giovedì 28 novembre 2013

PADANA GREEN CORRE. QUALCUNO SE NE E' ACCORTO?

Se c'è una cosa che rende noi italiani famosi nel mondo è la lentezza nel realizzare ogni cosa.
I lavori pubblici, i cantieri, anche le più semplici opere hanno tempi elefantiaci e la "macchina" operativa spesso impiega anni prima di partire. Si aggiunge a tutto ciò la nostra famosa burocrazia che rallenta ogni cosa sul nascere.

Ecco tutto questo vale per tutti ma non per PADANA GREEN.
I sig.ri della Profacta non hanno ancora alcuna autorizzazione in mano ( leggi iter su Silvia della Regione Lombardia ) ma lavorano alla grande.

Ecco qui di seguito un aggiornamento fotografico dei lavori che, nonostante il lungo stop per la mancanza di autorizzazioni di cava, procedono spediti e alla grande!
Il fondo pare che stia venendo preparato bello liscio già per accogliere i rifiuti, così come c'è già la montagna di argilla per il futuro isolamento.

Ricordo a tutti la vicenda di Ecoeternit dove il cavatore ha scavato, scavato, scavato fino a che non si è ritenuto che non si potesse far altro che dare il via libera alla creazione della discarica che avrebbe rimediato al danno. La vicenda è ancora motivo di "sterile"* contesa verbale fra l'Amministrazione Comunale ed il gruppo di ACM.

Ora, visto che i tempi ci sono tutti, speriamo che la storia almeno questa volta insegni. Ad oggi non mi pare ci sia stato alcun pronunciamento in merito da parte di ACM ( sarei felice di essere smentito). Alla nostra Amministrazione Comunale spetta il controllo dell'escavazione. Noi cittadini ed il Comitato stiamo facendo la nostra parte ora vediamo se anche loro la fanno.

Un saluto a tutti.
CC



* Sterile in quanto arriva con qualche anno di ritardo e la discarica c'è e rimarrà. Per quel che mi riguarda sarebbe come litigare sulle cause di estinzione dei dinosauri.

domenica 17 novembre 2013

Altre coincidenze (strane) sulla nuova area di escavazione

Ringraziando ancora Wajidi per l'inchiesta posto qui sotto un interessante articolo trovato nell'archivio del Corriere della Sera.
Il 13 febbraio 1993 titolava così:

Bustarelle su licenze edilizie e smaltimento rifiuti ( tangentopoli veronese )
Architetto in carcere a Varese; manette a 2 manager bresciani
arrestato Aletti Giampaolo 54 anni: impose a una ditta 2 architetti " di fiducia " ; nell' ambito delle indagini sulla cava Speziala di San Massimo ( Verona ) in manette Merici Gianfranco 36 anni, amministratore delegato della MONTECNO di Montichiari e Davi' Romano 47 anni, consigliere della stessa ditta

qui trovate tutto l'articolo: http://archiviostorico.corriere.it/1993/febbraio/20/architetto_carcere_Varese_manette_manager_co_0_93022011521.shtml

Il Merici a cui si fa riferimento è, guarda caso, lo stesso della nuova area di escavazione, nel 1993 era AD della Montecno, quella famosa dell'inceneritore di rifiuti pericolosi contro cui nacque il primo comitato ambientalista monteclarense.

Ora che tutti lo sappiamo e i tempi per intervenire ci sono stiamo a vedere cosa farà la nostra green Zanola per bloccare sul nascere questo terribile incubo.

Buona serata
CC

p.s. il bello di internet è che ha una memoria praticamente infinita. Quello che oggi scriviamo rimarrà datato ed in rete per sempre. Non basterà qualche serata fra 5 o 6 anni per rifarsi una verginità e far credere alla gente che le lucciole son lanterne.

giovedì 14 novembre 2013

Una verità inquietante sulla nuova area di escavazione a Montichiari.

Ciao a tutti, di seguito un'inchiesta condotta dal sempre aggiornato Waijdi. La realtà che ne emerge è terribilmente inquietante e il futuro appare davvero molto grigio.
Credo dobbiamo essere tutti grati all'amico Waijdi per il prezioso contributo.
Buona lettura.
CC



Come già successo in passato, si inizia una nuova escavazione nell'ATE 43.
La cava è quella fotografata e commentata nel “Una prudenza che genera sospetto”del 7 novembre.
La cava è nel terreno di proprietà della “Fondazione Don Bartolomeo Grazioli Martire di Belfiore”, che anche nel 2013 ha indetto un bando per 20 borse di studio destinate ad universitari.

La Fondazione Grazioli, presieduta dal dottor Renzo Piva, ormai da decenni aiuta così gli studenti monteclarensi, fornendo un utile sostegno finanziario, oltre che uno stimolo, alla prosecuzione degli studi nel più genuino solco della solidarietà verso le nuove generazioni e nel ricordo di don Bartolomeo Grazioli, arciprete di Revere, giustiziato nel 1853 e tra i martiri di Belfiore.” (da “Il Gazzettino Nuovo” 24/07/2013).

Dopo aver ringraziato la Fondazione, per la solidarietà verso le nuove generazioni e la noncuranza per le future generazioni, oltre che per l'algida lontananza (lontananza è un eufemismo..) dalla presente generazione che abita nei pressi dei terreni di cui è proprietaria, con angoscioso tormento, abitudinario ormai ma comunque presente, vediamo, per le poche notizie delle quali siamo in possesso, come inizia questa storia.

L'area di escavazione si trova all'interno dell'ATE 43, così come definito dal piano cave della Provincia di Brescia.

All'interno dell'Ambito Territoriale Estrattivo vengono concesse gradualmente le autorizzazioni allo scavo.

Il 14 marzo 2013 la Provincia di Brescia autorizza con provvedimento n. 914 la società C.B.E. Cave Brescia Ecologia S.r.l., con sede in Brescia, all'esercizio dell'attività estrattiva fino al 24/01/2015.

In precedenza, nel mese di febbraio, il Comune di Montichiari aveva stipulato con la C.B.E. S.r.l. la prevista convenzione per la gestione della cava: la convenzione è propedeutica al rilascio dell'autorizzazione da parte della provincia.

Nel maggio del 2013 una nuova società, ECB S.r.l., con sede a Parma presenta al Comune ed alla Provincia la richiesta di trasferimento della titolarità dell'autorizzazione rilasciata a C.B.E. S.r.l..

A questo punto la C.B.E. S.r.l. scompare  e lascia il posto a ECB S.r.l.

La C.B.E. S.r.l. scompare proprio del tutto, infatti il 17 giugno 2013 viene incorporata in un'altra società con sede a Parma.

L'operazione è stata pianificata da tempo, infatti il progetto di fusione per incorporazione riporta la data del 30 giugno 2012.

La società che incorpora C.B.E. S.r.l. si chiama GMEF S.R.L. ha sede in Parma nello stesso stabile della ECB S.r.l., presso lo stesso studio professionale in Via Paradigna. Svolge attività di commercio di materiali inerti e di costruzione e i soci sono due società fiduciarie, cioè due società che agiscono per conto dei veri soci, che a noi rimangono sconosciuti.

Ancora per qualche riga sono costretto a proseguire con questi noiosi dati.

Alla fine spero che risulti chiaro a chi legge come i sospetti avanzati da Cantagallo nel commento del 7 novembre, anche se non suffragati da un'evidente certezza, debbano essere presi seriamente in considerazione.

La società ECB S.r.l. è stata costituita all'inizio di agosto 2012, perciò quasi contemporaneamente all'inizio del processo di fusione fra C.B.E. S.r.l. e GMEF S.r.l.

L'inizio dell'attività della società è nel luglio 2013 ed ha per oggetto l'escavazione di ghiaia e sabbia. Nello statuto della società è previsto, fra l'altro, che la società possa in futuro anche gestire discariche di ogni tipo. La società ha un capitale di soli diecimila euro e un unico socio, una professionista parmense.

Da ricerche fatte risulta abbastanza “normale” il trasferimento di autorizzazioni di cava, che in Regione Lombardia è regolato dall'articolo 12 della Legge Regionale 14/1998.
 
E' evidente a tutti che per le cave, come per le discariche, il notevole interesse economico è dato dall'elevatissimo margine di guadagno derivante dall'attività svolta.

Anche le cave possono diventare merce che si compra e si vende.

L'articolo 15 della Legge 14/1998 dispone l'obbligo della convenzione con il Comune.

La bozza della convenzione è reperibile nel sito internet del Comune di Montichiari. Fra le altre cose determina i termini delle garanzie che il cavatore è tenuto a dare, gli orari di apertura della cava, gli obblighi della società di escavazione e i rimandi alla “Convenzione quadro” dell'attività nell'ATE 43.

Nell'agosto 2013 la società ECB S.r.l. cambia nome.

Ora si chiama Kalos Per Il Territorio S.r.l..

Cambia sede: da Parma si traserisce a Calcinato (BS) Via Gavardina di Sopra.

Cambia amministratore: il nuovo amministratore, residente a Calcinato, è Merici Gianfranco (vedi “Valseco - La Montagna Nera” n. 3).
Merici fin dall'inizio è collegato a Valseco, praticamente dal tempo dei Ferruzzi.

 

martedì 12 novembre 2013

Strada spianata per l'arrivo delle 250.000 tonnellate di nuovi rifiuti da inceneritore

Buona sera a tutti, pubblico qui di seguito i documenti ufficiali della Provincia di Brescia ( a firma del dott. Riccardo M. Davini) che attestano che per la nuova richiesta di A2A non c'è soggettibilità al VIA ( Valutazione di Impatto Abientale). In parole povere A2A non dovrà fare lunghe trafile e non dovrà dare grandi garanzie, l'iter autorizzativo sarà velocissimo, snello e noi ci beccheremo 250.000 tonnellate di ceneri provenienti da inceneritori di rifiuti, più un nuovo impianto di trattamento di tali ceneri.
Da notare, per chi ancora non lo sapesse, il parere parere positivo dato a questo nuovo scempio ambientale dalla nostra amministrazione comunale ( quella dei 20 anni di lotte all'ultimo sangue alle discariche e bla bla bla...) 

Good night and good luck.
CC







domenica 10 novembre 2013

Systema e Gedit fanno una nuova richiesta

Systema e Gedit fanno una nuova richiesta, ovvero di poter usare per scopi industriali ed antincendio l'acqua della falda sottostante le discariche. Ecco i documenti pubblicati sul protocollo online del Comune.





Buon inizio di settimana
CC

giovedì 7 novembre 2013

Una prudenza che genera sospetto

C'è qualcosa di sospetto nell'improvvisa prudenza espressa dall'Assessore Terzi nelle ultime dichiariazioni. Quello che stupisce è che siamo passati da "la moratora è il minimo che si può fare" a "...dobbiamo vedere, valutare, ci sono cose da capire, la questione è di competenza del Governo...la moratoria non la si può fare qui in Regione". Ora, visto che non mi è chiaro per quale ragione la moratoria per gli inceneritori la si può fare e quella per le discariche no, divento sospettoso e così mi viene in soccorso un amico che mi ha inviato queste foto.



 
 
 
Riguardano una nuovissima area di escavazione partita da alcune settimane sul nostro territorio. L'area faceva parte del precedente piano cave approvato ed è straordinariamente grande. Una fascia di terreno, bellissimo terreno agricolo che perderemo per sempre, che va dal lembo più occidentale della Valseco Systema fino al confine con Ecoeternit. Se fate attenzione nella seconda foto vedrete in lontananza il capannone della Ecoeternit e della Gedit. Fra qualche anno, quello che vedremo sarà un enorme cratere fra due, guarda caso, discariche. Capito? Due buchi che potrebbero diventare la naturale riprofilazione della discarica dell'avvocate Cerroni e della discarica di amianto. E' qui che mi balza alla mente un pensiero: voi quindi vedere che la questione Padana Green è un po' più complessa di quello che appare? I buchi ancora da riempire stanno diventando tanti. Dire di no a Padana Green attraverso una moratoria significa mettere, con tutta probabilità una tomba sui futuri ampliamenti e su nuove discariche per un po' di anni, parimenti, approvarla darebbe il via libera non solo a lei ma a chissà quante altre discariche che ora sono, con tutta probabilità, già tacitamente pensate.
 
Che derivi da questo tutta la prudenza dimostrata in questi ultimi giorni?
Io voglio sperare di no perchè se così fosse significa che la futura pianificazione e vivibilità del nostro territorio non è nelle mani della politica ma degli interessi di cavatori e discaricatori.
E questo sarebbe davvero drammatico.
 
Buona serata
CC
 
 
 
 
 


martedì 5 novembre 2013

Ma che cosa dice l'Assessore Terzi?

E' apparso questa mattina un preoccupante articolo sul Giornale di Brescia che appare come un ufficiale OK  a Padana Green ed una definitiva condanna per Montichiari.
Nella lunga intervista fatta all'Assessore Terzi appare chiaro come non ci sia la volontà, la possibilità o la forza (?) di fermare questo progetto.


Mi permetto di riprendere alcuni punti che reputo essere particolarmente "inquietanti" e corredo di semplici domande.

L'articolo inizia con "Claudia Terzi.Che ammette come, in Lombardia, servano siti per smaltire l’amianto" e fin qui ci siamo, nulla di nuovo se non che, guarda caso Padana Green, dovrebbe conferire amianto.

....C’è un modo per fermare, come chiedono in molti, Bosco Stella e Padana Green?
Il problema di fondo resta sempre quello di trovare un presupposto tecnico che le renda effettivamente irrealizzabili.

Capito l'antifona? io azienda chiedo di aprire una discarica, se tu amministratore del territorio non hai un presupposto tecnico valido su cui tutti siamo daccordo la faccio, punto e basta. Insomma il potere è in mano alla Profacta di turno che, se non riesco a livello tecnico a contraddire, può fare ciò che vuole. Io Profacta porto tante belle carte che ho commissionato, e quindi pagato, alla Montana di turno che affermano che il mio impianto sarà perfetto. Carte che "promettono" che tutto sarà ok su modelli puramente teorici che non considerano gli aspetti reali e concreti ( tipo ad esempio la somma del PM10 e 2.5 che i camion che porteranno materiale nella mia discarica con quelli prodotti dai camion che conferiscono nella discarica a 50 metri. Questo è solo uno dei 1000 esempi che potremmo fare in merito alle teoria e alla pratica). Quindi se io amministratore non riesco a trovare un presupposto tecnico che contraddica la "teoria" non posso fare nulla. Questo evidenzia la piccolezza e la pochezza della politica.

...Capisco il punto di vista del territorio, che credo debba essere ascoltato, ma non basta. La Regione non ha titolarità a livello legislativo,ma non smetterà di fare pressione sul Governo per ottenere una legge equa.
Capito? in principio si diceva che il Comune aveva i poteri per decidere, poi la palla è passata alla provincia, poi alla regione ed ora che i cittadini e gli amministratori locali mettono alle strette l'assessore regionale di competenza questa dice che neppure lei puoi fare nulla. Ora la palla passa al Governo che, giustamente se ne sta a Roma e non ha alcuna idea di come vanno le cose sul territorio. Una domanda sorge spontanea ma che ci stanno a fare provincia e regione? per cosa li abbiamo eletti e li paghiamo?

Pensa che lo studio sull’Area vasta di Montichiari possa essere risolutivo?
Stiamo attendendo i risultati e li valuteremo con attenzione. Mi permetto però di dubitare che questo percorso porti a una formula assoluta.
  Certo, non ci sono ancora i risultati oggettivi che accertano che un territorio ( in particolare l'ATEG43) è saturo di spazzatura e lei dubita. Se un dato scientifico ed oggettivo che indica la saturazione "chimica" di un territorio non è sufficiente, caro assessore, quale potrebbe essere un presupposto tecnico per fermare future richieste? Mi permetto di ricordarle che questo studio nasce per volontà di cittadini e di una amministrazione che stanno lavorando per colmare una lacuna e fare quello che l'amministrazione che Lei rappresenta dovrebbe fare e non si cura di fare.

Eppure nessun territorio vuole una discarica di amianto in casa. È inevitabile, c’è sempre molta paura.Ma se la filiera viene sviluppata con serietà non ci sono rischi nel conferire l’amianto in discarica.
Sgombriamo da ogni dubbio la questione, se l'Assessore Terzi si sta qui riferendo a tutto il territorio lombardo e non solo a Montichiari comunichiamo che noi ABBIAMO GIA' DATO. Come l'Assessore saprà a Montichiari abbiamo già 3 discariche contenenti Amianto ( abbiamo quindi già dato in tal senso) e che Ecoeternit - che dista 30 metri da Padana Green - è stata di recente messa sotto sequestro perchè smaltiva in modo non corretto il temibile amianto. Ci permettiamo anche di ricordare che è stata messa sotto sequestro grazie ai controlli e l'intervento dei cittadini non certo per quelli della Regione.

Dopo questo articolo sarà ancora più dura ma Padana Green avrà vita durissima.

Buona giornata a tutti.
CC







lunedì 4 novembre 2013

LA POLITICA SI ESPRIME SU PADANA GREEN



A seguito dell'importante incontro avvenuto nella commissione ambiente della regione Lombardia lo scorso giovedì alcuni importanti esponenti politici si sono espressi circa la drammatica situazione di Montichiari e Padana Green (la nuova richiesta per l'ennesima gigantesca discarica a Montichiari).
Di seguito vi riportaimo qualche dichiarazione. Ora vediamo se e quanto la politica conta ed è in grado di decidere o se qualche "entità" più alto detiene il potere in queste situazioni.
Quel che è certo che dopo la vicenda PADANA GREEN sapremo con certezza chi comanda, chi conta davvero, chi bleffa e chi ha facoltà solo di parlare.

«Il caso Montichiari è unico per la sua gravità»  Un no esplicito Padana Green: «Un nuovo sito sarebbe un’offesa ai cittadini e farebbe crescere la tensione sociale». Fabio Rolfi (Lega Nord).fonte Giornale di Brescia

«Nelle discariche vanno conferite quantità sempre più residuali di rifiuti;  non si possono comunque concentrare in aree dove la sostenibilità ambientale e sociale è superata. Montichiari è uno di questi casi».Mauro Parolini (PDL)
«la situazione di Montichiari è impressionante. Complimenti al Consiglio comunale che su questo tema si esprime in maniera unanime».  Luca Marsico (Pdl), presidente della VI Commissione.
Marsico ha promesso unavisita della Commissione a Montichiari.

«Serve un atto di coraggio, in attesa che nuove regole stabiliscano gli indici di impatto. Dobbiamo essere di esempio per il resto d’Italia, prevedendo indici precisi».Una moratoria chiede anche Giampiero Maccabiani (M5S)

l’Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Maria Terzi invece non si sbilancia. Montichiari, afferma, «è un esempio negativo di come certe leggi non funzionino. Certo, bisogna ridurre sempre di più le discariche, ma per i rifiuti speciali è complicato». Nessun impegno diretto, dunque, sul futuro del progetto Padana Green: «Però faremo presto una riunione con la Provincia di Brescia per la gestione del sito Gedit e il problema delle emissioni»

Francamente a me è non è chiara e, se devo essere sincero, un po' "puzza" tutta questa prudenza della Terzi che invece avrebbe la possibilità di fare un atto tanto coraggioso quanto doveroso. In fondo è lei l'assessore e dovrebbe contare più di tutti altrimenti che ci sta a fare su quella poltrona?
Buona giornata a tutti
CC