venerdì 31 ottobre 2014

Una nuova ondata di puzza

Questa mattina, attorno alle 7:45, Vighizzolo era stretta sotto una cappa di puzza asfissiante.
Il solito nauseante odore di gas misto a sostanza organica marcia.
Come quasi sempre accade tutto ciò è avvenuto nella prima parte della mattinata quando i genitori accompagnano i loro figli a scuola e si trovano costretti a mettergli un fazzoletto al naso. Scene pietrose che mettono tristezza oltre che grande rabbia.



Anche questa sera il fenomeno si è ripetuto e alcune vie del paese, oltre ovviamente a tutta l'ATEG43, erano invivibili.

Ovviamente i sospetti di tale inaccettabile disagio sono caduti sulla discarica della famiglia Gabana anche se si è aggiunto un particolare che andrebbe analizzato con grande attenzione.
Più di una persona ha notato nella giornata di ieri alcuni camion diretti alla discarica Val.seco. I rimorchi dei camion erano coperti da teli e da sotto usciva fumo e vapore. Qualcuno sostiene che oltre al fumo uscisse anche un acre odore di gas. I camion hanno pesato alla ex Pulimetal e si sono diretti alla montagna nera.

Ora nessuno può dire se l'origine della puzza di oggi deriva dalla Val.seco o se invece, come spesso accaduto, dalla solita Gedit ma questo particolare dovrebbe allertare chi di dovere, anche all'interno del Comune. Pare infatti che la discarica dell'avvocato Cerroni abbia chiesto una sorta di variazione dei CER ammessi, che per altro nel loro caso sono già tantissimi, potrebbero quindi esserci sostanze putrescibili oppure, caso ancor più grave, potrebbero essere arrivati rifiuti non adeguatamente trattati e quindi ancora "attivi".

Tutte ipotesi s'intende ma punti da cui partire perché diciamocelo; in questo modo non si può andare avanti e qualcosa va fatto.
Attendiamo fiduciosi di vedere quale implacabile lotta saranno in grado di sferrare i nostri nuovi amministratori.

Per chi se lo fosse perso a questo link può vedere il drammatico servizio del Corriere della Sera > http://www.corriere.it/inchieste/invasione-sversati-lombarda-rifiuti-tossici-australia-slovenia-altri-paesi-dell-est/4b44089a-6023-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml

Buona notte
CC

Notizie sconcertanti dal Corriere della Sera

Ecco un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera.
Nel video cosa vi vede.....guarda caso la nostra Montichiari.
C'è ben poco da commentare.
Buona lettura e buon inizio di giornata.
CC

Guarda il video: http://www.corriere.it/inchieste/invasione-sversati-lombarda-rifiuti-tossici-australia-slovenia-altri-paesi-dell-est/4b44089a-6023-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml


La Lombardia invasa dai rifiuti tossici scorie da Europa dell’Est

Le grandi discariche cambiano il paesaggio: la Pianura Padana diventa collinare

di Amalia De Simone

 
Rifiuti tossici dall’Australia, dalla Slovenia e dagli altri paesi dell’Est, finiti tutti in Lombardia. Arrivano in container ma anche su rotaie, quelle delle linee semi dismesse dei distretti industriali. I rifiuti dall’Australia arrivavano in container trasportati con delle navi attraverso l’Oceano Indiano e il canale di Suez. Si tratta prevalentemente di carichi di ceneri e scarti di demolizione con concentrazioni di cianuri, fluoruri e bauxite. Un carico arrivato a Porto Marghera e finito nel bresciano fu individuato e sequestrato ma si indaga su altri possibili carichi e rotte. Lo rivela il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che aggiunge: «Viaggiano in cargo o di notte sui vagoni. Il distretto bresciano e quello contiguo milanese sono il punto di riferimento di tutto il traffico di rifiuti di ogni tipo e di ogni genere che si è spostato da Sud a Nord». Le associazioni ambientaliste parlano di oltre 30 milioni di tonnellate di scorie accumulate sul territorio bresciano dal dopoguerra ad oggi. «Secondo i nostri studi – spiega lo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti - a pieno regime da queste parti si producono anche fino ad un milione di tonnellate di scorie all’anno».

La nuova Terra dei Fuochi

La pattumiera d’Europa e non solo, si è spostata dalla Terra dei Fuochi al Nord. Anzi, i veleni industriali arrivati nel casertano e nel napoletano venivano già dagli anni ‘70,’80 e ‘90, sversati anche nei distretti settentrionali, in un area che parte dal milanese, attraversa Bergamo, si spinge fino a Brescia e finisce fino in Emilia Romagna. Quella che pubblichiamo è la prima di tre puntate di una videoinchiesta che cerca di analizzare il fenomeno dello smaltimento illecito dei rifiuti tra la Lombardia e l’Emilia Romagna. Il procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che fino all’anno scorso era il procuratore nazionale antimafia aggiunto, ha voluto che un pool di magistrati si occupasse dei reati connessi allo smaltimento illegale dei rifiuti. Le inchieste aperte che riguardano prevalentemente la zona di Montichiari sono ormai decine e attualmente sono in corso una serie di approfondimenti investigativi affidati al corpo forestale dello Stato, su alcune aziende che gestiscono discariche nella zona. «Il 50% della metallurgia nazionale da rottame, cosiddetta metallurgia secondaria è concentrata in questa provincia. - spiega Ruzzenenti - Lo smaltimento di queste scorie, fino agli anni Ottanta non era assolutamente regolamentato si entrava con un camion nella fabbrica, si prendevano i fanghi e le scorie e poi la prima buca che si incontrava li si buttava lì. La verità è che non si sapeva dove metterle e allora un po’ sono finite dai nostri amici campani e molto altro è finito qui sul territorio. Qui è cambiato il paesaggio. Questa era una zona pianeggiante è diventata una zona collinare: le colline sono determinate da queste enormi discariche. Quelle conosciute sono 12». 
Il pericolo straniero

Il pericolo arriva anche dall’estero: una serie di indagini hanno portato gli inquirenti ad individuare un traffico di rifiuti dall’Australia, dalla Slovenia e dai Paesi dell’Est diretto nel distretto bresciano. Un traffico che avveniva attraverso una serie di triangolazioni societarie, cartiere e un giro di false fatturazioni. «Questo avviene perché chiaramente il problema dei rifiuti è un problema per tutti i paesi – spiega Dell’Osso - il fatto che il territorio bresciano abbia una grossa esperienza di cui faremo volentieri a meno, ed una articolazione territoriale di discariche lecite e illecite, fa sì che diventi un territorio particolarmente appetibile. Infatti può essere competitivo dal punto di vista dei costi perché è una realtà di grandissima estensione ed evidentemente ha anche una organizzazione che rende più sicure le consorterie criminali mafiose che operano in questo settore. Un settore che è un vero business e su cui anche la nuova ‘ndrangheta, quella di ultima generazione capace di infiltrarsi nel mondo economico e finanziario, vuole mettere le mani». Il procuratore svela inoltre che per il trasporto dei rifiuti tossici in Lombardia si preferiscono i treni essendoci una rete ferroviaria molto fitta che attraversa il distretto industriale: «Vengono utilizzate le linee poco usate ma ancora attive. I controlli sono poco efficaci perché possono avvenire solo in entrata o in uscita dalle stazioni e di notte c’è un via vai di vagoni carichi di rifiuti tossici». L’area delle discariche di Montichiari è impressionante: un paese fatto di crateri e colline di scorie. Tutto intorno ci sono campi coltivati, esattamente come nella terra dei fuochi. «Negli anni Novanta i liquami industriali venivano spacciati addirittura per ammendanti agricoli – spiega il comandante del corpo forestale di Bergamo Rinaldo Mangili - Le autobotti, approfittando della pioggia aprivano i bocchettoni lungo le strade e spargevano via i liquami che finivano nei campi coltivati».
I rischi per la salute

Anche in questa zona l’incidenza dei tumori è molto alta anche se (come in Campania fino a poco tempo fa) non è stata mai fatta una indagine epidemiologica specifica sul territorio. «Noi avevamo chiesto proprio questo alle istituzioni sanitarie pubbliche – chiarisce Ruzzenenti - un’indagine epidemiologica e anche un’indagine dell’Arpa per vedere in che stato è la falda acquifera perché siamo in una zona in cui è molto alta e sopratutto è molto fragile. Abbiamo fatto questa richiesta anche perché l’Azienda sanitaria locale e l’Arpa di Mantova hanno fatto un’indagine sul territorio immediatamente a valle di Montichiari».
Anche il procuratore Dell’Osso si sofferma sui rischi per la salute dei cittadini: «Senza voler fare inutili allarmismi è chiaro che se un territorio è inquinato c’è un rischio per la salute della gente. Basta pensare ai dati che riguardano la città di Brescia dove sono stati individuati ben sette siti critici per scorie radioattive. Ci sono inoltre delle rilevazioni di cromo esavalente che sappiamo essere nocivo per la salute».

domenica 26 ottobre 2014

Vezzola. I volti nuovi e i vecchi nomi #2

Buona sera a tutti, qualche giorno fa abbiamo scritto della visita fatta dalla nuova amministrazione comunale alla Vezzola di Ro e ci siamo permessi di sottolineare in modo critico i toni entusiastici ed eccitati che hanno seguito la gita - programmata ( e non è un dettaglio) - al bitumificio.

Ci siamo limitati ad osservare quanto accadeva e lo abbiamo scritto. Il nostro articolo ha attirato l'attenzione addirittura del Sindaco che si è premurato di risponderci con precisazioni, inviti e consigli. Troppa grazia per noi che ci limitiamo a leggere i fatti e a raccontarli su un diario online con il solo scopo di informare e far, magari, cambiare le coscienze di un paese che sembra intorpidito.

Siamo perfettamente consapevoli che la conclusione del nostro ragionamento possa aver turbato e disturbato l'attuale amministrazione ma aimè così è.  Mesi fa, molto prima che qualche attuale membro dell'amministrazione si occupasse dei problemi ambientali monte clarensi, noi ci siamo battuti contro il bitumificio ed i silenzi della Zanola e ci siamo pure battuti contro Vezzola che portava il pcb nelle nostre discariche. Vedere che ora anche la nuova amministrazione si diletta in gite e ne tesse le lodi non ci può che far venire un travaso di bile. Sul fatto che poi alle grandi aziende la politica debba sempre un inchino ci pare un dato di fatto incontrovertibile.
A supporto della nostra teoria ci viene in soccorso la rete con la sua memoria storica.
Basta leggere i commenti di questo post per capire quale era la posizione di alcuni membri dell'attuale amministrazione e del sig. Zamboni - che si è prodigato a difendere il sindaco nel post della sig.ra Padovani - a riguardo del nuovo bitumificio.
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/vezzola-fara-un-bitumificio-montichiari.html

Ma si sa i tempi sono cambiati e l'opposizione di allora ora è maggioranza.

Chiudiamo ricordando al sindaco che il nostro impegno su queste pagine non è nato ieri ma ben prima della sua idea di scendere in campo.
Da quando siamo nati abbiamo sempre raccontato quello che ci circondava, certo, lo abbiamo fatto a nostro modo e con un tono talvolta tagliente ma abbiamo sempre scritto di quello che accadeva cercando di documentare. Lo abbiamo fatto con la Zanola e lo faremo ora con Fraccaro, seguendo quell'onestà intellettuale che ci ha sempre guidato e contraddistinto.
Ringraziamo quindi per l'invito ma noi ci siamo scelti un altro ruolo e facciamo un altro lavoro, non siamo fatti per sederci ai tavoli, ci basta rompere le scatole, informare e far quindi nascere la "necessità" nella gente dei tavoli.
Ci permettiamo di far notare che il nostro anonimato non è sinonimo di codardia, i veri codardi sono quelli che se ne stanno a casa e voltano le spalle ai problemi, delegando la soluzione ad altri e dimenticando il senso civico che ci dovrebbe appartenere. E per noi, l'anonimato non è un vezzo o un capriccio ma una necessità.

Cordialmente.
No amianto a Montichiari.



mercoledì 22 ottobre 2014

Volti nuovi, vecchi nomi.

Ciao a tutti, ho seguito in questi giorni un gustoso botta e risposta sulla pagina facebook del nostro sindaco Mario Fraccaro.

Ne scrivo qui perché la questione è noi cara, ne abbiamo discusso per un bel po', ed io personalmente mi arrabbiai molto per i silenzi dell'allora Zanola a riguardo.
La questione coinvolge Vezzola ed il suo bitumificio o, per dirla con le parole dell'ex sindaco, il "tritura sassi" di Ro.

Scrivo che il botta e risposta è stato gustoso perché guardo sempre con una certa ironia alla politica che si sforza di usare i social network ( queste diavolerie moderne) per comunicare di se un'aura di trasparenza e dialogo ma poi si trova costretta a rispondere alla sacrosante critiche con il linguaggio incartapecorito dei comunicati stampa e a "sguinzagliare" fedelissimi pasionari che, a prescindere da tutto, ne prendo le difese buttandola nella sterile zuffa tipica dei talk show.

Per i più curiosi che si fossero persi la vicenda Vezzola riporto qui alcuni articoli che ben raccontano come sono andate le cose e la dimensione, con relativo impatto, dell'impianto:
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/il-bitumificio-vezzola-si-fara.html
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2012/11/vezzola-fara-un-bitumificio-montichiari.html
http://noamiantoamontichiari.blogspot.it/2013/05/bitumificio-vezzola-ecco-il-mostro.html
http://www.bresciatoday.it/cronaca/montichiari-bitumificio-cava-vezzola-earth-day-2013.html
Ai pigri, che non vogliono leggere gli articoli, dico che il bitumificio Vezzola è quel grande impianto, di cui si vede solo il camino dalla statale, che emette grandi quantità di fumo nero e molto spesso satura l'aria di odore acre di bitume e pece.

Ma veniamo a noi, tutto parte da una brillante nota dell'assessore all'ambiente Lia Brogiolo ( anche detta la confidente della sig.ra Gabana) che scrive:


Con le realtà produttive, sempre al loro fianco soprattutto in periodi di crisi economica globale. La mia Amministrazione prosegue gli incontri con le principali aziende del territorio e sabato scorso l'Assessore all'Ambiente Lia Brogiolo, ...accompagnata dal Presidente del Consiglio Comunale Matteo Mirto, si è recata in visita all'azienda Vezzola.

LA NOTA DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE LIA BROGIOLO

"É stato un incontro positivo nel quale i titolari hanno spiegato il funzionamento dell'impianto ad alta tecnologia che produce grandi quantità di materiali per calcestruzzi e prodotti frantumati per conglomerati bituminosi. La struttura di notevoli dimensioni è collocata in una cava ormai esaurita e sfrutta ad uso industriale l'area che diversamente sarebbe stata dismessa o convertita in discarica. Dotata di sofisticati sistemi di controllo, aspirazione e umidificazione e ubicata sotto quota campagna essa è in grado di ridurre notevolmente il rumore e le polveri conseguenti alle lavorazioni con notevole risparmio di energia ed acqua.
Il Gruppo Vezzola SPA è attivo da oltre 50 anni con impianti in tutta la Regione che occupano oltre 150 dipendenti e copre l'intera filiera produttiva dall'estrazione di inerti alla realizzazione di opere stradali, di recupero ambientale e riqualificazione urbana. Come evidenziato dall'Ing. Ermanno Ramazzotti l'azienda dedica molto spazio alla ricerca e alla sperimentazione di conglomerati innovativi derivati dal riciclo di prodotti recuperati per limitare l'impiego di materie prime naturali".

(Nelle foto l'Assessore all'Ambiente Lia Brogiolo ed il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Mirto)
Altro...


 
foto di Fraccaro Sindaco.foto di Fraccaro Sindaco.
 
Sulle prime ci verrebbe da dire alla Sig.ra Brogiolo che la legge non prevede che una cava dismessa venga automaticamente abbandonata a se stessa o convertita in discarica, prevede semmai che venga riqualificata a livello ambientale. Ma questo è un solo un piccolo dettaglio che tradisce l'inesperienza o forse la smania di esaltare un impianto così impattante.
 
La cosa importante è che Vezzola risulta essere indagata per smaltimento irregolare di rifiuti provenienti dai giardini al pcb di Brescia. Una brutta vicenda legata al periodo oscuro di Nicoli Cristiani e che pare avere anche un legame con almeno una discarica monte clarense.
Oltre alla vicenda giudiziaria c'è anche il piccolo dettaglio che Vezzola vinse l'appalto dello smaltimento e portò, forse continua a portare ( chi lo sa? ) il pcb a Montichiari.
Dovremmo quindi ringraziare la sig.ra Padovani che lo ricorda al Sindaco, alla Brogiolo e allo stuolo di consiglieri eccitati dalla magnificenza dei Vezzola.
 
Insomma non ci resta che concludere che i volti della politica cambiano, i simboli si alternano, le facce ringiovaniscono e si presentano belle e sorridenti ma i nomi di chi davvero comanda sono sempre gli stessi e la politica, di qualunque colore essa sia, si eccita e ossequiosa gli tributa l'inchino guardandosene bene dal fargli domande scomode. Come ricorda un funzionario di corte in Game of Thrones "i re muoiono e passano ma noi rimaniamo sempre qui a decidere del bene e del male e a scrivere il futuro del popolo".
 
Buona notte.
CC
 

lunedì 13 ottobre 2014

Nuove cave per la Tav, Aib dice no e propone un tavolo di confronto con Cepav

Ciao a tutti, di seguito un articolo che ho trovato particolarmente curioso.
L'argomento è la tanto odiata TAV che presto aprirà i cantieri devastando quel poco che resta dell'ambiente del nostro Comune. TAV che, giusto per ricordarlo, trova ferventi sponsor tra le file della nuova amministrazione monte clarense. La questione principale dell'articolo riguarda invece le nuove immense cave che lo Stato, con un gesto di assoluta prepotenza, ha deciso di aprire nel nostro territorio in sfregio a qualsiasi logica di sostenibilità e di buon senso.
L'aspetto curioso è che la difesa dell'ambiente sia stata presa dal presidente AIB ( industriali bresciani) che è udite udite ( rullo di tamburi)....la sig.ra Daniela Grandi Gabana.
La presidente, che mi sono immaginato in uno slancio pasionario di eroico ambientalismo afferma "le “cave di prestito” previste dalla Cepav2 non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale..." vi confesso che sulle prime ho avuto quasi un mancamento.
E' tuttavia nel proseguo della frase che tutto si fa più chiaro "ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia – ha spiegato la presidente Grandi - Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo..."
Dicono che a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, vuoi vedere che sta sponsorizzando la vendita di ghiaia di qualche amico in difficoltà e lo smaltimento di rifiuti di aziende del circuito? Visti i precedenti della BRE.BE.MI e delle tangenziali varie verrebbe da dire un bel "ma anche no" all'impiego di scarti di acciaieria come fondo dell'opera. Tanto lo sappiamo bene come va a finire: sotto ci mettono rifiuti non trattati, molto spesso altamente tossici, i controlli arrivano solo dopo qualche anno quando la bonifica è ormai impossibile come è impossibile risalire all'azienda che ha smaltito irregolarmente ( e se anche risalgono all'azienda la pena è ridicola). Nel frattempo le falde si inquinano e noi irrighiamo i campi e mangiamo prodotti inquinati e tossici a km 0.

Buona lettura.
CC

Nuove cave per la Tav, Aib dice no e propone un tavolo di confronto con Cepav

 
Cave
Aib dice no a Cepav2, che nei giorni scorsi aveva annunciato di voler aprire sei nuove cave (di prestito) di estrazione per ottenere i materiali necessari a realizzare il tracciato su cui poggeranno i binari bresciani della Tav. 11 milioni di metri cubi di "riempitivo" che secondo l'associazione industriali potrebbero essere evitati.L'Associazione di via Cefalonia, infatti, chiede a Cepav2 di istituire un tavolo di confronto nel quale “verificare le nostre proposte, atte ad ottimizzare i costi dell'opera, creare indotto sul territorio bresciano e, non per ultimo - ha sottolineato Daniela Grandi, presidente del settore industrie estrattive – minimizzare l'impatto ambientale dell'infrastruttura”.
Due le ragioni che che il Ministro Lupi dovrebbe prendere in considerazione. “Il primo, che le “cave di prestito” previste dalla Cepav2 non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale, ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia – ha spiegato la presidente Grandi - Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo, che potrebbero fornire in larga misura le quantità di materiale necessario per la realizzazione dei lavori Tav, qualora la disponibilità dei materiali, prelevabili dalle cave già attive, non fosse sufficiente, con il corollario positivo della eliminazione di tali materiali dai piazzali delle aziende e di creazione di valore senza consumo di territorio e di sottosuolo”.
 
DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI DANIELA GRANDI:
AIB : sulla Tav un tavolo di confronto con Cepav
Per i lavori relativi alla TAV in provincia di Brescia si vogliono aprire 6 nuove cave (di prestito) per 11 milioni di metri cubi. Siamo favorevoli alla realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche, e certamente anche della TAV, ma queste grandi opere devono generare indotto, diretto ed indiretto, per i territori su cui insistono. E’ perciò quantomeno sconcertante che la CEPAV DUE programmi l’apertura di sei nuove cave, usufruendo del salvacondotto ministeriale, senza tenere in minimo conto le risorse già presenti nel territorio. Due sono gli aspetti che il Ministro Lupi dovrebbe prendere in considerazione. Il primo, che le “cave di prestito” previste dalla CEPAV non solo creeranno un ulteriore, pesante danno ambientale, ma sono anche assurde sotto il punto di vista economico, in quanto contigue a cave già attive e momentaneamente sottoutilizzate a causa delle crisi edilizia. Il secondo, che l’industria della nostra provincia ha a disposizione una ingente quantità di inerti certificati, derivanti da scorie di fusione, a bassissimo costo, perfettamente idonei allo scopo, che potrebbero fornire in larga misura le quantità di materiale necessario per la realizzazione dei lavori TAV, qualora la disponibilità dei materiali, prelevabili dalle cave già attive, non fosse sufficiente, con il corollario positivo della eliminazione di tali materiali dai piazzali delle aziende e di creazione di valore senza consumo di territorio e di sottosuolo. Chiediamo a CEPAV DUE l’apertura di un tavolo di confronto per verificare le nostre proposte, atte a ottimizzare i costi dell’opera, creare indotto sul territorio bresciano e, non per ultimo, a minimizzare l’impatto ambientale dell’infrastruttura.
Daniela Grandi
Presidente Settore Industrie Estrattive, Materiali da Costruzione, Legno 


Fonte: http://www.bsnews.it/notizia.php?id=36117

domenica 12 ottobre 2014

Ambiente, Terzi: approvate linee guida discariche

"La discarica come soluzione ultima per lo smaltimento di quei rifiuti non altrimenti recuperabili o valorizzabili e la sostenibilità delle discariche" questi sono due principi cardine per i quali ci battiamo da sempre, aspetti che crediamo siano di buon senso nella gestione di un territorio. Ora non ci resta che attendere il documento finale della Regione per scoprire norme e indici ufficiali.
Buona notte
CC

Ambiente, Terzi: approvate linee guida discariche


L'assessore Claudia Terzi
10 ottobre 2014 
(Ln - Milano) La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, in linea con quanto previsto dalle direttive comunitarie e dal nuovo Piano regionale Gestione rifiuti, le linee guida sulle discariche. "Il documento - spiega l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi - si basa su due principi: la discarica come soluzione ultima per lo smaltimento di quei rifiuti non altrimenti recuperabili o valorizzabili e la sostenibilità delle discariche, ovvero il raggiungimento di una qualità finale del deposito (rifiuti, emissioni, stabilità biologica e meccanica) in equilibrio con l'ambiente, entro il tempo di una generazione".

NUOVA VISIONE - "Si è introdotto un nuovo modo di concepire la discarica - ha proseguito Terzi - prevedendo, già in fase di progettazione, sia le modalità gestionali, che gli interventi di sistemazione finale, che dovranno consentire, durante la gestione operativa, il controllo e la limitazione di tutti gli impatti generati e, a chiusura dell'impianto, la restituzione dell'area alla collettività". Per quanto riguarda poi le opere connesse alla infrastrutturazione territoriale, Terzi ha spiegato che queste "devono essere oggetto di specifica progettazione, con realizzazione contestualmente congrua con le varie fasi costruttive della discarica e nel rispetto della più generale pianificazione territoriale".

Le linee guida dovranno costituire un riferimento, per quanto tecnicamente ed economicamente applicabile, finalizzato al miglioramento degli aspetti costruttivi e gestionali e per la minimizzazione degli impatti.
(Lombardia Notizie
 

giovedì 9 ottobre 2014

L'unione è alla base, come dice il detto, della forza.

IN REGIONE UN INCONTRO PER RIBADIRE IL NO ALLE DISCARICHE

foto
L'assessore all'Ambiente Lia Brogiolo si è fatta promotrice dell'incontro che si è tenuto martedì 7 ottobre presso la sede regionale alla presenza degli amministratori dei Comuni di Castenedolo, Calcinato, Mazzano, Bedizzole, Carpenedolo e Ghedi con i quali Montichiari ha avviato intese per affrontare congiuntamente i problemi della tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. All'autorità regionale è stata manifestata la volontà di tutti i Comuni intervenuti di non consentire nuove attività di discarica nel comprensorio e la richiesta di tenere in considerazione le osservazioni presentate dal Comune di Montichiari di opposizione rivolte alle istanze di Padana Green srl, Montichiari Ambiente srl e Edilquattro srl. L'assessore regionale ha dato ampia disponibilità di concertazione nel rispetto reciproco di competenze e responsabilità di legge. Nel corso della riunione l'ing. Magro, consulente del Comune, ha illustrato il progetto di monitoraggio del comparto che l'insieme dei Comuni intende presentare per accedere al finanziamento europeo. Il sistema consente ai cittadini ed alle istituzioni di conoscere gli impatti ambientali sul territorio comunale sulla base di informazioni elaborate da dati ufficiali e di monitoraggio attraverso l'attivazione di una rete integrata di sensori orientando di conseguenza le scelte in funzione delle condizioni di rischio. L'assessore regionale ha assicurato la partecipazione della Regione al progetto e ha incaricato l'assessore Brogiolo di organizzare un tavolo di lavoro interistituzionale di confronto e coordinamento tra Regione, Provincia e Comune attorno al quale discutere le principali problematiche. In merito alla richiesta di un'analisi epidemiologica per conoscere lo stato di salute dei cittadini in particolare di quanti risiedono in prossimità di impianti di trattamento dei rifiuti l'assessore Terzi si è detta disposta a verificare con i Comuni e gli enti preposti la fattibilità dell'iniziativa.
 

sabato 4 ottobre 2014

L'inconfondibile puzza!

E con stamattina sono stati tre i giorni di puzza a Vighizzolo in questa settimana. Per la verità stamattina era lieve, quasi un retrogusto aromatico. Ieri mattina invece l'odore era intenso e nauseante, l'inconfondibile aroma che nasce dalla miscela di gas e marcio. Anche martedì l'odore era "importante". In tutte le occasioni lo abbiamo avvertito la mattina presto, attorno alle 07:30 proprio quando, ironia della sorte, i bimbi escono di casa, fanno un bel respiro, e poi entrano a scuola.

Lo scrivo così, giusto per ricordarlo, farlo presente a chi di dovere e per imprimerlo per sempre nella memoria della rete.

Buona notte a tutti.
CC

giovedì 2 ottobre 2014

In arrivo nuovi buchi a Montichiari.

La devastazione che sta subendo il nostro territorio è incredibile. Sono in arrivo nuovi enormi crateri che poi qualcuno, quasi certamente, chiederà di riempire di rifiuti. Cosa resterà della nostra terra e della nostra storia? Faraonici cantieri utili solo a foraggiare imprenditori corrotti vengono camuffati da opere del progresso e distruggono per sempre il nostro territorio e la nostra memoria. Come possiamo davvero pensare che il futuro migliore sia nella Bre.Be.Mi o nella TAV e non in un campo di fiori incontaminato?

Dal Corriere della Sera
 

Serve ghiaia per la Tav, ecco 6 nuove cave.I sindaci: basta crateri

Approvate in sede ministeriale: si estrarranno 10,5 milioni di metri cubi a Montichiari, Castenedolo, Calcinato e Lograto

I sindaci sono molto perplessi. Non sulla necessità di realizzare la linea ad alta velocità a sud della città. Ma sulla futura apertura di sei nuove «cave di prestito» che raschieranno dal sottosuolo della Bassa quasi 10,5 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, necessari a realizzare la massicciata sulla quale far passare i binari.
Come non tenere conto che - complice la devastante crisi del comparto edile - il piano cave decennale della Provincia, che scadrà nel 2015 (e verrà prorogato di altri due anni) è del tutto sottoutilizzato? Dei 68 milioni di metri cubi estraibili la metà giace ancora intonsa nei rispettivi bacini. Ecco quindi il ragionamento «di buonsenso » di qualche primo cittadino: «Prima di aprire altri crateri sul territorio andrebbe valutata in sede di conferenza dei servizi la possibilità di utilizzare le volumetrie residue del vecchio piano cave». Un ragionamento che sottoscrive il primo cittadino di Lograto Gianandrea Telò e il suo assessore (ed ex sindaco) Giuseppe Magri, che dovranno ospitare sul loro territorio una maxi cava da 1,1 milioni di metri cubi al confine con Travagliato. Un ragionamento che sottoporrà alla sua giunta domani sera il primo cittadino di Montichiari, Mario Fraccaro, che si trova ad amministrare una cittadina dove l’impatto cumulativo di cave e discariche ha portato al triste record di 14 crateri e 11 milioni di metri cubi di rifiuti sotterrati. Fraccaro (che non plaude all’idea di far passare la Tav dalla sua cittadina «unica possibilità di rilancio dell’aeroporto e dell’economia locale») dovrà fare i conti con la richiesta di due nuove cave: una da 3,4 milioni e l’altra da 1,3 milioni di metri cubi richieste da Cepav Due.

Premessa: le cave di prestito vengono autorizzate direttamente dal ministero e non sono in alcun modo sottoposte ai vincoli autorizzativi degli enti locali. L’obiettivo è quello di mettere i costruttori di opere di pubblica utilità nelle condizioni di avere materiale inerte vicino ai cantieri, per limitare gli extra costi. «È però vero che tra Lograto, Berlingo e Travagliato - ricordano Telò e Magri - sono già presenti bacini estrattivi inseriti nel piano cave, che sono oggi sottoutilizzati. Sono vicini ai futuri cantieri e davvero andrebbe prima valutata l’opportunità di utilizzare queste risorse». Una proposta che promettono di avanzare nella prossima conferenza dei servizi. Anche perché, vista la falda molto alta, a tre metri dal piano campagna a Lograto si trova acqua. E la normativa ambientale disincentiva la realizzazione di crateri in falda, proprio per tutelarla da inquinanti atmosferici e non solo. Discorso opposto per Montichiari, dove la falda è molto profonda. Una volta realizzate le nuove cave, per che cosa verrebbero utilizzati in futuro? Il timore è che possano ospitare altre discariche, anche se la Regione Lombardia - con il suo indice di pressione ambientale - ha detto un chiaro «no» ad altre maxi pattumiere. Ma questo ragionamento non varrebbe per Castenedolo (in arrivo due cave per complessivi 2.450.000 mc) e Calcinato (una cava da 2,2 milioni di mc).
@pietrogorlani73