi se l'autorizzazione è stata data da Badilini senior, Zanola o chiccessia? Alla gente importa solo e soltanto che da domani arriveranno altri camion pieni di chissà quali schifezze e che dovrà subire nuovi disagi.
Questo è il punto. L'unico vero punto su cui si dovrebbe concentrare la discussione se la politica fosse seria e responsabile.

Tuttavia il mio compito è anche quello di puntualizzare e questo articolo è così pieno di grottesche inesattezze che non mi posso sottrarre dallo scriverne.

In prima battuta, e questa è una considerazione personale, è quanto mai avvilente che una pratica vecchia di 6 anni giaccia nel più completo silenzio nei cassetti comunali e venga alla luce solo grazie ad un blog e qualche cittadini arrabbiato che commentando un post ha creato "un caso". Vorremmo non doverci abituare mai a questo triste modo di fare.

In seconda battuta la pratica risale al 2005 e la nota di parere positivo del comune ( qualora la si trovi) è datata 26 aprile 2006. In quella data non c'era al timone del Comune il sidaco Badilini ma l'attuale compagine politica. Se facciamo un semplicissimo calcolo 2012 - 13 ( i famosi anni della lotta alle discariche della Zanola)  =  1999. Siamo quindi in piena reggenza legista e non democristiana.

Terzo punto e qui vado di citazione " Dal 199 ad oggi le amministrazioni Rosa e Zanola hanno dato e continuano a dare battaglia e tutte le nuove autorizzazioni a impianti e discarica" E.Z. Si da il caso che tutte le discariche ad oggi in attività ( Gedit, Bernardelli, Ecoeternit e Val.Seco2) siano state approvate dopo il 1999. Non si contano invece gli impianti di trattament rifiuti aperti. Si da il caso che la compagine leghista non abbia vinto alcuna battaglia e non abbia fatto ritirare alcuna richiesta ( Benchè ne dicano Aspireco è stato fermato da LegaAmbiente e Comitato con la raccolta delle quasi 9.000 firme e le relative azioni collaterali). Forse la Zanola dovrebbe riflettere sul suo metodo di fare le battaglie perchè un qualsiasi allenatore di calcio alla quinta sconfitta di fila o cambia modo di giocare o viene esonerato per manifesta incapacità. Io non ho mai visto alcun allenatore vantarsi di 13 anni di sconfitte. E voi?

Punto 4. La Zanola dovrebbe leggere prima di parlare. Nell'articolo scrive che nell'impianto verranno sminuzzati materiali derivati dalle demolizioni ( lasciando intendere che è poca cosa). Si dimentica però di dire che:
  •  I rifiuti trattati saranno 300.000 tonnellate anno
  • solo 50.000 t/a deriveranno dalle demolizioni
  • 100.00 t/a saranno scorie di acciaieria
  • 90.000 t/a Recupero di scarti lapidei e fanghi provenienti dall’industria del marmo ( qui vi chiedo di notare il termine "industria" il che significa non solo dall'escavazione ma anche dal trattamento)
  • 50.000 t/a Recupero conglomerato bituminoso
  • 10.000 t/a Messa in riserva ceneri dalla combustione di carbone ( che io, spero di sbagliarmi, leggo come "discarica")
  • Le aree saranno 2:
    • Zona A. operazioni di recupero e degli stoccaggi con impianto di selezione rifiuti (frantumazione, deferrizzazione, vagliatura, miscelazione).
    • Zona B. impianto di produzione del conglomerato bituminoso. Che, per chi non lo sapesse, viene fatto a caldo e produce molto fumo.
  • Non dice che 300.000 t/a eqiuvalgono a 40/50 camion al giorno ( festivi compresi) che andranno a pesare su un territorio già fortemente stressato.


Ora, un sindaco serio, queste cose le avrebbe dette. Non oggi ma già 5/6 anni fa. Avrebbe informato la popolazione ed avrebbe concentrato le energie di tutti per scongiurare questo nuovo impianto in un territorio martirizzato come il nostro.

Invece la butta in rissa, racconta stupidaggini ai giornalisti, gioca a fare la pasionaria, fa la stizzita se gli fanno notare alcune cose e poi, come i bambini, gira la testa dall'altra parte e offesa non parla più.

...credo che sia ora di fare i seri noi e scendere in strada per difendere il nostro diritto al futuro.
Buona serata.

CC



Il "caso" Vezzola e il silenzio assordante dell comune



Oggi siamo al 13 novembre e da alcuni giorni giorni è uscita la notizia relativa al possibile nuovo bitumificio. Sul sito del Comune, nell'albo pretorio, c'è ancora la domanda di proroga della Vezzola all'attività di escavazione senza alcun allegato e nessuno dell'amministrazione si è espresso sulla questione.

La domanda che ormai molti si fanno è: ma dal Comune non arriva mai una dichiarazione o presa di posizione su questo tipo di problemi ( in tempi utili s'intende, alle piangerie post approvazione ormai tutti sono abituati)? E' questa la considerazione che hanno dei cittadini?
Per me, ma questo è un parere puramente personale, questo atteggiamento non è degno di un paese "normale" e civile.

Ricordiamo, per chi non fosse informato, che Vezzola ha ben 3 richieste aperte sul territorio monte clarense:
  1. Quella che ormai ben conosciamo relativamente all'impianto di trattamento, macinazione e stoccaggio rifiuti. http://silvia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=030100000399&titolo=V.I.A.%20Regionali
  2. Una richiesta del 2006 http://silvia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=021400000010&titolo=Verifiche%20Regionali per un progetto di gestione produttiva nell'ATE44 ( senza alcun documento pubblicato su SILVIA - la documentazione va richiesta alla Direzione Generale Qualità dell’Ambiente U.o. Attività estrattive e di Bonifiche U.o.o. Pianificazione Attività Estrattive Supporto agli Enti Delegati)
  3. Un di fine 2011 per una nuova richiesta di escavazione ( 3.000.000 di mq) http://silvia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=030100000968&titolo=V.I.A.%20Regionali

Qualcuno ha scritto su questo blog che ce ne vorrebbero di aziende come la Vezzola.
Io francamente ne farei a meno e credo, senza presunazione, di interpretare un sentimento ormia molto diffuso.

Buona giornata
CC

domenica 11 novembre 2012

Vezzola e il nuovo impianto di trattamento rifiuti



Buona domenica sera a tutti, riporto di seguito una segnalazione diffusa oggi da ACM.
Il fatto, anche se da verificare, ritengo sia di fondamentale importanza al fine di ricostruire la vicenda Vezzola, esplosa nei giorni scorsi, e possa aiutare chiunque a farsi un'idea dei fatti.

Come sappiamo l'approvazione dell'impianto, di cui non sono ancora note le reali dimensioni e attività (ad oggi sul sito Silvia è presente solo la relazione NON TECNICA della Montana) è stata effettuata pochi giorni prima della fine della legislatura Formigoni ma giaceva nei cassetti della regione dal 2005 ( per l'esattezza la richiesta è stata depositata in Regione il 15.11.2005).

Ad oggi pare che nessuno a Montichiari sapesse di tale pratica e che l'Amministrazione Comunale, in forma ufficiale, non avesse ancora espresso un parere in merito.
Pare invece, e qui arriva la segnalazione, che l'Amministrazione, con nota protocollo 13008 del 26.4.2006, avesse espresso parere FAVOREVOLE.

Pare che tale documento sia introvabile in quanto non reso pubblico, la cosa è pertanto da verificare, se tuttavia questo fosse confermata rappresenterebbe un fatto di una straordinaria gravità che certamente dovrebbe essere spiegato ai cittadini che ora subiranno questo nuovo mega impianto con una capacità produttiva di 300.000 tonnellate di rifiuti trattati all'anno.

Integriamo alla sintesi non tecnica anche il documento con il parere positivo del tecnico regionale ( clicca qui.)

Buona serata
CC

venerdì 9 novembre 2012

Sempre a proposito di Vezzola

Proprio oggi sul sito del Comune è stato pubblicata nell'albo pretorio la seguente comunicazione: "DOMANDA DI PROROGA DEI TERMINI DI SCADENZA DELL'AUTORIZZAZIONE ESTRATTIVA DI CUI ALL'ATTO DIRIGENZIALE N. 1061 DEL 20/04/2012 INTESTATO ALLA DITTA VEZZOLA SPA VIA MANTOVA 39 LONATO RELATIVA ALLA CAVA DI SABBIA E GHIAIA IN LOC. SAN BERNARDINO DEL COMUNE DI MONTICHIARI COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO+ ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE".



Con grande sorpresa, per niente positiva, alla comunicazionon non è allegata la documentazione!!! Come mai?
Non conosco quali siano gli obblighi informativi dell'Albo, ma questa mi cosa mi pare molto strana.
Magari è una sciocchezza, magari un abbaglio dettato da arrabbiatura ( come qualcuno sospetterà) ma io, per dovere di cronaca, mi sento in obbligo di segnalarlo.

CC

VEZZOLA farà un bitumificio a Montichiari



La notizia è di quelle sconfortanti destinate a rovinare la giornata.
Vezzola ha ottenuto il via ad una richiesta fatta nel 2005 per l'attivazione di un impianto
di trattamento rifiuti con macinazione, selezione e stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi lapidei, finalizzate principalmente al recupero come materie prime secondarie sostitutive di materie prime di estrazione per l'edilizia, per i cementifici e per la produzione di conglomerato bituminoso.
La notizia è apparsa lo scorso 16 ottobre sul sito Silvia e, come norma in questi casi, è passata sotto il più completo e avvilente silenzio. Nessun commento dell'amministazione, nessuna barricata dell'opposizione. Essì che queste informazioni passano in Comune, noi privati cittadini ce le dobbiamo cercare online.

Il bitumificio è una tipologia di impianto a grandissimo impatto ambientale. Sono note le vicende legate, per esempio, al bitumificio Gaburri ed al calvario che gli abitanti di Buffalora hanno vissuto per anni prima del sequestro effettuato lo scorso 30 ottobre.
Un impianto di questa tipologia ( di cui tuttavia mi riservo di leggere con attenzione la relazione tecnica per capirne le peculiarità) che tratterà 300.000 tonnellate di rifiuti all'anno è una follia se pensato in un territorio fortemente stressato come quello monte clarense. Richiederlo è da incoscenti, approvarlo da irresponsabili.

La collocazione sarà nella cava Vezzola, in località San Bernardino nel Comune di Montichiari (BS) e la relazione tecnica è a cura, come sempre in questi casi, della MONTANA ( che a Montichiari ha fondato parecchia della sua fortuna imprenditoriale)
Io credo sia ora di prepararci e scendere in piazza.

CC

giovedì 8 novembre 2012

In Gedit la trivella non c'è più

....al suo posto un tubo.


Credo che a questo punto la tesi del nuovo camino per il recupero dei gas sia la tesi più accreditata e convincente. Peccato. La tesi del pozzo per estrarre la nuova acqua minerale arricchita "acqua for paradiso" ( cit. Anonimo) mi piaceva. :)

CC

mercoledì 7 novembre 2012

Una trivella buca la Gedit

Da qualche giorno un'imponente trivella buca la montagna di rifiuti presente nella discarica Gedit ( di proprietà del gruppo Gabeca) effettuando strani carotaggi.
Siccome la pratica è "insolita" stiamo monitorando con interesse per capire l'evolvere della situazione, se si tratta di controlli commissionati dall'azienda o di qualche indagine in corso.
Vi teniamo aggioranti.


mercoledì 31 ottobre 2012

La barzelletta della sera

Ciao a tutti, vi lascio per questo lungo week end con una portentosa barzelletta che oggi ho letto sul Giornale di Brescia. A raccontarla è niente popò di meno che sua eminenza la sig.ra Daniela Grandi Gabana.

"Il futuro sarà sempre meno discariche e più energia, il mercato sta andando in questa direzione sopratutto in Italia. Ma il know-hout acquisito in tutti questi anni non verrà disperso.Il progetto è un po' questo. Il gruppo ha un'esperienza quasi trentennale nella gestione di discariche e nel ricavare energia dai siti una volta ultimati. All'estero questa esperienza sia riconosciuta. E dunque il gruppo Gabana sta andando all'estero per vendere tecnologia per la gestione delle discariche e per ricavare l'energia che dalle discariche emerge..."

Ora, a parte l'ilarità che da queste affermazioni noi tutti possiamo trarre, mi sento di dare un consiglio all'autore dell'articolo. Siccome sono convinto che Gianni Bonfadini sia un buon giornalista e non un pubblicitario ( la differenza sta nel fatto che il secondo riceve compenso nel pubblicare redazionali mentre il primo pubblica notizie, per dovere di cronaca, che prima ha verificato) gli consiglio di fare un giro in via Calcinatella a verificare di persona le incredibili e innovative tecnologie che il gruppo Gabana impiega nella gestione della puzzolente Gedit. Si potrà quindi rendere conto lui stesso dell'altissimo grado di tecnologia che verrà esportato nel mondo con il marchio di made in italy.

Buon fine settimana a tutti
CC

...e i giorni di silenzio sono otto.

Qui la questione non è di simpatia o antipatia, è molto più seria e riguarda la salute nostra e dei nostri figli. Questo è il punto. Auspico pertanto che la questione venga affrontata in maniera più seria e responsabile.

Le ragioni per cui trovo inaccettabile il silenzio della Zanola le ho già scritte, qualcuno a suo modo le ha riprese in commenti vari, le ripongo per chiarezza:
  • Il Sindaco è il primo responsabile della salute dei cittadini e qui si parla di amianto non stoccato correttamente con possibile contaminazione ambientale da fibre che si sono volatilizzate durante il trasporto ed il conferimento.
  • L'attuale Amministrazione Comunale ha fatto un accordo con Ecoeternit ed ha spiegato alla cittadinanza che questo serviva a rimanere vigili su quella che è la più grande discarica di amianto lombarda.
  • L'attuale Amministrazione Comunale ha istituito e paga una Commissione di Controllo che non si era accorta di nulla.
  • Il Sindaco ha scelto di impostare il proprio consenso popolare sull'esclusività della lotta alle discariche. Va in giro da mesi ripetendo che tutti sono contro di lei e che non ha alcun potere contro le discariche. Alla luce di quanto emerso ciò è una palese bugia.
Aggiungo che la Sindaco ha un obbligo morale, direi etico, di dare spiegazioni, chiarire, rassicurare i cittadini che ora sono impauriti ed incazzati.

Sul fatto del doppio mandato di controllo ad ARPA e ASL non mi voglio dilungare, se c'è una legge a questa bisogna attenersi e se la discarica è stata chiusa per intervento della magistratura significa che è stato commesso un illecito.

Chiudo con una rettifica rispetto al mio post di ieri in cui scrivevo del silenzio dell'opposizione. Per correttezza di informazione pubblico qui sotto il documento redatto il 25/10/2012 ( con effettivo tempismo) da ACM in cui si richiede la convocazione di un Consiglio Comunale aperto o, in subordine, alla convocazione della Commissione Consiliare competente, nella quale la Commissione di controllo della discarica riferisca rispetto all’attività svolta ed alla situazione in essere.

...stiamo a vedere se almeno a loro la Sindaco Zanola si degnerà di rispondere visto che la citata Commissione è, di fatto, pagata da tutti noi cittadini.
CC



 

martedì 30 ottobre 2012

...e siamo al settimo giorno.

Oggi è il settimo giorno dall'incidente e nè Ecoeternit ( vedi sezione comunicati stampa) nè la Sindaco Zanola hanno detto qualcosa a riguardo del sequestro.
Dall'azienda, francamente, non mi aspetto nulla. Non ho mai nutrito un filo di fiducia in loro. Dalla seconda però mi aspetto un chiarimento che, credo, sia un atto dovuto verso la popolazione monte clarense. Oggi è il settimo giorno e il silenzio diventa sempre più sinonimo di arroganza e non correttezza. Io non sono avvezzo ai protocolli politici dei consigli comunali  e alle procedure istituzionali, ritengo tuttavia, che sulla base del buon senso il comportamento della sindaco Zanola sia inaccettabile e tale da indurre alla più completa sfiducia.

Scrivo questo perchè sono certo che dall'alto della sua poltrona la "pasionaria" Zanola non darà minimo conto a quanto scritto ma sul web quello che è scritto rimane scritto e fra poco, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo, le "tradizionali"  promesse e balle colossali potranno essere facilmente smentite.

Così come verranno smentiti i proclami dell'opposizione il cui attuale silenzio e la mancanza di presa di posizione stride tanto quanto l'arrogante silenzio della Zanola.

Buona giornata
CC

lunedì 29 ottobre 2012

Oggi 29 ottobre 2012



Se fossimo un mese indietro sarebbe il titolo di una canzone invece è un giorno per fare una nuova amara constatazione.

Oggi è il sesto giorno dall'incidente e nè Ecoeternit ( vedi sezione comunicati stampa) nè la Sindaco Zanola hanno detto qualcosa a riguardo del sequestro.

La prima lo doveva fare per correttezza e senso del dovere visto che stocca materiale mortale e ci ha riempito in questi mesi di false rassicurazioni.

La seconda lo doveva fare perchè è la prima responsabile della salute dei cittadini, perchè in questi mesi ci ha riempito la testa e le scatole delle sue posizioni anti discariche, perchè con i signori della Ecoeternit ci ha fatto una convenzione e in più paga la Commissione di Controllo ( che pare non si sia accorta di nulla riguardo ai conferimento non conformi).

Per questa ragione torno a ripetere: a realtà come Ecoeternit andrebbe tolta qualsiasi autorizzazione in questo settore e la Sindaco si dovrebbe dimettere.

Ma questo è solo un mio pensiero.
CC

venerdì 26 ottobre 2012

A che gioco sta giocando il Comune di Montichiari?

Questa è la domanda che mi assilla in questi giorni.
Per cercare di trovare una risposta ritengo sia utile andare per gradi e "fissare" alcuni appuntamenti fondamentali della vicenda Ecoeternit.

Gennaio 2012 - La discarica inizia la sua attività
4 gugno 2012 - L'amministrazione Comunale di Montichiari stipula una convezione con la Ecoeternit. In cambio riceverà un bel po' di soldi.
13 luglio 2012 - Un carico diretto alla Ecoeternit perde il carico. Si scopre che il carico non è conforme e viene sequestrato.
15 luglio 2012 - La Sindaco Zanola afferma al Giornale di Brescia: «Pur non essendo i principale attore titolato a fare controlli (che, meglio precisarlo, spettano anche e soprattutto agli enti superiori), il Comune è l'unico che tiene costantemente monitorata la situazione anche di questa discarica»
23 luglio 2012 - il n.1 di Arpa Brescia ( dott. Sesana ) rilascia un'intervista al Giornale di Brescia e dichiara: "Cercheremo di capire come lavorano anche alla discarica Ecoeternit"
I vertici di Ecoeternit affermano: «Da noi solo amianto trattato»
21 agosto 2012 - La Giunta Comunale nomina la commissione per il controllo della discarica Ecoeternit ( composta di comune accordo con la società che gestisce l'impianto).
24 ottobre 2012 - La discarica Ecoeternit viene messa sotto sequestro dal NIPAF per irregolarità gravissime nello stoccaggio e nel conferimento.
25 ottobre 2012 - Sull'albo pretorio del Comune si notificano 6mila euro in entrata (a versarli Ecoeternit) per la copertura dei costi inerenti l'esercizio dei controlli sulla discarica, destinati a uno dei tre consulenti, Raffaele Cossu.
26 ottobre 2012 - Il vice Sindaco Rosa afferma al BresciaOggi: «Purtroppo il tema delle discariche è di competenza sovracomunale, pertanto siamo costretti a subire passivamente questi effetti sul nostro territorio», e ancora  «C'erano delle irregolarità, giusto intervenire - è il suo commento -. Le indagini sono in mano all'Arpa e alla Procura, il Comune non avrà voce in capitolo».

Oggi è il 26 ottobre e sono passati due giorni dalla chiusura dell'impianto e l'unica nota ufficiale da parte dell'Amministrazione Comunale risiede nelle due banalità comunicate dal vice Sindaco al BresciaOggi. Come mai la Sindaco Zanola non si è ancora espressa? significa che noi monte clarensi ci dobbiamo sorbire la manfrina piangente della vittima ma non siamo degni di due righe di comunicato stampa?

Qualche esponente dell'attuale maggioranza, tempo fa, si è indignato perchè su questo blog abbiamo sostenuto la tesi che, se si accettano soldi, regali e sponsorizzazioni dai gestori delle discariche poi, forse, non si è più liberi di fare gli interessi dei cittadini ( che non coincidono con quelli dei discaricatori). Io credo che se avevamo torto questo è il momento di dimostrarlo.

Perchè non c'è ancora stata una presa di posizione DURA della sindaco contro Ecoeternit?
Ma sopratutto perchè non ci spiega qual'è stata l'attività del prof. Cossu in questi mesi e quali risultati ha ottenuto? In fondo 6.000,00 € sono una bella somma, qualcosa avrà pur fatto. Si era accorto che il materiale conferito non era talvolta nemmeno imballato oppure lavorava per corrispondenza e si fidava di quanto gli veniva detto?

Va ricordato che i 6.000,00 € sono soldi che Ecoeternit da al Comune, in virtù della convenzione del 4/06, che si impegna ad usarli per pagare il professor Cossu. In questo modo, capite bene, che il Comune crea il ponte perfetto che permette al controllato di essere anche controllore, perchè queste cose non ce le viene a spiegare?

Qui si sta parlando di amianto con fibre pericolosissime e volatili che creano tumori micidiali e incurabili alla pleure ( come il mesotelioma) che compaiono anche a distanza di anni. Alla luce di quanto emerso significa che i nostri bimbi in questi mesi, con tutta probabilità, hanno respirato questa merda in non si sa quale quantità.

No, la sindaco, non si può trincerare dietro ad un silenzio stampa, se ha un briciolo di coerenza ci deve venire a spiegare tutto per filo e per segno e poi, per conto mio, si deve dimettere perchè questa volta le sue balle rischiano di essere molto, troppo pericolose.

Buon fine settimana.
CC




mercoledì 24 ottobre 2012

Sequestrata discarica di amianto a Montichiari

Dai che ogni tanto, qualche vittoria arriva!
CC

 

operazione della forestale nel bresciano

Sequestrata discarica di amianto a Montichiari

 
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Uomini della Forestale in un'immagine di archivio
Ore: 16:06| mercoledì, 24 ottobre 2012
Il personale del Nucleo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Brescia e quello della Sezione di P.G. del Corpo Forestale dello Stato in coordinamento con la Procura della Repubblica, hanno sequestrato una discarica di amianto nella Bassa bresciana, a Montichiari, oltre a due autoarticolati caricati con bancali di lastre di eternit non bonificato e quindi non idonee al trasporto e allo smaltimento in discarica.

L’attività investigativa condotta ha permesso agli uomini della Forestale, dopo la chiusura la scorsa settimana dell’altra discarica di amianto in via Brocchi a San Polo, di individuare l’attività illecita consistente al momento nel trasporto sugli autoarticolati sequestrati di lastre di eternit contenenti amianto, non trattate con gli inertizzanti superficiali realizzati con prodotti incapsulanti.
Gli accertamenti hanno permesso inoltre di verificare che altro materiale, già messo a dimora sul piano posa rifiuti della discarica, risultava non conforme alla normativa in quanto svariati pacchi contenenti lastre di eternit risultavano lacerati in più punti ed il materiale stesso non risultava trattato con inertizzanti superficiali realizzati con prodotti incapsulanti ovvero risultava trattato su un solo lato delle lastre, determinando un grave rischio di inquinamento ambientale da fibre di amianto.

Al controllo della documentazione in possesso degli autisti dei mezzi, gli agenti riscontravano che sul Piano di Lavoro in possesso dei trasportatori veniva dichiarato che “il materiale conferito risulta correttamente trattato e incapsulato secondo le normative specifiche”, palesemente in contrasto con quanto accertato dai Forestali. I due autisti sono quindi stati denunciati alla Procura per “uso di certificazione falsa durante il trasporto”.

La verifica dei Forestali sullo stoccaggio del materiale rifiuto ha permesso di accertare il mancato rispetto delle prescrizioni previste dalla Autorizzazione Integrata Ambientale: sono stati quindi denunciati il responsabile tecnico della discarica e l’amministratore unico della stessa per “attività di gestione di rifiuti in difformità alle prescrizioni autorizzative”.

martedì 23 ottobre 2012

Solito bollettino di guerra dalla GEDIT

Siamo alle solite, la Gedit ( quella della famiglia Gabana proprietaria di Acqua Paradiso, Grandi riso etc. etc. ) puzza terribilmente e quello che scrivo sempre il solito, monotono e scontato bollettino di guerra. Da alcuni giorni la situazione è tornata ad essere insostenibile su gran parte dell'abitato di Vighizzolo. Come sempre Arpa e Asl paiono essersi vaporizzate, la provincia di Brescia con i suoi tecnici conferma la sua assoluta inutilità, la sindaco Zanola pare essere occupata in altre faccende.

Di seguito posto alcune foto in cui si vedono i vapori nell'atto del conferimento, quelli che cusano l'odore e spesso il malessere delle persone.
L'unico augurio è che servano a chi sta indagando per mettere un freno a questo schifo di situazione.



lunedì 22 ottobre 2012

La politica della PROFACTA

Buon inizio di settimana a tutti.
Pubblico di seguito un articolo in cui il consigliere IDV parla della cattiva gestione, condotta dalla Profacta, della discarica di via Brocchi ( ora sotto sequestro).
Lo pubblico a perenne monito visto che la Profacta sarà la società che gestirà, qualora venisse approvata, la discarica Padana Green a Montichiari ( contenente amianto proprio come nella discarica di via Brocchi). Io a questa gente toglierei tutte le autorizzazioni ad operare in certi settori, ovviamente questo è quello che farei io...nella realtà chi decide usa criteri differenti rispetto alla competenza, alla professionalità e alla correttezza.
CC

PATITUCCI: LA PROFACTA DENUNCIASSE ANCHE ME!

20 ottobre 2012 Scritto da

Sulla vicenda del sequestro della discarica di via Brocchi interviene energicamente il Consigliere regionale IDV Francesco Patitucci che sulla vicenda è bene informato, avendo al suo attivo tante interrogazioni in Regione.
Nell’intervista rilasciata alla nostra redazione non manca di mettere in risalto le gravi contraddizioni a cui l’azienda che dovrebbe gestire la discarica si è esposta negli ultimi tempi.
Non hanno rispettato i parametri dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione” ci dice “Nella zona non esistono alberi ad alto fusto, non vedo l’anemometro per la rilevazione della velocità del vento e molti dei pacchi interrati erano addirittura rotti. E hanno anche il coraggio di minacciare denunce contro i cittadini che con le fotografie si sono presi l’incarico di rendere pubbliche le inadempienze con il solo scopo di tutelare la loro salute. Bene, e allora che denunciassero anche me, perchè le fotografie le ho fatte anch’io!
Insomma Patitucci non ci sta all’atteggiamento minaccioso manifestato dall’azienda sulle pagine di alcuni organi di informazione locale. Viene da chiedersi chi doveva controllare il rispetto delle condizioni dei pacchi e l’osservanza delle prescrizioni imposte nell’autorizzazione e soprattutto pperchè chi doveva controllare non ha controllato.
Minacciare i cittadini che controllano quello che avviene a pochi metri dalle loro abitazioni è veramente di cattivo gusto. più giusto sarebbe denunciare chi non ha ottemperato alla messa in opera di tutte le precauzioni previste, incluso, ovviamente, chi non si è accorto che gli involucri che si stavano interrando erano danneggiati.
L’intervista integrale è disponibile sul nostro canale video su YouTube

Fonte:

venerdì 19 ottobre 2012

La famiglia Gabana e la rotta per il paradiso

Per chi non lo sapesse il brand Acqua Paradiso fa parte della Gabeca group di proprietà della famiglia Gabana. Ne fa parte assieme ad aziende immobiliari, produttrici di riso, di vino, di cemento..... e alla celeberrima Gedit che si occupa di creare e gestire puzzolenti discariche.

Mi fa un certo effetto* vedere che la pagina Facebook dell'Acqua Paradiso è usata per promuovere un'iniziativa di marketing dal titolo "Rotta Paradiso". Di fatto vengono organizzati laboratori gratuiti per donare sorrisi ai bimbi che passano una mezza giornata di allegro svago fra bastoncini colorati e bottiglie di plastica trasformate magicamente in barchette.
Sappiamo tutti bene che ormai i prodotti, per vendere, hanno bisogno di comunicare un'immagine pulita, bella, eco-sostenibile, tranquillizzante e per farlo spesso propinano balle colossali ai consumatori ma questo credo sia davvero il massimo del ridicolo e della sfacciataggine.

Con quale arrogante diritto la Gabana group inganna così la gente?
Per chi ancora non lo sapesse l'attività delle discaricariche Gedit di Montichiari e Calcinato creano danni e disagi enormi a migliaia di persone. Non bastasse questo la famiglia Gabana non ha attivato alcun dialogo con la popolazione danneggiata ma al contrario la deride, forte della sua capacità economica, sostenendo di non essere la causa degli odori molesti che rendono la vita impossibile. Non contenta non opera come richiesto dalla Regione Lombardia, si rifiuta di fornire dati riguardo la sua attività ( di fatto non comunica cosa viene conferito e in che modo) suscitando non pochi dubbi sulla sua  trasparenza e legalità. Ricordiamo infatti che è stata posta già due volte sotto sequestro, che c'è in corso un'indagine della procura per possibili reati legati alla mafia e che il problema è approdato in Senato con una pubblica discussione.
Ricordiamo infine che la cittadinanza si è fatta carico di un'analisi ambientale, che costerà svariate decine di migliaia di euro, per capire quanto è compromesso l'ambiente in cui crescono i suoi figli, analizzare i danni fatti da questi imprenditori e cerare di limitare il nascere di situazioni analoghe. Tradotto: la famiglia Gabana guadagna un sacco di soldi inquinando e la gente paga per monitorare l'ambiente in cui vive.

Adesso ditemi: tutto questo non fa incazzare?

Ora, la rete è un luogo libero in cui ogniuno può informarsi e dove le bugie più colossali possono essere svelate, spero quindi che questo post contribuisca a fare un po' di informazione e chiarisca le idee a tutte quelle mamme che hanno portato i loro felici bambini ai gioiosi laboratori della filantropica famiglia Gabana. Le aziende vivono se i loro prodotti vengono venduti e, quindi, la loro fortuna o sfortuna nasce dalle scelte consapevoli dei consumatori. Per quel che mi riguarda l'Acqua Paradiso potrebbe terminare la sua attività anche domattina.

Un dubbio però mi rimane: ma il nome "Rotta per il Paradiso" lo avranno scritto pensando a noi di Montichiari?**



* In realtà mi fa incazzare molto ma oggi ho deciso di usare un profilo sobrio.
** Ringrazio AM per la citazione.

mercoledì 17 ottobre 2012

Dal Fatto Quotidiano

Ciao a tutti, non che questo tipo di notizie riescano ancora a stupirci ma, quello che è certo, è che confermano il sentore della gente comune: il business delle discariche è un affare torbido, puzzolente e spesso fuori da ogni legalità. Noi a Montichiari lo sappiamo bene e lo paghiamo a caro prezzo, tutti i giorni, sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli.
Buona lettura.
CC

Lombardia, un’altra bufera sulla Regione: “Favorì la Compagnia delle Opere”

Indagati due dirigenti della Cdo di Bergamo: tutto è partito dall'inchiesta sull'ex assessore Nicoli Cristiani. Secondo i pm l'amministrazione regionale favorì "con atti contrari ai doveri d'ufficio" gli interessi di un imprenditore che voleva l'ok per trasformare una cava in discarica

Nicoli Cristiani
C’è anche una delibera della Giunta regionale approvata il 20 aprile dell’anno scorso “su proposta del presidente Roberto Formigoni” nell’inchiesta della Procura milanese sul presunto giro di tangenti per aprire una discarica di amianto nel Cremonese che circa un anno fa aveva portato in carcere l’allora vicepresidente del consiglio regionale ed ex assessore Franco Nicoli Cristiani. Inchiesta che oggi è ritornata alla “ribalta” per le perquisizioni dei vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo anche loro indagati per corruzione in concorso con altre persone. Il ruolo della Compagnia delle opere nell’affare era già emerso nelle carte dell’arresto di Nicoli Cristiani.
Sono questi gli sviluppi dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio per la quale Nicoli Cristiani è accusato di aver preso una tangente da 100 mila euro da Pierluca Locatelli, l’imprenditore bergamasco, a suo tempo anche lui arrestato, che voleva ottenere il via libera per “trasformare” la cava di Cappella Cantone in una discarica di amianto. Una vicenda, questa, che ha dato il via alla prima scossa del “terremoto” al Pirellone e che questo pomeriggio, con l’operazione della Guardia di Finanza, ha fatto un ulteriore passo avanti. I finanzieri, infatti, hanno fatto visita alle sedi Mediberg e Custodia, le due società rispettivamente amministrate da Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e dall’ex vice presidente Luigi Brambilla.
Dalla documentazione raccolta in passato da inquirenti e investigatori, dalle intercettazioni e dagli interrogatori, tra i quali quelli dello stesso Locatelli, emerge “un diretto coinvolgimento” dei due affinché gli amministratori della Regione Lombardia “con cui erano in contatto, favorissero – si legge nel decreto di perquisizione – con atti contrari ai doveri d’ufficio, gli interessi” dell’imprenditore. Inoltre avrebbero usato i loro uffici “per stringere accordi criminosi” con Locatelli e per “fabbricare” tutta la documentazione contabile e contrattuale necessaria per giustificare il pagamento di mazzette, parecchie centinaia di migliaia di euro in contanti. In più, secondo la ricostruzione dei pm, oltre alle tangenti, Breno e Brambilla, per la loro attività di presunti “mediatori” in Regione, avrebbero ricevuto dall’imprenditore altre utilità”: lavori gratuiti per costruire la scuola Imiberg (è anche sede di una fondazione), sempre a Bergamo.
Ma in questo quadro, adesso, si inserisce anche una delibera di Giunta – citata peraltro nel decreto di perquisizione – proposta dal governatore Formigoni e approvata il 20 aprile del 2011. L’atto, ora al centro delle indagini, avrebbe dovuto sbloccare l’apertura della cava e la sua trasformazione in discarica per l’amianto, così come voleva Locatelli, nonostante il diverso e contrario orientamento della normativa regionale in materia ambientale e con buona pace della Provincia di Cremona che, per timore dell’inquinamento della falda acquifera, si era opposta. E c’è dell’altro: da quanto è stato accertato, la delibera non risulta pubblicata, come invece avrebbe dovuto, sul bollettino ufficiale della Regione. Capire il motivo di questo “mistero” sarà uno dei prossimi atti dell’inchiesta.
Intanto la Regione con una nota in serata ha fatto sapere che “da sempre la norma prevede che sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia si pubblichi il testo delle delibere (direttive, circolari, ecc.) che hanno diretta rilevanza per cittadini o comunque per soggetti esterni alla Regione e che invece si pubblichi solo il titolo quando si tratta di un atto di indirizzo interno all’Amministrazione. La delibera su Cappella Cantone è appunto una delibera di indirizzo interno, per cui è regolare la pubblicazione del solo titolo. D’altra parte – conclude la nota regionale – pubblicando il titolo non si lede nessuna norma di trasparenza, in quanto l’argomento viene reso noto ed è possibile fare richiesta di accesso all’intero atto”.

venerdì 12 ottobre 2012

La risposta del Ministro Ronchi

Un amico ci ha inviato la risposta che l'allora Ministro Edo Ronchi inviò al Comitato Civico per la Tutela del Territorio ( leggi la lettera del Comitato ).
Bei tempi quando i politici rispondevano e si interessavano dei problemi.
Purtroppo il Ministro non rimase in carica per molto ed oggi siamo qui a raccontare un'altra storia.
Buon fine settimana a tutti.

CC




venerdì 5 ottobre 2012

NOVITA' DALLA BERNARDELLI

Il sig. Arturo Bernardelli e la Edilquattro srl ci riprovano!
Questa è la richiesta di variazione non sostanziale della discarica Bernardelli sita in Vighizzolo.
Cosa significhi non sostanziale non è dato sapere, con tutta probabilità conferiranno nuovi CER, speriamo qualcuno prima o poi ci dica in cosa consiste la modifica in quanto questo foglio, senza l'ausilio di alcuna relazione tecnica è praticamente carta straccia.
Quello che è certo è che noi ne abbiamo le palle piene di imprenditori che aprono buchi per una cosa e poi ci mettono altro, che se ne fregano della gente abita intorno ai loro buchi fetenti e che pensano solo al loro tornaconto. Quindi mi sento di dire al caro sig. Arturo Bernardelli che per conto mio non è persona gradita a Montichiari.
Con questo vi auguro un buon fine setttimana.
CC




martedì 2 ottobre 2012

VALSECO - la montagna nera #8

Continua il reportage di Wajdi sulla la storia della discarica VALSECO ( quella dell'avvocato Cerroni di cui avrete sicuramente letto nei recenti commenti a seguito del servizio fatto dal Fatto Quotidiano a Montichiari).  Per chi si fosse perso le precedenti puntate ecco i link: prima puntata -- seconda puntata - terza puntata - quarta puntata - quinta puntata - sesta puntata -- settima puntata.

Ne sono certo: questa puntata probabilmente non piacerà a tutti e farà arrabbiare qualcuno ma così è. Questo blog si occupa di fatti e quelli riportati da Wajdi lo sono. Ricordare i fatti, scrivendoli nero su bianco, è un modo per ricostruire e capire le storie con la speranza che nascano coscienze nuove e che certi errori non vengano più commessi.
Buona lettura.


VALSECO - la montagna nera #8

Prima di proseguire, in discesa, verso gli avvenimenti che hanno portato, negli anni 2000, all'approvazione di una nuova discarica Vals.eco, considerata come ampliamento di quella già esistente, è necessario fare un passo indietro nel tempo ed alcuni nel presente.
Tutto iniziò nel 1997 (un anno importante anche per questo motivo – vedi la MontagnaNera n. 5).
Fu un anno di battaglia fra il “Comitato Civico per la Tutela del Territorio” e l'allora amministrazione comunale con sindaco Badilini.
Il Comune aveva stanziato, nel bilancio di previsione per il 1998, i fondi per la costruzione di una nuova scuola materna a Vighizzolo.
La Pulimetal Spa (discarica) si disse disponibile alla costruzione, a proprie spese, dell'asilo.
Il Comune accettò la proposta, nonostante le opposizioni in Consiglio Comunale, fra le quali anche la Lega Nord, fossero di parere nettamente contrario.
Riporto quanto il Comitato Civico scriveva, in una lettera aperta alla popolazione di Vighizzolo:
“... pensiamo che stancarsi di chiedere ciò che ci spetta di diritto per accettarlo nella forma di un regalo, certamente non disinteressato, è la rinuncia alla propria dignità, è legarsi le mani per il futuro, è suicidare la propria libertà di opinione.......Ecco perchè noi stiamo con il gruppo di vighizzolesi che richiede in questi giorni di dire no all' “Asilo Pulimetal” e di pretenderlo, come è giusto e come è già scritto, dal Comune i cui bilanci usufruiscono da anni della svendita del nostro territorio.
Ecco perchè, se la maggioranza dei vighizzolesi non farà sentire con forza la propria contrarietà, noi dovremo tirarne le amare conseguenze: cosa contrastiamo a fare un'amministrazione “forte con i deboli e debole con i forti” se anche i cittadini più colpiti si sono lasciati “dare un prezzo” per lo sfruttamento del loro ambiente e per i rischi della loro salute? ….Vi salutiamo sperando nella scelta coraggiosa da parte di molti vighizzolesi”.
La scelta coraggiosa non ci fu, l'amministrazione Badilini l'ebbe vinta e l'asilo di Vighizzolo venne costruito a spese della Pulimetal.
 
Pochi anni dopo, un articolo del Giornale di Brescia, riportava una notizia sul Gruppo Systema, che nel frattempo aveva inglobato Pulimetal, e nell'articolo si dice:

“C'è un altro aspetto importante della politica di Sergio Pironi (allora amministratore di Systema). Si tratta dell'etica, non solo ambientale ma anche sociale. Systema è infatti la società privata bresciana maggiormente impegnata in sponsorizzazioni sociali, sportive e culturali. Eccole: 2,3 miliardi (naturalmente di Lire) di spesa per la costruenda caserma della Polizia Stradale di Montichiari; 3,3 miliardi di spesa per l'asilo nido di Vighizzolo; 1,3 miliardi di spesa tra Montichiari Calcio e Leonessa Pallanuoto (Brescia); 600 milioni di spesa per il restauro del monumento dedicato a Giuseppe Zanardelli (Brescia).”

Negli anni successivi, con l'amministrazione comunale del sindaco Rosa (della Lega Nord che si era strenuamente battuta per evitare il “regalo” di Pulimetal), Systema realizza a proprie spese, in accordo con il Comune, i campi di calcio di Montichiarello, che diventeranno gratuitamente di proprietà del Comune di Montichiari trascorsi dieci anni dalla loro realizzazione.

Systema sponsorizza, inoltre, iniziative culturali, sportive ecc. organizzate dal  Comune negli anni dal 2007 al 2011 per 800.000 Euro.
 
Systema sponsorizza, a Montichiari, le squadre di calcio, prima A.C. Montichiari ed ora F.C. Montichiari, e anche, da pochi giorni, la squadra femminile di volley Montichiari.

Al novembre 2009 la Montagna Nera, a Vighizzolo, aveva inghiottito  2.456.156 tonnellate di rifiuti tossico-nocivi con un introito per il Comune di Euro 11.974.130,66.

L'esempio di Systema Ambiente viene seguito, a Montichiari, anche da altre società impegnate nell'utilizzo dell'ambiente, e particolarmente sensibili “all'etica  non solo ambientale ma anche sociale”, ottemperando, in alcuni casi, ad apposite convenzioni sottoscritte con il Comune (con il sindaco Rosa o il sindaco Zanola, “il cui gruppo politico lotta contro le discariche da ben 13 anni ed ha cominciato la battaglia prima che si costituissero gruppi di cittadini e prima che il problema fosse avvertito dalla gente” (cit. Zanola Elena 21/09/2012).

“Penso quindi che un guerriero quando scende in battaglia lotta e sa che potrà vincere o perdere. Non contempla la possibilità del patteggiamento.
Quando è in battaglia vuole vincere e sa che scendere a patti coincide con il mostrare la propria debolezza all'avversario.Il guerriero in battaglia non è interessato a subire il minor danno possibile, non ne vuole proprio subire perchè lotta per vincere e lo fa per se e per tutti quelli che otterranno beneficio dalla sua vittoria. Il guerriero sa che ora ha davanti un avversario ma domani ne avrà un altro e dopodomani un altro ancora perchè la lotta è lunga, non vuole pertanto che si diffonda la voce della sua debolezza perchè sa che solo se sarà temuto avrà possibilità di vincere” (cit. Cantagallo Contastorie 29/05/2012).


 

Per una giusta causa, in seconda fila il signor Togni Marco, capogruppo Lega Rosa, gruppo di maggioranza nel Consiglio Comunale di Montichiari, e il signor Zampedri Sandro, assessore all'ecologia del Comune di Montichiari.

20 maggio 2012, magliette con sponsor Systema Ambiente.

Il sonno del guerriero?

 

Wajdi