giovedì 26 febbraio 2015

Fumo nero dalla Vezzola



Quello che vedete nella fotografia è il fumo nero che questa mattina usciva dal camino del bitumificio Vezzola a Ro ( il famoso tritasassi della Zanola oggetto della visita in pompa magna dall'allora neo assessore all'ambiente Brogiolo). Se ci fate caso il fumo va giusto giusto nella direzione del centro di Montichiari.
Ovviamente non è dato sapere la composizione del fumo, la quantità di sostanze inquinanti presenti, la sua tossicità, né la sua eventuale pericolosità.
Non mi pare che nessuno ad oggi abbia reso pubblico un solo dato in tal senso.

Questo mi porta a fare una piccola e semplice riflessione. Qualche settimana fa abbiamo assistito ad un momento di forte mobilitazione in cui i genitori si sono allarmati per l'accorpamento in un unico plesso scolastico delle scuole elementari con le medie. Giustamente i genitori erano preoccupati per le ricadute che questa scelta avrebbe avuto sulla vita dei loro figli.
Peccato però che la stessa agitazione e sensibilità non ci sia verso questo inquinamento, come quello delle discariche, che rischia di avere percussioni drammatiche sul futuro dei loro figli.

Buona notte
CC

venerdì 20 febbraio 2015

Un giorno di ordinaria follia ( ambientale)


Ieri mattina, un amico, è passato a fianco di una delle cave di prestito dell'ATEG44 che stanno vicine al bitumificio di Vezzola e questa è la scena che gli si è presentata davanti.



Come potete vedere ci sono mezzi all'opera che spostano materiali che hanno tutta l'aria di essere rifiuti. Ovviamente queste cave non hanno alcuna autorizzazione di discarica e sarebbero per di più chiuse. Lo so, starete pensando che tutto questo è assurdo, che non è possibile che nel Comune con il maggior numero di discariche in Europa e una soglia di attenzione altissima qualche azienda si metta a fare strani giochetti per conferire materiale irregolarmente ma così è.
Ovviamente sono stati avvisati gli organi di controllo che questa mattina hanno effettuato un sopralluogo e fermato l'attività dell'azienda che pare, e qui usiamo il condizionale, non abbia alcuna autorizzazione in mano se non un accordo verbale con la confinante ditta Vezzola.

Che dire, alla spregiudicatezza e allo schifo non c'è mai fine.

Restiamo vigili e difendiamo il nostro territorio.
CC


domenica 8 febbraio 2015

Un'idea interessante

Ciao a tutti, pubblico qui sotto un post scritto da Marco Togni sul suo profilo Facebook. Lo faccio per onestà intellettuale perché mi pare un'idea concreta, interessante e dai possibili risposti positivi per Montichiari.
Buona lettura
CC

PROPOSTA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA SALUTE
Nell’incontro organizzato il giorno 29 gennaio dall’amministrazione comunale di Montichiari insieme ad altri comuni, sono intervenuti l’Ing. Magro e il Dott. Magoni dell’ASL.
L’ing. Magro su incarico dell’amministrazione Zanola e del Comitato SOS Terra, dopo i due anni di studi, ha messo a punto un sistema in grado di scattare una fotografia attuale sullo stato del’inquinamento emesso dalle principali attività produttive e sulle infrastrutture presenti sul territorio. Magro ha inoltre ribadito che molti degli inquinati pericolosi emessi dalle sorgenti prese in osservazione sono riconosciuti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come cancerogeni.
Nel suo intervento invece il dott. Magoni dell’ASL ha esposto i dati dell’atlante della mortalità evidenziando come, dato che mai vi è stato uno studio approfondito, non sia possibile affermare che le cause delle malattie e delle morti attuali siano causate dall’esposizione agli agenti inquinanti immessi nell’ambiente dalle discariche. In particolare ha evidenziato come, per le ricerche fin ora effettuate a livello nazionale, la letteratura scientifica abbia escluso la correlazione che vi è tra malattie e discariche di rifiuti solido urbani. L’atlante della mortalità inoltre disegna una mappa della provincia che muta radicalmente se si osservano le morti dovute alle differenti malattie e delle differenti forme di tumore. Malattie che si sono contratte per la continua esposizione nel corso degli anni agli agenti inquinanti e agli stili di vita.
Al momento l’intera comunità è in attesa di uno studio epidemiologico ben fatto, in grado di dare risposte concrete sull’eventuale correlazione tra malattie ed esposizione nel tempo, agli inquinanti emessi nelle matrici ambientali (aria, acqua e suolo) da parte delle discariche.
Ho la sensazione che attualmente vi sia una mancanza di volontà nell’effettuare questo tipo di studio soprattutto all’interno degli enti preposti per farlo.
Per smuovere queste acque, bisogna trovare quella prova certa, inconfutabile che vi sia il succitato nesso tra fonti di inquinamento e malattie sul nostro territorio.
La mia proposta è utilizzare il modello matematico messo a punto dell’Ing. Magro per “scattare una serie di fotografie” nel passato andando a ritroso di 20-30-40 anni.
Messe in sequenza come si montasse un filmato mostrerebbero l’andamento dell’inquinamento nel corso del tempo, il carico dello stesso e i valori di esposizione a cui il territorio(ambiente e popolazione) sono stati esposti.
Tali fotografie, sovrapposte agli atlanti della mortalità disponibili e aggiornati nell'ultimo decennio sono certo siano in grado di trovare quella prova inconfutabile dei nessi causa-effetto che vogliamo siano dimostrati.
Tale studio, offrirebbe poi un ulteriore strumento per la programmazione del territorio e dello sviluppo non limitando la stima dei danni al solo ambiente naturale ma anche alla comunità umana.
Intendo farmi promotore di tale iniziativa presso i nostri referenti istituzionali in Regione Lombardia al fine di proseguire quel cambiamento epocale iniziato con l’amministrazione Zanola in collaborazione con il Comitato SOS Terra che ha portato all’introduzione del “fattore di pressione” nella programmazione dello sviluppo e del consumo di territorio
Marco Togni

martedì 3 febbraio 2015

Strani movimenti alla Gedit

Ciao a tutti, qui di seguito vi posto una foto scattata martedì 27/01/2015 alle ore 06:20 da un amico davanti alla discarica Gedit.



Come si vede chiaramente un camion, che pare essere quello per la raccolta del percolato, sta entrando nella discarica.
Sarebbe tutto normale se non fosse che sono le 06:20 del mattino e l'ordinanza comunale prevede l'inizio delle attività alle 07:00. Perché così tanta fretta di iniziare a lavorare?

Come sempre restiamo vigili, il futuro del nostro territorio dipende anche da noi.

CC

domenica 1 febbraio 2015

...appunti dalla serata di giovedì 29 sugli impatti che le discariche hanno sulla salute

Ciao a tutti, vi riporto qui sotto l'articolo apparso sul BresciaOggi a seguito dell'incontro promosso dal Comune di Montichiari e dai comuni limitrofi sul problema delle correlazioni fra discariche e malattie.
Da annotare sul taccuino della serata lo scialbo contributo di Michele Magoni, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico dell'Asl di Brescia, che ha sì detto che c'è un aumento di tumori ma che non ha avuto la determinazione di legare questo fatto alla concentrazione anomala di discariche ( d'altronde cosa ci si poteva aspettare da un asl che ancora si rifiuta di fare un'indagine epidemiologica sul nostro comune e, più in larga scala, sul territorio bresciano?) il verace intervento di Gigi Rosa, il bellissimo ed esaustivo quadro della situazione fornito dall'Ing. Magro e l'intervento del solito "genio" che ha accusato Comitato e cittadini di fare solo protesta e non proporre soluzioni ( scrivo del solito genio perché oltre a parlare dimostrando di non sapere quasi nulla della nostra situazione e di quanto hanno fatto i cittadini porta la questione sul solito inutile e stupido piano polemico non considerando che ognuno ha un compito e quello dei cittadini non è certo fare pianificazione sulla gestione dei rifiuti su base regionale e nazionale).
Per il resto la nota veramente positiva è l'unione raggiunta fra i comuni limitrofi a Montichiari, finalmente non corriamo da soli ma con la forza di tante amministrazioni. Speriamo sia la volta buona.
Buona lettura
CC

Degrado ambientale, la Bassa va in trincea  

L'assedio delle discariche minaccia la salute e mette paura ai residenti  Da Fraccaro appello a unire le forze «Da soli i Comuni sono perdenti»


Un grido d'allarme e un impegno comune a difendere un territorio messo sotto assedio da cave, discariche ed altri impianti ad alto impatto ambientale. Come a dire preoccupazione e speranza. Sono i due volti degli stati generali di salute e ambiente convocati l'altra sera a Montichiari, la cittadina ribattezzata la «pattumiera» d'Europa per il rapporto record fra abitanti e scorie stoccati nel sottosuolo (16 discariche e 12 milioni di metri cubi di rifiuti).
IL NESSO fra discariche e un'incidenza anomala di malattie croniche nel comprensorio non è mai stato accertato scientificamente ma i dati epidemiologici illustrati nell'assemblea mettono inquietudine. Michele Magoni, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico dell'Asl di Brescia, ha affermato che «sono aumentate le nascite di bambini sottopeso, anche con malformazioni, e che tra il 1988 e il 2002 i tumori che hanno colpito pazienti in età infantile o adolescenziale erano cresciuti del 30%. Ma - ha precisato -, non ne sappiamo il motivo».
MAGONI HA POI AGGIUNTO che dal «2002 in poi la situazione è migliorata, ma non di molto. Ma anche questa flessione delle patologie è inspiegabile».
Proprio per la mancanza di certezze sulle cause, l'andamento epidemiologico delle neoplasie è un campanello d'allarme da non sottovalutare, come rimarcato da Gigi Rosa, presidente del comitato Sos Terra, e da Carmine Piccolo, il «Forrest Gump» ecologista di Ghedi che macinando chilometri nelle maratone di mezzo mondo sta conducendo una campagna per la difesa dell'ambiente. «Dovete tirar fuori gli attributi - ha esclamato Gigi Rosa, rivolgendosi ai responsabili dell'Asl -: l'area di Vighizzolo è una terra abbandonata al degrado, con l'aria ammorbata dai miasmi e l'acqua contaminata dalla percolazione delle discariche. Le malattie aumentano, e voi cosa state facendo? - ha incalzato Rosa rivolgendosi ai rappresentanti delle autorità sanitarie -. I nostri bambini si ammalano o nascono deboli. E la Asl presenta analisi datate». Sulla stessa lunghezza d'onda Piccolo. «Perché non si parla delle tre indagini aperte dalla procura distrettuale anti-mafia su un traffico di  rifiuti nella nostra area? - si è chiesto Piccolo -. La gente è stufa di essere presa in giro, entriamo in tutte le case subito con un questionario per chiedere ai cittadini  come stanno in salute». Giuseppe Magro che ha griffato il progetto Q-Cumber, primo social network ambientale in grado di monitorare in tempo reale l'inquinamento, ha sollecitato «un cambiamento di passo, non solo delle istituzioni, ma anche della gente, che deve attivarsi in prima persona poiché i progetti positivi vanno sostenuti collettivamente». Magro ha poi suggerito di dare un taglio ai complicati percorsi burocratici e di «seguire il modello degli Stati Uniti dove esiste una sola agenzia nazionale che si occupa di ambiente. Unificare Asl e Arpa darebbe maggiore incisività ai controlli». L'assemblea dell'altra sera è servita anche a gettare le premesse per il varo di un tavolo comprensoriale dedicato ai problemi ambientali che oltre a Montichiari, coinvolgerà anche Ghedi, Calcinato, Carpenedolo, Castenedolo, Bedizzole, Lonato e Mazzano. Un patto dalle grandi prospettive che potrebbe allargare il proprio bacino: significativa a questo proposito la presenza di delegazioni di amministratori comunali di Bagnolo Mella, Orzinuovi e Padenghe. Assente l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi, a portare all'assemblea la voce del Pirellone sono stati i consiglieri regionali Fabio Rolfi e Gianpietro Maccabiani.
«L'OBIETTIVO è creare un sistema virtuoso fra i Comuni e le autorità sanitarie - ha spiegato l'assessore all'Ecologia di Montichiari, Lia Brogiolo -: serve un rapporto leale e stretto con l'Asl e l'Arpa per dare vigore al pacchetto di misure che vareremo in difesa dell'ambiente». Per il sindaco Mario Fraccaro «i tempi sono maturi per creare un fronte unitario fra i diversi Comuni. Agire da soli, come fatto in passato, non aiuta e non serve».
Francesco Di Chiara

fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/1038589_degrado_ambientale_la_bassa_va_in_trincea/?refresh_ce#scroll=2230 

                                                    

Ndrangheta al nord, indagato anche ex senatore Grillo. Fresco di condanna Expo

Sempre belle notizie su di noi.
Buona lettura.
CC

Ndrangheta al nord, indagato anche ex senatore Grillo. Fresco di condanna Expo

Dalla provincia di Crotone all’Emilia e da Reggio Emilia al bresciano. La Lombardia, “provincia della Calabria” secondo la geografia di conquista ‘ndranghetista, è ormai la terra promessa della nuova criminalità calabrese. Zona franca, “America” per la seconda generazione della ‘ndrangheta, “capace di sperimentare nuovi modelli criminali – spiega a ilfattoquotidiano.it il procuratore generale di Brescia, Pierluigi Dell’Osso – senza alterare gli equilibri con le strutture tradizionali in Calabria”. È il quadro emerso nell’inchiesta delle Direzioni distrettuali antimafia di Bologna e Catanzaro, insieme alla Dda di Brescia, che il 28 gennaio ha portato ad oltre 160 arresti e all’iscrizione nel registro degli indagati di imprenditori e funzionari pubblici, tra cui il sindaco di Mantova Nicola Sodano, l’ex senatore Dc e consigliere di Finmeccanica Franco Bonferroni – ma il suo avvocato ha smentito il coinvolgimento – e l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, fresco di patteggiamento nel processo sulla corruzione negli appalti dell’Expo di Milano.
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Brescia, “l’America” calabrese. La provincia di Brescia, insieme a quella di Bergamo, sono il primo approdo e lo snodo della criminalità calabrese in cerca di territori per l’espansione economica. Ne parlano, nelle carte dell’inchiesta della Dda di Bologna, pentiti considerati di rilevante statura criminale come Angelo Salvatore Cortese di Cutro (Crotone): “Persone che io conoscevo, che abitavano vicino a casa mia in Calabria – racconta Cortese ai magistrati – camminavano con camion con dei buchi di fianco, marci no…hanno fatto un salto di qualità che io son rimasto quando l’ho visto…mah, ha trovato l’America qua”.
Le fortune della generazione dell’“altra ‘ndrangheta” – cresciuta economicamente al nord – nascono nella Lombardia orientale, tra il bresciano e la provincia bergamasca. Secondo il racconto di Cortese, che descrive il percorso dell’imprenditore Giuseppe Giglio di Crotone – arrestato nell’operazione Aemilia – “quando arrivò in Emilia Romagna camminava con una coperta, una coperta sulle gambe, che il camion aveva un buco così, era un Daf, mi ricordo bene che era anche sequestrato. E iniziò la sua attività così. Iniziarono diciamo dal niente e adesso hanno creato un impero”.
Il segreto dell’accumulazione primaria del capitale mafioso sarebbe, secondo questo racconto, il materiale per l’edilizia, comprato in nero dai cavatori bresciani e bergamaschi. Materiale ritirato – secondo una confidenza riferita al collaboratore di giustizia – “ogni quindici venti giorni (…) con la Bmw X5 (…) con 80mila euro contanti addosso, a Brescia in una cava (…) dove aveva preso materiale in nero”. In una cava bergamasca sarebbero poi finiti, secondo le indagini condotte nel 2010 dalla Guardia di Finanza – che sequestrà alcuni camion della Giglio Srl – i rifiuti smaltiti illecitamente dall’impresa di Giglio in un sito estrattivo di Mapello, di proprietà della società bresciana Nuova Beton.
L’appalto per la Tangenziale Sud. La Nuova Beton di San Polo, storica impresa di cavatori della periferia sud-est di Brescia, aveva infatti subappaltato nel 2010 – secondo quanto riportano i magistrati – il trasporto terra alla Giglio Srl nell’ambito dei lavori per la Tangenziale Sud della città. Si tratta dunque di imprenditori in grado di lavorare nei più grandi appalti e di mobilitare, all’occorrenza, funzionari di polizia per tentare di far revocare l’estromissione dal cantiere in seguito a un’informativa antimafia. Quando la Dia di Milano scriverà un rapporto che porterà all’allontanamento della Giglio Srl dal cantiere della Tangenziale Sud, Giglio verrà aiutato da un ispettore di polizia di Reggio Emilia, che lo informava sulle indagini in corso della Dda di Catanzaro, mettendosi “a disposizione (…) – scrive il gip – in un rapporto di assoluta simbiosi” con gli imprenditori calabresi.
Geografia ‘ndranghetista. “Sono il Monco di Rosarno, per il fatto della mano offesa. Cioè, ti puoi informare anche lì a Brescia e chiedi di Ciccio Amato, quello con la mano offesa (…) vedi se ti dicono se sono un pagliaccio o sono una persona che porta rispetto”. Così si rivolge, in una conversazione intercettata dagli investigatori, il calabrese Francesco Amato all’imprenditore Giovanni Cagliostro, vittima di tentata estorsione. Amato, che coinvolge anche il fratello chiedendogli di aspettarlo fuori da casa “con i bastoni”, sta tentando di recuperare dei soldi per conto di una terza persona. A Rovato “ci sono tanti amici miei – spiega Amato – lì a Brescia (…) c’è la Ionica”. Brescia, terra di cave e rifiuti, e degli affari riservati della nuova ‘ndrangheta: “Mentre la Lombardia è considerata, in gergo ‘ndranghetista, una Provincia della Calabria – scrive il gip di Bologna a proposito del racconto del collaboratore di giustizia Francesco Oliverio – in quanto capace di organizzarsi con almeno 25 locali, l’Emilia ad oggi non ha ancora raggiunto detto status”. Ma nella Lombardia orientale, terra di conquista della nuova criminalità imprenditoriale calabrese, la Direzione investigativa antimafia è stata istituita soltanto pochi mesi fa.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/ndrangheta-nord-indagato-ex-senatore-grillo-fresco-condanna-expo/1382412/