martedì 27 gennaio 2015

Ecco perchè questa è una guerra difficile da vincere

Ciao a tutti, vi posto qui sotto una foto che ci ha mandato un amico.
La foto è stata scattata, forse qualcuno lo riconoscerà, nel nostro amato Palageorge.

Qualche mese fa avevamo già scritto della commistione fra i signori delle discariche e la vita civile, di come rubano con una mano risorse e terre che mai più riavremo indietro e di come con l'altra elargiscano briciole spacciandole per oro ad una popolazione che, dotata della memoria dei pesci rossi, accetta di buon grado.

Credo rappresenti bene i motivi per cui questa battaglia sia davvero difficile da vincere.
Chi, come noi, ha lottato duro e sputato sangue nella battaglia contro la Gedit e la puzza non può che provare un senso di vomito e un dolore fitto allo stomaco.
Good Night
CC


domenica 25 gennaio 2015

Allarme dei vertici antimafia: Brescia capitale dello smaltimento illecito dei rifiuti

Allarme dei vertici antimafia: Brescia capitale dello smaltimento illecito dei rifiuti
Il Procurtore Pennisi: “L’ unico scopo al quale fino a questo momento è servita la Brebemi è stato per interrare rifiuti”
Da brescia.corriere.it:
Brescia e lo smaltimento illecito di rifiuti sono sempre più al centro dell’attenzione della Procura nazionale antimafia. La conferma arriva dalle parole dette un mese e mezzo fa da Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, e dal suo sostituto Roberto Pennisi, alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Dichiarazioni in parte «secretate» e in parte pubbliche. E che faranno discutere.
«Brescia è uno dei punti sensibili del nostro territorio dal punto di vista dei traffici dei rifiuti - ha spiegato Pennisi, che diversi giorni al mese lavora anche nella procura di via Gambara -. Se non altro perché nel territorio bresciano si concentra un quantitativo estremamente rilevante di attività produttive che producono rifiuti, tant’è vero che l’unico scopo al quale fino a questo momento è servita la Brebemi è stato per interrare rifiuti». Parole pesantissime quelle di Pennisi, che si riferiscono alle indagini dell’antimafia (da pochi giorni ha una sede anche a Brescia) la quale recentemente ha effettuato anche un’ispezione a Roncadelle, su un cantiere connesso a Brebemi. Va anche ricordato che per lo smaltimento di rifiuti sotto la A35 è in corso a Bergamo un processo nei confronti dell’imprenditore Pierluca Locatelli. Per l’accusa ha smaltito scorie industriali (diversi camion provenivano dalla Portamb di Mazzano, specializzata in trattamento rifiuti) senza averle prima inertizzate, come impone la legge. E lo ha fatto anche sotto la tangenziale di Orzivecchi. Nelle verifiche dei periti della procura, in tre campioni di terra su 35 sono stati riscontrati livelli di cromo e altri metalli superiori ai limiti di legge.
I due super magistrati puntano il dito sulle opere pubbliche e sul movimento terra. «In diversi casi però sarebbe più opportuno parlare di delitti di impresa che non di delitti di mafia, perché sono le imprese che attivano il ciclo illegale di rifiuti, non le organizzazioni mafiose» ha aggiunto Franco Roberti.
I membri della commissione (tra i quali figura la bresciana Miriam Cominelli) hanno chiesto lumi anche sull’import di rifiuti industriali dall’Australia alla Valcamonica: quelli finiti alla Selca di Berzo Demo (società che prima apparteneva alla Union Carbide) per i quali sono finiti a processo i vecchi titolari dell’azienda, Flavio e Ivano Bettoni.
Altro allarme - che però non riguarda solo Brescia, ma l’intero sistema Paese - è quello riguardante il problema inverso, ovvero l’export di rifiuti soprattutto verso la Cina ed altri paesi asiatici ma anche in Nord Africa. Un problema sottolineato dal direttore dell’agenzia delle dogane (Giuseppe Peleggi) e da Rocco Antonio Burdo, direttore dell’ufficio intelligence della direzione centrale antifrode e controlli. «I rifiuti per poter lasciare il territorio nazionale dovrebbero essere trattati e bonificati» ha spiegato Burdo. Ma raramente succede, perché dei broker specializzati nella loro commercializzazione modificano codici e bolle d’accompagnamento, ed eludono i controlli ottenendo congrui profitti. Un ruolo di primo piano lo sta avendo la criminalità cinese: «si tratta di trafficanti di rifiuti che hanno piedi in Italia e in Unione Europea e la testa in Cina - ha confermato il sostituto procuratore Pennisi -. Un fenomeno estremamente complesso. Altro che camorra dei casalesi, che si limitava a buttare la spazzatura a casa propria».
Burdo conferma che da Brescia è partita una delle tre grandi inchieste italiane sul traffico di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee); «Prodotti che inizialmente sembravano riferibili all’attività di migranti che avevano messo nei container frigoriferi e lavatrici usate, perché venissero utilizzati nei Paesi d’origine. In seguito abbiamo visto che in realtà la raccolta in questi centri di stoccaggio era curata da esponenti della criminalità campana e che la spedizione in container, in particolare verso i paesi africani, era utilizzata dalla comunità campana, con il rischio di intombamento». Delle «finte» esportazioni fatte per evitare gli elevati costi di trattamento e bonifica: quei rifiuti non sarebbero mai arrivati in Africa, ma sarebbero stati smaltiti irregolarmente in Italia.

Fonte:  http://www.reteantimafiabrescia.org/2015/01/allarme-dei-vertici-antimafia-brescia.html?m=1

lunedì 19 gennaio 2015

PCB A MONTICHIARI

Alla Bernardelli di Vighizzolo di Montichiari sono già finite le terre al Pcb scorticate dal parco di via Nullo a Brescia. E ora il timore del comitato Sos Terra è che in quell’ex cava finiscano anche le zolle tolte dai giardini delle scuole elementari Deledda e Calvino. L’allarme è lanciato dal presidente del comitato Sos Terra, Gigi Rosa, che sottolinea le tante criticità della zona.

Qui potete vedere il video del Corriere della Sera

http://video.corriere.it/terre-pcb-brescia-montichiari/42039294-9c02-11e4-96e6-24b467c58d7f

Buona visione
CC

domenica 18 gennaio 2015

Carmine Piccolo #corriconme

Stasera devo fare un grosso "mea culpa", su questo blog non ci siamo ancora occupati di Carmine Piccolo e della sua personale forma di protesta. Chiedo venia e provo a rimediare con queste pochi righe.



Carmine abita a Ghedi, è un insegnante, un padre e un podista e per difendere il suo territorio e il futuro dei suoi figli ha scelto da fare la cosa che probabilmente gli riesce meglio: correre.
Corre chilometri su chilometri, attraversa paesi, ambienti desolati e inquinati, fiancheggia discariche e siti da bonificare, lo fa con una passione invidiabile e con una determinazione incrollabile, indossando una pettorina gialla sulla quale scrive di suo pugno i messaggi che vuol portare e la sua voglia di cambiare le cose.

Utilizza la sua pagina Facebook per documentare le sue corse ed invitare, con un entusiasmo a tratti commovente, la gente a lottare con lui per salvare quel che resta del territorio bresciano.
Sappiamo che lo muove una storia personale pensante e toccante fatta di dolorose malattie che hanno colpito la moglie e i tre figli, da qui è partito per denunciare una situazione ambientale drammatica con la fede incrollabile che, come cantava Patty Smith, il potere è nelle mani alle persone che possono decidere se e come cambiare il proprio futuro.
Vi sarà capitato di vederlo in giro con la sua pettorina gialla affiancato da qualche simpatizzante in bicicletta. L'invito che rivolge a tutti è quello di correre e fare un po' strada con lui.

L'altro giorno era a Montichiari, è ormai leggenda il fatto che sia entrato gridando nel Comune ed abbia voluto incontrare il sindaco, stamattina è partito da Vighizzolo - dove ha parlato con alcuni cittadini - ha fatto il giro delle discariche per poi correre fino in centro. Sulla sua pagina Facebook ha invitato tutti a correre con lui ed ha espresso il desiderio di voler vedere tante magliette bianche con la scritta No Discariche. In centro a Montichiari di queste magliette non se ne sono viste ma è ormai cosa nota che ai monte clarensi poco importa del loro territorio ( o meglio di quel che ne resta).

Qualcuno potrebbe pensare che Carmine Piccolo sia un egocentrico, un visionario e forse anche un pazzo. Tutte cose probabilmente vere, ma non sono forse gli egocentrici, i visionari ed i pazzi gli unici che hanno la forza e l'incoscienza di cambiare il mondo?


Will: Non so se è pazzia o genialità.
Jack: Impressionante quanto spesso questi due tratti coincidano...     
                      
( I pirati di Caraibi)


Potete seguire le avventure di Carmine Piccolo sulla sua pagina Facebook:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100008920740111 


venerdì 16 gennaio 2015

L'indice di pressione ci protegge a patto che....

L'indice di pressione è una grande vittoria del nostro territorio ed un fattore di garanzia e sicurezza per il nostro comune. Ovviamente sempre a patto che gli interessi di 2 privati ( sì proprio 2 ) non vengano riconosciuti più importanti dal TAR.

Tra non molto infatti il TAR sarà chiamato ad esprimersi sul ricorso effettuato da Bernardelli e da Systema che hanno chiesto l'abolizione dell'indice di pressione. Lo so, starete pensando che è un'assurdità, un'ingiustizia, una schifezza ( e altri aggettivi irripetibili) ma è così, d'altronde non vivremmo in Italia ma in un paese un pochino più civile, giusto e meno corrotto.

Buona lettura.
CC

mercoledì 14 gennaio 2015

È allarme discariche a Brescia. ( E Montichiari )

AMBIENTE
Milano, 13 gennaio 2015 - 18:36

È allarme discariche ma in Regione
ci sono altre 7 domande

Per tre di loro (Bosco Stella, Castella e Cerca di Travagliato) il Pirellone ha dato un primo parere negativo


Il cratere di Montichiari che dovrebbe ospitare la Padana Green, 1 milione di metri cubi di scorie d’amianto
 

Il Bresciano patria delle discariche è lo slogan che recentemente sta facendo breccia su diversi media nazionali. Dopo l’inchiesta del Corriere.it si è mossa Terra! (rete 4), La vita in diretta (Rai Uno), alle Falde del Kilimangiaro (Rai 3) e giovedì 15 gennaio ne parlerà pure Servizio Pubblico (La 7). Ma oltre alle cento discariche (tra autorizzate e abusive) presenti in provincia, quante sono le altre domande presenti in regione? La domanda è stata posta dal consigliere regionale Pd Gianantonio Girelli, al quale la Giunta ha risposto prontamente. Giacciono in Regione 7 domande per altre rispettive discariche (5 ex novo e 2 ampliamenti). Non è detto che tutte vengano approvate. Partendo dal caso Montichiari (dove le discariche censite sono 14 per 11 milioni di metri cubi di rifiuti sepolti) la Regione lo scorso anno ha introdotto l’indice di pressione ambientale, fissando in 160mila metri cubi di rifiuti per chilometro quadrato il massimo «sopportabile» da un territorio.
 


A Montichiari (dove si raggiunge il record europeo di 440 metri cubi di rifiuti per abitante) questo limite è di gran lunga superato. Critica anche la situazione della Franciacorta, dove ci sono 20 discariche esaurite, molte delle quali andrebbero bonificate (a partire dalla Vallosa di Passirano). Ecco le domande presenti in Regione, con tanto di nome dei proponenti.

Nuove domande
A2A AMBIENTE (discarica Bosco Stella): da 8 anni è in corso la procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale) per una nuova discarica per rifiuti speciali non pericolosi nei comuni di Paderno Franciacorta e Castegnato, presentata da A2A Ambiente spa in data 20 luglio 2006. Dopo il no di Arpa, Asl, Provincia, comuni, a luglio la Regione ha dato il preavviso di giudizio negativo. Ma il progetto (passato da 4 a 2 milioni di metri cubi di rifiuti) non è stato stralciato. A2A ha depositato nuove osservazioni e controdeduzioni, delle quali è in corso la valutazione.
CASTELLA – Rezzato: è in corso procedura di Via relativa al progetto di una “nuova discarica per rifiuti speciali non pericolosi (2 milioni di mc) ed annesso impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi” in comune di Rezzato, presentata da Castella srl, in data 27 lugli0 2011. Anche qui la Regione ha dato preavviso di giudizio di compatibilità ambientale negativo; i termini per la presentazione delle contro deduzioni scadono il 20 febbraio 2015.
PADANA GREEN – Montichiari: questa richiesta (del 19 ottobre 2011) ha creato forti malumori a Montichiari perché porterebbe sul territorio un altro milione di mc di scorie d’amianto. È in corso il procedimento di Via e di Aia. In data 2 dicembre 2014 la Regione ha formalizzato una richiesta di integrazioni alla ditta proponente. Secondo l’indice di pressione ambientale introdotto dalla Regione nel 2013 non potrebbe essere realizzata. Ma la domanda è precedente alla normativa.
CERCA – Travagliato: la domanda per lo smaltimento di 467mila tonnellate di amianto risale al 9 agosto 2006. Dopo un primo sì della Regione il Comune di Travagliato nel 2009 ha vinto un ricorso al Tar avviando una procedura di esproprio. Anche la Regione due anni fa ha comunicato il preavviso di diniego alla società Cerca, la quale ha inviato le proprie osservazioni, sostenendo che non è necessaria la disponibilità dell’area e che quindi l’esproprio attuato dal Comune non è motivo di diniego. Si è quindi in attesa di altri due ricorsi.
MONTICHIARI AMBIENTE – Montichiari: in corso procedimento Aia avviato nel 2006 e sospeso in attesa di Via e delle previsioni contenute nel Piano d’area di Montichiari. La discarica per rifiuti speciali avrebbe dovuto sorgere a fianco di Cava Verde (A2A) in funzione per anni e chiusa dal 20 marzo 2014.

Richiesta di ampliamenti
PORTAMB – Mazzano: l’impianto di trattamento rifiuti (anche pericolosi) esiste già ma i privati vorrebbero raddoppiarlo. La domanda di Portamb è del 9 dicembre 2011. Regione Lombardia ha in corso la Via richiesto integrazioni documentali, a seguito della prima fase istruttoria e del contraddittorio tra il proponente e i soggetti che hanno presentato osservazioni; in data 11.12.2014 il proponente ha richiesto una proroga del termine per il deposito della documentazione integrativa, che è stata concessa fino al 4.2.2015.
 
GEDIT Calcinato: in corso la Via relativa per l’ampliamento di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi sita in comune di Calcinato, Ampliamento della vasca 3 ed il sovralzo delle vasche 1 e 2, presentato da Gedit spa, in data 16.5.2011 . Con nota del 30.12.2014 la Regione ha riattivato la procedura di Via a seguito del superamento del motivo ostativo da parte del settore ambiente della Provincia di Brescia. Regione Lombardia ha richiesto i contributi di competenza agli enti e al gdl regionale (scadenza 21.1.2015).

Richiesta di modifiche
ECOETERNIT – Montichiari: avviato il procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel luglio 2010. La società autorizzata a smaltire 867 mila metri cubi di rifiuti (tra cui amianto) ha chiesto di smaltire nuovi codici di rifiuti non pericolosi. Una modifica non sostanziale quindi. La discarica funziona già (2 anni fa è finita anche sotto sequestro — poi dissequestrata — per irregolarità nello smaltimento dell’amianto).
 
PROFACTA – Brescia: la discarica del gruppo Faustini (80mila mc di amianto) c’è già: ha aperto due anni fa, è finita sotto sequestro della procura perché — su denuncia dei comiati ambientalisti — il fondo del sito era finito sott’acqua ed era troppo vicino alle case. Dopo una lunga battaglia giudiziari è ancora in corso il procedimento per il rinnovo dell’Aia.
 
Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_13/allarme-discariche-ma-regione-ci-sono-altre-7-domande-a5269ab8-9b41-11e4-bf95-3f0a8339dd35.shtml 
 

Dal Corriere della Sera.

Una task force di 30 persone tra cui un magistrato esperto di ecomafie e traffico rifiuti.
Sta a vedere che una qualche ragione ce l'avevamo quando denunciavamo lo scempio inaccettabile del nostro territorio.
Ora stiamo a vedere, quello che è certo è che per i "banditi" dei rifiuti sarà più dura, molto più dura.

Buona lettura.
CC

A Brescia istituita la Direzione Investigativa Antimafia

Per 3 giorni alla settimana lavorerà in città Roberto Pennisi, magistrato esperto di traffico di rifiuti tossici ed ecomafie

di Redazione online

«A Brescia è stata istituita prima di Natale una sede della Dia», la Direzione investigativa antimafia. Lo ha annunciato il procuratore generale di Brescia, Pier Luigi Maria Dell’Osso. «È stata esaudita una richiesta che Brescia avanzava da 25 anni», ha aggiunto il procuratore generale. «Per ora stanno lavorando 4 o 5 ufficiali nei locali del palazzo di Giustizia, ma tra dieci giorni la sezione bresciana della Dia avrà una nuova sede. A guidarla sarà un colonnello della Guardia di Finanza». Per Dell’Osso «l’obiettivo è quello di poter lavorare con un gruppo di 30 persone».

Ecomafie nel mirino
L’antimafia a Brescia investigherà molto sul traffico illecito di rifiuti. Un allarme questo, lanciato più volte dal procuratore generale Dell’Osso anche alla stampa locale e nazionale. Proprio per questo lavorerà a Brescia per 3 giorni alla settimana Roberto Pennisi magistrato esperto di traffico di rifiuti tossici ed ecomafie.
 

mercoledì 7 gennaio 2015

Da Brescia sta partendo la terra contaminata da pcb. Arriverà a Montichiari?

COLPO DI SCENA

Pcb: niente lezioni alla Calvino

 
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Ore: 09:01| mercoledì, 7 gennaio 2015
Colpo di scena: niente scuola, stamattina, per i ragazzi della Calvino, istituto interessato da un'operazione di bonifica da Pcb. Stamane gli alunni si sono regolarmente presentati all'ingresso di via Parenzo. Dal Comune, nella giornata di ieri, erano arrivate rassicurazioni: nessun pericolo per i ragazzi, la scuola riaprirà regolarmente.
Così non è stato. All'arrivo degli allievi c'erano ruspe che stavano movimentando la terra proprio davanti all'ingresso. E il dirigente scolastico, il profesore Giorgio Becilli, non se l'è sentita di farli entrare.
Chi poteva, dunque, è tornato a casa. Mentre gli altri scolari sono stati dirottati verso la Deledda, scuola elementare in cui sono in fase di svolgimento analoghe operazioni di bonifica. Anche gli insegnanti della Calvino sono stati spostati alla Deledda.

fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/pcb-niente-lezioni-alla-calvino-1.1951160 

sabato 3 gennaio 2015

Scatta il conto alla rovescia per il deposito nucleare

In quale sito o discarica verranno portate le scorie nucleari?

Sempre vigili, speriamo in bene.
Buona lettura e buon anno a tutti.
CC

Scatta il conto alla rovescia per il deposito nucleare

Consegnata a Ispra la mappa con i siti potenzialmente idonei. Ma sono un centinaio. La vera scelta avverrà a partire da aprile, quando la carta verrà resa pubblica


Scatta il conto alla rovescia per il deposito nucleare

ROMA - È partito oggi il conto alla rovescia per la messa in sicurezza delle scorie radioattive prodotte dalla breve stagione del nucleare italiano. La Sogin, la società pubblica incaricata del decommissioning, ha consegnato all'Ispra l'elenco dei siti potenzialmente idonei per la realizzazione del deposito nazionale. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale avrà due mesi di tempo per verificare la correttezza dell'analisi, poi passerà i nomi al governo che si prenderà un altro mese per i controlli. Ad aprile la carta sarà resa pubblica.

Ma cosa c'è in quella mappa? Dalla cartina dell'Italia sono state tolte lagune, zone protette, miniere, dighe, poligoni di tiro e tutte le aree con una delle seguenti caratteristiche: sismiche; soggette a frane o ad alluvioni; sopra i 700 metri di quota, sotto i 20 metri di quota; a meno di 5 chilometri dal mare; a meno di un chilometro da ferrovie o strade di grande importanza; vicino alle aree urbane; accanto ai fiumi.

Eliminate le aree da escludere, nella mappa restano evidenziati un centinaio di siti potenzialmente idonei sparsi in una dozzina di regioni. In uno di questi luoghi si dovrà lasciare un chilometro quadrato libero per realizzare il progetto che si compone di due parti. La prima è il deposito nazionale di superficie in cui i barili con le sostanze contaminate verranno avvolti da tre diverse protezioni in calcestruzzo e cemento e poi messi in celle sigillate e ricoperte con più strati di materiale impermeabile. La seconda è il parco tecnologico: un centro di ricerca specializzato nel campo del decommissioning.

Parliamo di un investimento da un miliardo e mezzo di euro che, con quattro anni di lavoro, dovrà servire a mettere in sicurezza 90 mila metri cubi di materiali radioattivi: il 60% verrà dallo smantellamento delle centrali nucleari, il 40% da attività diagnostiche e terapeutiche di medicina nucleare, da laboratori di ricerca e da alcuni settori industriali (questi rifiuti crescono di 500 metri cubi all'anno).

Sulla necessità di dare protezione a materiali pericolosi sotto vari profili (da quello sanitario a quello della security) concordano tutti. E, nell'audizione alla Camera del 30 ottobre 2013 i dirigenti Ispra sono stati molto chiari parlando di rifiuti radioattivi che "continuano ad essere immagazzinati senza un adeguato processo di condizionamento presso strutture non idonee, in particolare dal punto di vista della localizzazione, a una gestione di lungo termine. Va evidenziato che in tale contesto sono emerse negli anni alcune situazioni di particolare criticità".

Inoltre, avendo una quantità di rifiuti nucleari abbastanza ridotta, possiamo evitare l'incognita del cimitero per le scorie ad alta radioattività: un problema a tutt'oggi irrisolto (si tratta di garantire la sicurezza per un tempo molto maggiore di quello che ci separa dall'avvento dell'agricoltura). In Italia il deposito sarà limitato alle scorie a media e bassa attività: il luogo potrà essere recuperato nell'arco di 300 anni.

Tuttavia la vera incognita resta l'affidabilità della gestione. E il governo non è partito con il piede giusto. Il senatore a 5 stelle Gianni Girotto, ha definito la decisione di nominare Antonio Agostini a capo dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, "un atto da vecchia politica: si è scelto un personaggio che non ha le competenze richieste dalla legge".

Tra quattro mesi si entrerà nel vivo della questione. Senza garanzia di trasparenza nei criteri di scelta del sito e un dialogo reale con le popolazioni coinvolte si rischia di bloccare il processo. Lasciando irrisolto un problema di sicurezza che richiede una soluzione rapida.


Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2015/01/02/news/scatta_il_conto_alla_rovescia_per_il_deposito_nucleare-104186959/?ref=HREC1-11

venerdì 2 gennaio 2015

Dal Corriere della Sera. Montichiari e le sue discariche alle falde del kilimagiaro

IN ONDA DOMENICA 4 GENNAIO

Alle Falde del Kilimangiaro, inchiesta sulle discariche del Bresciano

Focus sul business dello smaltimento rifiuti da Montichiari alla Franciacorta, dove restano i siti di smaltimento sorti in passato e mai bonificati

di Redazione online 

Un frame della video-inchiestaUn frame della video-inchiesta
 
Dopo essersi occupata (domenica 28 dicembre) della cementificazione selvaggia del Garda — a partire dal caso di Campione (con relativa frana) — la trasmissione di Rai3 Alle Falde del Kilimangiaro è tornata in terra bresciana per un’inchiesta sull’inquinamento e la presenza record di discariche, che andrà in onda il pomeriggio di domenica 4 gennaio. La giornalista Rai Stefania Battistini parte dal paese simbolo dell’immondizia, ovvero Montichiari, dove sono presenti 14 discariche per il record di 11 milioni di metri cubi di scorie smaltite. E dove la Padana Green ha chiesto alla Regione di realizzare un’altra discarica per rifiuti in amianto. Si sposta poi in Franciacorta, simbolo dell’eccellenza vitivinicola lombarda, per un focus sui vecchi siti farciti di rifiuti industriali negli anni Settanta. E mai bonificati. È il caso della discarica Vallosa di Passirano, dove ci sono 33 mila metri quadrati di scorie velenose, comprese le peci al Pcb della Caffaro. E gli inquinanti sono arrivati nella falda e nel sangue degli abitanti, che non possono consumare gli ortaggi coltivati vicino alla discarica. Altra sito inquinato dei venti presenti in un raggio di 10 chilometri è quello di Paderno Franciacorta, l’ex cava «Sorelle Vianelli». Nell’inchiesta vengono intervistati il procuratore generale Pier Luigi Maria Dell’Osso (che parla del bresciano come di una vera e propria nuova terra dei fuochi), Pietro Gorlani (giornalista del dorso bresciano del Corriere della Sera, esperto di tematiche ambientali) e Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta.