mercoledì 11 novembre 2015

Fraccaro all'inaugurazione della casa di riposo di Calcinato. Pagata dalla sig.ra Grandi Gabana

Ciao a tutti, vi posto qui sotto un interessante articolo apparso quattro giorni fa sul BresciaOggi.
A questo link la versione online di QuiBrescia: >> http://www.quibrescia.it/cms/2015/11/07/calcinato-operativa-nuova-casa-di-riposo/

Il sindaco Fraccaro all'inaugurazione di un nuovo nucleo della casa di riposo, gentilmente finanziato dai proprietari della discarica Gedit, è una notizia che non può passare inosservata.

Ovviamente io non ci credo e non lo penso minimamente ma immagino che qualcuno, a Montichiari, potrebbe trovare l'articolo molto "sospetto" e potrebbe quindi pensare di aver capito un sacco di cose.
Perchè Basilio Rodella è diventato vicesindaco, perchè ad oggi non sono state ancora rese pubbliche tutte le conversazioni intercettate in cui il vicesindaco parla amichevolemnte con la sig.ra Grandi Gabana e il sig. Zinetti ( ma sono state date solo blande spiegazioni) di questioni ambientali monte clarensi. Forse potrebbe capire il perchè è stata messa una persona di buona volontà ma "troppo" giovane e inesperta in un assessorato così delicato come quello all'ecologia.
Io non lo penso ma qualcuno potrebbe credere di aver capito perchè il sindaco abbia liquidato, nell'ultimo consiglio comunale, la questione della convenzione con la Gedit in fretta lasciando poco spazio al dialogo e nessuna speranza sulla sua realizzazione. Forse potrebbe pensare anche di aver capito perchè il solo nominare la Gedit e la famiglia Gabana facciano scattare i nervi al sindaco e alla maggioranza.

Come già detto io non lo penso ma lo scrivo, lo faccio perchè su questo blog abbiamo sempre scritto di cose "strane" che meritavano un'attenzione particolare, lo abbiamo fatto con quelli di prima, lo facciamo con quelli di adesso. Lo faccio perchè qualche anno fa scrissimo un articolo molto duro su alcuni membri della maggioranza leghista rei di aver giocato una partitella di calcio con una maglia "griffata" dal gruppo Systema. Lo scrivo perchè per noi continua ad essere inaccettabile che chi compromette il nostro territorio poi regali due posti letto agli anziani, una rotonda ben curata o contribuisca a ristrutturare un centro di accoglienza pensando di chiudere, con l'elemosina, la questione. Il nostro territorio non è in vendita, e neppure noi.

Buona serata
CC


domenica 27 settembre 2015

MONTICHIARI DICE BASTA!

Pubblico qui sotto una bella iniziativa del Comitato SOS Terra.
Fate girare e inviate mail!!



IMPORTANTE
A ottobre il TAR si pronuncerà sui ricorsi del colosso Padana Green, Bernardelli e Systema*; in arrivo anche il PCB della ex Caffaro di... Brescia. È l'ultima occasione che abbiamo per fermare l'arrivo di nuovo veleno. Vi chiediamo pertanto di partecipare ad una massiva forma di protesta inviando, da oggi fino alle ore 24.00 di martedì 29 settembre, una mail unica con oggetto: MONTICHIARI DICE BASTA! a
gabibbo@mediaset.it redazioneiene@mediaset.it e redazione@montichiarisosterra.it .
Le mail che arriveranno a noi verranno inviate al TAR ( a mezzo PEC) per dimostrare che la popolazione è stanca. Copia, incolla e invia a tutti i tuoi contatti questo messaggio. Insieme proviamo a fare la differenza! 💪 💪 💪

* contro l'indice di pressione che stabilisce che Montichiari è saturo e non può più ospitare nuove discariche

venerdì 18 settembre 2015

Camion di rifiuti nel centro di Vighizzolo

Buona sera a tutti, qui sotto vi posto le foto che un amico ci ha mandato.
Risalgono a mercoledì e mostrano un camion pieno zeppo di rifiuti ( di indefinita natura) che attraversa l'abitato di Vighizzolo e va a conferire alla discarica Gedit della famiglia Gabana.

A parte il fatto che passare dal centro di Vighizzolo credo sia proibito e quindi questa è un'azione illegale, una volta in più viene mostrato lo sprezzo che questa gente ha per il territorio. Sprezzo per una terra che stanno devastando in cambio di introiti economici da capogiro.

Buona notte
CC



giovedì 10 settembre 2015

Brucia anche la Seac2

Nel più totale silenzio, lontana da occhi indiscreti, immersa nella campagna fra Montichiari e Calvisano brucia anche al Seac2.
La "bomba" ecologica di cui abbiamo scritto qualche tempo fa prende fuoco e con essa sterpaglie ma anche rifiuti abbandonati.
Ecco alcune foto scattate da un amico.

Montichiari sempre più simile alla terra dei fuochi.
L'unica differenza forse sta ancora nella quasi totale indifferenza che caratterizza il monteclarense medio.

Buona notte & good luck.
CC





giovedì 3 settembre 2015

Brucia la Specialrifiuti. Fumi neri nei cieli di Montichiari e Calcinato

Una colonna di fumo nero si è levata nel pomeriggio sopra Montichiari e Calcinato.
Qui sotto postiamo alcune foto che ben rendono la dimensione dell'incendio.
Le fiamme si sono sviluppate all'interno della ditta SPECIALRIFIUTI di Vighizzolo.
>> http://www.specialrifiuti.it/

Quintali, forse tonnellate, di rifiuti non identificabili sono letteralmente andati in fumo riempiendo l'aria di chissà quali sostanze, certamente anche tossiche. Tra le fiamme pare di vedere plastica, carta, pneumatici....
Tutto attorno campi coltivati o che verranno coltivati a breve; fagiolini, mais, foraggio per le mucche da latte...

Lunedì qualcuno aveva già avvistato  strane colonne di fumo provenire da quella zona attorno alle 18:30.








Per chiudere voglio postarvi questo interessante link in cui si parla della strana escalation di incendi in impianti di compostaggio e trattamento rifiuti:
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/08/laguerradeirifiuti-in-pochi-mesi-a-fuoco-19-impianti-di-riciclo-compostaggio-trattamento-meccanico.html
Certo non sarà il nostro caso ma la coincidenza è strana, non credete?

Buona (tossica) notte a voi e ai vostri figli.
CC

giovedì 27 agosto 2015

3 discariche di Montichiari nel mirino della Commissione Ecomafie

...ecco l'ennesimo articolo sulla disastrosa situazione di Montichiari. La cosa "sconcertante" sono le parole del direttore sanitario dell'ASL Francesco Vassallo. A Montichiari NON è stata fatta alcuna indagine epidemiologica (quanto meno da quando ci sono le discariche) quindi come cavolo fa a dire che non ci sono casi eclatanti di tumore?????? E come può il fido epidemiologo Michele Magoni affermare che non ci sono correlazioni tra discariche controllate e danni per la salute dei residenti???? Lo dice in linea teorica, perchè così c'è scritto nei libri che ha studiato per dare gli esami univerisitari, senza fare alcuna analisi sul caso specifico?

....sconcertante.
Buona lettura
CC

Mancate bonifiche, tre discariche nel mirino della Commissione Ecomafie

Avvisi di garanzia ad ex sindaco e vicesindaco per la mancata messa in sicurezza dei siti. L’Asl difende Montichiari: «Non ci sono correlazioni tra discariche e salute»

Foto Cavicchi-NewpressFoto
Dopo che i riflettori dei media nazionali hanno zoomato per mesi sulle collinette di rifiuti di Montichiari, la commissione Ecomafie non poteva non approfondire la questione. E ha chiesto ai magistrati bresciani se nel paese che conta 14 siti di smaltimento (tutti autorizzati dalla Regione) per un totale di 11 milioni di metri cubi, fosse tutto in regola. No, ovviamente.

La vicenda, i volti e le discariche nel mirino
Per il procuratore Tommaso Buonanno «si sarebbe dovuta fare la bonifica su tre cave che si trovano a Vighizzolo, che non è stata posta in essere. Alla fine, è stata stipulata una convenzione di messa in sicurezza, che ha dato origine a una serie di indagini scaturite dall’esposto di un cittadino per il cattivo odore che provocavano. È terminata, almeno sotto il profilo dell’acquisizione degli elementi di prova, con la richiesta di rinvio a giudizio. In esso vengono evidenziate anche responsabilità degli amministratori comunali che si sono succeduti nel corso del tempo anche alternandosi nelle cariche di sindaco e di vicesindaco e, insieme a essi, anche quelle degli amministratori di una società che era stata incaricata della bonifica stessa». Buonanno si riferisce a Gianantonio Rosa (sindaco dal 1999 al 2009 e vicesindaco nei successivi 5 anni) e ad Elena Zanola (sindaco dal 2009 al 2014). Mentre le discariche in questione sono le ex cave Baratti, Accini, Bicelli, dove sono state smaltite centinaia di migliaia di scorie pericolose, che - secondo un accordo stipulato con il comune nel 1998 - avrebbero dovuto essere bonificate dalla Vals.Eco, poi diventata Systema e poi Gruppo Systema.
Eccesso di tumori a Brescia: l’Asl difende Montichiari
Di Montichiari hanno parlato a lungo anche i vertici dell’Asl Brescia, pressati dalle incalzanti domande dei commissari che chiedevano lumi sulle notizie apparse in merito allo studio Sentieri e all’eccesso di tumori per la provincia di Brescia. Il direttore sanitario Francesco Vassallo ha ricordato le indagini epidemiologiche fatte sulla zona di Montichiari, dove non c’è un eccesso di tumori rispetto al resto della provincia. L’epidemiologo Michele Magoni cita studi e letteratura medica per dire che non ci sono correlazioni tra discariche controllate (non quelle fumanti di roghi della Campania) e danni per la salute dei residenti.

mercoledì 26 agosto 2015

Nuovi VELENI in arrivo a Montichiari!

Scuole al pcb, prima incognita:
inizia la fase cruciale della bonifica

Arpa dovrà verificare a che profondità sono giunti gli inquinanti

di Pietro Golrani



 

La prossima settimana a Chiesanuova entrerà nel vivo la bonifica dei giardini della scuola elementare Deledda e delle medie Calvino, inquinati dai pcb e dalle diossine fuoriuscite dalla Caffaro. E l’Arpa di Brescia è pronta ad un surplus di lavoro: effettuerà le controanalisi sul 10 per cento dei campioni di terra prelevati dal fondo scavo e scandagliati in prima istanza dal laboratorio Indam Ecosfera di Castel Mella per conto dell’impresa Bergamelli di Albino (Bg), regista della bonifica.

L’Arpa di Brescia è pronta ad un surplus di lavoro
Controanalisi che non si potevano effettuare ad agosto in quanto il laboratorio Indam funziona a ranghi ridotti per via delle ferie (mentre Arpa è rimasta aperta). «Il cantiere nelle due scuole però non ha mai chiuso - ci tiene a specificare l’assessore all’Ambiente del comune, Gigi Fondra -; si stava procedendo alla divisione dei giardini in maglie, un’operazione propedeutica allo scorticamento vero e proprio del terreno». Se verrà rispettato il cronoprogramma i lavori dureranno cinque mesi: una volta tolto il primo strato di terra inquinata su 14mila metri quadrati, nei «crateri» formatisi si riporterà terra sana, dove seminarci erba che finalmente potrà essere calpestata dagli alunni, da anni costretti a trascorrere le ricreazioni primaverili su una piastra in cemento. L’incognita maggiore è legata all’estensione imprevista dell’inquinamento, che potrebbe essere sceso a profondità maggiori di quelle calcolate. «Arpa effettuerà dei prelievi sul fondo scavo per capire se ad un metro di profondità le concentrazioni di inquinanti saranno inferiori ai limiti di legge» spiega la direttrice Maria Luisa Pastore. E se i livelli di pcb e diossina saranno ancora superiori ai limiti imposti per le aree verdi (60 microgrammi/chilo per i pcb e 10 nanogrammi per le diossine)? «In base alle concentrazioni rilevate si procederà con un’analisi di rischio per capire se sarà possibile ricoprire comunque gli scavi. L’alternativa è scavare ancora più in profondità. Ma questo comporterebbe una lievitazione dei costi». Nel frattempo il comitato Sos Terra di Montichiari chiede lumi alle istituzioni sulla terra avvelenata che finirà nella discarica Bernardelli-Edilquattro di Vighizzolo, alla quale è stato subappaltato lo scavo e il trasporto. «Chiediamo innanzi tutto stringenti garanzie sulle modalità di trasporto e scarico di queste terre - spiega Gigi Rosa, leader del comitato - per evitare l’aero-dispersione di polveri tossiche, visto intorno alla discarica di sono abitazioni, campi coltivati e allevamenti».

martedì 4 agosto 2015

Nuove discariche a Montichiari: se ne parla domani in regione!

Nuove discariche a Brescia: sul tavolo
della Regione quattro domande per
5,5milioni di metri cubi da smaltire

Nell’intera provincia 113 discariche, 68 legali, corpose richieste di A2A e Garda UnoFabio Rolfi, consigliere regionale Lega Nord: «Il territorio ha già dato. Adesso basta»


Una discarica a Montichiari, dove ci sono altre due domande (Foto Cavicchi)

Sopita un poco l’eco mediatica che ha descritto Brescia come una seconda «terra dei fuochi», tornano alla ribalta della cronaca altre battaglie ambientaliste contro nuove discariche. Quattro le domande sul tavolo della Regione, per un totale di 5,5 milioni di metri cubi di rifiuti da smaltire. Verranno tutte autorizzate?
Rolfi: «Brescia ha già dato, basta discariche»
Il consigliere regionale Fabio Rolfi (Lega Nord) ribadisce che «non è possibile anticipare valutazioni tecniche» ma ricorda che gli stessi tecnici regionali ora hanno in mano potenti «armi» legislative insistenti in passato. «Parlo dell’indice di pressione ambientale - ricorda Rolfi - inserito nel piano rifiuti regionale, che vieta nuovi siti di smaltimento in territori già compromessi. È un cambio di paradigma fondamentale: se prima le discariche venivano realizzate prioritariamente nei territori già ambientalmente compromessi, adesso è l’esatto contrario». Poi, lasciandosi andare ad un commento personale, ricorda che «in fatto di discariche Brescia ha già dato». Come dargli torto, visto che nell’intera provincia se ne contano ad oggi 113 (68 quelle legali) per un quantitativo di rifiuti smaltito che supera i 50miloni di metri cubi. Eppure tre anni fa (governatore era ancora Formigoni) venne approvata la Drr alla Macogna.


Da Bosco Stella a Montichiari: tutte le richieste
Le richieste oggi più corpose sono quelle di A2A (il sito Bosco Stella a Castegnato) e di Garda Uno (la Castella, al confine tra Rezzato e Buffalora). Entrambe per 2 milioni di metri cubi. Su Montichiari c’è invece la richiesta di Padana Green (1 milione di mc di amianto) e l’ampliamento della Edilquattro (400mila mc). Il gruppo Faustini invece ha rinunciato a smaltire amianto nella Profacta a San Polo (è in corso una trattativa con la Loggia per le compensazioni). Non vanno dimenticate le società specializzate nello smaltimento di scorie pericolose. Dopo l’ampliamento della Pbr di Maclodio, dei quantitativi alla Rmb di Polpenazze (l’ok è della Provincia) resta sul tavolo del Pirellone il raddoppio della Portamb di Mazzano, contro il quale i consiglieri Rolfi e Girelli (Pd) hanno espresso netta contrarietà.
«Non ci sarà alcun blitz estivo per approvare progetti» assicura Rolfi. La Regione aveva già espresso un diniego su Bosco Stella e Castella ma sono arrivate nuove domande, che devono essere valutate.
Il caso Bosco Stella
A Castegnato (come a Montichiari) l’indice di pressione ambientale escluderebbe nuove discariche. La regola parla chiaro: niente autorizzazioni se si sono già smaltite più di 160mila tonnellate di rifiuti per chilometro quadrato, mentre nella vicina Bosco Sella riposano 4 milioni di metri cubi di scorie. Inapplicabile la regola per la Castella. Ci sono però altre criticità: la presenza di una falda troppo alta, la vicinanza con il futuro parco delle cave, di interesse sovracomunale. «I criteri del piano regionale rifiuti - chiude Rolfi - tuteleranno la provincia di Brescia. E mi auguro che si possano applicare anche retroattivamente, nel solco della sentenza del consiglio di Stato sul caso della discarica di Malagnino (Cr)». Non manca poi una stoccata alla Loggia sul caso Bosco Stella: «Il Comune è il principale azionista di A2A e ha peso politico sulle scelte della multiutility. Visto che Brescia si fa già carico dello smaltimento nell’inceneritore di diversi quantitativi di rifiuti da fuori regione, avrebbe potuto avere un altro atteggiamento sull’iter della discarica di Castegnato».

pgorlani@corriere.it 

Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_agosto_03/nuove-discariche-brescia-ambiente-91527eb4-39f0-11e5-b49b-ae37d5ff3efe.shtml 

Discarica Seac2: una bomba ecologica

Discarica Seac2: una bomba ecologica


MONTICHIARI – Il sindaco Mario Fraccaro è intervenuto, ieri sera, alla conferenza stampa indetta dal Circolo locale di Legambiente e dal Comitato SOS Terra presso la discarica di Via Albarotto in frazione S.Antonio.

«Seac2 – ha scritto Fraccaro sul suo profilo Facebook – è una discarica autorizzata dalla Provincia di Brescia nel 2001. Dentro questa ex cava sono stati conferiti rifiuti pericolosi quali lastre di amianto e rifiuti di acciaieria, oltre a materiale inerte. É stata attiva fino al 2004 ed in essa sono stoccati 88 mila mc di rifiuti pericolosi. Oggi è in totale abbandono e nessuna opera di messa in sicurezza è stata attuata. Non ha recinzioni adeguate e non è stata ricoperta con almeno due metri di argilla. I proprietari hanno portato la sede sociale della società in Romania ed esiste un contenzioso aperto con la Provincia al fine obbligare la stessa ad ottemperare a queste elementari opere di messa in sicurezza. Rimpalli di responsabilità, a tutt’oggi rendono difficili l’esecuzione dei lavori.

L’Amministrazione comunale – continua Fraccaro – si è resa subito disponibile ad effettuare i dovuti controlli che inizieranno già da lunedì e che saranno resi pubblici al più presto. Ringrazio le associazioni ambientaliste per avere portato in primo piano questa grave situazione ambientale. Anche per questo stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze per bloccare l’apertura di un’altra discarica di amianto, Padana Green, dieci volte superiore a questa».

fonte: http://www.gardapost.it/2015/07/31/discarica-seac2-una-bomba-ecologica/

lunedì 3 agosto 2015

Seac2 la bomba! Dal BresciaOggi

Cittadini in corteo per scacciare
l'incubo della bomba ecologica

Gerlegni di Legambiente: «Ombre sulle bonifica. Occorre promuovere delle nuove analisi mirate». Il sindaco annuncia un sopralluogo della Provincia

Il sindaco  Fraccaro incontra i manifestanti davanti alla discarica

Osservandola dalla strada provinciale che porta da Montichiari ad Isorella sembra una collinetta verde in mezzo ad un campo di granoturco. Invece sotto lo scenario bucolico si nasconde una «bomba ecologica», pronta ad esplodere contaminando di veleni all'amianto le falde, i terreni e l'aria. Sono lo scorie lasciate in eredità dalla Seac2, discarica dismessa nel 2005 dove sono state tumulati 90 mila metri cubi di scarti di acciaierie non trattati. La Seac2, in forza di una convenzione stretta con la Provincia, avrebbe dovuto sigillare il sito ma un'analisi effettuata nel 2008 ha evidenziato concentrazioni di benzene sopra i limiti di sicurezza, gettando pesanti ombre sull'efficacia della bonifica, solo parzialmente diradate dai successivi test dell'Arpa. Per chiedere un range di nuovi controlli anche alla luce del sospetto che qualcuno abbia smaltito abusivamente altri rifiuti nel sito, i residenti delle frazioni Rò, Sant'Antonio e San Bernardino, sotto l'egida di Sos Terra e Legambiente, hanno promosso ieri sera una marcia fino alla discarica. Il corteo di oltre cento persone si è concluso davanti all'ingresso della discarica dismessa dove si è fatto il punto della situazione. LA SEAC, CHE SI È TRASFERITA in Romania, si sta opponendo in tribunale al versamento della fideiussione di 700 mila euro che potrebbero essere investiti nella bonifica. Luciano Gerlegni, segretario della sezione locale di Legambiente, ha posto l'accento sulla necessità di effettuare nuove analisi mirate. Il sindaco Mario Fraccaro che ha partecipato al presidio ha annunciato un imminente sopralluogo del delegato all'Ambiente della Provincia Giambattista Groli. «Sarà necessaria una mobilitazione per ottenere un ceck up sulla Seac 2 emblema della malagestione delle opere di bonifica a Montichiari e più in generale nel bresciano - ha osservato Gerlegni -. Anche per questo ribadiamo il nostro no all'apertura delle discarica Padana Green a Vighizzolo».o
Francesco Di Chiara

SEAC2 UNA BOMBA ECOLOGICA FRA MONTICHIARI, GHEDI E CALVISANO

Seac2 è una bomba ecologica, questa la denuncia di Legambiente Montichiari e comitato SOS Terra.
Ma se questo è il destino della mala gestione di una "piccola" discarica di amianto cosa ci dobbiamo aspettare da mostri come Ecoeternit e Padana Green?

Ecco il reportage di Teletutto.
Buona visione

 Guarda il video


NO A PADANA GREEN e a qualsiasi altra discarica a Montichiari.

Montichiari, “discarica Seac2 è bomba”

Montichiari, “discarica Seac2 è bomba”


Seac2 Montichiari(red.) I cittadini di Montichiari, nel bresciano, sono preoccupati per la discarica attualmente dismessa della Seac2 dove sono stipati 90 mila metri cubi di scarti di acciaierie non trattati. Di fatto, una vera e propria “bomba ecologica” che potrebbe contaminare l’ambiente circostante e le falde d’acqua sotterranee. L’azienda che si è trasferita in Romania, in forza di una convenzione firmata con la Provincia, avrebbe dovuto chiuderla e bonificarla. Nel 2008, però, alcuni test hanno verificato livelli di benzene superiori ai limiti previsti e si chiedono nuovi controlli perché c’è il timore che dopo quell’anno qualcuno abbia continuato a tumulare rifiuti.
Per questo motivo, giovedì 30 luglio “Sos Terra” e Legambiente con alcuni cittadini e il sindaco Mario Fraccaro hanno raggiunto in marcia la discarica. Dall’altra parte, però, c’è l’azienda che non vuole pagare 700 mila euro di fideiussione e si è rivolta al tribunale di Brescia. Le associazioni chiedono altri controlli, mentre il primo cittadino ha annunciato che il delegato provinciale all’Ambiente svolgerà un sopralluogo. A fronte di questa vicenda, la città chiede di non aprire la discarica Padana Green a Vighizzolo.

Fonte: http://www.quibrescia.it/cms/2015/07/31/montichiari-discarica-seac2-e-bomba/ 

venerdì 31 luglio 2015

SEAC2 UNA BOMBA ECOLOGICA FRA MONTICHIARI, GHEDI E CALVISANO

LA DENUNCIA DEL COMITATO «SOS TERRA»
Milano, 30 luglio 2015 - 21:36

Montichiari, discarica abbandonata La società se ne va in Romania

La Seac2 contiene 90mila metri cubi di scorie, anche pericolose: non è stata messa in sicurezza ma la Provincia non riesce ad incassare la fidejussione .

 
 

Da anni quella discarica contenente scorie pericolose avrebbe dovuto essere messa in sicurezza. Ovvero ricoperta con due metri di terreno. Ma la società che ha riempito la SEAC2, non l’ha fatto. E la Provincia di Brescia non riesce più ad incassare le fidejussioni (quasi 470mila euro). Perché la società ha trasferito la sede legale in Romania. Succede a Montichiari, nel regno delle 14 discariche autorizzate, per 11 milioni di metri cubi di rifiuti interrati. La strana storia è stata denunciata dal comitato «Sos Terra», che parla di bomba ecologica e si appella a tutti gli enti affinché intervengano nella messa in sicurezza del sito. E perché non vengano autorizzate altre discariche, come la Padana Green.
La discarica funziona dal 2001 al 2005. Ma quando la Provincia impone di coprirla come da legge inizia il braccio di ferro legale. Fioccano le diffide, inutilmente. Nel 2007 il dirigente del settore ambiente del Broletto scrive: «il mancato recupero della discarica e l’esposizione dei rifiuti all’azione delle acque meteoriche non garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee, in quanto le acque meteoriche, nell’azione di dilavamento dei rifiuti, possono veicolare nei terreni sottostanti e nelle falde idriche sotterranee sostante inquinanti, e causare la contaminazione di tali matrici ambientali». Nel 2008 è la stessa società a rilevare superi di benzene. Ma le controanalisi Arpa danno risultati nella norma. Nel frattempo la sede legale della SEAC S.r.l. è stata trasferita ad Arad, in Romania. E il pagamento della polizza fideiussoria (emessa da Viscontea Spa., poi Coface Assicurazioni ora Compaigne Francaise D’Assurance pour le commerce exterieur) viene più volte sollecitato dalla Provincia. La compagnia assicuratrice risponde, tramite il proprio avvocato, «contestando che la polizza era scaduta nel 2007, sostituita dalle garanzie richieste dalla Provincia nel 2005 e, per quanto ne sappiamo, mai fornite da Seac» sostengono i membri di Sos Terra. La Provincia insiste, ma inutilmente.
 

martedì 28 luglio 2015

Dal Corriere della Sera. Rogne per la discarica? Zero. Come se nulla fosse.

Incendio alla Gedit, bruciate tonnellate di rifiuti

Il comitato Sos terra Montichiari: «Abbiamo respirato un’ingiustizia»


Montichiari, domenica pomeriggio: puzza di bruciato. La discarica Gedit è andata in fumo: la prima pompa ha iniziato a fare il suo dovere alle 16.30, tagliando la rete del sito (era chiuso e non custodito). «A un quarto alle sei i pompieri stavano ancora lavorando: le ruspe rimuovevano il materiale per bagnarlo» fa sapere Gigi Rosa, presidente del comitato Sos terra Montichiari. «Abbiamo respirato un’ingiustizia, e non è la prima volta: ci saranno già stati almeno tre incendi in altre discariche della zona, oltre a questo». Pare sia andato in fumo uno degli ultimi lotti scaricati. Rogne in discarica: zero. Lunedì, i camion stavano scaricando nuovi rifiuti.

Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_luglio_28/incendio-gedit-bruciate-tonnellate-rifiuti-c7e5f44a-350b-11e5-984f-1e10ffe171ae.shtml

Seac2 la bomba ecologica (dimenticata) a Montichiari


lunedì 27 luglio 2015

Incendio alla Gedit

Come ormai tutti sappiamo ieri, alla discarica Gedit di Montichiari, è scoppiato un grosso incendio.
Qui sotto vi postiamo alcune foto apparse online.
La prima cosa "anomala" che notiamo è che ieri era domenica e le attività in discarica erano terminate venerdì sera ( o al più tardi sabato mattina), come mai hanno preso fuoco dei rifiuti quando questi devono essere coperti di materiale inerte entro e non oltre la sera stessa del conferimento?





Detto questo è interessante notare le reazioni online di buona parte dei cittadini monte clarensi, ormai classificati, negli studi di antropologia, come quella strana "specie" che dorme lunghi sonni ed è solita svegliarsi solo in presenza di accadimenti drammatici attorno alle discariche ( salvo poi ritornare, quasi immediatamente, nel dolce letargo).
Ecco online, i leoni della lotta ambientale, hanno riempito bacheche e discussioni di domande tipo: "ma dove sono le istituzioni?" "dove è il Comune?" "dove sono gli organi di controllo?" e via dicendo. Credo però che a tutte queste mancasse una domanda "dove sono i cittadini?"

In un paese "normale" non avremmo il numero di discariche che abbiamo semplicemente perché i cittadini, tutti, non lo avrebbero permesso. In un paese "normale" i cittadini vigilano, fanno sentire la loro voce, vanno alle manifestazioni, sostengono i comitati e fanno le barricate. Qui da noi invece i cittadini delegano, fanno la voce grossa su Facebook e poi vanno a dormire.

Un saluto.
CC





giovedì 18 giugno 2015

La commissione sulle ecomafie a Brescia

Martedì la commissione sulle ecomafie era a Brescia, archiviata ormai la visione bucolica di una Brescia verde, agricola, patria di eccellenze agroalimentari, quello che emerge è uno scenario drammatico e inquietante. Gli aspetti critici li stiamo scrivendo su queste pagine da anni, lo scenario però nuovo è che ormai la situazione è sotto gli occhi di tutti e la gravità della situazione è nella consapevolezza dell'opinione pubblica che ormai è sempre meno disposta ad accettare sopprusi e prepotenze. In quest'ottica noi continuiamo a chiederci con quale coraggio, senso civico o anche solo decenza i signori di Padana Green continuino a portare avanti il loro folle progetto.
 
Di seguito una breve rassegna stampa.
Buona lettura
CC
 
Dal Bresciaoggi: http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/1210721_commissione_ecomafie_brescia_ai_raggi_x/?refresh_ce#

Commissione ecomafie,
Brescia ai raggi X

Il procuratore Dell'Osso: «Monitoriamo i traffici illeciti e dall'estero». Oltre all'area Caffaro sottoposti i casi di via Brocchi e Padana Green

I membri della commissione bicamerale all'ex Selca di Berzo  FOTOLIVE             

Ormai non esistono più discariche abusive nella nostra provincia, ma i traffici illeciti di rifiuti continuano. Ed è un dato che il procuratore generale di Corte d'appello Giovanni Maria Dell'Osso ha confermato ieri nell'audizione davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle ecomafie in missione a Brescia. «Da alcuni mesi abbiamo pianificato un'attività investigativa approfondita e organica con tutti i procuratori del Distretto, teniamo monitorati i traffici dall'estero e indaghiamo su società come Tomago alluminium company arrivata dall'Australia a Berzo Demo», dice prima di essere ascoltato. Dei componenti della Bicamerale ieri pomeriggio erano presenti in Prefettura i senatori Alberto Zolezzi (M5S), Bartolomeo Pepe (Verdi) e Paolo Arrigoni (Lega Nord), i deputati Stefano Vignaroli (M5S) e Miriam Cominelli (Pd), il consigliere parlamentare Mauro De Marco. A loro il procuratore generale ha illustrato le criticità di Brescia, e pure di Bergamo, Cremona e Mantova. Prima di lui, erano stati ascoltati gli ambientalisti bresciani di Codisa, Sos Terra, Legambiente e il professor Marino Ruzzenenti che ha consegnato il suo recente pamphlet sulla gestione dei rifiuti. Tra l'altro, Ruzzenenti, da esperto del settore, ha sottolineato alla commissione che «il vero inquinamento del Sin Caffaro è da diossine e non da Pcb, anche se l'Asl continua a ignorarlo». E ha sollecitato un piano di bonifica che «non si fa portando il terreno inquinato a Montichiari ma distruggendo le molecole di diossina attraverso il calore come si sta facendo negli Usa». Ruzzenenti ha centrato l'attenzione sui 57 milioni di metri cubi di rifiuti tumulati a Brescia «rispetto ai 10 milioni della Terra dei fuochi di Caserta e Napoli insieme». Il Codisa con Alda Vitner e Maria Rosa Rocca ha chiesto alla Commissione di visitare anche la zona sud-est della città e di rendere pubbliche e controllabili tutte le discariche. Il loro interesse è soprattutto stoppare quella di amianto Profacta di via Brocchi a Buffalora. E «l'impressione - dice Vitner - è che i parlamentari conoscessero molto bene la situazione e volessero verificare la percezione dei cittadini». Gianluigi Rosa di Sos Terra ha sollevato il «grosso problema» della richiesta della discarica Padana Green a Montichiari, di fronte alla Ecoeternit. Ha consegnato un documento in cui si dice, tra l'altro, che sarebbe un sito da «un milione di metri cubi per materiale da costruzione contenente amianto». LEGAMBIENTE Franciacorta ha sottoposto alla commissione le discariche di Pianerino, Pianera e Vallosa, quest'ultima «la peggiore della regione  dice Silvio Parzanini -, dove negli anni Settanta è stato interrato di tutto, compresi bidoni di pece al Pcb». Le discariche sono dal 2012 nel Sin Caffaro per la pericolosità, ma «non si è fatto niente  dice Manfredi -, mentre si discute di un piano di caratterizzazione per la Vallosa che non servirebbe a nulla. In questa situazione si vorrebbe anche la Bosco Stella».

                  

Dal Giornale di Brescia http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/emergenza-ambiente-brescia-finisce-sotto-esame-1.3023360                        
IN PREFETTURA                                  
«Emergenza ambiente»: Brescia finisce sotto esame

Un quadro poco confortante emerge dal primo confronto con comitati ambientalisti, amministratori locali, responsabili degli enti per la tutela della salute e del territorio, magistrati. La Commissione bicamerale Ecomafie, in missione a Brescia, ha incontrato martedì numerosi soggetti per rendersi conto della situazione nel Bresciano.

Al centro dell’attenzione soprattutto discariche e siti da bonificare. In mattinata la visita all’ex Selca di Berzo Demo, il pomeriggio le audizioni in Prefettura. La missione prosegue questo mercoledì con altre audizioni e con i sopralluoghi al sito Caffaro di Brescia e alla brughiera di Montichiari, martoriata da discariche vecchie e future.
Dai primi confronti, come si diceva, esce rafforzato il concetto che l’emergenza ambientale è una della principali criticità del nostro territorio.

Nel dettaglio, in mattinata sono in programma nuove audizioni con il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, quello di Berzo Demo Gianbattista Bernardi, il curatore fallimentare della Selca Giacomo Ducoli, il commissario straordinario della Caffaro Marco Cappelletto, l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi. Nel pomeriggio, come si diceva, visita alla Caffaro e a Montichiari.

lunedì 15 giugno 2015

L'antimafia a Montichiari.

Le discariche sotto la lente dell'Ecomafie

Prevista l'audizione del sindaco: «No allo smaltimento di amianto». L'assessore all'Ambiente avverte: «A rischio le falde di Vighizzolo»


È la seconda volta in assoluto che un allarme ambientale del territorio provinciale finisce sotto la lente della Commissione bicamerale Ecomafie in... «missione». La prima fu in occasione del piano di bonifica della Caffaro di Brescia. La trasferta del gruppo di parlamentari che vedrà impegnata anche la deputata bresciana del Pd Miriam Cominelli è specchio dell'emergenza strutturale scattata a Montichiari, ribattezzata la «pattumiera d'Europa». Nelle viscere di un territorio caratterizzato da 16 «cimiteri di veleni» sono sepolti 11 milioni di metri cubi di scarti, il più alto rapporto a livello continentale fra abitanti e quantità di rifiuti sotterrati. Un modello in negativo che ha ispirato l'introduzione nel pacchetto normativo regionale del cosiddetto «fattore di pressione», un indice destinato ad impedire l'apertura di nuove discariche in zone già assediate dall'immondizia, come appunto Montichiari. Ma nonostante l'innovativo provvedimento sulla capitale della Bassa incombono progetti ad altissimo impatto come la discarica di amianto Padana Green. L'iter autorizzativo ha compiuto un passo avanti il 28 maggio, in occasione della Conferenza dei servizi chiamata a pronunciarsi sulla Valutazione d'impatto ambientale dell'impianto di Vighizzolo, dove è già pronto l'invaso, ovvero il bacino destinato a riempirsi di rifiuti a base di asbesto. E proprio il caso Padana Green sarà il punto qualificante della seduta della commissione convocata a Montichiari per martedì e mercoledì. Deputati e senatori parlamentari, ascolteranno anche il sindaco, Mario Fraccaro.«SONO CONSAPEVOLE che aver introdotto il cosiddetto indice di pressione quale elemento fondamentale per riconoscere al territorio di Montichiari il danno ed il disagio subìto in termini di consumo di suolo sia stata un'operazione positiva dalla quale non si potrà prescindere da ora in poi - afferma Fraccaro - e tale assunto acquista ancora più valenza dalle sentenze amministrative di secondo grado, di cui si deve assolutamente tenere conto in quanto orientamento giurisprudenziale ineccepibile, peraltro già considerato nell'alveo di un'apposita mozione approvata dal consiglio regionale». E proprio in virtù di una situazione strutturalmente preoccupante, il sindaco ha invocato una presa di responsabilità della Regione: «auspichiamo un no definitivo all'apertura di Padana Green, che andrebbe a creare un ulteriore vulnus all'ambiente».ELOQUENTI dati diffusi nella conferenza dei servizi, dove è emersa la criticità di Vighizzolo, dove si sono registrati diversi superi di sostanze pericolose nella falda più superficiale. Il progetto di Padana Green prevede un volume complessivo del corpo rifiuti di oltre 1 milione di metri cubi ripartiti in tre bacini per un tempo di esaurimento fissato in 6 anni. «Il nostro Comune - osserva l'assessore all'Ambiente di Montichiari, Lia Brogiolo - ha sempre manifestato la propria contrarietà alla nuova discarica localizzata nell'Ate 43 che vede già presenti altre 4 discariche a ridosso dell'abitato di Vighizzolo, destinate al trattamento di rifiuti speciali in fase di esercizio». Si tratta di Valseco Systema Ambiente, Ecoeternit, Edilquattro e Gedit, ed una quinta in fase di gestione post operativa, la Pulimetal, nella quale sono stati conferiti rifiuti pericolosi per 1,8 milioni di metri cubi. «LA DISCARICA di Padana Green - continua Lia Brogiolo -, verrebbe realizzata all'interno di una cava attualmente ancora in esercizio. È di tutta evidenza - puntualizza l'assessore all'Ambiente di Montichiari - lo stato preoccupante della prima falda e noto a tutti gli Enti coinvolti dal procedimento. I segnali di compromissione dei punti di captazione trovano, peraltro, conferma - conclude Lia Brogiolo anche negli esiti del monitoraggio attivato nell'Ate 43 dagli operatori stessi, che denota un trend negativo in linea con i dati analitici del Comune». COPYRIGHT
Cinzia Reboni
 

lunedì 8 giugno 2015

Diario di una giornata speciale.

Ieri a Vighizzolo c'era il mondo intero, o quasi.
Vi posto qui sotto alcune foto, "recuperate" qui è la online, del bellissimo evento organizzato dal Comitato SOS Terra e dell'associazione Spirito del Pianeta di Chiuduno.
Una moltitudine di indigeni di differenti etnie si sono trovati nei campi della martoriata ATEG43 per pregare la Madre Terra e ristabilire un contatto. Per le culture indigene la Madre Terra è una e ogni ferita inferta in qualsiasi angolo del pianeta, anche il più remoto, è una ferita data alla propria madre e il problema non è una faccenda privata, di questo o quel paese, ma è un problema che riguarda tutti. E "tutti" sono venuti pertanto qui a pregare, nelle loro lingue, con i loro suoni, i loro riti.
Sono stati piantati anche alcuni alberi come segno di rinascita.
E' stato molto emozionante.

Una cosa va detta, quelli del Comitato potranno piacere o meno ma gli va dato un grande merito: in questi anni hanno protestato, lottato e costruito cose importanti, hanno portato un po' di bellezza in luoghi drammaticamente brutti e hanno contribuito a far nascere un po' di speranza in una terra che, ricordiamocelo sempre, era stata destinata da alcuni poteri forti a diventare la discarica del nord Italia ( e forse non solo). Insomma hanno cambiato davvero il corso delle cose.

Detto questo il mio pensiero va a chi non c'era, alla stragrande maggioranza dei monteclarensi che ieri hanno preferito fare altro.

A tutti quelli che ieri hanno preferito la piscina, a quelli che "ma sèt màt" fa troppo caldo, a quelli che alle 11:00 della domenica mattina hanno tempo solo per l'aperitivo, a quelli che i figli non li portano al sole perché si scottano, a tutti quelli che si sono dimenticati di venire, a quelli che lo sapevano ma avevano altro da fare, a quelli che queste cose non piacciono, a quelli che semplicemente non ne avevano voglia.
A tutti quelli che "ci sarei andato ma con una giornata così era un peccato non andare al lago".
A tutti quelli che dicono di venire ma poi non danno valore alla parola data e se ne vanno altrove.
A quelli che "non lo sapevo", a quelli che "ma dovevate fare più pubblicità" a quelli che "a saperlo prima sarei venuto".
A tutti quelli che lottano per l'ambiente solo online, a tutti quelli che alle discussioni partecipano solo se sono in Facebook, facendo polemica ovviamente, ma poi la faccia non ce la mettono mai, a tutti  quelli che criticano ma mai una volta che si sporchino mani e scarpe.
A tutti quelli che ribaltano il mondo se uniscono le scuole elementari con le medie ma poi si scordano di ribaltare il mondo quando in gioco c'è la salute ed il futuro dei loro figli.
A tutti quelli che non mai lottano per le cose che contano davvero, a quelli che ci hanno provato ma si sono rassegnati, a quelli che manco ci hanno provato.
A quelli che sono insofferenti e litigano con il vicino di casa per il troppo rumore ma che poi tollerano 13 "vicini" che aprono discariche e distruggono l'ambiente.
A tutti quelli che non credono che eventi come quelli di ieri possano davvero cambiare il corso delle cose, a quelli che ridono di chi ci crede, a quelli che se ne stanno sul divano mentre chi ci crede cambia le cose.
A tutti quelli che accusano di egocentrismo chi ci crede e cambia le cose, a tutti quelli che un giorno si alzano e pensano "quel problema è sparito" e non sanno che è stato grazie a qualcuno che ci ha creduto, si è sbattuto e ha cambiato.


Buona notte.
CC











giovedì 4 giugno 2015

Lo Spirito del Pianeta a Vighizzolo

Ciao a tutti, vi posto questa interessante iniziativa che si terrà domenica a Vighizzolo nel campo a fianco delle discariche. Un granello di speranza e di bellezza in un angolo di territorio devastato. Dobbiamo essere in tanti per mostrare ai signori delle discariche che noi non ci stiamo a questa violenza contro la terra.
CC


lunedì 25 maggio 2015

Odore allucinante a Vighizzolo. La causa sono fanghi nauseabondi.

Da tutto il giorno a Vighizzolo c'è un odore allucinante. Non si riesce a respirare e tutte le finestre sono chiuse. Anche in questo momento.
L'odore è indescrivibile, pare qualcosa di marcio con un retrogusto chimico.
La situazione è allucinante.

Nel pomeriggio è stata scoperta la causa: in un campo in fondo a via Bassa, vicino al fiume chiese, sono stati sversati fanghi dall'odore incredibile.
Pare siano fanghi di incerta natura provenienti da una ditta che tratta rifiuti. Scriviamo al condizionale perché la notizia circola in via informale e dovrà essere confermata.

Vi posto qui sotto due foto prese da un alert apparso su Q-Cumber.



Ovviamente lo smaltimento di questo schifo deve essere stato fatto in accordo con l'agricoltore che gestisce il campo visto che proprio in questo istante sono iniziate le operazioni di aratura. Attività che è perfettamente in linea con la normativa della concimazione dei campi ma tuttavia, interrando i fanghi, renderà quasi impossibile l'analisi chimica volta a capirne l'eventuale pericolosità.
 
Giusto per mettere la ciliegina sulla torta in questa vicenda non c'entrano le tanto odiate discariche ma un campo, un agricoltore che pare essere della zona e un terreno che solitamente è coltivato a mais per l'alimentazione delle mucche da latte ( con cui poi si fa il formaggio )

Ci auguriamo di cuore che ci sia il tempo, per gli organi competenti, di fare chiarezza sulla natura chimica dei fanghi, accertare l'eventuale pericolo o rassicurarci sul fatto che è tutto nella norma e si è trattato solo di una giornata di inaccettabile puzza allucinante. Diversamente ci rimarrà il dubbio di aver assistito all'ennesimo scempio ambientale.

Tutto ciò tuttavia è pazzesco. Tutti i giorni siamo qui a subire un problema ambientale. Quanto ancora dovremo violentare la nostra terra prima di capire che l'abbiamo rovinata per sempre?

Con grande amarezza e tanta rabbia.
CC



domenica 17 maggio 2015

Amianto in Ecoeternit

Ciao a tutti, pubblico una foto che ci ha mandato un amico la scorsa settimana.
Lo scatto mostra un camion carico (molto probabilmente) di amianto che si sta dirigendo alla discarica Ecoeternit ( quella già sequestrata per irregolarità nei conferimenti).
Come potete notare il materiale è trasportato in fantastici big-bags aperti e svolazzanti.



Ora, la foto non dice nulla con certezza e noi non stiamo certo affermando che il trasporto in queste condizioni è poco sicuro in quanto rischia di liberare fibre d'amianto nell'aria ma il tutto ci appare alquanto sospetto e ci fa pensare che dobbiamo restare vigili. Molto vigili.

Buona notte
CC

mercoledì 29 aprile 2015

Traffico rifiuti, inchiesta disciplinare per capitano carabinieri: “Indagini negligenti”

Ecco un interessante articolo pubblicato ieri dal Fatto Quotidiano a firma del sempre bravo Andrea Tornago.
Sarà una delle nostre la discarica in questione?
Buona lettura
CC

Traffico rifiuti, inchiesta disciplinare per capitano carabinieri: “Indagini negligenti”


di | 28 aprile 2015
Traffico rifiuti, inchiesta disciplinare per capitano carabinieri: “Indagini negligenti”
 
La procura generale di Brescia ha aperto il procedimento contro Pietro D'Imperio, comandante del Nucleo investigativo. Contestate diverse mancanze in una grande inchiesta sugli smaltimenti illeciti. Per l'accusa avrebbe escluso dalle intercettazioni soggetti importanti e avrebbe svolto controlli inefficaci.
Intercettazioni importanti segnate come “normali”, indagini “incongruenti e mancanti” sul traffico organizzato di rifiuti in Lombardia condotte su delega dell’antimafia di Brescia. Con queste accuse il capitano dei carabinieri Pietro D’Imperio, comandante del nucleo investigativo di Brescia e dal 2011 a capo delle principali inchieste del distretto giudiziario, è stato posto sotto procedimento disciplinare dalla Procura generale di Brescia per “marcata negligenza” e sarebbe stato trasferito ad altro incarico. L’azione disciplinare – secondo le informazioni verificate da ilfattoquotidiano.it – è stata promossa nel febbraio scorso, e a Palazzo di giustizia si sarebbero già tenute alcune udienze riservate davanti a una commissione formata dal presidente della Corte d’Appello, da un magistrato del tribunale e da un ufficiale dei carabinieri.
L’inchiesta della Dda di Brescia – che era stata affidata all’ufficiale dell’Arma nell’autunno del 2014 dal procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi e dall’aggiunto della Dna Roberto Pennisi – riguarda la galassia degli smaltitori di rifiuti in provincia di Brescia, un’indagine che sta procedendo con il contributo, tra l’altro, di un collaboratore di giustizia e sta verificando l’ipotesi di un traffico illecito organizzato di rifiuti in Lombardia. Attività investigative definite dai magistrati “delicate e complesse”, durante le quali il capitano D’Imperio avrebbe “perseverato nel tenere condotte – secondo l’accusa della Procura generale di Brescia – connotate da marcata negligenza”, pur essendo stato affiancato, a tre mesi dall’inizio delle indagini, da un ufficiale superiore dopo le “doglianze espresse per iscritto dal magistrato”.

L’atto di incolpazione dell’ufficiale è datato 5 marzo 2015 e contesta l’“inosservanza delle norme che disciplinano le funzioni di polizia giudiziaria”: dai controlli effettuati sui camion in uscita da una discarica “quando ormai non era più possibile verificare la reale natura dei rifiuti conferiti”, allo scavo di trincee esplorative “poco profonde e poco significative” in un sito di smaltimento, alla mancata redazione di una relazione richiesta dal pm sulla rete societaria di un’importante holding di smaltimento rifiuti. Condotte che erano state segnalate nel novembre 2014 dal pm Sandro Raimondi e per cui il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Giuseppe Spina, aveva affiancato al capitano D’Imperio un superiore per sovrintendere al posto suo alle indagini.
Ma le condotte “negligenti” del capitano, secondo la Procura generale di Brescia, sarebbero continuate anche nei mesi seguenti, arrivando fino alla gestione delle intercettazioni: l’ufficiale – sempre secondo l’accusa – non avrebbe inserito nelle richieste di intercettazione soggetti che avevano assunto un “ruolo centrale” nella vicenda, e non avrebbe segnalato il fatto che alcuni di essi “preferivano l’utilizzo della posta elettronica anziché del telefono”, oltre a non essere intervenuto “di fronte al pericolo di gravi contaminazioni ambientali per perdita di percolato”.
Tra le contestazioni mosse all’ufficiale anche quelle relative a due telecamere nascoste installate presso una discarica subito individuate dai dipendenti della ditta, e a intercettazioni che non sarebbero state portate all’attenzione del pm. In alcune delle telefonate intercettate, in cui parlano i responsabili di una discarica di rifiuti speciali sotto inchiesta, gli indagati dimostrano di essere informati su dinamiche d’ufficio che riguardano i magistrati della Procura di Brescia.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/28/traffico-rifiuti-inchiesta-disciplinare-per-capitano-carabinieri-indagini-negligenti/1631602/