venerdì 21 dicembre 2012

Puzza, puzza e ancora puzza

In questi giorni il fetore di discarica ha raggiunto livelli allucinanti.
Questa sera l'aria è irrespirabile, l'odore di putrido misto a gas gratta la gola e brucia gli occhi.
Mercoledì sera la puzza si avvertiva intensa fino in via Trento in centro a Montichiari come a dire che il problema ormai non è più solo di Vighizzolo.
Questi imprenditori che pretendono di passare alla storia come filantropi non sono altro che criminali legalizzati che operano nel totale disprezzo della vita altrui. E non basterà qualche bel libro fotografico a riabilitarne la figura.

In questo anno abbiamo assisitito ad una serie innumerevole di eventi: dai genitori che a gennaio hanno bloccato la Gedit ai ripetuti sequestri, dalle indagini per tangenti e mafia ai tavoli tecnici in provincia fra l'asl, l'arpa il comune e la proprietà. Dai canister dati ai cittadini dall'Arpa per fare analisi alla riapertura delle autorizzazione ( tutt'ora in corso) per la ridiscussione dei permessi di conferimento. Tante energie impiegate, innumerevoli ore sottratte alle proprie famiglie da parte di comuni cittadini, tanti soldi pubblici investiti eppure siamo ancora qui a scrivere le stesse cosa di un anno fa.
Le file di camion fuori dalla discarica sembrano non finire mai ed il fetore pare essere diventato una condanna. Le richieste di nuovi impianti e nuove discariche continuano ad arrivare e amministratori poco sensibili le approvano come nulla fosse.

Forse però a questo punto dovremmo interrogarci e cominciare a pensare che forse il problema non sono loro ma siamo noi.
Noi che, nonostante siamo oltre 22.000, non scendiamo mai in piazza a protestare contro questo schifo. Noi che siamo disposti a scendere in piazza per qualche beagles ( causa di per sè nobile) ma non per la salute ed il futuro dei nostri figli. Noi che non fermiamo per strada il sindaco pretendendo maggior partecipazione e chiarezza su problematiche così importanti. Noi che a parole siamo contro ma poi scriviamo, leggiamo e presentiamo libri incensando questi imprenditori senza scrupoli. Noi che siamo qui a litigare dividendoci fra detrattori e sostenitori di uno studio ambientale che, nel bene o nel male, è ad oggi l'unica ( e sottolineo l'unica) azione concreta avviata per fermare questo scempio che pare inarrestabile.
Noi che ci siamo abituati alle continue nuove richieste e pensiamo: "si tanto ormai una più o una meno..." Noi che ci siamo stancati di informarci perchè ci autoconvinciamo che il mondo è uno schifo e meno sappiamo meglio viviamo. Noi che ci siamo rassegnati allo schifo e pensiamo che tanto loro fanno comunque quello che vogliono, quindi, tanto vale non sbatterci. Noi che pensiamo "è passata anche la Valentini passerà anche la Gedit".

Come ormai sapete questo blog è uno spazio che nasce con lo scopo di informare e, se possibile, creare una coscienza collettiva rispetto al problema ambientale. Nel tempo siamo cresciuti e siamo diventati davvero tanti, lo scorso mese quasi 6.000 utenti hanno letto, commentato e scritto su queste pagine. Voglio fare a voi e alle vostre famiglie l'augurio di un sereno Natale e di un 2013 di vero e  grande cambiamento e per farlo voglio usare le parole di una cara amica: Finchè ce ne staremo sdraiati sul divano con in mano il telecomando l'unica cosa che potremo cambiare sarà il canale.

Con affetto.
CC

martedì 18 dicembre 2012

Continuano le novità della Bernadelli



Ciao a tutti, vi posto quanto apparso oggi sull'albo pretorio del Comune di Montichiari.
Scrivevo qualche giorno fa di alcune novità riguardo alla discarica Bernardelli. La creazione di una vasca per il lavaggio delle gomme, lo spostamento degli uffici e della pesa, l'asfaltatura della strada...tutti indizi che facevano presagire futuri sviluppi e richieste. La cosa, non vi nascondo, mi ha preoccupato non poco.

Oggi arriva, come a conferma, la notizia della richiesta di proproga all'autorizzazione di attività in discarica, l'attuale autorizzazione sarebbe scaduta il 06/05/2013 e la società Bernardelli richiede una proroga di altri 10 anni ( di fatto fino al 2023). Precisa che non cambieranno gli attuali volumi autorizzati e che tutto rimarrà inviariato ma questa suona più come una rassicurazione di rito.
Gli elementi di preoccupazione risiedono nel fatto che, ormai abbiamo capito, le discariche basano la loro attività su continue richieste di modifica, riprofilazioni e variazioni non sostanziali. Questo fa pensare che la richiesta di proroga è solo un primo passo per facilitare future richieste. Preoccupano i 10 anni richiesti, sono davvero molti, facendo una stima "visiva" con l'attuale ritmo di conferimento la Bernardelli dovrebbe terminare la sua attività di tumulazione entro 2/3 anni. E gli altri 7/8 anni? Siamo sicuri siano solo un tempo di ragionevole sicurezza e non nascondano future richieste di ampliamenti?

La richiesta arriva dalla provincia ed è a firma dell'ormai celebre Riccardo Maria Davini.
Il Comune potrà, entro 30 giorni, esprimersi esponendo eventuali motivi ostativi.

Staremo a vedere.
Buona giornata
CC




lunedì 17 dicembre 2012

Ed ora sono due le discariche che puzzano...



Se in principio c'era, oggettivamente, solo la discarica Gedit a puzzare ora, dopo la conferma delle ultime segnalazioni, sappiamo che sono diventate due le discariche cause della puzza in Vighizzolo.
Come scrivevamo, già a maggio era stata approvata in Provincia una modifica non sostanziale che autorizzava l'introduzione di nuovi CER nella discarica di inerti Bernardelli. Si trattava di fanghi per lo più derivanti da bonifiche ed anche allora fu una segnalazione su Q-CUMBER  a "svelare" la nuova e sospetta attività. ( per vedere tutti gli atti accedi alla sezione riservata del sito del comitato)
La cosa per certi versi assurda è che a questo punto tutto potrebbe diventare terribilmente complicato e confuso.
Comitato SOS Terra e Amministrazione Comunale spendono soldi ed energie in uno studio ambientale e comunicano di aver individuato l'origine e la causa della puzza*.

Nel frattempo la provincia, per firma del dott. Riccardo Maria Davini autorizza lo smaltimento di materiale puzzolente in un'altra discarica, guarda caso adiacente alla Gedit che, come ovvio, comincia ad appestare l'aria di gas maleodoranti e irritanti. Il dott. Davini autorizza nonostante il parere negativo dell'amministrazione comunale e i dubbi sollevati dall'Arpa sulla possibilità che questi nuovi CER creino problemi ambientali di natura olfattiva. Lo fa precisando alcune retrizioni (elementari per la verità) sui controlli che, ovviamente, saranno  a carico della stessa Bernardelli ( come ormai sanno anche i bambini in queste situazioni il controllato è anche controllore e nessun organo, di fatto, verifica in maniera autonoma e indipendente, per lo meno fino a che la magistratura non se ne interessa).

Il risultato di questo pasticcio è che se anche venissero risolti i problemi legati alla Gedit* l'aria di Vighizzolo potrebbe continuare ad essere puzzolente, correndo inoltre il serio rischio di fare una gran confusione vanificando quanto di buono lo studio ha fatto, faticosamente, fino ad oggi.

La presumibile motivazione per la quale dei funzionari provinciale e regionali approvano tutto quello che le ditte private richiedono (anche quando è palesemente assurdo come in questo caso) risiede nel conflitto di interessi (Bernardelli ha in carico ad esempio alcuni appalti in provincia di Brescia) ma sopratutto nel timore di ritorsioni legali. Ecco, io credo che a questo punto della storia questi funzionari debbano cominciare a temere anche la popolazione ed i cittadini che sempre più dispongono di tutti gli elementi utili per farsi valere nelle sedi legali appropriate.

Buon inizio di settimana
CC


* Per chi ancora non lo sapesse sono in corso da qualche tempo, e si sono intensificati in questi ultimi giorni, alcuni tavoli tecnici fra Gedit, organi autorizzativi e di controllo in cui si chiede all'azienda della famiglia Gabana di rividere alcune sue posizioni.




giovedì 13 dicembre 2012

Una strana vicenda in Bernardelli

Ciao a tutti, vi voglio segnalare uno strano caso avvenuto oggi e di cui alcuni monte clarensi sono stati testimoni oculari.
Da questa mattina ci è giunta segnalazione di alcuni camion a marchio BERNARDELLI che, carichi di materiale fumante e male odorante si dirigevano presso la discarica omonina di Vighizzolo.
Alle ore 14:10, io stesso, ne ho incontrato uno sulla rotonda presso il casello autostradale di Brescia centro. Era carico di materiale nero fumante e maleodorante.
Un membro del Comitato SOS Terra, che transitava nei pressi della discarica, è riuscita a fare le fotografie che vi posto di seguito. Il materiale era terribilmente puzzolente, un odore molto simile a quello della discarica Gedit, e, come si vede dalle foto, è ancora fumante quando viene conferito e prontamente coperto da terra.




Ora, per quel che ne sappiamo dalla relazione non tecnica pubblicata sul sito Silvia ( che oggi stranamente non si apre) la discarica è autorizzata a scaricare inerti, solo di recente ha avuto l'autorizzazione ad una variazione nei CER inserendo alcuni fanghi provenienti dalle trivellazioni fatte in Toscana. Questi materiali conferiti non possono essere inerti e non sono nè trattati nè stabilizzati. Come mai? Chi controlla tutto questo? Domande retoriche ma quanto mai indispensabili.
Ci informiamo e pubblichiamo ulteriori aggiornamenti.
Se qualcuno avesse foto o avesse visto qualcosa mi può scrivere direttamente in posta o commentare il post.
CC

domenica 9 dicembre 2012

Amianto: l'esperto del pm in Ecoeternit

Buona sera a tutti, pubblico di seguito un articolo apparso venerdì 07/12 sul Corriere della Sera Brescia. Si parla dell'inizio delle indagini all'interno della ecoeternit. Buona lettura.

L'indagine Trattamenti nel mirino
Amianto: l'esperto del pm nelle discariche

Smaltimento sotto accusa

Ha due mesi di tempo il consulente Giovanni Auriemma, nominato dalla procura di Brescia, per verificare la legittimità del trattamento dell'amianto conferito alle due discariche bresciane sequestrate a ottobre dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Nel frattempo la Ecoeternit di Montichiari e la Profacta di via Brocchi, in città, restano ancora sotto sequestro: nei due siti non è più entrata nemmeno una lastra di amianto, tutto resta assolutamente fermo. E circolano voci, sempre più insistenti, che una delle due discariche rischi di non riaprire più i battenti. Il consulente nominato dal pm Federico Bisceglia ha sessanta giorni di tempo per consegnare una relazione completa su come veniva trattato l'amianto conferito nella discarica in città e in quella in provincia, sul processo di smaltimento, le norme di sicurezza usate per il materiale. Entro la fine di gennaio la procura dovrebbe avere a disposizione la relazione del consulente. Il sequestro della discarica a Montichiari è scattato lo scorso 24 ottobre quando sono intervenuti gli uomini del Corpo forestale dello Stato in seguito ad alcuni controlli effettuati dagli uomini dell'Arpa. Nella discarica erano state riscontrate situazioni non a norma e la procura aveva fatto subito scattare i sigilli, dopo aver accertato che c'era la possibilità che ci fossero lastre di amianto non inertizzate, smaltite in sacchi lacerati. Nel corso dell'operazione sono stati messi i sigilli anche su due camion che stavano entrando nella discarica: contenevano 48 tonnellate di lastre non trattate. Era anche scattata la denuncia per l'amministratore unico della discarica, Mauro Papa, per il responsabile tecnico e per i due autisti. Il sequestro di Montichiari era stato successivo a quello della discarica della Profacta di via Brocchi in città (la richiesta di dissequestro avanzata dalla società è stata respinta dai giudici). Con il doppio sequestro della procura la Lombardia resta momentaneamente senza discariche per smaltire l'amianto.

W. P.7 dicembre 2012 | 13:07
 
fonte: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_dicembre_7/amianto-ecoeternit-profacta-pm-chiama-esperto--2113056801229.shtml



Ricordo che lo scorso sabato, in un incontro tenuto a Brescia, il pm Bisceglie ( che sta indagando su Ecoeternit) aveva affermato: «I nostri organi di controllo sono carenti sotto l'aspetto dell'indipendenza. Finché i dirigenti degli enti di controllo sono di nomina politica, quella stessa politica che poi decide sulle autorizzazioni ambientali degli impianti, è chiaro a quali pressioni e influenze sia soggetto». Confermando quello che da tempo noi tutti pensiamo e scriviamo.
Per leggere tutto l'articolo: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_dicembre_3/denuncia-magistrato-bisceglia-nomine-politiche-negli-enti-di-controllo-2112989226990.shtml

Buona serata
CC

martedì 4 dicembre 2012

Lavori in corso alla Bernardelli

Era il 5 ottobre scorso quando scrivevamo di una richiesta non sostanziale fatta dalla discarica Bernardelli di Vighizzolo e prontamente accettata dalla Provincia di Brescia.

Oggi, dagli atti richiesti ed ottenuti dal Comitato* ( pare che ad oggi siano stati gli unici a farne richiesta) leggiamo le cartatteristiche di tali modifiche e possiamo provare a farci un'idea dei futuri sviluppi che potrebbe avere l'attività della discarica in questione.

Di fatto si tratta di due richieste:
  1. La realizzazione di un impianto per la raccolta della prima pioggia finalizzato al lavaggio della ruote dei camion
  2. Lo spostamento dell'area servizi all'interno della discarica ( pesa e uffici)
Conseguente l'asfaltatura del pezzo di strada, perimetrale alla discarica, che dall'ingresso porta alla vasca e alla pesa.

All'Amministrazione Comunale (impegnata da 13 anni in una feroce e spietata lotta alle discariche) questa modifica deve essere sembrata insignificante visto che, nonostante sia stata avvisata ben due volte, non si è presentata alla riunione indetta in Provincia per la sua discussione e approvazione**.

A noi, che ormai abbiamo imparato che nelle richieste più "innocenti" spesso si nascondono cavilli che creano autostrade per futuri ampliamenti e riprofilazioni, sorgono alcune domande:

  1. Per quale ragione una innocua discarica di inerti ( in cui vengono conferiti calcinacci, resti di trivellazioni, materiale edile etc.) dovrebbe dotarsi di impianto per il lavaggio delle ruote dei camion?
  2. Per quale ragione la Bernardelli S.p.A. dovrebbe accollarsi le spese dell'impianto, dell'asfaltatura e, sopratutto, dello spostamento dell'area servizi quando la discarica è già piena per metà?
E' chiaro a tutti che la discarica, in senso lato, è un grande business con una redditività fra le più alte che esistano nel mercato.

I dubbi sull'impianto di trattamento delle acqua di prima pioggia risiede nel fatto che, a logica, sarà destinato ai camion in uscita dalla discarica, visto che in entrata la strada sarà asfaltata. Il fatto che l'acqua dovrà essere analizzata e trattata, al fine di evitare contaminazioni, fa pensare che sulle ruote dei camion ( in uscita) ci saranno sostanze "pericolose" da lavare al fine di evitarne la dispersione nell'ambiente. I casi sono quindi due: o ora vengono già conferite sostanza non proprio innocue oppure presto verrà fatta una richiesta per l'introduzione di nuovi CER con queste caratteristiche.

Riguardo allo spostamento dell'area servizi il dubbio viene direttamente da Google maps. Se date un'occhiata alla zona in cui sorge la Bernardelli noterete che sia a destra che a sinistra ci sono aree per possibili espansioni. A sinistra l'area è confinante con la richiedente Padana Green, a destra c'è un'ampia area che potrebbe essere destinata ad escavazione.
Spostare gli uffici e la pesa potrebbe essere un primo passo per poi chiedere un ampliamento.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la mia tesi è frutto di una mente fantasiosa o, peggio, viziata da troppi film di spionaggio modello 007. Può darsi ma tuttavia ci tenevo a scriverlo correndo tale rischio. Ora che l'ho scritto qualcuno lo sa, e lo sa nei tempi utili per agire, quindi il gioco dell'attendere per poi gridare quando il latte è versato non sarà più credibile.

Buona giornata
CC

* Per leggere gli atti bisogna eseguire prima la registrazione al sito ed accedere all'area riservata

** Non persentarsi a questo tipo di incontri significa dare, di fatto, un silenzio assenso.