mercoledì 24 aprile 2013

L'orientamento della nuova giunta lombarda

Buona sera a tutti, pubblico qui di seguito un articolo apparso oggi sul sito di informazione BresciaPoint. Riguarda la mozione presentata da M5S sulla questione Caffaro a Brescia.
Pubblico la notizia perchè è da queste azioni che si può cominciare a capire quale sarà l'orientamento della nuova giunta Maroni sui temi ambientali. Da quel che si legge l'orientamento non pare essere molto diverso rispetto a quello avuto dalla precedente amministrazione, di cui noi monte clarensi ricordiamo, con rammarico, la tendenza ad approvare blande e inconcludenti mozioni.
Questo primo segnale non premette nulla di buono.

Buona lettura.
CC

Caffaro e PCB: la mozione del M5S non passa... ne passa una più blanda della Lega Nord
 
Caffaro e PCB: la mozione del M5S non passa... ne passa una più blanda della Lega Nord 
 
Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia ha bocciato con 27 voti favorevoli e 44 contrari la mozione presentata dal M5S sul caso Caffaro che chiedeva l’adozione immediata e urgente di provvedimenti da parte della Regione che in questi 12 anni nulla ha fatto per dare voce alle migliaia di cittadini bresciani interessati dal problema.
Il consiglio invece – si legge in una nota diffusa dal Movimento 5 Stelle – ha approvato la mozione avanzata dalla Lega avente lo stesso oggetto, protocollata successivamente a quella del M5S dai contenuti molto meno impegnativi per la Regione. Curioso l’improvviso interesse della Lega alla questione, visto che in questi 12 anni è stata sostanzialmente assente, come su tutte le tematiche ambientali, privilegiando invece una politica di consumo dissennato del suolo, grandi opere inutili e scarsa sensibilità verso la salute dei cittadini.

Con la mozione del M5S veniva richiesto alla Regione non solo di impegnarsi seriamente per sbloccare una volta per tutte la situazione della bonifica Caffaro, ma, superando le inadempienze del Ministero dell’Ambiente competente rispetto al Sin, di progettare nel più breve tempo possibile un piano di bonifica (con relativo piano di finanziamento regionale, nazionale ed europeo) dell’intero territorio contaminato, per porre fine al balletto di responsabilità fra Comune, Regione e Stato che da 12 anni sta bloccando ogni tentativo di messa in sicurezza. La mozione del M5S – continua la nota – chiedeva inoltre capillari studi epidemiologici sul sangue e sul latte materno della popolazione coinvolta.
Il consiglio regionale ha preferito approvare la mozione con le piuttosto “blande” richieste avanzate dalla Lega, in cui ci si limita a invitare la giunta a “sollecitare il Governo per lo stanziamento di ulteriori fondi” mai sollecitati prima, “attivare il comitato di indirizzo e controllo di cui all’accordo di Programma del 29 settembre 2009”, che giace sulla carta da quasi 4 anni ed è palesemente inadeguato rispetto alla vastità del problema. Le mozioni non sono confluite in un’unica perché la Lega era contraria al dirottamento, verso la bonifica dei siti, dei fondi per le grandi opere in progetto in Lombardia e perché il M5S non ha voluto rendersi complice di una mera azione di propaganda politica in vista delle elezioni amministrative di fine maggio a Brescia. Vigileremo e continueremo a pretendere – termina il comunicato – che anche la Regione Lombardia decida una volta per tutte di assumere un ruolo attivo sulla questione delle bonifiche del sito Caffaro e non solo, opponendoci con forza a queste strategie pre elettorali tipiche dei partiti.
di seguito il COMUNICATO STAMPA
Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia ha bocciato con 27 voti favorevoli e 44 contrari la mozione presentata dal M5S sul caso Caffaro, (prot. n.8/2013 del 17.4.2013) che chiedeva l’adozione immediata ed urgente di provvedimenti da parte della Regione, che in questi 12 anni nulla ha fatto per dare voce alle migliaia di cittadini bresciani interessati dal problema. Il consiglio invece ha approvato la mozione avanzata dalla Lega avente lo stesso oggetto, protocollata successivamente a quella del M5S (n. 12 del 18.4.2013) dai contenuti molto meno impegnativi per la Regione. Curioso l’improvviso interesse della Lega alla questione, visto che in questi 12 anni è stata sostanzialmente assente, come su tutte le tematiche ambientali, privilegiando invece una politica di consumo dissennato del suolo, grandi opere inutili, scarsa sensibilità verso la salute dei cittadini. Con la mozione del M5S veniva richiesto alla Regione non solo di impegnarsi seriamente per sbloccare una volta per tutte la situazione della bonifica Caffaro, ma, superando le inadempienze del Ministero dell’Ambiente competente rispetto al SIN, di progettare nel più breve tempo possibile un piano di bonifica (con relativo piano di finanziamento regionale, nazionale ed europeo) dell’intero territorio contaminato, per porre fine al balletto di responsabilità fra Comune, Regione e Stato che da 12 anni sta bloccando ogni tentativo di messa in sicurezza. La mozione del M5S chiedeva inoltre capillari studi epidemiologici sul sangue e sul latte materno della popolazione coinvolta.

Il consiglio Regionale ha preferito approvare la mozione con le piuttosto “blande” richieste avanzate dalla Lega, in cui ci si limita a invitare la Giunta a “sollecitare il Governo per lo stanziamento di ulteriori fondi” mai sollecitati prima, “attivare il comitato di indirizzo e controllo di cui all’accordo di Programma del 29.9.2009”, che giace sulla carta da quasi 4 anni ed è palesemente inadeguato rispetto alla vastità del problema. Le mozioni non sono confluite in un’unica perché la Lega era contraria al dirottamento, verso la bonifica dei siti, dei fondi per le grandi opere in progetto in Lombardia e perché il M5S non ha voluto rendersi complice di una mera azione di propaganda politica in vista delle elezioni amministrative di fine maggio a Brescia. Vigileremo e continueremo a pretendere che anche Regione Lombardia decida una volta per tutte di assumere un ruolo attivo sulla questione delle bonifiche del sito Caffaro e non solo, opponendoci con forza a queste strategie pre elettorali tipiche dei partiti.

Fonte: http://www.bresciapoint.it/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=8026&Itemid=265

martedì 23 aprile 2013

E la puzza bussò...

Potrebbe essere la storpiatura di un titolo della Bertè invece, la triste realtà, è che la cosa non è per nulla divertente. Perchè la puzza è tremenda e se ti entra in casa non ne esce più.

Dopo un periodo di relativa tranquillità ieri e questa notte si è riacutuzzato il problema odori a Vighizzolo.
Ieri le segnalazioni sono state tantissime e qualche utente di Q-Cumber ha perfino scritto di leggeri malori, con bruciore agli occhi e alla gola. L'odore è il solito asfissiante mix di marcio e gas, fogna e chimica, l'area di provenienza è la solita: l'ATEG43.

Siccome la proprietà della Gedit S.p.A. ( la famiglia Gabana) pare si offenda se qualcuno attribuisce a loro la colpa della puzza circoscriviamo a due i possibili sospetti: la Gedit stessa e la discarica Bernardelli. La discarica Ecoeternit, oltre ad essere utorizzata per l'amianto che è inodore, è ancora sotto sequestro probatorio per disastro ambientale.

Non si hanno notizie del tavolo tecnico, che si sarebbe dovuto chiudere ancora a fine febbraio, in cui Arpa, Asl e Provincia avrebbero dovuto rivedere le autorizzazioni date alla Gedit S.p.A. e imporre soluzioni migliorative. Non si hanno notizie e intanto la puzza, come ormai accade da due anni e mezzo ( guarda caso l'esatto periodo di attività della Gedit S.p.A.) rende irrespirabile l'aria di Vighizzolo e Montichiari ovest.

Un saluto a tutti
CC

venerdì 19 aprile 2013

NO AL DECRETO CLINI CHE AUTORIZZA A BRUCIARE RIFIUTI NEI CEMENTIFICI

Ciao a tutti, condivido l'iniziativa di protesta presentata dal Comitato "Cittadini contro l'amianto" in quanto il problema tocca molto da vicino anche noi monte clarensi. Il decreto, purtroppo, è divenuto legge ed è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 14 febbraio 2013.

NO AL DECRETO CLINI CHE AUTORIZZA A BRUCIARE RIFIUTI NEI CEMENTIFICI

Dopo aver salvato l’ILVA condannando i cittadini di Taranto, dopo aver prorogato la gestione commissariale dei rifiuti, dopo aver aggravato ulteriormente la tassa  sui rifiuti sostituendo TARSU e TIA con la TARES, il governo Monti, a Camere ormai sciolte,  si sta avviando all’approvazione dello "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale". Ottenuto il parere favorevole da tutti i partiti nella 13 commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, il provvedimento sarà discusso l’11 febbraio.

Non ci sono dubbi che la conversione in legge di questo decreto Clini sull’utilizzo dei CSS (Combustibili Solidi Secondari, ex CDR) sia una delle mine vaganti più pericolose sulla strada dell’unica alternativa all’odierna criminale gestione dei rifiuti che devasta ambiente e salute: la raccolta differenziata finalizzata alla riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti. Esso costituisce anche un metodo palese per aggirare l'opposizione tenace dei movimenti alla costruzione di nuovi inceneritori ed incentivare e diffondere la combustione di rifiuti su tutto il territorio nazionale. Infatti, dirottando l'ex CDR ai cementifici, in un colpo, solo si beneficia la lobby dei cementieri e si trasformano i 59 cementifici presenti in Italia in inceneritori di rifiuti altrimenti del tutto riciclabili, con conseguenze gravissime:

1.      Le ceneri tossiche e nocive, frutto avvelenato dell'incenerimento, non dovranno più essere smaltite a costi elevati in discariche speciali, ma inglobate pari pari nei cementi. Quindi anziché un costo diventano un guadagno, facendo crescere il volume e il peso dei cementi prodotti. Chi andrà poi a raccontare ai lavoratori edili che quando manipolano le sacchette di cemento inalano metalli pesanti e polveri cancerogene? Chi avvertirà i residenti delle abitazioni costruite con quel cemento che le loro case spolvereranno nei decenni futuri polveri metalliche e molecole tossiche?

2.      I cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti e fonte di alte emissioni di polveri e di metalli pesanti in atmosfera (CO2, PCB, ammonio, cadmio, mercurio, nickel, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, benzene, diossine e quantità incalcolabili di particolato) già senza l’uso dei rifiuti come combustibile. Considerando la massa dei fumi emessi (ben oltre gli inceneritori), considerando che questi impianti non sono dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono autorizzati con limiti di emissioni più alti, la miscelazione di combustibili fossili insieme ai rifiuti avrà l’effetto di moltiplicare la nocività di questi impianti. Una vera e propria bomba rispetto agli stessi inceneritori.

3.      L'altro aspetto è che i Comuni o i gruppi di Comuni che firmeranno i contratti per il conferimento alle aziende produttrici di CSS, saranno vincolati a rispettarli per tutta la durata stabilita. Il che vuol dire che in tutto quel tempo il contratto impedirà ogni iniziativa comunale indirizzata a far partire la differenziazione dei rifiuti finalizzata al riciclo. Né più né meno dell’effetto perverso dell'inceneritore, nemico giurato di ogni progetto di riciclo.

La beffa è che l'Aitec (associazione dei cementieri) ed il ministro Clini spacciano questa operazione come altamente ecologica perché sostituisce energie alternative ad energie da combustibili fossili mentre, come ovvio, è una volgare e cinica operazione di convenienza economica visti i costi internazionali dei combustibili, chissenefrega se poi i cittadini e l'ambiente pagheranno conseguenze incalcolabili. Basta pensare che succederà in siti di alta urbanizzazione e già inquinatissimi come Guidonia, Colleferro, Taranto, Caserta.

Come per l'incentivazione di impianti a biogas e biomasse, con questa legge il ministro Clini, un uomo responsabile di 25 anni di disastri ambientali italiani, conferma di voler far di tutto, anche a fine mandato, per favorire l'incenerimento dei rifiuti. Invitiamo tutti i comitati che ogni giorno si trovano a contrastare la devastazione ambientale del proprio territorio a diffondere questi contenuti ed organizzare iniziative di protesta, per quanto loro possibile.

coordinamento COMITATI rifiuti-energia
 

lunedì 8 aprile 2013

Inquinamento dei fossi a Montichiari

Questa mattina, in Via San Giovanni a Vighizzolo alcuni cittadini hanno notato una densa schiuma bianca all'interno di alcuni canali. La schiuma emanava nell'aria un intenso odore chimico che ha provocato alcuni leggeri malesseri ai passanti e residenti.
Pare che la fonte dell'inquinamneto, che si è propagato per molti chilometri nella rete di canali per l'irrigazione, abbia avuto origine in zona Ciliverghe di Mazzano. Unità Arpa pare siano già risalite alla ditta "criminale".
Ogni volta che assisto a questi episodi inorridisco e mi chiedo come possano certe persone trasformarsi in criminali e commettere tali atti inqualificabili.

A seguire alcune foto postate da utenti su Q-Cumber.org






Incontro per capire come l'inquinamento incida sulla vita dei bambini


Buon inizio di settimana.
CC

mercoledì 3 aprile 2013