giovedì 27 febbraio 2014

Gabbiani nel cielo. Non siamo al mare ma a Montichiari.

Ciao a tutti, ecco due foto che un amico ci ha inviato.
I puntini bianchi che vedete non sono rifiuti stoccati bensì gabbiani.
Centinaia di gabbiani accorsi per mangiare le schifezze che vengono conferite alla Gedit.
Penso che chiunque ami il proprio territorio non può che provare un pugno allo stomaco guardando queste immagini.

Buona serata
CC


domenica 23 febbraio 2014

Da noi il silenzio. Assordante silenzio.



Stamattina leggo sul BresciaOggi questo interessante articolo:
http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/655122_le_scorie_della_discarica_nutrono_i_veleni_politici/

Il titolo è abbastanza eloquente: Le scorie della discarica nutrono i veleni politici
Il sottotitolo ancora di più:
Il centrodestra attacca il segretario del Pd: «Controlli flop, si dimetta» Angelo Bergomi risponde sfidando la Lega a un confronto pubblico.
 
In Franciacorta si litiga per 615 tonnellate di polveri partite dalla ex Sisas di Pioltello e smaltite illegalmente nelle discariche. Maggioranza e opposizione si accusano a vicenda e chiedono chiarezza, magari sarà tutto un teatrino ma per lo meno c'è.
La cosa allucinante è che qui a Montichiari, dove le tonnellate di scorie incriminate sono 10.339 ( diecimilatrecentotrentanove lo scrivo per sottolineare che non c'è alcun errore di battitura) tutto tace.
Non si lacera le vesti la sindaco che, nella storia repubblicana, ha lottato più di ogni altro contro le discariche, non alza un timido soffio di voce il candidato sindaco della grande armata di opposizione, per la verità non dice molto nessuna opposizione, nemmeno quella che sulle bonifiche tempo fa si infiammava ( bei tempi), non scrive nulla neppure il giornale locale online famoso per la sua feroce critica all'operato della Zanola . Tutto tace, tutto zitto. Il massimo che si riesce a sentire è un maleodorante luogo comune: lasciamo che la giustizia faccia il suo corso.
Bella frase del cavolo! qui da a Montichiari avvengono da tempo immemore le peggiori porcherie e noi aspettiamo, aspettiamo, educati e rispettosi aspettiamo. 
 
Poi un dubbio viene, sibillino e cattivello: non sarà che il silenzio sia collegato al fatto che in questa vicenda centra il gruppo Systema? In fondo è solo uno dei maggiori finanziatori del nostro comune. E' quello che fa giocare a calcio i nostri figli, è quello che fa i fuochi a San Pancrazio è quello che finanzia le feste....
E' quello che oggi sponsorizza durante l'amministrazione Zanola e domani lo farà attraverso la nuova maggioranza. Come dire: è l'elemento che non cambia ma resta e con cui fare i conti.
 
Poi mi dico no, non può essere questa la ragione del silenzio, sarebbe troppo squallido, la politica non può essere caduta in un pantano così basso ed immorale.
 
Il problema è che a me altre ragioni non ne vengono in mente. E a voi?
 
Buona notte
CC
 

domenica 16 febbraio 2014

Dal BresciaOggi

Cumuli di scorie bruciate nell'ex aeroporto
Sotto la mini «terra dei fuochi» potrebbe nascondersi uno strato di scarti edilizi a base di amianto È allarme anche per la diossina
 
Taniche contenenti residui di sostanze chimiche carbonizzate, macerie di lastre in fibrocemento ma anche cumuli di rifiuti domestici inceneriti.
Una «terra dei fuochi» formato bonsai ma non per questo meno pericolosa e inquietante. L'emergenza inquinamento nel bresciano ha superato l'ultimo stadio a Montichiari. Gli scarti solidi e fluidi abbandonati abusivamente in una parte della pista di rullaggio dell'aeroporto militare dismesso sono stati dati sistematicamente alle fiamme, seguendo il modello di occultamento delle scorie utilizzato dalla criminalità organizzata in Campania.
L'effetto dei roghi ha amplificato il pericolo intrinseco di contaminazione dell'ammasso di rifiuti edili, solventi e sostanze chimiche, alcune delle quali non ancora identificate.
Materiale che, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe potuto al massimo minacciare per la percolazione i terreni circostanti incolti, ma che attraverso la combustione ha sprigionato sicuramente «veleni» nell'atmosfera. E c'è un sospetto ancora più allarmante. Il primo strato di scarti potrebbe nascondere una massa stratificata di macerie contenenti amianto. Si tratta di quello che viene definito in gergo effetto «necropoli»: sotto un cimitero di rifiuti abbandonati in tempi recenti, si trova uno strato di veleni più «stagionati» e sedimentato.
A DARE CORPO O MENO a questa ipotesi saranno gli accertamenti affidati ad Arpa e Asl. Il blitz effettuato giovedì dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico guidati dal capitano Alessandro Placidi è scattato dopo una serie di segnalazioni dei cittadini. I militari hanno posto i sigilli ad un'area di 27.200 metri quadrati del valore di 300 mila euro, attualmente di proprietà di un'azienda di prefabbricati di Rezzato in liquidazione. L'azienda sarebbe tuttavia estranea alla vicenda. Il sito sequestrato è stato affidato in custodia giudiziaria al sindaco Elena Zanola. L'area «sigillata» è larga 16 metri e lunga un chilometro e 700 metri: corrisponde all' ex pista di rullaggio aereo già proprietà del demanio pubblico e risalente alla Seconda guerra mondiale.
Il timore degli inquirenti è che sotto i cumuli di rifiuti pericolosi, si possano celare grosse quantità di amianto e altre sostanze chimiche smaltite abusivamente negli anni passati. La procura di Brescia ha aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di abbandono incontrollato e gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non. Verranno effettuate altre analisi di Arpa e Asl per capire quanto i veleni abbiano contaminato l'ambiente. Perché si teme che delle scorie combuste possano contenere diossina. I tre cumuli isolati dai carabinieri sono stati abbandonati di recente e rappresentano un vero e proprio campionario di scorie; ci sono rifiuti solidi urbani e inerti di edilizia, ma l'attenzione si è concentrata su taniche e sacchi bruciati.
Su diversi contenitori il fuoco ha risparmiato parte delle etichette dove è ancora leggibile il simbolo delle sostanze pericolose. Risalire agli inquinatori non sarà facile: posto al crocevia fra la provinciale «Lenese» e le strade di gronda per Parma e il Garda, il sito inquinato posto nella Fascia d'oro fra Montichiari e la frazione di Sant'Antonio, nei pressi dell'area cargo del «D'Annunzio», si trova in un punto ideale per chi ha deciso di sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli.N.S. 
 
 
 

Montichiari è la terra dei fuochi

A qualcuno, guardando la puntata di presa diretta dello scorso lunedì, sarà apparso eccessivo vedere accostata la nostra Montichiari alla terra di Caserta e del Napoletano e ai territori del sud dove la criminalità ha tumulato schifezze tossiche di ogni genere.
Penso che dopo gli avvenimenti di sabato anche i più scettici si dovranno ricredere. Quello che accade qui da noi ha dell'incredibile, sembra un orrore senza fine.
Buona lettura
CC


Discarica di rifiuti tossici nell’ex pista
dell’aeroporto militare di Montichiari

Lastre di eternit e bidoni di sostanze chimiche: sequestrata un’area di 27mila metri quadrati


Anche un’ex pista dell’aeroporto militare di Montichiari (Bs) è stata trasformata in discarica abusiva di rifiuti pericolosi. I carabinieri dei Noe di Brescia hanno trovato decine di lastre di eternit sbriciolate e sostanze chimiche abbandonate da tempo. Nella provincia lombarda con il più alto tasso di criticità ambientali (dopo Milano e il suo hinterland) succede anche questo. I militari comandati dal capitano Alessandro Placidi, sono intervenuti dietro l’ennesima segnalazione dei cittadini e hanno messo sotto sequestro un’area di 27.200 metri quadrati (valore di 300mila euro) attualmente di proprietà della Pama Prefabbricati, società che realizzava capannoni ma che —schiacciata dalla crisi —oggi è in liquidazione.
 I RIFIUTI ABBANDONATI. L’area sequestrata è larga 16 metri e lunga un chilometro e 700 metri: corrisponde all’ ex pista di rullaggio aereo già proprietà del demanio pubblico e risalente alla seconda guerra mondiale (e da allora non utilizzata). Un’area dismessa che si trova tra l’aeroporto civile D’Annunzio di Montichiari e l’aeroporto militare di Ghedi. Il timore degli inquirenti è che sotto i cumuli di rifiuti pericolosi e inerti si possano celare grosse quantità di Eternit ed altre sostanze chimiche smaltite abusivamente negli anni passati. È stata informata la procura della Repubblica di Brescia ed è scattata una denuncia contro ignoti per i reati di abbandono incontrollato e gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non. Verranno effettuate altre analisi di Arpa e Asl per capire quanto i veleni abbiano contaminato l’ambiente e la falda. Perché parte dei rifiuti dati alle fiamme hanno probabilmente sprigionato diossina.
MONTICHIARI, EMERGENZA AMBIENTALE . L’ambiente a Montichiari è già compromesso, come dimostrato tra l’altro dalla puntata di Presa Diretta del 10 febbraio: il paese conta 16 discariche (tra dismesse , abusive e attive) per un totale di 15 milioni di metri cubi di rifiuti stoccati. Tra queste l’Ecoeternit, sequestrata nell’ottobre 2012 (dissequestrata 9 mesi dopo) perché smaltiva amianto non inertizzato regolarmente. C’è anche il sito ValSeco della Systema Ambiente di Malio Cerroni — il re della monnezza romana, arrestato recentemente — dove sono finite 10mila tonnellate di scorie di nerofumo dal sito inquinato ex Sisas di Pioltello. Systema che avrebbe dovuto bonificare, per un accordo con il Comune, tre vecchie discariche (Accini, Baratti, Bicelli). Non l’ha mai fatto.

Fonte: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/14_febbraio_15/discarica-rifiuti-tossici-nell-ex-pista-dell-aeroporto-militare-montichiari-d62ebf8a-962b-11e3-9817-5b9e59440d59.shtml 

martedì 11 febbraio 2014

PRESA DIRETTA

Ieri sera la trasmissione PRESA DIRETTA su Rai3 si è occupata del traffico dei rifiuti con una puntata dal titolo "L'Italia dei fuochi".
Ovviamente non poteva mancare un parte dedicata a Montichiari.
Buona visione
CC

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6baeda0c-434b-4eea-9eea-77c273b62b43.html?iframe

domenica 9 febbraio 2014

Nuova richiesta di VIA della Gedit.

Come già scritto in data 13/12/2013 la GEDIT fa una nuova richiesta.
Per la serie: la storia infinita.

L'attività R5 prevede l'introduzione di rifiuti inorganici ( ad es. lapidei derivati da demolizioni o fanghi) da mescolare all'inerte in fase di copertura dei rifiuti conferiti. Si tratta di rifiuti classificati come non pericolosi ma pur sempre rifiuti che vanno a coprire altri rifiuti.

Buon inizio di settimana
CC