sabato 23 agosto 2014

Stop ai rifiuti, a Montichiari vinta una battaglia di civiltà

Da Bresciaoggi.it

«Stop ai rifiuti, a Montichiari vinta una battaglia di civiltà»

L'assessore regionale all'Ambiente mette il freno alle discariche future «La normativa è efficace perchè ha raccolto le istanze del territorio»


L'assessore regionale all'Ambiente Maria Claudia Terzi


Era scritto nel destino, anzi fra le pieghe del neonato piano dei rifiuti regionale. La norma varata per impedire l'apertura di nuove discariche e l'ampliamento di quelle esistenti in aree già assediate dall'immondizia ha testato la sua efficacia a Montichiari, ovvero il paese che l'aveva ispirata. Facendo leva sull'«indice di pressione», la Provincia ha negato l'incremento del bacino di conferimento della Edilquattro che intendeva trattare altri 497 mila metri cubi di inerti nell'impianto di via Levate a Vighizzolo, già autorizzato a smaltire 871 mila metri cubi di rifiuti. 
SI TRATTA DI UNA SVOLTA per Montichiari, territorio caratterizzato da 16 «necropoli di veleni» che custodiscono 11 milioni di metri cubi di scarti. Un modello in negativo unico a livello europeo, che ha ispirato l'introduzione del cosiddetto «indice di pressione», un parametro destinato a bloccare l'apertura di nuove discariche e lo sviluppo di quelle esistenti in comprensori saturi dal punto di vista dei rifiuti smaltiti. 
«Abbiamo dissolto lo scetticismo che aleggiava attorno al piano rifiuti e in particolare all'introduzione dell'indice di pressione - osserva l'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Maria Terzi -: il risultato è frutto di un virtuoso processo di osmosi fra le istituzioni e i cittadini, la prova che la politica sa ascoltare e dare risposte alle necessità del territorio. Nella stesura della norma abbiamo sfruttato l'enorme mole di lavoro svolto a monte dal sindaco uscente Elena Zanola e dal comitato civico Sos Terra, che hanno messo a disposizione della Regione un patrimonio di informazioni tecniche e dati analitici che ci ha fatto capire cosa bisognava fare, o meglio, cosa non si doveva più assolutamente fare». Ovvero? «Continuare ad ammassare rifiuti a territori stressati dall'effetto cumulativo delle discariche - spiega Claudia Terzi -. Se avessimo per esempio utilizzato come parametro l'estensione dell'area comunale, Montichiari rischiava di restare terra di conquista per l'industria dei rifiuti. L'analisi della situazione del paese della Bassa gravato da 440 metri cubi di rifiuti per abitante ha fatto nascere in me l'idea che bisognava intervenire, per rimettere ordine ai criteri di sostenibilità e localizzazione delle discariche su tutto il territorio lombardo. Da qui è nata la volontà come assessore, poi recepita dall'intero Consiglio regionale, che ha votato all'unanimità le nuove indicazioni. Penso che soprattutto nel bresciano l'indice di pressione insieme alla moratoria sui termovalizzatori sarà uno strumento strategico per gli enti locali che hanno ora armi efficaci a tutela di ambiente e salute pubblica». 
IL PIANO REGIONALE rifiuti spinge al massimo sulla raccolta differenziata e stoppa nuovi termovalorizzatori. «Abbiamo previsto un sistema integrato di raccolta, trattamento, riciclaggio e smaltimento che abbia come obiettivi la marginalizzazione del conferimento in discarica e l'incenerimento dei rifiuti - ricorda Claudia Terzi -. Da ultimo, abbiamo bloccato progetti di ampliamento in termini di capacità di smaltimento rispetto ai quantitativi ad oggi effettivamente trattati di impianti quali quelli di Dalmine, Brescia, Trezzo sull'Adda e non solo». Allo studio ci sono anche incentivi per i Comuni che rispettano le percentuali di raccolta differenziata, che si vuole portare al 67 per cento entro il 2020. «Senza rinnegare le scelte degli amministratori del passato, la Giunta Maroni è riuscita ad imporre un rigore ambientalista - ammette Claudia Terzi - introducendo con forza il principio dell'autosussistenza: una regione deve essere in grado di smaltire i rifiuti prodotti nel suo bacino». 
Montichiari è diventato suo malgrado il paradigma di un'altra questione delicata legata alla filiera dei rifiuti: l'ex sindaco Elena Zanola è indagata per le presunte pressioni sui vertici della Gedit. Il primo cittadino uscente avrebbe cercato di convincere i titolari della discarica con metodi giudicati illegali dai pm a firmare una convenzione che avrebbe garantito al Comune, a fronte dei 3 euro offerti dalla Gedit, un aggio di 9 euro per ogni tonnellata di rifiuto trattato. Meno di un decimo della somma media guadagnata dagli impianti di trattamento per smaltire lo stesso quantitativo di scorie. Al di là dell'epilogo della vicenda giudiziaria, sullo sfondo resta - in mancanza di norme - la difficoltà degli amministratori ad ottenere benefit equi per la comunità in cambio dello sfruttamento del territorio. 
«Il tema è effettivamente scivoloso sotto ogni punto di vista - ammette l'assessore regionale senza entrare nel merito dell'inchiesta -. Come Regione abbiamo dettato delle linee guida, ma è chiaro che la questione deve essere affrontata a livello di Governo, fissando magari delle accise sui rifiuti trattati destinati agli enti locali. In alternativa bisogna riequilibrare i rapporti di forza al tavolo delle trattative: oggi i sindaci hanno le mani legate e l'entità dei benefit la fissano i privati che sfruttano il territorio». 
ALL'ORIZZONTE di Montichiari si staglia l'ombra della discarica per rifiuti all'asbesto Padana Green: l'invaso è pronto e i cittadini temono che i primi conferimenti siano incombenti. «Ho avuto già modo di esprimere come assessore le mie perplessità sull'impianto, ma è chiaro che l'ultima parola spetta ai tecnici - sottolinea Claudia Terzi -: sul fronte degli impianti per lo smaltimento di amianto penso siano stati messi dei paletti molto rigidi innalzando da 200 a 500 metri la distanza minima fra la discarica e il centro abitato. Uno scudo efficace anche per Montichiari». Paese fra l'altro minacciato dagli «archeorifiuti», ovvero i tre siti inquinati delle ex cave Bonomi, Accini e Baratti. Alla bonifica delle aree era stata subordinata, nel 1996, la concessione a ValsEco, da parte della Regione, all'apertura a Montichiari di una discarica da un milione e 350 mila metri cubi. Trecentomila dei quali riservati, appunto, agli scarti industriali finiti nelle cave esaurite. L'accordo è rimasto lettera morta. «Il nodo sono anche in questo caso le inefficaci leve normative per costringere i privati alla bonifiche - spiega Claudia Terzi -: ma se la strada del risanamento è in salita, come per l'indice di pressione abbiamo cercato di impedire che in futuro si ripetano i casi di Montichiari e di tanti altri paesi bresciani. Le bonifiche verranno imposte per lotti, ovvero prima di smaltire altri rifiuti bisognerà mettere in sicurezza parte del pregresso». 
Un altro segno del nuovo corso iniziato con la bocciatura dell'ampliamento di una discarica a Montichiari: una notizia clamorosa per quella che è stata ribattezzata la capitale europea della spazzatura. 
Nello Scarpa



Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/2696_montichiari/834777_stop_ai_rifiuti_a_montichiari_vinta_una_battaglia_di_civilt/

giovedì 14 agosto 2014

Quale strategia sta adottando chi ci guida?



Due articoli apparsi oggi sul BresciaOggi accendono i riflettori sul preoccupante scenario che si è concretizzato in questa "anomala" estate.

Leggi l'articolo ( > link )

Ormai lo sanno anche i bambini che i periodi in cui l'opinione pubblica è distratta dalle vacanze sono i preferiti dai signori delle discariche, nei caldi giorni di agosto e nei sereni periodi natalizi vengono infatti presentate le peggiori richieste di ampliamento, modifica o richiesta di nuova discarica.
Siccome a Montichiari questo avviene con commovente puntualità, è ancora vivo il ricordo e la rabbia per il pcb conferito alla Edilquattro ( ex Bernardelli) lo scorso 27 dicembre, dovemmo essere preparati e pronti ad agire di conseguenza. Se a questo aggiungiamo che è cambiata l'Amministrazione, che evidentemente i signori delle discariche giudicano impreparata e inesperta, capiamo bene perché ci troviamo qui a scrivere di ben 5 nuove richieste. Ora ne sono note 4 ma ben presto sentiremo parlare anche di una quinta preoccupante richiesta.

Tuttavia non è l'impressionante numero di richieste che desta in noi stupore semmai le dichiarazioni che il sindaco ha rilasciato al BresciaOggi e che ben descrivono la totale confusione che caratterizza la politica ambientale della nuova amministrazione.

Che il Sindaco e l'assessore Lia Brogliolo non avessero ancora fatto nulla era chiaro a tutti e non c'era bisogno che il primo cittadino lo specificasse. Ne è la prova il fatto che alla convocazione del tavolo tecnico in Provincia di Brescia per la VIA della nuova richiesta fatta dalla DI.MA sono stati invitati il gruppo Legambiente Montichiari ed il comitato SOS Terra, gli unici che si sono espressi nei tempi e nei termini previsti dalla legge presentando delle "osservazioni" tecniche negative. Il fatto che il Comune non ci sia al tavolo significa che non si è espresso circa il progetto. Ricordiamo che il non esprimersi negativamente, in questi casi, equivale ad un tacito silenzio assenso.

Detto questo ci è stato ricordato più volte che il Sindaco si è da poco insediato e che tutti noi dovremmo avere un po' di pazienza. Che non ha la bacchetta magica e che ha bisogno di un po' di tempo per ingranare, capire la situazione e scegliere la strategia migliore.
Fin qui nulla da dire se non che ci è difficile comprendere la strategia* che sta dietro alle parole rilasciate al BresciaOggi.
Pensiamo sia chiaro anche al primo cittadino che il tempo è poco e prezioso: è estate, c'è il cambio alla direzione del Comune e, soprattutto, c'è una legge sui rifiuti regionale in approvazione che bloccherà le future richieste. Questi tre "dettagli" sono sufficienti a far prevedere a chiunque un intensificarsi delle richieste in quanto i signori delle discariche si muovono al grido di "ora o mai più". Che senso ha quindi scrivere sui giornali che non ci si è ancora mossi e che i tecnici sono in ferie? Tanto valeva scrivere fate quello che volete, avete tempo fino ai primi di settembre, forza!
Il sig. Fraccaro è persona colta e stimata, indubbiamente capace nella gestione di grandi "aziende" perché non si è limitato a dire che sta analizzando la situazione per agire nel modo più efficace? perché ha voluto dire apertamente che non si sta facendo nulla e che l'assessore Brogliolo non farà nulla fino a quando la giunta non analizzerà collegialmente la situazione? In questo modo ha dato tempo ai signori delle discariche e gli ha pure comunicato un'indicazione temporale entro cui agire.

Lo abbiamo già scritto: il tempo dei proclami elettorali è terminato, ora è il tempo di agire.
Tutte le nuove richieste sono state spedite al Comune che le ha protocollate. Tutti i documenti pubblicati su questo blog sono ripresi dal protocollo online del Comune quindi il Sindaco non può dire che non ne era a conoscenza.
Forse la nuova Amministrazione non ha chiaro che deve contrastare le nuove richieste e lo deve fare entro i tempi stabiliti dalla legge, solitamente 30 giorni, esprimendo il suo parere negativo e motivandolo con osservazioni tecniche. Tutte le energie vanno quindi impiegate subito, ora, non quando sarà troppo tardi. Auspicare che la Provincia e la Regione non concedano le autorizzazioni è semplicemente ridicolo e lontano dalla realtà. E' una goffa affermazione che cerca di scaricare su altri la responsabilità quando ormai tutti sappiamo che se il Comune non fa la sua parte nulla verrà bloccato.

Non ci possiamo più permettere di sbagliare, non possiamo commettere alcun errore, il nostro territorio è già compromesso, forse per sempre, altri rifiuti potrebbero essere fatali. Se l'assessore Brogliolo non conosce a fondo il problema monte clarense, non è in grado di analizzare la situazione delle discariche, essere aggiornata in tempo reale sulle richieste e non sa prendere decisioni tempestive significa che non è preparata in materia ed allora dovrebbe lasciare il posto a qualcuno con maggiori capacità. Un buon manager queste dinamiche le dovrebbe conoscere e sapere. Se invece è sul pezzo che ce lo dimostri e ci stupisca. Ma per favore: non ci dica più che i tecnici sono ferie, che non sa e che dovrà attendere tutto il gruppo che ora se ne sta al sole in spiaggia per decidere cosa fare. Non ci possiamo più permettere inesperienza, inadeguatezza e dilettanti allo sbaraglio.

Qui ne va del futuro del nostro territorio e dei nostri figli.

Buona notte.
CC


P.s. *In questi giorni di riposo estivo consigliamo caldamente al Sindaco la lettura de "l'arte della guerra" del generale Sunzi. Una lettura piacevole e illuminante in questi tempi in cui abbiamo di fronte un grande e potente nemico da combattere e contro il quale dobbiamo essere tutti uniti se non vogliamo soccombere. Per sempre.

mercoledì 6 agosto 2014

PADANA GREEN quale strategia?

Ciao a tutti, vi posto alcune foto dell'invaso della Padana Green che sembra sempre più pronto ad accogliere rifiuti.

Nei giorni scorsi l'assessore Terzi si è espressa chiaramente sulla richiesta della discarica ed ha ribadito una certa contrarietà, tuttavia sappiamo che la richiesta è precedente al piano rifiuti e che il famoso indice di pressione qui non conta. Questo aspetto sarà certamente un asso nella manica nei della Profacta e dei suoi legali.

Detto questo sarebbe interessante conoscere la strategia che la nuova amministrazione intenderà adottare. La Zanola la sua linea l'aveva espressa e, anche se a volte discutibile, pareva essere chiara e coerente. Ora i tempi degli slogan elettorali sono finiti ed è giunta l'ora di scendere sul campo di battaglia perché ora la lotta sarà vera e sarà dura. E si vincerà oppure si perderà.

Fiduciosi attendiamo.
CC

p.s. la data del 15 agosto è prossima, Restiamo vigili.





domenica 3 agosto 2014

Colpi di penna (e di sole). A proposito della Brughiera.



E' chiaro e noto che il sig. Zamboni ama far parlare di se ( e a chi d'altronde non alletta tale prospettiva) ed essere al centro del dibattito ambientale monte clarense, stupiva quindi che non avesse ancora colto l'opportunità ghiotta offerta dall'affaire Gedit.
In un momento in cui i riflettori sono altrove l'abile direttore della brughiera ha quindi deciso di usare le pagine del suo giornale per inserirsi nella questione stupendo tutti con quella che considera una mossa a sorpresa: una lettera brillante e propositiva alla sig.ra Gabana.
La volontà di essere al centro del dibattito è chiara fin dall'incipit e basterebbe da sola a tenermi a debita distanza dal commentare tale articolo ma il dovere di giustizia e verità è più forte, quindi capita la trappola accetto la sfida e mi ci butto dentro. Vada come vada.

L'articolo è, come sempre, ben scritto e ben articolato, credo alla sua "sincerità" e non alla mossa politica della vecchia volpe ma alcuni punti proprio non li riesco a digerire e su questi vorrei scrivere alcune righe.

Partirei da un aspetto che vorrei fosse chiaro e costituisse il punto di partenza di ogni ragionamento e discorso: la sig.ra Gabana con la sua discarica a Vighizzolo guadagna milioni di euro. Di fatto ha un'impresa che si occupa di riempire un buco di rifiuti, lo fa con pochissimo personale, con un bassissimo apporto di tecnologia e con un limitato investimento. La misura del suo guadagno la troviamo nei 55.000 euro chiesti come danno al Comune per un solo giorno di fermo. 55 x 30 giorni x 12 mesi per 8 anni fanno tanti soldi quanto tutti gli abitanti di Vighizzolo messi insieme non vedono nella loro vita. Partirei quindi da qui e farei in modo che ce lo ricordassimo tutte le volte che qualcuno ci dice che la sig.ra Gabana è "poverina", è "osteggiata", è un'imprenditrice che porta ricchezza etc. etc.

Fatta questa doverosa premessa passo velocemente ai 3 punti della missiva del sig. Zamboni.

Per quel che mi riguarda la vicenda è stata troppo dolorosa e troppo "oscura" per farla terminare con 2 pacche sulle spalle, un bosco e la concessione di vedere alcuni documenti. Con questo ho voglia anche io di arrivare a capo della questione ma proprio non mi va che finisca tutto a tarallucci e vino.

Ammetto che la stessa grande confidenza dimostrata dal redattore e da alcuni esponenti della nuova amministrazione con la proprietà Gedit mi indispone molto ma confido che questo poco chiaro rapporto venga presto chiarito, quanto meno per il bene di Montichiari.

Esiste un documento ufficiale dell'Arpa che dichiara che dalla Gedit esce odore. In questo documento vengono indicati i punti esatti e le caratteristiche chimiche rilevate. Quindi della risposta che la sig.ra Gabana da alla retorica domanda "ma la Gedit puzza?" non me ne frega una beata fava. La sig.ra ed il suo fido Zinetti hanno sostenuto nel tempo varie tesi: che l'odore arrivava da Castiglione, che era colpa delle aziende agricole, che vi fossero altre attività impattanti di cui loro non volevano fare nomi etc. ma mai hanno ammesso di essere loro la causa. Non lo hanno fatto prima non vedo perché lo dovrebbero fare oggi.

Riguardo all'approccio liberale dimostrato da Zamboni sono in perfetto disaccordo. Per quale ragione il proprietario di una cava deve sentirsi autorizzato a chiedere una discarica e la responsabilità è a carico solamente del legislatore? L'imprenditore etico fa business, porta ricchezza e benessere al territorio e, soprattutto, cerca di impattare il meno possibile. Siamo certi che i Gabana abbiano tenuto conto di tutti questi aspetti quando hanno scelto e  richiesto di fare una discarica nell'ATEG 43 di Montichiari? Siamo davvero certi che all'imprenditore sia concesso tutto quello previsto o non limitato da una legge? Se così fosse comanderebbe solo il denaro e nessuno spazio avrebbero l'etica e la morale. Gran bel mondo liberale.

Ricordo che la Gedit fu sempre reticente nel consegnare dati sulla sua attività, non mi risulta abbia mai dimostrato molta disponibilità in tal senso anche nel periodo del tavolo tecnico in provincia. Ci mise molto tempo anche a consegnare i CER. Oggi la discarica è piena per circa 2/3 ( vado ad occhio) mi chiedo a cosa serva quindi una commissione oggi, e tutto il pregresso? Facciamo finta di niente e ce lo dimentichiamo? Avete idea di quanti e quali rifiuti ci siamo lì sotto? Il solo pensiero mi mette i brividi.

Ormai abbiamo capito che più i rifiuti fanno schifo meno posti li vogliono e quindi più sono redditivi per la discarica. Davvero possiamo pensare che la discarica, che ha sempre sostenuto anche in sede legale di non produrre odori possa rinunciare a carichi così redditivi, per altro perfettamente "legali" e previsti nelle sue autorizzazioni? E anche in questo caso cosa facciamo del pregresso, ce lo dimentichiamo?

Ricordo a tutti che l'azienda ha raccontato nel tempo parecchie inesattezze, qualcuno le chiamerebbe bugie ma io preferisco inesattezze. Mitiche erano le gite scolastiche  organizzate all'apertura della discarica in cui la sig.ra Gabana rassicurava tutti dicendo che il rifiuto era una risorsa e che dopo 50 anni avrebbero ricavato compost per l'agricoltura. > Leggi l'articolo Oggi abbiamo foto e video dei conferimenti e sappiamo che il buon terriccio per i gerani da lì non uscirà mai.

Ricordo poi al sig. Zamboni che nell'accordo quadro, firmato anche dalla Gedit, sono già previste alcune opere di mitigazione e centraline per la rilevazione dell'aria ( con messa in rete dei dati). Ad oggi non mi pare che Gedit abbia fatto nulla di tutto ciò ed è attiva ed impattante da alcuni anni. Il fatto che non abbia piantato un solo albero mi fa pensare che le sue schifezze le abbiamo respirate noi e i nostri figli. La richiesta quindi di opere o somme per la mitigazione ambientale non può prescindere dal tempo passato. Non possiamo, in coscienza, metterci una pietra sopra.

Faccio inoltre presente al sig. Zamboni che l'ente che ha autorizzato la discarica Gedit non ha imposto alcuna rilevazione ambientale periodica all'azienda. Per intenderci non sono obbligati a rilevare gli inquinanti nell'aria. Lo scrivo per dover di cronaca, giusto perché si sappia.

L'ultimo ragionamento riguarda il "sogno" bucolico del bosco. Passi la bizzaria dell'intitolazione al sig. Marcello ( il cui nome verrebbe così inciso in modo indelebile nella storia di Montichiari al pari dei vari Garibaldi e Mazzini) ma mi spiega il sig. Zamboni per quale ragione il bosco lo dovrebbero fare a Borgosotto?
Se la Gedit inquina a Vighizzolo (con i rifiuti, con le esalazioni, con il traffico veicolare, tra qualche anno con il percolato etc.) perché dovremmo regalare un eden brandizzato al centro di Montichiari?
Se le opere sono di compensazione ambientale devono mitigare i danni arrecati da un'azienda non abbellire un altro posto altrimenti valgono tanto quanto i soldi di Systema per montichiarello o per le feste in paese. L'ho scritto più volte: credo questo modo di pensare sia l'origine di tutti i mali e mi stupisce che un ex assessore all'ambiente lo scriva. Fare un bosco a Borgosotto continuerebbe a far credere alla gente che in fondo va bene che i rifiuti arrivino a Rho e Vighizzolo perché poi si hanno dei grandi benefici. Che muoia pure Vighizzolo, chi se ne frega, tanto noi abbiamo le feste, i fuochi d'artificio e pure un bel bosco con tanto di busto in rame.

Se la Gedit ha davvero a cuore il nostro territorio prima sistema tutto il pregresso e poi fa il bosco con tutte le opere di mitigazione. Capisco bene che possa essere meno pittoresco avere il busto in rame e l'intitolazione del bosco a ridosso del più grande complesso di discariche europeo ma in fondo non hanno forse loro stessi contribuito a creare questo enorme, drammatico abominio?

Buona notte
CC