mercoledì 31 luglio 2013

Sulla vicenda Ecoeternit

Dal Giornale di Brescia di oggi.

p.s. profezia avverata: ad oggi la giunta ed il sindaco più ecologico della storia monte clarense tacciono sulla vicenda. Qualcuno ci chiede per che mai si dovrebbe esprimere, la risposta sta nella legge: il Sindaco è il primo responsabile della salute dei propri cittadini e qui si parla di amianto stoccato male e di fibre volate chissà dove.

Buona giornata
CC

giovedì 25 luglio 2013

ECOETERNIT E' STATA DISSEQUESTRATA

Ecco l'articolo apparso oggi sul giornale di Brescia che, credo, lascia un po' tutti senza parole.


A questo punto andrebbe capito e chiarito quale sarà l'iter giudiziario che prenderà la vicenda, possiamo però anticipare alcune considerazioni.

Nell'articolo si legge: ...un preciso ammonimento. A sorvegliare con maggiore attenzione lo stato dei rifiuti che eventualmente verranno conferiti in futuro. Significa che i conferimenti riprenderanno in futuro?????

E ancora ... Di certo, se i conferimenti riprenderanno, i controlli dovranno essere accuratissimi, onde evitare si ripetano i fatti dello scorso ottobre, con tutti i rischi del caso. Controlli accuratissimi???? e prima? ma ci rendiamo conto di che razza di società stiamo parlando e di quale gestione hanno avuto dell'impianto fin dal suo avvio?
Ricostruiamo rapidamente la vicenda per capire meglio:
  1. A gennaio 2012 inizia l'attività di conferimento in Ecoeternit dopo un teatrino istituzionale fatto di accuse e scarichi di responsabilità.
  2. Venerdì 13 luglio 2012 un camion diretto alla Ecoeterni perde parte del carico. Si scopre che non è trattato e non è conforme. Di fatto è stato caricato alla belle meglio sul camion rilasciando probabilmente nell'aria durante il trasporto un'infinità di fibbre di amianto. Grazie ad alcune persone del Comitato SOS Terra il camion rimane fermo sul posto dell'incidente e arrivano Arpa, Asl e Vigili.
  3. Il camion viene sequestrato.
  4. Silenzio dell'Amministrazione Comunale.
  5. Partono delle indigini e dei controlli. Come quello dell'Arpa citato nell'articolo.
  6. L'Amministrazione Comunale stipula una convenzione con Ecoeternit.
  7. Si scopre che tanto materiale è stato conferito non conformemente. Vuol dire non adeguatamente trattato e imballato al fine di evitare dispersioni di amianto nell'aria.
  8. La Ecoeternit è messa sotto sequestro a ottobre 2012 e viene nominato un tecnico esperto per fare rilievi e accertamenti.
  9. L'Amministrazione Comunale tace sulla vicenda.
  10. Comitato SOS Terra e Legambiente si costituiscono nel procedimento legale. ( solo loro! nessun altro a Montichiari )
  11. Viene emessa una perizia del tribunale che conferma: Poco meno di un terzo dei rifiuti a base di amianto stoccati nella discarica Ecoeternit di Montichiari presenterebbero anomalie nell'incapsulamento di sicurezza o sarebbero stati smaltiti in difformità alle normative in materia di tutela dell'acqua e dell'aria . http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2013/07/nel-cimitero-dellamianto-un-terzo-dei.html Questo significa che del solo materiale controllato, il perito Auriemma, ha constato che che un terzo è stato trasportato e conferito in maniera non conforme. A questo punto le fibbre di amianto disperse nell'aria e nel terreno non si contano più.
  12. Silenzio dell'Amministrazione Comunale.
  13. Viene quindi confermato il fatto che il conferimento di materiale non conforme era sistematico. Ecoeterni non ha mai denunciato o rifiutato un solo carico, azione nelle sue possibilità, nonostante fossero non conformi.
  14. Di oggi la notizia del dissequestro e del passaggio della documentazione alla Regione.
  15. Facciamo una previsione: Silenzio dell'Amministrazione Comunale.

Ci chiediamo perchè stato tolto il sequesto?
Per quale ragione dovrebbero riprendere i conferimenti?
Possiamo accettare la promessa di una maggior serietà nella gestione dei conferimenti e maggiore rigidità nei controlli?
E di tutto il passato, di tutte le fibre respirate, ce ne dimentichiamo? Chi ci ripaga?

Tutto questo è assurdo!

Vigileremo sulla situazione e cercheremo di capire.
Buona giornata
CC


martedì 23 luglio 2013

Nel cimitero dell'amianto un terzo dei rifiuti a rischio

MONTICHIARI. Dalla perizia del tribunale emergono dati preoccupanti Legambiente invoca analisi mirate sull'area della discarica Ecoeternit.

Poco meno di un terzo dei rifiuti a base di amianto stoccati nella discarica Ecoeternit di Montichiari presenterebbero anomalie nell'incapsulamento di sicurezza o sarebbero stati smaltiti in difformità alle normative in materia di tutela dell'acqua e dell'aria. È questo l'inquietante affresco che emerge dalla perizia del geologo Giovanni Auriemma ordinata dal pubblico ministero Federico Bisceglia che indaga sul corretto conferimento delle scorie di fibrocemento nell'impianto di Vighizzolo sotto sequestro dall'ottobre del 2012. I sigilli erano scattati dopo il sopralluogo della forestale che scoprì delle lastre di amianto non inertizzate e smaltite in sacchi logori. Un ritrovamento che sarebbe solo la punta di un iceberg a giudizio della perizia. «La Ecoeternit - scrive Giovanni Auriemma - non ha vigilato, né controllato a sufficienza i pallets in ingresso, tanto è vero che non risulta agli atti alcun carico respinto al mittente per anomalie nel confezionamento e nell'incapsulamento dei materiali». In sostanza, l'impianto avrebbe preso in carico e smaltito a «scatola chiusa» tutte le partite di rifiuti approdate a Montichiari. Le anomalie nello stoccaggio riguarderebbero «il 30% della totalità dei rifiuti» afferma ancora il perito. Sulla scorta delle conclusioni della perizia, Legambiente Montichiari ha posto una serie di quesiti alle istituzioni chiamate al controllo della discarica. Il presidente del circolo Luciano Gerlegni chiede «se la Regione abbia già predisposto un progetto di bonifica dei rifiuti non stoccati correttamente». Nella lettera inviata a Regione, Provincia e Comune, Legambiente auspica che vengano diffusi «i risultati dei controlli periodici effettuati dall'Arpa sulla falda a monte e a valle della discarica, dell'analisi del percolato delle acque riutilizzate all'interno del bacino dell'impianto e i referti della campagna di monitoraggio dell'aria attorno al perimetro dell'azienda».N.S.

 Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/536428_nel_cimitero_dellamianto_un_terzo_dei_rifiuti_a_rischio/                   

Smaltimento di Amianto in Lombardia

Su Corriere.it un'inchiesta del Team Gabanelli che tocca il tema dello smaltimento di Amianto in Lombardia citando le 3 discariche sotto sequestro. Una è la "nostra" ecoeternit.

Oltre l'Eternit. I paradossi dell'amianto in Lombardia
La Regione si è impegnata a rimuovere i milioni di metri cubi di amianto ancora presenti sul territorio entro il 2015, ma ha già pensato a rimandare la scadenza. - Luigi Brindisi, Alexis Paparo, Vincenzo Scagliarini




Il 31 gennaio 2013 si è concluso il censimento sull’amianto in Lombardia: ci sono 3 milioni di metri cubi di amianto, con cui si potrebbero riempire tre discariche grandi come lo stadio San Siro. Ma è un dato sottostimato.

La Regione si è impegnata a rimuoverlo tutto entro il 2015, ma ha già pensato a rimandare la scadenza. I rifiuti speciali sono un argomento complesso. Le bonifiche sono costose e le ditte specializzate nello smaltimento sono poche. I problemi vanno dall’impatto ambientale alle difficoltà nei controlli. Inoltre, sul territorio non ci sono discariche autorizzate attive: erano tre e sono state sequestrate per gravi irregolarità.

L’amianto è anche nel cuore produttivo di Milano. Uno dei casi più complicati riguarda il palazzo più grande di proprietà del Comune, in via Pirelli 39. Finora è stato impossibile bonificare completamente quest’edificio degli anni Sessanta, dove lavorano 950 persone. Secondo l’Asl di Milano i valori di amianto sono entro i limiti ma, per gli impiegati, la situazione è più grave. La soluzione di Palazzo Marino è dare in permuta l’edificio, ma non c’è ancora una data certa.

Forse la situazione potrebbe cambiare con il Piano Regionale di Sviluppo 2013, attualmente in discussione. Nel documento è previsto un nuovo tipo di valutazione ambientale e incentivi per tecnologie che rendano riciclabile l’amianto. Ma, per sapere quale sarà la copertura economica, si dovrà ancora aspettare.

venerdì 5 luglio 2013

Il video della mozione del Consiglio Regionale della Lombardia 02-07-2013

...e sempre mentre ci chiediamo se sarà una mozione cha cambia la storia vi proponiamo il video della seduta del Consiglio Regionale della Lombardia 02-07-2013 .
Dal minuto 22 mozione 0019.
Buona visione
CC

giovedì 4 luglio 2013

Sarà una mozione storica per MONTICHIARI?

Ecco a voi la mozione approvata ieri in Regione Lombardia.
Le premesse sono buone, anzi ottime, ma, come ormai abbiamo imparato a fare, attendiamo cauti prima di esultare. Le "sorprese" fra i cavilli del politchese sono sempre in agguato.
La domanda è quindi: siamo di fronte ad un evento storico che cambierà per sempre la storia di Montichiari e della gestione discariche in Lombardia?

Fiduciosi attendiamo la risposta
CC





mercoledì 3 luglio 2013

Dal sito MAUROPAROLINI.IT

Approvata in regione Lombardia una nuova mozione che chiede di stabilire criteri oggetti secondo i quali non si verifichino più situazioni assurde come quella monte clarense. Fiduciosi aspettiamo, a questo punto, che venga messa la parola FINE alle nuove autorizzazione. Vedi il nuovo caso cava verde "benedetto" dall'amministrazione comunale o la richiesta PADANA GREEN.
Buona lettura
CC

Approvata mozione per definire criteri su numero discariche

Questa mozione, che ha una valenza generale, nasce - spiega Parolini - dalla costatazione che nella nostra Regione ci sono zone che presentano un numero molto elevato di impianti di smaltimento e tra queste è un esempio il comune di Montichiari
Consiglio Regionale della Lombardia
PAROLINI (PDL): "EVITIAMO CHE SINGOLE COMUNITÀ PAGHINO PER TUTTI"
Milano, 2 luglio 2013 -"Definire criteri tecnici e quantitativi che stabiliscano il limite massimo delle discariche di rifiuti presenti in una medesima area, al fine di evitare una concentrazione degli impianti in zone ristrette che procuri disagi elevati a singole comunità." Questa la richiesta alla Giunta contenuta nella mozione approvata oggi all'unanimità dal Consiglio Regionale e presentatadal capogruppo del PDL, Mauro Parolini. Un provvedimento richiesto dai territori e in particolare dall'Associazione SOS Terra di Montichiari e dal Capogruppo del Pdl nel Consiglio Comunale di Montichiari, Claudia Carzeri.

"Questa mozione, che ha una valenza generale, nasce - spiega Parolini - dalla costatazione che nella nostra Regione ci sono zone che presentano un numero molto elevato di impianti di smaltimento e tra queste è un esempio il comune di Montichiari dove sono presenti ben 15 discariche, tra esaurite, in attività e autorizzate. Per questo chiediamo alla Giunta di definire al più presto dei criteri chiari che stabiliscano il limite massimo di sostenibilità delle discariche di rifiuti presenti sul territorio di uno o più Comuni vicini, così da evitare che sia una singola comunità a pagare per le altre."
“Noi siamo – conclude Parolini – per un approccio pragmatico al problema dei rifiuti. Per questo riteniamo che la soluzione debba passare dalla considerazione che solo il recupero e la valorizzazione di questi può costituire una risposta definitiva ed economicamente sostenibile, a partire anche dal sostegno della raccolta differenziata nei Comuni. In questo contesto le discariche devono essere solo una soluzione residuale ma serve una maggiore attenzione perché non siano solo alcuni territorio a reggerne il peso.” - See more at: http://www.mauroparolini.it/italian/leggi-news/878/approvata-mozione-per-definire-criteri-su-numero-discariche#sthash.r8qMVnG0.dpuf

Fonte: http://www.mauroparolini.it/italian/leggi-news/878/approvata-mozione-per-definire-criteri-su-numero-discariche