venerdì 24 gennaio 2014

C'è un nome a noi familiare nella vicenda dell’indagine ex Sisas

Stamattina stavo leggendo tranquillamente il Giornale di Brescia mentre sorseggiavo un otttimo caffè quando mi è venuto un coccolone. Mi sono inbattuto in questo interessante articolo dove trovo un nome a noi molto familiari: GABRIELE BARUZZI.
Il Baruzzi è l'amministratore di Padana Green per il gruppo Faustini, la persona di "gran cuore" che vorrebbe aprire una mega discarica di Amianto nell'ormai mitico comparto ATEG43 di Montichiari. A questo punto noi tutti sappiamo che si tratta di indagine e che nessuno è ancora colpevole di nulla, in ogni caso, per evitare di combinare qualche irremediabile guaio non sarebbe meglio sospendere qualsiasi nuovo rilascio di autorizzazione a persone coinvolte nella vicenda? Per essere più diretti non sarebbe una norma di buon senso sospendere l'iter autorizzativo di Padana Green vista la gravità dell'indagine che, se confermata, dimostrerebbe la completa inaffidabilità del soggetto?
Speriamo che ogni tanto il buon senso esista.




LE SOCIETÀ
 

Discariche e intermediari sotto esame
 

Sono due i responsabili della Systema Ambiente, l’azienda che gestisce la discarica Valseco di Montichiari, ad essere finiti nel registro degli indagati. Si tratta del consigliere Candito Saioni e del procuratore e direttore tecnico Giancarlo Merici. La vicenda è la stessa che vede coinvolto l’ex direttore dell’Arpa Brescia, Giulio Sesana, vale a dire lo smaltimento di 10mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi arrivate da Pioltello e in realtà «non ricevibili» dall’impianto. Con un «ingiusto profitto», contesta la Procura di Milano, di 1,6 milioni di euro. Dall’azienda si dicono «tranquilli» e sostengono che quei rifiuti potessero arrivare in discarica. Tutto ciò, comunque, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Per quanto riguarda l’impianto di stoccaggio e trattamento della Pbr Srl a Maclodio, cui sono arrivate 2.000 tonnellate di rifiuti, non ci sono membri della società coinvolti dell’inchiesta, bensì Salvatore Colombo, l’intermediario della Cantieri Moderni, che ha seguito il conferimento illecito dei rifiuti. Da Calcinato, il direttore generale della Cava Gabriele Baruzzi, sostiene che «niente di quanto scritto corrisponde a realtà: le 19mila tonnellate erano composte da terre e rocce da scavo, e non nero fumo». La Procura di Milano, però, sostiene che la classificazione dei rifiuti era stata alterata e ha indagato tra gli altri Omar Belotti della Soleluna di S. Zeno, società intermediaria.
Fonte: Giornale di Brescia




 

giovedì 23 gennaio 2014

Nuovi dettagli inquietanti dall'inchiesta sulle bonifiche dell’«ex Sisas» di Piol­tello



Emergono nuovi dettagli inquietanti nella vicenda delle bonifiche dell’«ex Sisas» di Piol­tello che, purtroppo, ci riguardano da vicino.

Come si legge sul Manifesto:

.. Un affare che è valso al gruppo bre­sciano di Cer­roni gua­da­gni per sva­riati milioni di euro. Gra­zie alla com­pia­cenza del com­mis­sa­rio alla boni­fica Pelaggi e di altri fun­zio­nari, come emerge nell’ordinanza di custo­dia cau­te­lare emessa dal gip di Milano, alla disca­rica Val­seco di Mon­ti­chiari (Bre­scia) sono finiti 10.339 ton­nel­late di rifiuti peri­co­losi pro­ve­nienti dall’ex Sisas clas­si­fi­cati con un codice rifiuti giu­di­cato fasullo dagli inqui­renti, per masche­rare la reale peri­co­lo­sità delle sco­rie: non si trat­tava di sem­plici «rifiuti deri­vanti dalla boni­fica di ter­reni con­te­nenti sostanze peri­co­lose» (Cer 191301) bensì «fuli­gine» (Cer 061305) con un valore di car­bo­nio orga­nico totale supe­riore al 6%, una con­di­zione che non per­mette lo smal­ti­mento in discarica.

A far cambiare come per magia i CER pare sia stata la CRC di Rho (Montichiari).

Un parere fon­da­men­tale per deter­mi­nare il valore del car­bo­nio pre­sente nei rifiuti diretti alla Systema Ambiente, e che si basava su spe­ri­men­ta­zioni e “dati otte­nuti e posti a dispo­si­zione del labo­ra­to­rio Crc di Mon­ti­chiari, total­mente con­trol­lato dalla Systema Ambiente” (la società che doveva rice­vere i rifiuti). Un’operazione che è valsa alla Systema pro­fitti per circa 1.640.000 euro.
Il gruppo bre­sciano dell’avvocato Cer­roni avrebbe gestito ille­ci­ta­mente anche altre 21.868 ton­nel­late di rifiuti peri­co­losi (nero­fumo) declas­si­fi­cati però alla cate­go­ria di “spe­ciali non peri­co­losi” e gestiti nell’impianto Tran­seco di Inzago, in pro­vin­cia di Milano.


Un ruolo fondamentale in questa vicenda pare lo abbia giocato l'Arpa che ha firmato un parere tecnico quanto meno discutibile che ha permesso tutto questo.

Il tutto con il coin­vol­gi­mento del diret­tore gene­rale dell’Agenzia regio­nale per la pro­te­zione dell’ambiente della Lom­bar­dia, Umberto Benez­zoli, del diret­tore del dipar­ti­mento Arpa di Bre­scia Giu­lio Sesana, e di due fun­zio­nari della Soge­sid (l’azienda pub­blica per le boni­fi­che di pro­prietà del mini­stero dell’Ambiente e delle Infra­strut­ture): il diret­tore gene­rale Fau­sto Melli e il diret­tore ope­ra­tivo dell’area ex Sisas Luciano Capo­bianco. A gio­care un ruolo impor­tante, secondo i magi­strati, è il diret­tore dell’Arpa Lom­bar­dia Umberto Benez­zoli il 23 feb­braio 2011 quando firma, insieme al diret­tore di Bre­scia Giu­lio Sesana, un parere tec­nico che dà il via libera a misu­ra­zioni non pre­vi­ste dalla nor­ma­tiva ita­liana (prese in pre­stito dagli impianti tedeschi).

Lo schifo e la voglia di vomitate aumentano sempre più. E' da un po' di tempo che ce lo stiamo chiedendo ma noi di chi ci dobbiamo fidare?

 Fonte: http://ilmanifesto.it/il-sistema-pelaggi-trasformare-le-scorie-tossiche-in-fuligine/

10 mila ton­nel­late di sco­rie peri­co­lose da Pioltello alla Systema di Montichiari

...ed ecco la prova che le scorie sono arrivate a Montichiari nella discarica "intoccabile" che foraggia le attività comunali e di cui nessuno ( wajdi a parte) parla mai.
I contorni della vicenda sono a dir poco inquietanti.
La SYSTEMA per conto mio va chiusa subito e se la politica non ha il coraggio di farlo lo faremo noi cittadini.


Dall'articolo del Manifesto del 22.1.2014
".. Nella vicenda appare anche una società stra­te­gica del re romano dei rifiuti, Man­lio Cer­roni. La sua Systema Ambiente era uno dei siti inca­ri­cati per lo smal­ti­mento dei veleni di Piol­tello. Nella disca­rica di Mon­ti­chiari nel marzo del 2011 arri­vano 10 mila ton­nel­late di sco­rie peri­co­lose dalla zona di boni­fica, con un cam­bio di codice di clas­si­fi­ca­zione rite­nuto ille­cito dalla Dda di Milano. Le ana­lisi che hanno per­messo la tra­sfor­ma­zione dei rifiuti le ha con­dotte il labo­ra­to­rio Crc di Mon­ti­chiari, con­trol­lato dalla stessa Systema Ambiente. La società riceve poi 21 mila ton­nel­late di rifiuti peri­co­losi (nero­fumo), clas­si­fi­can­doli come non peri­co­losi, inviati alla disca­rica Tran­seco di Inzago, in pro­vin­cia di Milano. Il nome della Systema ambiente era già apparso nelle inda­gini della pro­cura romana che hanno por­tato all’arresto di Cer­roni lo scorso 9 gen­naio. Qui lavo­rava Fabio Ermolli, il tec­nico dell’Arpa Lazio pas­sato dal gruppo del «Supremo» della mon­nezza romana all’organismo di con­trollo regio­nale sui rifiuti. Un’incompatibilità che è costata ad Ermolli l’iscrizione nel regi­stro degli inda­gati. Oggi, dopo la caduta del re di Mala­grotta, si aggiunge un’inchiesta che rac­conta — qua­lora ce ne fosse biso­gno — la via infi­nita dei veleni, con rotte mai interrotte."

Fonte: http://ilmanifesto.it/veleni-bonifiche-e-mazzette-a-milano/

Smaltimento irregolare di rifiuti. Terremoto all'Arpa.



Quella di ieri è una notizia bomba, una di quelle che lasciano senza parole anche chi, come noi, da anni ormai è abituato a vedere di tutto.

La vicenda è legata alla bonifica dell’area ex Sisas di Pioltello Rodano, pare che i rifiuti siano stati smaltiti in modo irregolare in discariche lombarde. Coinvolti anche l'ex direttore APRA Giulio Sesana ed i vertici regionali. La faccenda è quelle più schifose che si possano raccontare: mazzette, dirigenti e amministratori compreati, gestori di discariche conniventi e tanti, tanti rifiuti pericolosi che contamineranno nuovi terreni.

Leggi l'articolo del Corriere della Sera e del Giornale di Brescia.

Alcune voci, per ora prive di fondamento oggettivo, dicono che tra i siti di smaltimento dei rifiuti ci sarebbe pure una discarica monteclarense. La cosa non stupirebbe in quanto qui da noi oltre ad esserci la più grande concentrazione di discariche sta arrivando di tutto e spesso fuori da ogni controllo.

Se fosse vero questa sarebbe la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Dopo Gedit ed i rifiuti di Napoli e Roma, dopo il PCB smaltito segretamente in Bernardelli durante le vacanze di Natale, dopo lo scandalo di Ecoeternit e le chissà quante fibre di amianto disperse nell'aria, dopo le ultime vicende legate a Systema non credo che la gente sarebbe disposta a sopportare altro. Parlo della gente perchè non credo più nella politica, a tutti i livelli, che che pare essersi addormentata da tempo e che, sopratutto quella locale, sta aspettando il vento delle elezioni per svegliarsi e sparare qualche sciocco quanto inutile proclamo.

A volte, mentre scrivo post, ho l'impressione di raccontare le storie della terra dei fuochi eppure qui siamo nella mitica Padania dove regna da tempo immemorabile la Lega, siamo nel ricco nord, quello che rifiuta la mafia e si erge a modello per tutti i popoli. 
Eppure ogni giorno, sempre di più, scopriamo che tutto questo non è reale, è un'astrazione, siamo circondati da politici corrotti, affari mafiosi, discariche abusive, discariche legali ma che operano in modo illegale, dirigenti e tecnici pubblici pagati da criminali.

Mi chiedo: come possiamo ancora credere a quei politici, a quei tecnici e a quegli imprenditori che ci dicono che le discariche servono, sono sicure e che non dobbiamo temere nulla?
Difronte a questa merda e a questo schifo come possiamo ancora fidarci?

Ecco perchè credo che ci dovremmo sollevare tutti, chiedere che chiudano le discariche che hanno commesso atti criminali e pretendere che qui a Montichiari non si apre più nessuna nuova discarica e si fermi tutto.

Credo anche che, a questo punto della storia, se qualche politico o qualche tecnico cercherà di spiegarci che sbagliamo sostenendo una tesi opposta significa che è in mala fede.

Ciao a tutti
CC

giovedì 16 gennaio 2014

La realtà è un boccone amaro da ingoiare

BAMSphoto
 

Guardo indieto, penso alle battaglie di questi anni, ai momenti duri di lotta e penso che si sia fatto molto ma poi guardo la realtà dei fatti e mi accorgo che poco è cambiato nei palazzi del potere.

Pare che la Regione, ma sopratutto la Provincia di Brescia - che per sua natura dovrebbe essere più "federalista" e sensibile ai problemi del territorio - non si curino dei gigantesci problemi di Montichiari. Prima l'autorizzazione a portare i fanghi in Bernardelli, poi il compost fuori specifica in Gedit, ora le terre inzuppate di PCB sempre in Bernardelli. Questo ultimo punto rasenta l'assurdo, i terreni della più grande discarica al mondo di pcb portati nella porzione di territorio con la più alta concentrazione di discariche e problematiche legate ai rifiuti. A tutto questo aggiungiamo Padana Green a cui nessuno sembra in grado di dare uno stop e la nascita di una nuova area di escavazione vocata a diventare una discarica a fianco di Systema.

Sembra che la politica sia sorda ad una popolazione che fa sentire la sua voce esasperata, un Comitato che si danna, uno Studio ambientale che dimostra chiaramente come il territorio sia compromesso.

A me personalmente sta venendo il serio dubbio che la politica non sia sorda, semplicemente non conti nulla nella gestione del territorio che qui da noi coincide con il potere ed il denaro.
E allora mi convinco sempre più che se deve esserci una rivoluzione deve venire dal basso, da noi cittadini perchè le istituzioni sono, per buona parte, contaminate e legate al potere economico e non sono in grado di fare nulla. Riprendiamoci Montichiari.

Chi vorrà potrà usare nei social l'hastag #riprendiamocimontichiari. Sarà un segno che ci siamo ancora, siamo vivi e non ci va di morire per pagare il SUV ai signori delle discariche.

#riprendiamocimontichiari

Buona giornat a tutti
CC

mercoledì 15 gennaio 2014

Dirigente Arpa Lazio a libro paga della Systema di Cerroni

Questo è il genere di notizie di ti fa molto arrabbiare e allora cominci a darti risposte ai tanti perchè che in questi anni ti sono passati per la mente. Chissà se pra qualcuno a Montichiar sta cominciando a tremare e tenere che il sacco venga svuotato.
Per i più curiosi ecco la "curiosa" storia della Val.Seco scritta da Vajdi. -> leggi.

Ecco quanto apparso in questi giorni sul Corriere della Sera Brescia.

 

L’INCHIESTA SUL RE DELLA MONNEZZA

Dirigente Arpa Lazio a libro paga 
della Systema di Cerroni


Pagava bene chi doveva controllare i suoi traffici di rifiuti l’avvocato Cerroni, il re della monnezza romana finito agli arresti domiciliari. E i bonifici dal 2008 al 2010 sono andati ad dirigente dell’Arpa Lazio , Fabio Ermolli, che in passato è stato anche responsabile del Sistema Integrato Qualità e Ambiente di una società di Cerroni, la Systema Ambiente di Montichiari (che ha sede legale in città, in via dei Santi 58 ma discarica a Vighizzolo di Montichiari). Ermolli nonostante fosse un uomo delle istituzioni, fino al 2010 ha mantenuto rapporti di prestazione d’opera retribuita con le società di Cerroni. Per questo Ermolli è indagato. Scrive il gip di Roma Massimo Battistini «percepiva dalla Systema Ambiente s.r.l. di cui Manlio Cerroni e’ legale rappresentante e presidente del Consiglio di Amministrazione, la somma di 152.000 euro nel 2008 e la somma di 152.000 euro nel 2010 (quale corrispettivo per la carica di direttore tecnico, rivestita peraltro in modo meramente formale dalla data di assunzione dell’incarico in Arpa), mentre nel 2009 percepiva la somma di euro 22.500 dalla Vr Systema Valorizzazione Rifiuti S.r.l. in liquidazione, societa’ dallo stesso rappresentata e totalmente partecipata dalla Systema Am biente srl».
Il reato contestato dal gip sarebbe stato commesso a Roma dall’estate del 2008 sino a tutto il 2010. Tra le intercettazioni contenute nell’ordinanza, si evidenzia quella del 27 ottobre del 2008, pochi mesi dopo l’assunzione dell’incarico pubblico da parte del dirigente, in cui Francesco Rando, amministratore sia della discarica di Malagrotta che della discarica di Albano Laziale, diceva a Fegatelli: «....omissis.... si’...meno mal... meno male che adesso c’e’ lui, che ci da’ una mano in tutto! Cazzo! No? Va bene?....omissis...». Il gip chiarisce anche che «tuttavia non vi sono, almeno in questa tranche di indagine, elementi che consentano di inferire la partecipazione dell’indagato al reato associativo, posto che la sua attività d’istituto si e’ prevalentemente concentrata sugli impianti di Malagrotta, a Roma, del tutto estranei alla presente richiesta». «Resta tuttavia la grave violazione del dovere di imparzialità - sottolinea il gip - costituita dall’avere accettato un incarico di controllo retribuito dalla Regione Lazio pur continuando a percepire emolumenti da parte di una societa’ del Gruppo imprenditoriale facente capo a Manlio Cerroni, vero e proprio monopolista del settore rifiuti capitolino.
«Per avere intenzionalmente dapprima partecipato alle procedure di selezione e quindi accettato l’incarico di dirigente dell’Arpa Lazio, Settore Rifiuti, pur avendo in essere, almeno sino a tutto il 2010, rapporti di prestazione d’opera retribuita con societa’ riconducibili al Manlio Cerroni». In sostanza sottolinea il gip, sarebbe venuto meno all’obbligo di mantenere «una posizione di indipendenza, al fine di evitare di prendere decisioni o svolgere attivita’ inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interessi».
 (modifica il 11 gennaio 2014)


Fonte: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/14_gennaio_10/dirigente-arpa-lazio-libro-paga-systema-cerroni-ccdf1b9e-7a21-11e3-b957-bdf8e5fd9e96.shtml

domenica 12 gennaio 2014

IL PCB DEI TERRENI DEL PARCO DI VIA NULLO SONO FINITI IN DISCARICA

Un cantiere che segnala i lavori in corso in via Nullo. Il cantiere e ripartito lo scorso 27 dicembre

Come si legge in un articolo del Brescia Oggi le terre impregnate di PCB del parco di via Nullo sono state rimosse e finite in discarica.

--> leggi l'articolo

Dopo anni di totale immobilismo le ruspe sono ripartite il 27 dicembre scorso ( quando la gente e i comitati erano nel placido e sereno riposo post natalizio - sarà un caso?) ed in pochissimi giorni hanno completato la rimozione ed il conferimento in discarica dello strato di terra.

A questo punto la domanda è: in quale discarica li hanno conferiti?

A Montichiari girano insistenti voci che sia finiti in una delle 3 discariche attualmente in esercizio ( Systema, Gedit e Bernardelli ). Sono solo voci, nessuno straccio di prova ma sono molto insistenti e questo lascia spazio a qualche preoccupante dubbio.

Ricordiamo tutti infatti la vicenda dello scorso 15 gennaio 2013 ( leggi l'articolo ) quando una casuale fuga di notizie da un giornale locale aveva creato una straordinaria mobilitazione ed aveva obbligato ARPA, Provincia e organi competenti a smentire la notizia secondo cui il PCB di via Nullo sarebbe arrivato a Montichiari.
Cos'è che desta sospetto in questa vicenda? primo che i giornali che scrivono della bonifica si guardano bene dal citare la discarica in cui sono stati conferiti i terreni, due perché ne scrivono a lavoro terminato, tre perché i lavori sono iniziati - stando al giornale - il venerdì dopo Natale quando l'attenzione dell'opinione pubblica e dei comitati era bassa.
Se ci aggiungiamo che la ditta vincitrice dell'appalto per la rimozione dei terreni è la Vezzola abbiamo chiuso il cerchio dei sospetti.

A questo punto non ci resta che indagare e cercare qualche straccio di prova che ci possa confortare o, per l'ennesima volta, confermare che viviamo in un territorio avvelenato da politica e imprenditoria criminale.

Magari la nostra Amministrazione Comunale sa qualcosa e potrebbe toglierci ogni dubbio. Speriamo che almeno stavolta scelga la via della trasparenza e ci comunichi quanto sa.

buona serata a tutti
CC

giovedì 9 gennaio 2014

Cerroni, patron delle discariche, arrestato per truffa sui rifiuti

Ecco l'articolo apparso oggi su Repubblica ( --> link )
A noi interessa perchè oltre che il patron di Malagrotta, l'avvocato Cerroni è anche il patron di Val.seco Systema e perchè i rifiuti del Lazio arrivano anche alla Gedit.


Cerroni, patron delle discariche, arrestato per truffa sui rifiuti
In manette sono finite in tutto sette persone. C'è anche l'ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi
 
Sette persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. Tra queste, il proprietario dell'area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l'ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti.

I sette sono ora agli arresti domiciliari. A firmare il provvedimento è stato il gip su richiesta della procura di Roma che ipotizza il reato di truffa.

Gli altri arrestati sono Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia, il manager Francesco Rando, l'imprenditore Piero Giovi, inoltre Raniero De Filippis e Pino Sicignano.

Le indagini sono state condotte dai militari del Noe (Nucleo operativo ecologico) diretti dal colonnello Sergio De Caprio, anche noto come 'Ultimo' (che nel 1993 catturò Totò Riina), e coordinati dal capitano Pietro Rajola Pescarini. In corso ancora perquisizioni.
 

lunedì 6 gennaio 2014

Questa terra la perderemo per sempre.



Questa fotografia è stata postata da un amico su Facebook.
Guardatela bene perché questo grande appezzamento di terra agricola non lo vedrete mai più così.
Questo terreno, nato da lentissimi sedimenti in ere geologiche lontane, rimasto immutato per millenni sparirà entro pochi mesi.
Sparirà per colpa di pochissimi uomini, tronfi e avidi convinti che tutto gli appartenga in quanto lo hanno comprato e che quindi ne possono disporre come vogliono.

La vicenda di questo terreno ve l'abbiamo raccontata a novembre nel post dal titolo: Una verità inquietante sulla nuova area di escavazione a Montichiari. ed ha contorni oscuri in quanto, dopo un abile gioco di cambi societari è stata acquistata da una società che ha nello statuto la creazione di discariche. Ancora più inquietante è il fatto che è ricomparso il nome di Merici Gianfranco, a noi noto per le vicende Montecno, Pulimetal, Valseco.

Quindi guardatela bene questa foto perché fra pochissimo tempo, questo splendido pezzo di terra oggi fertile, potrebbe essere un grande buco, o peggio, un buco pieno di merda e rifiuti tossici.

Un avviso ai politicanti locali e non: ora la vicenda è nota e tutti lo sappiamo, ogni giochetto risulterà, oltre che poco credibile, anche ridicolo.

Buon inizio di settimana a tutti.
CC

QCumber su WIRED

QCumber, crowdsourcing e Open Data per l’ambiente

Arriva da Brescia un social network per il monitoraggio ambientale che si basa sui feedback degli iscritti e su dati ricavati da organismi e ricerche internazionali.
 
L’ideatore, l’ingegnere e consulente ambientale bresciano Giuseppe Magro, lo definisce un geo-social forum. In linguaggio meno specialistico, lo si potrebbe definire un social network del monitoraggio ambientale che si basa, in parte, sui feedback degli iscritti, in parte su un’insieme di dati ricavati da enti e ricerche internazionali e tiene traccia di diversi parametri, dal livello di Pm10 nell’aria, al benzene, dal rischio idro-geologico alla presenza di odori molesti.
La registrazione è gratuita e, una volta effettuato l’accesso, chiunque può segnalare pregi e difetti di un certo territorio dal punto di vista ambientale. I post vengono geo-taggati con latitudine e longitudine, collocati su Google Maps, e divisi per colore: rosso per evidenziare le criticità, verde per bellezze naturali da valorizzare e proteggere, giallo per segnalare contenuti multimediali (video, articoli di giornale, immagini) sul tema. Le segnalazioni dei cittadini vengono poi incrociate coi dati ambientali provenienti da organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale per la Sanità e la Iaia, (l’International Association for Impact Assessment di cui Magro è presidente per l’Italia), e con quanto riportato da altri iscritti situati nel raggio di 5 chilometri, che possono confermare o meno l’esistenza di uno specifico disagio. Le informazioni vengono poi girate ai Comuni iscritti alla piattaforma.
Qcumber, questo il nome del sito, è online dal febbraio del 2012, anno in cui è stato anche selezionato come uno dei 100 migliori progetti al mondo alle Olimpiadi delle startup tenutesi a Londra. Anche se nel suo caso, a voler essere precisi, non si può parlare di una startup, ma piuttosto di un progetto collaterale di una società, l’Algebra Srl, di proprietà di Magro, attiva già di diversi anni. Dopo un periodo dedicato alla costruzione del network in Italia – al momento si contano qualche migliaio di iscritti (Algebra Srl non fornisce dati precisi), fra privati, associazioni e una cinquantina di Comuni, prevalentemente del Nord (Triveneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte) – ora QCumber vuole fare il salto di qualità.
Due i principali metodi per raggiungere questo traguardo: l’adozione a livello internazionale, cominciando dal Regno Unito, dove a partire dal marzo 2014 inizierà ad essere sperimentato dalle amministrazioni comunali di città importanti come Cambridge e Birmingham, e il lancio di un’applicazione per smartphone che potrebbe rappresentare un punto di svolta, dando la possibilità a chiunque di effettuare segnalazioni in mobilità e di controllare al volo lo “score” ambientale di un dato territorio. “Tutti guardano sul telefonino le previsioni del meteo, pochi quelle dello smog – spiega – l’ingegnere nucleare Giuseppe Magro – ma questo è destinato a cambiare, grazie anche a Qcumber”.
L’obiettivo è quello di fare trasparenza e quindi innescare comportamenti virtuosi da parte di chi opera sul territorio. “Le aziende – prosegue Magro – avranno, ad esempio, l’interesse nel far vedere il miglioramento delle loro performance ambientali, i sindaci potranno sapere da dove arriva il PM10 che l’ultimo mese ha colpito l’asilo, la casa di riposo”, Oppure controllare se stato abbandonato qualche rifiuto pericoloso nel parco pubblico, mandare il personale a risolvere il problema. “I Comuni – racconta ancora l’ingegnere – possono anche decidere di coinvolgere le aziende in progetti di collaborazione volontaria per il miglioramento delle condizioni ambientali in modo non conflittuale, usando Qcumber come piattaforma di dialogo. Comuni come Calcinato, Bagnolo Mella, Montichiari, Nova milanese, Mantova, Foggia, Prevalle hanno già intrapreso questo tipo di percorso e c’é interesse anche da parte di città più grandi come Firenze”.
Per i privati cittadini, le informazioni messe a disposizione da Qcumber potrebbero servire per decidere dove mettere su casa, dove mandare a scuola i figli. a seconda di dove sia migliore la qualità dell’aria e dell’ambiente.
La app dovrebbe essere lanciata entro la prossima primavera se i colloqui con possibili finanziatori, in corso al momento, andranno a buon fine, e con l’applicazione dovrebbe nascere anche una società a sé stante, dedicata solo allo sviluppo e alla promozione di QCumber. Il modello di business resterà quello attuale, ossia del tipo freemium: iscrizione e servizi di base gratuiti per tutti, servizi avanzati come la generazione di report su determinate variabili ambientali, a pagamento. È possibile sottoscrivere un abbonamento annuale, il cui prezzo varia a seconda del tipo di variabili da monitorare e del genere di rapporto richiesto, ma che si può quantificare in poche centinaia di euro, oppure pagare una somma una tantum per il singolo report.
Per quanto riguarda il coinvolgimento della cittadinanza nel monitoraggio del territorio, QCumber somiglia ad altre esperienze già online, come quella di Decoro Urbano – una piattaforma già ben radicata in ampie parti del territorio nazionale e di cui sono già disponibili le relative applicazioni per iOs e Android. Dalla sua, però, Qcumber ha il sistema di incrocio delle segnalazioni con i dati scientifici, alimentato da un motore computazionale frutto di dieci anni di ricerca e sviluppato in collaborazione con uno dei maggiori enti di ricerca al mondo per quanto riguarda il monitoraggio ambientale, il Cambridge Environmental Research Consultants (Cerc) di Cambridge. Anche la posizione di Magro in seno alla Iaia, un’associazione presente in 120 Paesi del mondo, e la rete di contatti e relazioni che questa consente di stabilire, rappresenta un plus e potrebbe giocare a favore dell’espansione internazionale del progetto Qcumber.

FONTE: http://www.wired.it/economia/2014/01/04/qcumber/