venerdì 19 dicembre 2014

Dal Corriere della Sera

Di seguito un articolo apparso nei giorni scorsi sul Corriere. Quando capiremo finalmente che i problemi di un'area non lo sono solo per lei ma lo sono per un territorio molto ma molto più ampio? Qualcuno pensa ancora che le discariche di Vighizzolo siano un problema confinato lì e tenuto sotto controllo da invisibili muri virtuali. Non è così! Gli inquinanti delle nostre discariche prima o poi entreranno in falda e allora sarà un problema per un'area che oggi è difficile anche solo da stimare.
Qui da noi è arrivato e arriverà ancora il terreno contaminato da pcb di Brescia, quali effetti negativi avrà sui nostri terreni oggi, domani, fra dieci anni?
Buona notte
CC

Latte e carne senza pesticidi
ma c’è Pcb nelle capre al pascolo

L’Asl: «prodotto bresciano di alta qualità ma problema la presenza nel suolo di Pcb. Criticità per il latte ovocaprino: 26 anomalie su 28 controlli»
PIETRO GORLANI 26





Brescia è la prima provincia in Italia per produzione di latte vaccino, con 1,1 miliardi di litri munti ogni anno. Un latte di alta qualità, dicono le associazioni agricole, una qualità non riconosciuta dal mercato: attualmente è pagato 38 centesimi al litro, una cifra che sta mettendo in serissime difficoltà molti produttori, che in un anno hanno visto loro redditività in calo di ben 60 milioni. Brescia però è anche una provincia molto industrializzata, con diverse fonti di inquinamento. Nei giorni scorsi l’Arpa ha diffuso i dati sulle emissioni annue di Pcb delle 13 acciaierie (fino a 22 chili l’anno). Si trovano tracce di questi inquinanti nel latte? Un precedente già c’è: era il 2007 quando in 17 stalle dell’hinterland (dal Villaggio Violino a San Zeno) si trovarono valori di pcb oltre i limiti. Abbiamo chiesto qual è lo stato attuale dei controlli al dottor Gianfranco Tenchini, direttore del dipartimento prevenzione veterinario dell’ Asl di Brescia.

Qual è lo stato dei controlli di diossine e Pcb nel latte e nelle carni prodotte in provincia di Brescia?
«La normativa impone agli allevatori e ai caseifici piani di campionamento in autocontrollo, che vengono eseguiti dal 2008 ed i cui esiti vengono valutati dai nostri veterinari. L’Asl inoltre esegue campionamenti annuali. Gli ultimi dati non conformi su latte bovino risalgono all’inverno del 2007-2008. Dal 2009 solo tre superi: nel 2009 sulla carne di un bovino, nel 2010 e 2011 su latte di capra. Si trattava di aziende agricole di dimensioni medio-piccole. I parametri sono successivamente rientrati».
Avete dati sui controlli recenti?
«Nel 2014 l’Asl ha analizzato mangimi e materie prime destinate all’alimentazione animale: 11 controlli per Pcb e diossine, 5 per pesticidi, 10 per aflatossine. Non sono stati riscontrati superamenti dei limiti».
La presenza di industrie impattanti nella Bassa può mettere a rischio la qualità dei prodotti alimentari?
«Asl può esprimere rassicurazione rispetto agli esiti per ricerche di metalli pesanti. Nel 2013 è stato trovato un solo supero per il cadmio su un prelievo di carne al macello. Nel 2014 tutti i prelievi sono risultati conformi».
Ci sono residui di pesticidi in latte e carne?
«Le analisi sono confortanti: negli ultimi due anni, non sono state rilevate positività su latte, carne, miele uova».
La questione aflatossine, il fungo può passare nell’alimentazione bovina e nel latte. Qual è la situazione?
«In provincia di Brescia la problematica si è acuita nel 2012, con ricadute sul latte nel 2013 (249 campioni ufficiali dei quali 8 non conformi). Quest’anno sono stati effettuati 210 campioni e 9 sono risultati non conformi (4,2 per cento)».
Rispetto agli inquinanti persistenti, ministero della Salute e Regione nel 2013 avevano chiesto un’analisi degli alimenti prodotti nei siti inquinati, come il Brescia-Caffaro. Si chiedevano approfondimenti su latte caprino, pesci dei laghi e uova. Quali sono i risultati?
«Abbiamo monitorato 28 allevamenti di caprini: 3 aziende avevano valori non conformi per diossine e Pcb dioxin like e 23 aziende avevano valori oltre il limite di azione per i Pcb dioxin like. Sono stati adottati provvedimenti per impedire che alimenti venissero immessi sul mercato, anche se il latte era destinato solo all’alimentazione dei capretti. Per quanto riguarda la fauna ittica non abbiamo dati».
Possiamo dire che i cibi prodotti a Brescia sono sicuri e garantiti?
«Si può affermare che i cibi prodotti e commercializzati nel nostro territorio sono sicuri, rispetto ai parametri previsti dalla normativa. Certo, la presenza diffusa di Pcb nel terreno della nostra provincia non può essere e, di fatto non è, sottovalutata. Il dato sul latte ovicaprino ne è la prova. Ma il tipo di indagine svolta si è basata sull’utilizzo di uno strumento particolarmente sensibile (un latte ad elevato contenuto di grasso) e su animali esposti a situazioni sfavorevoli, ovvero alimentati prevalentemente al pascolo».
@pietrogorlani73

Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_15/brescia-latte-carne-senza-pesticidi-ma-c-pcb-capre-pascolo-pietro-gorlani-92a91d0a-8437-11e4-b9cc-80d61e8956c5.shtml

lunedì 15 dicembre 2014

PCB: ripartono i lavori di bonifica

Ciao a tutti, ecco un articolo apparso oggi sul Giornale di Brescia.
Visto che Natale si avvicina vi faccio una domanda: dove finiranno secondo voi i terreni contamitati da pcb asportati dai parchi?

Buona lettura
CC

giovedì 27 novembre 2014

BERNARDELLI e SYSTEMA chiedono al TAR di annullare l'indice di pressione

La notizia è di quelle che fanno veramente arrabbiare. Bernardelli e il gruppo Systema hanno fatto ricorso al Tar per l'annullamento dell'indice di pressione contenuto nel nuovi piano rifiuti regionale.
Per quanto riguarda il primo già sapevamo del ricorso al tar contro la Provincia che aveva qualche settimana fa bocciato il progetto di ampliamento della discarica, così come sappiamo dei conferimenti di PCB e altre schifezze. Quello che stupisce è il ricorso del gruppo Systema. Stupisce perché ha da poco iniziati i conferimenti nella nuova vasca che gli garantirà alcuni anni di attività. Il dubbio che quindi sorge è: avevamo forse indovinato quando, giusto un anno fa, avevamo raccontato degli strani passaggi di proprietà avvenuti nella cava a fianco della discarica Systema ed avevamo ipotizzato un futuro a discarica del buco?
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2013/11/una-verita-inquietante-sulla-nuova-area.html
Ne scrivemmo giusto giusto un anno fa in tempi non sospetti.

Quello che è certo è che non ci sono parole né aggettivi per descrivere questi  imprenditori, omuncoli piccoli e senza scrupoli.

Non ci resta che sperare nel Tar.

Buona notte
CC








venerdì 14 novembre 2014

Allarme pattumiere Sos Terra chiede un tavolo di lavoro

Dal BresciaOggi: http://www.bresciaoggi.it/stories/2696_montichiari/942053_allarme_pattumiere_sos_terra_chiede_un_tavolo_di_lavoro/

Allarme pattumiere Sos Terra chiede un tavolo di lavoro

E intando ribadisce il «no» secco alla discarica di Padana Green 

Non c'è forse mai stato un momento di attenzione grande come quello che si sta vivendo in queste settimane relativamente ai tanti problemi ambientali del territorio di Montichiari. L'allarme esiste ovviamente da molto tempo, ma la percezione del rischio è stata incrementata anche dal contributo recente offerto da alcuni format televisivi; senza contare le interviste e i contributi di tecnici ed esperti ospitate dalla carta stampata.
Il titolo che purtroppo ricorre è «Montichiari pattumiera d'Europa», e ieri il Comitato Sos Terra è nuovamente passato dagli allarmi generici a un invito alla concretezza. «Vogliamo comunicare la nostra profonda preoccupazione per la situazione ambientale monteclarense e chiedere la bocciatura immediata della richiesta di una nuova discarica avanzata da Padana Green», scrivono dal gruppo ben conosciuto per la decisa battaglia contro l'inquinamento di terra, acqua ed aria soprattutto nella zona della Fascia d'Oro; la stessa nella quale transiterà anche il Tav. Non una semplice protesta, ma una riconosciuta attività propositiva riguardante non solo le singole discariche.
«Il volume di rifiuti conferiti a Montichiari sta raggiungendo cifre impressionanti - prosegue l'atto d'accusa - e potrà rappresentare nei prossimi anni, come documentato dallo studio di impatto ambientale dell'ingegner Giuseppe Magro, un serio pericolo non solo per il nostro Comune ma anche per tutti i territori a valle dell'Ateg 43 e 44».
L'alternativa?«Alla luce di tutto questo chiediamo l'immediata bocciatura della richiesta avanzata da Padana Green, la pubblicazione dei risultati delle analisi effettuate dall'Arpa sul terreno contaminato da pcb proveniente dalla zona Caffaro e destinato a Montichiari nella discarica Bernardelli, e l'apertura di un tavolo attorno al quale affrontare il tema del rischio che le discariche potranno rappresentare nei prossimi anni, per adottare subito provvedimenti e tecnologie che possano ridurre il rischio e mitigare i disagi». F.D.C.

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/2696_montichiari/942053_allarme_pattumiere_sos_terra_chiede_un_tavolo_di_lavoro/

giovedì 13 novembre 2014

No alla discarica d’amianto a Montichiari

Dal Corriere della Sera: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_12/no-discarica-d-amianto-montichiari-05916da8-6a62-11e4-bebe-52d388825827.shtml

Buona lettura.
CC
Milano, 12 novembre 2014 - 13:42

No alla discarica d’amianto a Montichiari

Chieste ad Arpa anche le analisi delle terre al pcb di Brescia smaltito nella cava Bernardelli

Dopo che Montichiari è tornata nuovamente alla ribalta delle cronache come capitale italiana dello smaltimento rifiuti (14 discariche e oltre 12 milioni di metri cubi di scorie) con tanto di reportage del Corriere della Sera, della «Vita in diretta» e «Terra», dopo che la Regione ha bocciato la realizzazione della discarica Castella a Buffalora, il comitato ambientalista Sos Terra chiede al Pirellone un « no» secco alla Padana Green. Nome dietro al quale una società vuole smaltire un milione di metri cubi di amianto. Ma in paese è già in funzione la Ecoeternit, che smaltisce 680mila mc di scorie d’asbesto.

Forte preoccupazione per l’ambiente
«Vogliamo comunicare la nostra profonda preoccupazione per la situazione ambientale monteclarense e chiedere la bocciatura immediata della richiesta di una nuova discarica avanzata da Padana Green — si legge nella nota stampa —. L’incertezza nella regolarità di una parte dei conferimenti, i sospetti sulla composizione e l’incertezza sull’origine dei rifiuti stoccati sono per noi motivo di forte apprensione. Il servizio del Corriere della Sera ha confermato quello che noi stiamo sostenendo da tempo: che il settore dello smaltimento rifiuti in discarica è un settore fortemente critico in cui vigono alcune regole che molto spesso vengono trasgredite. Un settore in cui i controlli sono troppo pochi, in cui al controllato è molto spesso affidato anche il compito di controllore ed il rischio di azioni e infiltrazioni criminali è molto alto». Il comitato ricorda le tante inchieste della magistratura e i dati dell’impatto ambientale forniti dall’ingegner Giuseppe Magro,



«Smaltiamo il pcb di Brescia, quali effetti?»
Il comitato chiede anche alla Regione la pubblicazione dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpa sul terreno contaminato da Pcb proveniente dalla zona Caffaro e destinata a Montichiari nella discarica Bernardelli. E l’apertura di un tavolo in cui affrontare il tema del rischio che le discariche potranno rappresentare nei prossimi anni.
 

mercoledì 12 novembre 2014

Rifiuti Campania, in Lombardia la maggior parte dell’export di “monnezza”

Per la serie: quando la politica parla di federalismo e ci fa credere che siamo padroni a casa nostra mentre l'economica ( che è più forte e realmente comanda) decide la sorte ed il futuro del nostro territorio e della nostra vita Buona lettura
CC

Dal Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/11/rifiuti-campania-in-lombardia-maggior-parte-dellexport-monnezza/1205592/

Rifiuti Campania, in Lombardia la maggior parte dell’export di “monnezza”

Rifiuti Campania, in Lombardia la maggior parte dell’export di “monnezza”
I dati dell'assessore Romano in Commissione parlamentare: su mezzo milione di tonnellate uscite dalla regione nel 2013, 105mila sono state smaltite nella regione del Nord. Una manna per A2a a Brescia
 

lunedì 10 novembre 2014

La TAV a Montichiari è pura e semplice follia.

Che la TAV a Montichiari sia uno scempio ambientale (come se ce ne fosse bisogno) ed una follia economica e strategica lo stiamo scrivendo da un po'. Pensata oltre 10 anni, sulla base di stime economiche fatte in un periodo di crescita e che ora non sono più attuali, la TAV nasce già vecchia e fuori dal tempo. Sappiamo che la nuova amministrazione monte clarense la pensa diversamente, e lo ha detto chiaramente a Roma la scorsa settimana, ma così è e se ne facciano una ragione se su queste pagine criticheremo aspramente l'opera da qui in avanti. L'opera cambierà per sempre la morfologia del nostro Comune ed è nostro diritto di criticarla.

Siccome non siamo i soli a sostenere l'assoluta inutilità dell'opera e dei suoi devastanti effetti postiamo qui sotto un articolo apparso qualche giorno fa sul Corriere delle Sera. A scrivelo è Dario Balotta (foto) responsabile trasporti di Legambiente Lombardia.

Buona lettura.
CC


Milano, 6 novembre 2014 - 10:25

Legambiente «Le fermate? A Desenzano e Peschiera»

Balotta: Montichiari ha un traffico di 10 mila passeggeri l’anno mentre sul Garda arrivano 22 milioni di turisti»

di Matteo Trebeschi
1410
 
Dario Balotta

«Se non ferma a Brescia e sul Garda, a che serve una nuova linea ferroviaria?» Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, sostiene che il governo dovrebbe cancellare la variante di Montichiari perché «priva di una prospettiva nel trasporto passeggeri». In alternativa - è la proposta dell’associazione che ha scritto al ministero dell’Ambiente - l’Alta velocità dovrebbe fermare a Desenzano e Peschiera. L’obiettivo, infatti, è mettere i turisti tedeschi e svizzeri in condizione di lasciare a casa l’auto. «Montichiari ha un traffico di 10 mila passeggeri l’anno - precisa Balotta - mentre sul Garda arrivano 22 milioni di turisti».
Il ragionamento di Legambiente è questo: se l’Alta velocità bypassa Brescia e non ferma nemmeno a Desenzano, l’investimento pubblico non porta benefici al territorio. «Senza un collegamento diretto con le stazioni del lago - ragiona il responsabile dei trasporti - i flussi turistici continueranno a muoversi su gomma». Il dirigente di Legambiente ricorda che dal 2016, in Svizzera, sarà operativo il secondo tunnel del San Gottardo, mentre in Alto Adige si lavora ad un nuovo corridoio del Brennero. Raggiungere il Garda in treno sarà quindi più facile, a patto di investire su Desenzano e abbandonare Montichiari. La vocazione del D’Annunzio ormai è il cargo, ma secondo Balotta è sbagliato pensare di collegare l’aeroporto bresciano all’alta velocità.

I punti
Primo perché Montichiari «è escluso dal piano ministeriale che prevede - spiega lui - solo tre scali merci collegati alla Tav: Fiumicino, Malpensa e Venezia». Secondo: in Europa nessun Paese ha quattro aeroporti collegati all’Alta velocità. Terzo, i treni merci «non viaggiano sulle attuali linee Tav. Né in Italia né in Francia. I convogli - spiega il responsabile di Legambiente - non superano i 150 chilometri orari. Servirebbero locomotori ad hoc che nessuno ha mai comprato». I merci non si muovono nemmeno sulla Torino-Milano, una linea sulla quale 40 treni al giorno viaggiano a 300 km/h «ma sono mezzi vuoti. E il grosso del traffico - ripete Balotta - è concentrato sulla linea storica, con i pendolari che salgono nelle stazioni intermedie». Ecco perché secondo Legambiente il ministero deve rivedere il progetto del 2003. Per l’associazione si può quadruplicare i binari, ma il secondo tracciato va costruito parallelo all’esistente. Un’opzione praticabile se si limita la velocità 

Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_06/legambiente-le-fermate-desenzano-peschiera-7ca092b4-6596-11e4-b6fa-49c6569d98de.shtml

domenica 9 novembre 2014

Montichiari è un "caso" mondiale

Finalmente Montichiari sta avendo l'attenzione che merita e parte della stampa si sta occupando del nostro Comune come di un'orribile e ripugnante anomalia.
Pare che quasi tutti si siano accorti che qui da noi la scriteriata gestione del territorio e l'opportunismo ceco di una parte della politica locale ha favorito - in alcuni casi - ( si, ora lo possiamo dire) l'azione mafiosa. Dalle parole del procuratore si evince che anche qui da noi, nel ricco e snob nord, la malavita ha messo radici, fa affari e ci inquina la vita. Con buona pace degli ideali padani e secessionisti.
Ed è così che ci siamo risvegliati dal nostro torpore e ci siamo accorti di vivere in un luogo che non è poi tanto lontano e diverso dalla terra dei fuochi campana.

Qui sotto potete vedere il servizio della "Vita in Diretta".
Domani sera gli farà seguito un servizio nella trasmissione Terra di rete 4.

Buona visione.
CC

--> http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-59fe0efc-00d5-4dd6-9c1a-24dcfda6bd76.html#p=0
dal minuto 1:51:08




giovedì 6 novembre 2014

La TAV e i nuovi buchi

Come si sa la nuova amministrazione non si è opposta al passaggio della TAV nel nostro Comune, in campagna elettorale l'allora ministro Lupi assieme a noti esponenti locali del NcD sono venuti a Montichiari ed hanno tirato la volata al sindaco che, come buona parte della sua alleanza, ha sostenuto quella corrente politica che ha visto nell'aeroporto monte clarense la location ideale per  la stazione bresciana della TAV.

Certo, noi avremmo preferito un no chiaro e netto a questo nuovo scempio ambientale, ma la posizione del comune è stata chiara fin dall'inizio e sulla base di questa scelta sono arrivate le "richieste" che lo stesso avanza alla società costruttrice dell'apocalittica opera (CEPAV).











Tra queste spicca le richieste di opere di compensazione a carico di CEPAV, che sono ambientali solo alla fascia d'oro ( richiesta di spazi verdi a protezione dell'abitato) e "viabilistiche" a Vighizzolo.
Insomma si ripete la solita vecchia storia, causa di tutti i mali, io ti svendo parte del mio territorio agricolo ( che diventa inutilizzabile, degradato e molto spesso irrimediabilmente inquinato) in cambio di una pista ciclabile, una rotonda, un asilo etc. La gente è felice, io guadagno consenso, i problemi se li smazzeranno i posteri.

Va tuttavia notata la richiesta di bonifica, tramite asportazione dei rifiuti, della discarica ex Montiriam ( di cui il progetto TAV non aveva tenuto conto. Di fatto prevede che la linea ferroviaria attraversi la discarica dismessa) e la giusta opposizione alla creazione di due nuove cave, per la verità, due enormi crateri per estrarre sabbia da destinarsi all'opera.
Il Comune individua nelle cave esistenti, fiaccate dalla crisi dell'edilizia, il luogo dove recuperare il materiale necessario all'opera, non si è quindi fatta attendere la risposta dei cavatori sul suolo monte clarense che hanno in blocco richiesto la proroga della concessione di escavazione alla Provincia di Brescia.

Come dire, con la TAV ci guadagneranno tutti. Tutti tranne i cittadini.

Buona notte.
CC



martedì 4 novembre 2014

Il PCB arriverà a Montichiari?

Buongiorno a tutti, di seguito un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera.
Date un'occhiata al cartello e fate caso a chi ha vinto l'appalto per lo smaltimento. Come lo scorso anno, guarda caso proprio nel periodo natalizio, il PCB arriverà come un pacco regalo fatto dal sig. Bernardelli a tutti i bimbi di Montichiari.
Grazie, infinite grazie sig. Bernardelli.
Buona lettura e buon travaso di bile.
CC



Milano, 1 novembre 2014 - 11:01

Bonifica dal Pcb, al via i lavori nelle scuole di Passo Gavia cantieri fino all’Epifania

 
 
Dopo cinque anni di stand-by, il 31 ottobre sono iniziati i lavori nelle scuole comunali di via Passo Gavia, poche centinaia di metri a sud della Caffaro. Serviranno 70 giorni per ripristinare del tutto il giardino delle elementari Divisione Acqui, ma dopo l’Epifania i bambini non vedranno più i cantieri. Saranno rimossi anche i blocchi di cemento che dal 2009 dividono il cortile in due: da una parte il giardino «buono» - con l’erba non inquinata, gli alberi e i giochi - e dall’altra due «buche», che sono il risultato degli scavi fatti anni fa per asportare la terra intrisa di Pcb.
Questi due avvallamenti, finora transennati, saranno riempiti di ghiaia per almeno mezzo metro e poi ricoperti di terra di coltivo. Insomma, l’erba tornerà a crescere dove oggi si trovano solo cespugli e topi. Di questo problema le maestre ne avevano parlato con il sindaco già ad aprile, quando Emilio Del Bono era andato a visitare la scuola. E non a caso ieri, durante il primo giorno di lavori, un’ordinanza sindacale ha sospeso le lezioni per 24 ore. I tecnici, oltre a catturare i ratti, hanno abbattuto alcuni alberi cresciuti e ripulito tutta l’area. Nelle due «buche» si è scavato fino ad escludere la presenza di idrocarburi, potenzialmente volatili, ma anche quella di metalli pesanti, che possono inquinare la falda. La ghiaia farà da base, poi si coprirà tutto di terra. Con l’inverno alle porte la semina sarà probabilmente rimandata. E il giardino tornerà fiorito a primavera. A gennaio i cantieri saranno chiusi e, alla fine, i bambini avranno un’area verde per giocare grande il doppio di quella esistente. Nonostante il ripristino di due accessi distinti tra scuola materna ed elementari, il giardino rimarrà uno spazio «comune». Così hanno voluto le maestre. Che sperano in una celere bonifica del parco che si trova di fronte alla scuola, zeppo di pcb. Una sostanza tossica la cui volatilità preoccupa anche tanti genitori.

venerdì 31 ottobre 2014

Una nuova ondata di puzza

Questa mattina, attorno alle 7:45, Vighizzolo era stretta sotto una cappa di puzza asfissiante.
Il solito nauseante odore di gas misto a sostanza organica marcia.
Come quasi sempre accade tutto ciò è avvenuto nella prima parte della mattinata quando i genitori accompagnano i loro figli a scuola e si trovano costretti a mettergli un fazzoletto al naso. Scene pietrose che mettono tristezza oltre che grande rabbia.



Anche questa sera il fenomeno si è ripetuto e alcune vie del paese, oltre ovviamente a tutta l'ATEG43, erano invivibili.

Ovviamente i sospetti di tale inaccettabile disagio sono caduti sulla discarica della famiglia Gabana anche se si è aggiunto un particolare che andrebbe analizzato con grande attenzione.
Più di una persona ha notato nella giornata di ieri alcuni camion diretti alla discarica Val.seco. I rimorchi dei camion erano coperti da teli e da sotto usciva fumo e vapore. Qualcuno sostiene che oltre al fumo uscisse anche un acre odore di gas. I camion hanno pesato alla ex Pulimetal e si sono diretti alla montagna nera.

Ora nessuno può dire se l'origine della puzza di oggi deriva dalla Val.seco o se invece, come spesso accaduto, dalla solita Gedit ma questo particolare dovrebbe allertare chi di dovere, anche all'interno del Comune. Pare infatti che la discarica dell'avvocato Cerroni abbia chiesto una sorta di variazione dei CER ammessi, che per altro nel loro caso sono già tantissimi, potrebbero quindi esserci sostanze putrescibili oppure, caso ancor più grave, potrebbero essere arrivati rifiuti non adeguatamente trattati e quindi ancora "attivi".

Tutte ipotesi s'intende ma punti da cui partire perché diciamocelo; in questo modo non si può andare avanti e qualcosa va fatto.
Attendiamo fiduciosi di vedere quale implacabile lotta saranno in grado di sferrare i nostri nuovi amministratori.

Per chi se lo fosse perso a questo link può vedere il drammatico servizio del Corriere della Sera > http://www.corriere.it/inchieste/invasione-sversati-lombarda-rifiuti-tossici-australia-slovenia-altri-paesi-dell-est/4b44089a-6023-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml

Buona notte
CC

Notizie sconcertanti dal Corriere della Sera

Ecco un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera.
Nel video cosa vi vede.....guarda caso la nostra Montichiari.
C'è ben poco da commentare.
Buona lettura e buon inizio di giornata.
CC

Guarda il video: http://www.corriere.it/inchieste/invasione-sversati-lombarda-rifiuti-tossici-australia-slovenia-altri-paesi-dell-est/4b44089a-6023-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml


La Lombardia invasa dai rifiuti tossici scorie da Europa dell’Est

Le grandi discariche cambiano il paesaggio: la Pianura Padana diventa collinare

di Amalia De Simone

 
Rifiuti tossici dall’Australia, dalla Slovenia e dagli altri paesi dell’Est, finiti tutti in Lombardia. Arrivano in container ma anche su rotaie, quelle delle linee semi dismesse dei distretti industriali. I rifiuti dall’Australia arrivavano in container trasportati con delle navi attraverso l’Oceano Indiano e il canale di Suez. Si tratta prevalentemente di carichi di ceneri e scarti di demolizione con concentrazioni di cianuri, fluoruri e bauxite. Un carico arrivato a Porto Marghera e finito nel bresciano fu individuato e sequestrato ma si indaga su altri possibili carichi e rotte. Lo rivela il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che aggiunge: «Viaggiano in cargo o di notte sui vagoni. Il distretto bresciano e quello contiguo milanese sono il punto di riferimento di tutto il traffico di rifiuti di ogni tipo e di ogni genere che si è spostato da Sud a Nord». Le associazioni ambientaliste parlano di oltre 30 milioni di tonnellate di scorie accumulate sul territorio bresciano dal dopoguerra ad oggi. «Secondo i nostri studi – spiega lo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti - a pieno regime da queste parti si producono anche fino ad un milione di tonnellate di scorie all’anno».

La nuova Terra dei Fuochi

La pattumiera d’Europa e non solo, si è spostata dalla Terra dei Fuochi al Nord. Anzi, i veleni industriali arrivati nel casertano e nel napoletano venivano già dagli anni ‘70,’80 e ‘90, sversati anche nei distretti settentrionali, in un area che parte dal milanese, attraversa Bergamo, si spinge fino a Brescia e finisce fino in Emilia Romagna. Quella che pubblichiamo è la prima di tre puntate di una videoinchiesta che cerca di analizzare il fenomeno dello smaltimento illecito dei rifiuti tra la Lombardia e l’Emilia Romagna. Il procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che fino all’anno scorso era il procuratore nazionale antimafia aggiunto, ha voluto che un pool di magistrati si occupasse dei reati connessi allo smaltimento illegale dei rifiuti. Le inchieste aperte che riguardano prevalentemente la zona di Montichiari sono ormai decine e attualmente sono in corso una serie di approfondimenti investigativi affidati al corpo forestale dello Stato, su alcune aziende che gestiscono discariche nella zona. «Il 50% della metallurgia nazionale da rottame, cosiddetta metallurgia secondaria è concentrata in questa provincia. - spiega Ruzzenenti - Lo smaltimento di queste scorie, fino agli anni Ottanta non era assolutamente regolamentato si entrava con un camion nella fabbrica, si prendevano i fanghi e le scorie e poi la prima buca che si incontrava li si buttava lì. La verità è che non si sapeva dove metterle e allora un po’ sono finite dai nostri amici campani e molto altro è finito qui sul territorio. Qui è cambiato il paesaggio. Questa era una zona pianeggiante è diventata una zona collinare: le colline sono determinate da queste enormi discariche. Quelle conosciute sono 12». 
Il pericolo straniero

Il pericolo arriva anche dall’estero: una serie di indagini hanno portato gli inquirenti ad individuare un traffico di rifiuti dall’Australia, dalla Slovenia e dai Paesi dell’Est diretto nel distretto bresciano. Un traffico che avveniva attraverso una serie di triangolazioni societarie, cartiere e un giro di false fatturazioni. «Questo avviene perché chiaramente il problema dei rifiuti è un problema per tutti i paesi – spiega Dell’Osso - il fatto che il territorio bresciano abbia una grossa esperienza di cui faremo volentieri a meno, ed una articolazione territoriale di discariche lecite e illecite, fa sì che diventi un territorio particolarmente appetibile. Infatti può essere competitivo dal punto di vista dei costi perché è una realtà di grandissima estensione ed evidentemente ha anche una organizzazione che rende più sicure le consorterie criminali mafiose che operano in questo settore. Un settore che è un vero business e su cui anche la nuova ‘ndrangheta, quella di ultima generazione capace di infiltrarsi nel mondo economico e finanziario, vuole mettere le mani». Il procuratore svela inoltre che per il trasporto dei rifiuti tossici in Lombardia si preferiscono i treni essendoci una rete ferroviaria molto fitta che attraversa il distretto industriale: «Vengono utilizzate le linee poco usate ma ancora attive. I controlli sono poco efficaci perché possono avvenire solo in entrata o in uscita dalle stazioni e di notte c’è un via vai di vagoni carichi di rifiuti tossici». L’area delle discariche di Montichiari è impressionante: un paese fatto di crateri e colline di scorie. Tutto intorno ci sono campi coltivati, esattamente come nella terra dei fuochi. «Negli anni Novanta i liquami industriali venivano spacciati addirittura per ammendanti agricoli – spiega il comandante del corpo forestale di Bergamo Rinaldo Mangili - Le autobotti, approfittando della pioggia aprivano i bocchettoni lungo le strade e spargevano via i liquami che finivano nei campi coltivati».
I rischi per la salute

Anche in questa zona l’incidenza dei tumori è molto alta anche se (come in Campania fino a poco tempo fa) non è stata mai fatta una indagine epidemiologica specifica sul territorio. «Noi avevamo chiesto proprio questo alle istituzioni sanitarie pubbliche – chiarisce Ruzzenenti - un’indagine epidemiologica e anche un’indagine dell’Arpa per vedere in che stato è la falda acquifera perché siamo in una zona in cui è molto alta e sopratutto è molto fragile. Abbiamo fatto questa richiesta anche perché l’Azienda sanitaria locale e l’Arpa di Mantova hanno fatto un’indagine sul territorio immediatamente a valle di Montichiari».
Anche il procuratore Dell’Osso si sofferma sui rischi per la salute dei cittadini: «Senza voler fare inutili allarmismi è chiaro che se un territorio è inquinato c’è un rischio per la salute della gente. Basta pensare ai dati che riguardano la città di Brescia dove sono stati individuati ben sette siti critici per scorie radioattive. Ci sono inoltre delle rilevazioni di cromo esavalente che sappiamo essere nocivo per la salute».

domenica 26 ottobre 2014

Vezzola. I volti nuovi e i vecchi nomi #2

Buona sera a tutti, qualche giorno fa abbiamo scritto della visita fatta dalla nuova amministrazione comunale alla Vezzola di Ro e ci siamo permessi di sottolineare in modo critico i toni entusiastici ed eccitati che hanno seguito la gita - programmata ( e non è un dettaglio) - al bitumificio.

Ci siamo limitati ad osservare quanto accadeva e lo abbiamo scritto. Il nostro articolo ha attirato l'attenzione addirittura del Sindaco che si è premurato di risponderci con precisazioni, inviti e consigli. Troppa grazia per noi che ci limitiamo a leggere i fatti e a raccontarli su un diario online con il solo scopo di informare e far, magari, cambiare le coscienze di un paese che sembra intorpidito.

Siamo perfettamente consapevoli che la conclusione del nostro ragionamento possa aver turbato e disturbato l'attuale amministrazione ma aimè così è.  Mesi fa, molto prima che qualche attuale membro dell'amministrazione si occupasse dei problemi ambientali monte clarensi, noi ci siamo battuti contro il bitumificio ed i silenzi della Zanola e ci siamo pure battuti contro Vezzola che portava il pcb nelle nostre discariche. Vedere che ora anche la nuova amministrazione si diletta in gite e ne tesse le lodi non ci può che far venire un travaso di bile. Sul fatto che poi alle grandi aziende la politica debba sempre un inchino ci pare un dato di fatto incontrovertibile.
A supporto della nostra teoria ci viene in soccorso la rete con la sua memoria storica.
Basta leggere i commenti di questo post per capire quale era la posizione di alcuni membri dell'attuale amministrazione e del sig. Zamboni - che si è prodigato a difendere il sindaco nel post della sig.ra Padovani - a riguardo del nuovo bitumificio.
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/vezzola-fara-un-bitumificio-montichiari.html

Ma si sa i tempi sono cambiati e l'opposizione di allora ora è maggioranza.

Chiudiamo ricordando al sindaco che il nostro impegno su queste pagine non è nato ieri ma ben prima della sua idea di scendere in campo.
Da quando siamo nati abbiamo sempre raccontato quello che ci circondava, certo, lo abbiamo fatto a nostro modo e con un tono talvolta tagliente ma abbiamo sempre scritto di quello che accadeva cercando di documentare. Lo abbiamo fatto con la Zanola e lo faremo ora con Fraccaro, seguendo quell'onestà intellettuale che ci ha sempre guidato e contraddistinto.
Ringraziamo quindi per l'invito ma noi ci siamo scelti un altro ruolo e facciamo un altro lavoro, non siamo fatti per sederci ai tavoli, ci basta rompere le scatole, informare e far quindi nascere la "necessità" nella gente dei tavoli.
Ci permettiamo di far notare che il nostro anonimato non è sinonimo di codardia, i veri codardi sono quelli che se ne stanno a casa e voltano le spalle ai problemi, delegando la soluzione ad altri e dimenticando il senso civico che ci dovrebbe appartenere. E per noi, l'anonimato non è un vezzo o un capriccio ma una necessità.

Cordialmente.
No amianto a Montichiari.



mercoledì 22 ottobre 2014

Volti nuovi, vecchi nomi.

Ciao a tutti, ho seguito in questi giorni un gustoso botta e risposta sulla pagina facebook del nostro sindaco Mario Fraccaro.

Ne scrivo qui perché la questione è noi cara, ne abbiamo discusso per un bel po', ed io personalmente mi arrabbiai molto per i silenzi dell'allora Zanola a riguardo.
La questione coinvolge Vezzola ed il suo bitumificio o, per dirla con le parole dell'ex sindaco, il "tritura sassi" di Ro.

Scrivo che il botta e risposta è stato gustoso perché guardo sempre con una certa ironia alla politica che si sforza di usare i social network ( queste diavolerie moderne) per comunicare di se un'aura di trasparenza e dialogo ma poi si trova costretta a rispondere alla sacrosante critiche con il linguaggio incartapecorito dei comunicati stampa e a "sguinzagliare" fedelissimi pasionari che, a prescindere da tutto, ne prendo le difese buttandola nella sterile zuffa tipica dei talk show.

Per i più curiosi che si fossero persi la vicenda Vezzola riporto qui alcuni articoli che ben raccontano come sono andate le cose e la dimensione, con relativo impatto, dell'impianto:
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/il-bitumificio-vezzola-si-fara.html
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/vezzola-fara-un-bitumificio-montichiari.html
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2013/05/bitumificio-vezzola-ecco-il-mostro.html
http://www.bresciatoday.it/cronaca/montichiari-bitumificio-cava-vezzola-earth-day-2013.html
Ai pigri, che non vogliono leggere gli articoli, dico che il bitumificio Vezzola è quel grande impianto, di cui si vede solo il camino dalla statale, che emette grandi quantità di fumo nero e molto spesso satura l'aria di odore acre di bitume e pece.

Ma veniamo a noi, tutto parte da una brillante nota dell'assessore all'ambiente Lia Brogiolo ( anche detta la confidente della sig.ra Gabana) che scrive:


Con le realtà produttive, sempre al loro fianco soprattutto in periodi di crisi economica globale. La mia Amministrazione prosegue gli incontri con le principali aziende del territorio e sabato scorso l'Assessore all'Ambiente Lia Brogiolo, ...accompagnata dal Presidente del Consiglio Comunale Matteo Mirto, si è recata in visita all'azienda Vezzola.

LA NOTA DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE LIA BROGIOLO

"É stato un incontro positivo nel quale i titolari hanno spiegato il funzionamento dell'impianto ad alta tecnologia che produce grandi quantità di materiali per calcestruzzi e prodotti frantumati per conglomerati bituminosi. La struttura di notevoli dimensioni è collocata in una cava ormai esaurita e sfrutta ad uso industriale l'area che diversamente sarebbe stata dismessa o convertita in discarica. Dotata di sofisticati sistemi di controllo, aspirazione e umidificazione e ubicata sotto quota campagna essa è in grado di ridurre notevolmente il rumore e le polveri conseguenti alle lavorazioni con notevole risparmio di energia ed acqua.
Il Gruppo Vezzola SPA è attivo da oltre 50 anni con impianti in tutta la Regione che occupano oltre 150 dipendenti e copre l'intera filiera produttiva dall'estrazione di inerti alla realizzazione di opere stradali, di recupero ambientale e riqualificazione urbana. Come evidenziato dall'Ing. Ermanno Ramazzotti l'azienda dedica molto spazio alla ricerca e alla sperimentazione di conglomerati innovativi derivati dal riciclo di prodotti recuperati per limitare l'impiego di materie prime naturali".

(Nelle foto l'Assessore all'Ambiente Lia Brogiolo ed il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Mirto)
Altro...


 
foto di Fraccaro Sindaco.foto di Fraccaro Sindaco.
 
Sulle prime ci verrebbe da dire alla Sig.ra Brogiolo che la legge non prevede che una cava dismessa venga automaticamente abbandonata a se stessa o convertita in discarica, prevede semmai che venga riqualificata a livello ambientale. Ma questo è un solo un piccolo dettaglio che tradisce l'inesperienza o forse la smania di esaltare un impianto così impattante.
 
La cosa importante è che Vezzola risulta essere indagata per smaltimento irregolare di rifiuti provenienti dai giardini al pcb di Brescia. Una brutta vicenda legata al periodo oscuro di Nicoli Cristiani e che pare avere anche un legame con almeno una discarica monte clarense.
Oltre alla vicenda giudiziaria c'è anche il piccolo dettaglio che Vezzola vinse l'appalto dello smaltimento e portò, forse continua a portare ( chi lo sa? ) il pcb a Montichiari.
Dovremmo quindi ringraziare la sig.ra Padovani che lo ricorda al Sindaco, alla Brogiolo e allo stuolo di consiglieri eccitati dalla magnificenza dei Vezzola.
 
Insomma non ci resta che concludere che i volti della politica cambiano, i simboli si alternano, le facce ringiovaniscono e si presentano belle e sorridenti ma i nomi di chi davvero comanda sono sempre gli stessi e la politica, di qualunque colore essa sia, si eccita e ossequiosa gli tributa l'inchino guardandosene bene dal fargli domande scomode. Come ricorda un funzionario di corte in Game of Thrones "i re muoiono e passano ma noi rimaniamo sempre qui a decidere del bene e del male e a scrivere il futuro del popolo".
 
Buona notte.
CC
 

lunedì 13 ottobre 2014

Nuove cave per la Tav, Aib dice no e propone un tavolo di confronto con Cepav

Ciao a tutti, di seguito un articolo che ho trovato particolarmente curioso.
L'argomento è la tanto odiata TAV che presto aprirà i cantieri devastando quel poco che resta dell'ambiente del nostro Comune. TAV che, giusto per ricordarlo, trova ferventi sponsor tra le file della nuova amministrazione monte clarense. La questione principale dell'articolo riguarda invece le nuove immense cave che lo Stato, con un gesto di assoluta prepotenza, ha deciso di aprire nel nostro territorio in sfregio a qualsiasi logica di sostenibilità e di buon senso.
L'aspetto curioso è che la difesa dell'ambiente sia stata presa dal presidente AIB ( industriali bresciani) che è udite udite ( rullo di tamburi)....la sig.ra Daniela Grandi Gabana.
La presidente, che mi sono immaginato in uno slancio pasionario di eroico ambientalismo afferma "le “cave di prestito” previste dalla Cepav2 non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale..." vi confesso che sulle prime ho avuto quasi un mancamento.
E' tuttavia nel proseguo della frase che tutto si fa più chiaro "ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia – ha spiegato la presidente Grandi - Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo..."
Dicono che a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, vuoi vedere che sta sponsorizzando la vendita di ghiaia di qualche amico in difficoltà e lo smaltimento di rifiuti di aziende del circuito? Visti i precedenti della BRE.BE.MI e delle tangenziali varie verrebbe da dire un bel "ma anche no" all'impiego di scarti di acciaieria come fondo dell'opera. Tanto lo sappiamo bene come va a finire: sotto ci mettono rifiuti non trattati, molto spesso altamente tossici, i controlli arrivano solo dopo qualche anno quando la bonifica è ormai impossibile come è impossibile risalire all'azienda che ha smaltito irregolarmente ( e se anche risalgono all'azienda la pena è ridicola). Nel frattempo le falde si inquinano e noi irrighiamo i campi e mangiamo prodotti inquinati e tossici a km 0.

Buona lettura.
CC

Nuove cave per la Tav, Aib dice no e propone un tavolo di confronto con Cepav

 
Cave
Aib dice no a Cepav2, che nei giorni scorsi aveva annunciato di voler aprire sei nuove cave (di prestito) di estrazione per ottenere i materiali necessari a realizzare il tracciato su cui poggeranno i binari bresciani della Tav. 11 milioni di metri cubi di "riempitivo" che secondo l'associazione industriali potrebbero essere evitati.L'Associazione di via Cefalonia, infatti, chiede a Cepav2 di istituire un tavolo di confronto nel quale “verificare le nostre proposte, atte ad ottimizzare i costi dell'opera, creare indotto sul territorio bresciano e, non per ultimo - ha sottolineato Daniela Grandi, presidente del settore industrie estrattive – minimizzare l'impatto ambientale dell'infrastruttura”.
Due le ragioni che che il Ministro Lupi dovrebbe prendere in considerazione. “Il primo, che le “cave di prestito” previste dalla Cepav2 non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale, ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia – ha spiegato la presidente Grandi - Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo, che potrebbero fornire in larga misura le quantità di materiale necessario per la realizzazione dei lavori Tav, qualora la disponibilità dei materiali, prelevabili dalle cave già attive, non fosse sufficiente, con il corollario positivo della eliminazione di tali materiali dai piazzali delle aziende e di creazione di valore senza consumo di territorio e di sottosuolo”.
 
DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI DANIELA GRANDI:
AIB : sulla Tav un tavolo di confronto con Cepav
Per i lavori relativi alla TAV in provincia di Brescia si vogliono aprire 6 nuove cave (di prestito) per 11 milioni di metri cubi. Siamo favorevoli alla realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche, e certamente anche della TAV, ma queste grandi opere devono generare indotto, diretto ed indiretto, per i territori su cui insistono. E’ perciò quantomeno sconcertante che la CEPAV DUE programmi l’apertura di sei nuove cave, usufruendo del salvacondotto ministeriale, senza tenere in minimo conto le risorse già presenti nel territorio. Due sono gli aspetti che il Ministro Lupi dovrebbe prendere in considerazione. Il primo, che le “cave di prestito” previste dalla CEPAV non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale, ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia. Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo, che potrebbero fornire in larga misura le quantità di materiale necessario per la realizzazione dei lavori TAV, qualora la disponibilità dei materiali, prelevabili dalle cave già attive, non fosse sufficiente, con il corollario positivo della eliminazione di tali materiali dai piazzali delle aziende e di creazione di valore senza consumo di territorio e di sottosuolo. Chiediamo a CEPAV DUE l’apertura di un tavolo di confronto per verificare le nostre proposte, atte a ottimizzare i costi dell’opera, creare indotto sul territorio bresciano e, non per ultimo, a minimizzare l’impatto ambientale dell’infrastruttura.
Daniela Grandi
Presidente Settore Industrie Estrattive, Materiali da Costruzione, Legno 


Fonte: http://www.bsnews.it/notizia.php?id=36117

domenica 12 ottobre 2014

Ambiente, Terzi: approvate linee guida discariche

"La discarica come soluzione ultima per lo smaltimento di quei rifiuti non altrimenti recuperabili o valorizzabili e la sostenibilità delle discariche" questi sono due principi cardine per i quali ci battiamo da sempre, aspetti che crediamo siano di buon senso nella gestione di un territorio. Ora non ci resta che attendere il documento finale della Regione per scoprire norme e indici ufficiali.
Buona notte
CC

Ambiente, Terzi: approvate linee guida discariche


L'assessore Claudia Terzi
10 ottobre 2014 
(Ln - Milano) La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, in linea con quanto previsto dalle direttive comunitarie e dal nuovo Piano regionale Gestione rifiuti, le linee guida sulle discariche. "Il documento - spiega l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi - si basa su due principi: la discarica come soluzione ultima per lo smaltimento di quei rifiuti non altrimenti recuperabili o valorizzabili e la sostenibilità delle discariche, ovvero il raggiungimento di una qualità finale del deposito (rifiuti, emissioni, stabilità biologica e meccanica) in equilibrio con l'ambiente, entro il tempo di una generazione".

NUOVA VISIONE - "Si è introdotto un nuovo modo di concepire la discarica - ha proseguito Terzi - prevedendo, già in fase di progettazione, sia le modalità gestionali, che gli interventi di sistemazione finale, che dovranno consentire, durante la gestione operativa, il controllo e la limitazione di tutti gli impatti generati e, a chiusura dell'impianto, la restituzione dell'area alla collettività". Per quanto riguarda poi le opere connesse alla infrastrutturazione territoriale, Terzi ha spiegato che queste "devono essere oggetto di specifica progettazione, con realizzazione contestualmente congrua con le varie fasi costruttive della discarica e nel rispetto della più generale pianificazione territoriale".

Le linee guida dovranno costituire un riferimento, per quanto tecnicamente ed economicamente applicabile, finalizzato al miglioramento degli aspetti costruttivi e gestionali e per la minimizzazione degli impatti.
(Lombardia Notizie
 

giovedì 9 ottobre 2014

L'unione è alla base, come dice il detto, della forza.

IN REGIONE UN INCONTRO PER RIBADIRE IL NO ALLE DISCARICHE

foto
L'assessore all'Ambiente Lia Brogiolo si è fatta promotrice dell'incontro che si è tenuto martedì 7 ottobre presso la sede regionale alla presenza degli amministratori dei Comuni di Castenedolo, Calcinato, Mazzano, Bedizzole, Carpenedolo e Ghedi con i quali Montichiari ha avviato intese per affrontare congiuntamente i problemi della tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. All'autorità regionale è stata manifestata la volontà di tutti i Comuni intervenuti di non consentire nuove attività di discarica nel comprensorio e la richiesta di tenere in considerazione le osservazioni presentate dal Comune di Montichiari di opposizione rivolte alle istanze di Padana Green srl, Montichiari Ambiente srl e Edilquattro srl. L'assessore regionale ha dato ampia disponibilità di concertazione nel rispetto reciproco di competenze e responsabilità di legge. Nel corso della riunione l'ing. Magro, consulente del Comune, ha illustrato il progetto di monitoraggio del comparto che l'insieme dei Comuni intende presentare per accedere al finanziamento europeo. Il sistema consente ai cittadini ed alle istituzioni di conoscere gli impatti ambientali sul territorio comunale sulla base di informazioni elaborate da dati ufficiali e di monitoraggio attraverso l'attivazione di una rete integrata di sensori orientando di conseguenza le scelte in funzione delle condizioni di rischio. L'assessore regionale ha assicurato la partecipazione della Regione al progetto e ha incaricato l'assessore Brogiolo di organizzare un tavolo di lavoro interistituzionale di confronto e coordinamento tra Regione, Provincia e Comune attorno al quale discutere le principali problematiche. In merito alla richiesta di un'analisi epidemiologica per conoscere lo stato di salute dei cittadini in particolare di quanti risiedono in prossimità di impianti di trattamento dei rifiuti l'assessore Terzi si è detta disposta a verificare con i Comuni e gli enti preposti la fattibilità dell'iniziativa.
 

sabato 4 ottobre 2014

L'inconfondibile puzza!

E con stamattina sono stati tre i giorni di puzza a Vighizzolo in questa settimana. Per la verità stamattina era lieve, quasi un retrogusto aromatico. Ieri mattina invece l'odore era intenso e nauseante, l'inconfondibile aroma che nasce dalla miscela di gas e marcio. Anche martedì l'odore era "importante". In tutte le occasioni lo abbiamo avvertito la mattina presto, attorno alle 07:30 proprio quando, ironia della sorte, i bimbi escono di casa, fanno un bel respiro, e poi entrano a scuola.

Lo scrivo così, giusto per ricordarlo, farlo presente a chi di dovere e per imprimerlo per sempre nella memoria della rete.

Buona notte a tutti.
CC

giovedì 2 ottobre 2014

In arrivo nuovi buchi a Montichiari.

La devastazione che sta subendo il nostro territorio è incredibile. Sono in arrivo nuovi enormi crateri che poi qualcuno, quasi certamente, chiederà di riempire di rifiuti. Cosa resterà della nostra terra e della nostra storia? Faraonici cantieri utili solo a foraggiare imprenditori corrotti vengono camuffati da opere del progresso e distruggono per sempre il nostro territorio e la nostra memoria. Come possiamo davvero pensare che il futuro migliore sia nella Bre.Be.Mi o nella TAV e non in un campo di fiori incontaminato?

Dal Corriere della Sera
 

Serve ghiaia per la Tav, ecco 6 nuove cave.I sindaci: basta crateri

Approvate in sede ministeriale: si estrarranno 10,5 milioni di metri cubi a Montichiari, Castenedolo, Calcinato e Lograto

I sindaci sono molto perplessi. Non sulla necessità di realizzare la linea ad alta velocità a sud della città. Ma sulla futura apertura di sei nuove «cave di prestito» che raschieranno dal sottosuolo della Bassa quasi 10,5 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, necessari a realizzare la massicciata sulla quale far passare i binari.
Come non tenere conto che - complice la devastante crisi del comparto edile - il piano cave decennale della Provincia, che scadrà nel 2015 (e verrà prorogato di altri due anni) è del tutto sottoutilizzato? Dei 68 milioni di metri cubi estraibili la metà giace ancora intonsa nei rispettivi bacini. Ecco quindi il ragionamento «di buonsenso » di qualche primo cittadino: «Prima di aprire altri crateri sul territorio andrebbe valutata in sede di conferenza dei servizi la possibilità di utilizzare le volumetrie residue del vecchio piano cave». Un ragionamento che sottoscrive il primo cittadino di Lograto Gianandrea Telò e il suo assessore (ed ex sindaco) Giuseppe Magri, che dovranno ospitare sul loro territorio una maxi cava da 1,1 milioni di metri cubi al confine con Travagliato. Un ragionamento che sottoporrà alla sua giunta domani sera il primo cittadino di Montichiari, Mario Fraccaro, che si trova ad amministrare una cittadina dove l’impatto cumulativo di cave e discariche ha portato al triste record di 14 crateri e 11 milioni di metri cubi di rifiuti sotterrati. Fraccaro (che non plaude all’idea di far passare la Tav dalla sua cittadina «unica possibilità di rilancio dell’aeroporto e dell’economia locale») dovrà fare i conti con la richiesta di due nuove cave: una da 3,4 milioni e l’altra da 1,3 milioni di metri cubi richieste da Cepav Due.

Premessa: le cave di prestito vengono autorizzate direttamente dal ministero e non sono in alcun modo sottoposte ai vincoli autorizzativi degli enti locali. L’obiettivo è quello di mettere i costruttori di opere di pubblica utilità nelle condizioni di avere materiale inerte vicino ai cantieri, per limitare gli extra costi. «È però vero che tra Lograto, Berlingo e Travagliato - ricordano Telò e Magri - sono già presenti bacini estrattivi inseriti nel piano cave, che sono oggi sottoutilizzati. Sono vicini ai futuri cantieri e davvero andrebbe prima valutata l’opportunità di utilizzare queste risorse». Una proposta che promettono di avanzare nella prossima conferenza dei servizi. Anche perché, vista la falda molto alta, a tre metri dal piano campagna a Lograto si trova acqua. E la normativa ambientale disincentiva la realizzazione di crateri in falda, proprio per tutelarla da inquinanti atmosferici e non solo. Discorso opposto per Montichiari, dove la falda è molto profonda. Una volta realizzate le nuove cave, per che cosa verrebbero utilizzati in futuro? Il timore è che possano ospitare altre discariche, anche se la Regione Lombardia - con il suo indice di pressione ambientale - ha detto un chiaro «no» ad altre maxi pattumiere. Ma questo ragionamento non varrebbe per Castenedolo (in arrivo due cave per complessivi 2.450.000 mc) e Calcinato (una cava da 2,2 milioni di mc).
@pietrogorlani73
 

martedì 16 settembre 2014

La famiglia Gabana torna a Montichiari. E lo fa alla grande!

Ancora non sono note alla maggioranza dei monte clarensi tutte le carte processuali che permetteranno di far luce su quanto è avvenuto negli anni scorsi nella vicenda Gedit.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali contentute nei faldoni faranno capire a tutta la popolazione quali oscure trame sono state ordite e quali "discutibili" e "inopportune" posizioni abbiano tenuto alcuni personaggi di spicco della politica locale. Una volta che tutto sarà pubblico verrà tolto un velo e sarà chiaro a tutti il marcio di questa vicenda e di come i cittadini siano stati la vera vittima.

Nel frattempo questi signori, che in altri paesi probabilmente sarebbero "spariti" per un po' dalla circolazione ( quato meno per senso della decenza) rientrano alla grande nella società civile e lo fanno da assoluti protagonisti.

Si incontrano con le massime cariche politiche locali, colloquiano affabilmente, distribuiscono pacche sulle spalle e, cosa ancor peggiore, finanziano lo sport e l'entrateiment della nostra città. Si ritagliano quindi con i loro maleodoranti soldi un posto nelle nostre vite.

Di seguito alcuni scatti, fatti ieri sera, che un amico ci ha inviato ( scatti che avremmo prefito non ricevere).



 

Non ce ne voglia il Sindaco e tutta la nuova Amministrazione ma per noi che ci siamo spesi allo sfinimento in questa battaglia tutto questo suona come un pugno secco nello stomaco. E' un gancio difficile da subire, uno di quelli che mandano i pugili dritti al tappeto.

Come possiamo davvero sperare che il nostro paese possa avere un futuro luminoso di fronte a tutto ciò? Come possiamo avere fiducia ? Come possiamo dire ai nostri figli che nella vita bisogna lottare per costruire un futuro migliore? Come possiamo non avere voglia di vomitare?

CC

domenica 14 settembre 2014

PADANA GREEN quale strategia? #2



Ciao a tutti, risale allo scorso 6 agosto il post in cui ci chiedemmo quale fosse la strategia del Comune sulla nuova richiesta di discarica Padana Green.
Da allora è passato oltre un mese ed il silenzio assordante si fa sempre più drammatico.

Allora ci venne detto di avere pazienza, che l'Amministrazione si era da poco insediata e che serviva un po' di tempo. Tempo che evidentemente c'era per sistemare la rotonda del centro fiera, grande priorità per la cittadinanza.

Nei giorni successivi, a seguito di una maldestra intervista rilasciata dal Sindaco e di un surreale articolo scrivemmo un secondo post. In quella occasione ci venne risposto che l'articolo era falso e nato dalla fervida fantasia del giornalista. Che l'Amministrazione "Sta approntando un particolareggiato dossier sull'argomento. Pur essendo in periodo ferragostano l'Assessore Brogiolo ha già partecipato A TUTTE le conferenze di servizio che si sono svolte nei giorni scorsi; acquisendo relazioni e pareri. Con la trasparenza che ci contraddistingue e la partecipazione decisionale che intendiamo chiedere ai nostri concittadini, nei prossimi giorni vi relazioneremo circa lo stato dell'arte di queste richieste di autorizzazioni in itinere." Ovviamente a nessuno dei monte clarensi serviva un dossier particolareggiato, bastavano alcune risposte semplici e chiare. Risposte che a quanto pare non sono ancora arrivate. Non si sa a quali conferenze abbia partecipato l'Assessore Brogliolo ( che pare se la sia presa comoda con le ferie) e, soprattutto, con quali strabilianti risultati. Perfino sulla strategia "ambientale" adottata dal Comune pare esserci grande confusione e nessuna certezza. Inutile dire che questo clima incerto è una manna dal cielo per i signori delle discariche.

Sinceramente, a questo punto, qualcosina in più, da chi ha costruito la sua campagna elettorale sull'ambiente, ce la aspettavamo.

Come sappiamo la richiesta fatta dal gruppo Faustini per la discarica PADANA GREEN è precedente al piano regionale rifiuti e quindi non soggetta al fattore di pressione. Rappresenta quindi il primo vero banco di prova di questa Amministrazione che ha ereditato la battaglia vinta sulle nuove richieste dalla precedente Amministrazione e dal Comitato.
Riveste quindi una straordinaria importanza il modo e il tempo cui si muoverà il nuovo Assessore all'ambiente e la fermezza che l'Amministrazione dimostrerà nelle opportune sedi. Inutile presentarsi alle conferenze, se lo si fa con persone "delegate", magari ingaggiate all'ultimo secondo e si va con idee confuse. Così si fa solo il gioco dei discaricatori.

In questi anni abbiamo ingaggiato una durissima lotta che ci ha portato al punto in cui siamo: è stato approvato un piano rifiuti che blocca le future discariche, la Regione guarda con attenzione a Montichiari, i tecnici stanno molto attenti a quello che approvano, la Provincia se ne guarda bene dal ficcarsi in scomode situazioni come quelle della Gedit etc.
Ci auguriamo che questa Amministrazione non rovini tutto e ci faccia ripiombare nell'incubo da cui siamo appena usciti. Non ci possiamo permettere né improvvisazione, né tantomeno dilettantismo.

Buona serata
CC


martedì 2 settembre 2014

Fetore, tanfo, miasma, puzza.



Questa mattina a Vighizzolo c'era odore. Alle 07:45 è arrivata in centro una folata "importante". Ne sono seguite altre. Alle 08:00 all'asilo si avvertiva un'acre odore di marcio, rfiuti e putrescenza mista a gas.
Lo scrivo così, giusto per ricordare che la puzza c'è ancora, meno che in passato ma c'è. Lo scrivo anche perchè così rimane nella memoria della rete e se dovesse servire ci potremo ricordare del giorno e dell'ora.

Buona giornata a tutti
CC

sabato 23 agosto 2014

Stop ai rifiuti, a Montichiari vinta una battaglia di civiltà

Da Bresciaoggi.it

«Stop ai rifiuti, a Montichiari vinta una battaglia di civiltà»

L'assessore regionale all'Ambiente mette il freno alle discariche future «La normativa è efficace perchè ha raccolto le istanze del territorio»


L'assessore regionale all'Ambiente Maria Claudia Terzi


Era scritto nel destino, anzi fra le pieghe del neonato piano dei rifiuti regionale. La norma varata per impedire l'apertura di nuove discariche e l'ampliamento di quelle esistenti in aree già assediate dall'immondizia ha testato la sua efficacia a Montichiari, ovvero il paese che l'aveva ispirata. Facendo leva sull'«indice di pressione», la Provincia ha negato l'incremento del bacino di conferimento della Edilquattro che intendeva trattare altri 497 mila metri cubi di inerti nell'impianto di via Levate a Vighizzolo, già autorizzato a smaltire 871 mila metri cubi di rifiuti. 
SI TRATTA DI UNA SVOLTA per Montichiari, territorio caratterizzato da 16 «necropoli di veleni» che custodiscono 11 milioni di metri cubi di scarti. Un modello in negativo unico a livello europeo, che ha ispirato l'introduzione del cosiddetto «indice di pressione», un parametro destinato a bloccare l'apertura di nuove discariche e lo sviluppo di quelle esistenti in comprensori saturi dal punto di vista dei rifiuti smaltiti. 
«Abbiamo dissolto lo scetticismo che aleggiava attorno al piano rifiuti e in particolare all'introduzione dell'indice di pressione - osserva l'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Maria Terzi -: il risultato è frutto di un virtuoso processo di osmosi fra le istituzioni e i cittadini, la prova che la politica sa ascoltare e dare risposte alle necessità del territorio. Nella stesura della norma abbiamo sfruttato l'enorme mole di lavoro svolto a monte dal sindaco uscente Elena Zanola e dal comitato civico Sos Terra, che hanno messo a disposizione della Regione un patrimonio di informazioni tecniche e dati analitici che ci ha fatto capire cosa bisognava fare, o meglio, cosa non si doveva più assolutamente fare». Ovvero? «Continuare ad ammassare rifiuti a territori stressati dall'effetto cumulativo delle discariche - spiega Claudia Terzi -. Se avessimo per esempio utilizzato come parametro l'estensione dell'area comunale, Montichiari rischiava di restare terra di conquista per l'industria dei rifiuti. L'analisi della situazione del paese della Bassa gravato da 440 metri cubi di rifiuti per abitante ha fatto nascere in me l'idea che bisognava intervenire, per rimettere ordine ai criteri di sostenibilità e localizzazione delle discariche su tutto il territorio lombardo. Da qui è nata la volontà come assessore, poi recepita dall'intero Consiglio regionale, che ha votato all'unanimità le nuove indicazioni. Penso che soprattutto nel bresciano l'indice di pressione insieme alla moratoria sui termovalizzatori sarà uno strumento strategico per gli enti locali che hanno ora armi efficaci a tutela di ambiente e salute pubblica». 
IL PIANO REGIONALE rifiuti spinge al massimo sulla raccolta differenziata e stoppa nuovi termovalorizzatori. «Abbiamo previsto un sistema integrato di raccolta, trattamento, riciclaggio e smaltimento che abbia come obiettivi la marginalizzazione del conferimento in discarica e l'incenerimento dei rifiuti - ricorda Claudia Terzi -. Da ultimo, abbiamo bloccato progetti di ampliamento in termini di capacità di smaltimento rispetto ai quantitativi ad oggi effettivamente trattati di impianti quali quelli di Dalmine, Brescia, Trezzo sull'Adda e non solo». Allo studio ci sono anche incentivi per i Comuni che rispettano le percentuali di raccolta differenziata, che si vuole portare al 67 per cento entro il 2020. «Senza rinnegare le scelte degli amministratori del passato, la Giunta Maroni è riuscita ad imporre un rigore ambientalista - ammette Claudia Terzi - introducendo con forza il principio dell'autosussistenza: una regione deve essere in grado di smaltire i rifiuti prodotti nel suo bacino». 
Montichiari è diventato suo malgrado il paradigma di un'altra questione delicata legata alla filiera dei rifiuti: l'ex sindaco Elena Zanola è indagata per le presunte pressioni sui vertici della Gedit. Il primo cittadino uscente avrebbe cercato di convincere i titolari della discarica con metodi giudicati illegali dai pm a firmare una convenzione che avrebbe garantito al Comune, a fronte dei 3 euro offerti dalla Gedit, un aggio di 9 euro per ogni tonnellata di rifiuto trattato. Meno di un decimo della somma media guadagnata dagli impianti di trattamento per smaltire lo stesso quantitativo di scorie. Al di là dell'epilogo della vicenda giudiziaria, sullo sfondo resta - in mancanza di norme - la difficoltà degli amministratori ad ottenere benefit equi per la comunità in cambio dello sfruttamento del territorio. 
«Il tema è effettivamente scivoloso sotto ogni punto di vista - ammette l'assessore regionale senza entrare nel merito dell'inchiesta -. Come Regione abbiamo dettato delle linee guida, ma è chiaro che la questione deve essere affrontata a livello di Governo, fissando magari delle accise sui rifiuti trattati destinati agli enti locali. In alternativa bisogna riequilibrare i rapporti di forza al tavolo delle trattative: oggi i sindaci hanno le mani legate e l'entità dei benefit la fissano i privati che sfruttano il territorio». 
ALL'ORIZZONTE di Montichiari si staglia l'ombra della discarica per rifiuti all'asbesto Padana Green: l'invaso è pronto e i cittadini temono che i primi conferimenti siano incombenti. «Ho avuto già modo di esprimere come assessore le mie perplessità sull'impianto, ma è chiaro che l'ultima parola spetta ai tecnici - sottolinea Claudia Terzi -: sul fronte degli impianti per lo smaltimento di amianto penso siano stati messi dei paletti molto rigidi innalzando da 200 a 500 metri la distanza minima fra la discarica e il centro abitato. Uno scudo efficace anche per Montichiari». Paese fra l'altro minacciato dagli «archeorifiuti», ovvero i tre siti inquinati delle ex cave Bonomi, Accini e Baratti. Alla bonifica delle aree era stata subordinata, nel 1996, la concessione a ValsEco, da parte della Regione, all'apertura a Montichiari di una discarica da un milione e 350 mila metri cubi. Trecentomila dei quali riservati, appunto, agli scarti industriali finiti nelle cave esaurite. L'accordo è rimasto lettera morta. «Il nodo sono anche in questo caso le inefficaci leve normative per costringere i privati alla bonifiche - spiega Claudia Terzi -: ma se la strada del risanamento è in salita, come per l'indice di pressione abbiamo cercato di impedire che in futuro si ripetano i casi di Montichiari e di tanti altri paesi bresciani. Le bonifiche verranno imposte per lotti, ovvero prima di smaltire altri rifiuti bisognerà mettere in sicurezza parte del pregresso». 
Un altro segno del nuovo corso iniziato con la bocciatura dell'ampliamento di una discarica a Montichiari: una notizia clamorosa per quella che è stata ribattezzata la capitale europea della spazzatura. 
Nello Scarpa



Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/2696_montichiari/834777_stop_ai_rifiuti_a_montichiari_vinta_una_battaglia_di_civilt/