domenica 29 marzo 2015

Una nuova, enorme, area di escavazione a Montichiari

Ciao a tutti, come ormai in tanti sanno è arrivato la pronuncia di compatibilità ambientale dell'ATEG 44. Di fatto un ok a procedere con una nuova enorme area di escavazione, 3.000.000 di mc di sabbia, che andrà da Rò fino alla fine della discarica A2A.

Altro terreno agricolo che se ne andrà per sempre. Ricordiamo che l'ATEG44 è solo uno degli ambiti estrattivi presenti sul suolo monte clarense, c'è anche l'ATEG 43 ( oramai mitico) di Vighizzolo e gli ATEG 45 e 46.

Per farla breve la questione è grossomodo questa:
Nel nuovo piano estrattivo dell'ATEG 44 sono interessate 5 ditte (  Beton Scavi S.p.a., Omega Immobiliare s.r.l., Sincav s.r.l., Vezzola S.p.a e il signor De Giuli Alessandro) che hanno chiesto di scavare, c'erano però alcuni problemi. La documentazione presentata non era completa, alcuni di loro ( vedi Betonscavi ad es.) avevano scavato più di quanto avrebbero dovuto e Vezzola aveva scavato in un'area dove ancora non avrebbe dovuto. La precedente amministrazione se ne accorse e denunciò il fatto alla Regione che quindi bloccò l'autorizzazione e chiese materiale integrativo alle aziende ( visto che quello presentato era lacunoso).
Sono passati quindi alcuni anni e siamo arrivati allo scorso 20 di gennaio quando è stato dato l'ok alle 5 ditte. Ok che guarda caso è arrivato 5 giorni prima del via al piano cave che regolerà per i prossimi 5 anni l'attività estrattiva in tutta la provincia.

Avete capito a chi è in mano il futuro del nostro territorio e dei nostri figli?
...e poi la sig.ra Gabana ci viene a fare la "lezioncina" di eco-sostenibilità e attenzione dell'ambiente da parte dei cavatori.

Stendiamo un velo pietoso.

Buona notte
CC


























domenica 22 marzo 2015

Il Corriere della Sera e il giornalista smemorato

Buona sera a tutti, vi pubblico di seguito un articolo apparso qualche giorno sul Corriere della Sera Brescia. Chiedo scusa se questa "perla" di giornalismo a firma di Massimo Tedeschi mi era sfuggita,  pongo rimedio subito e ve la pubblico in modo che la possiate "gustare" tutta d'un fiato.

La tesi sostenuta del buon ( ma poco informato) Tedeschi è che il paragone tra Montichiari e la terra dei fuochi è eccessivo e non giustificato. Scrive che è vero che Montichiari ha il triste record di 14 discariche ma fino a prova contraria sono tutte a norma di legge. Ora, a parte il fatto che dimentica di citare le 4 discariche abusive, commette anche l'errore di sostenere l'equazione a norma di legge = sicure. Come ormai tutti sappiamo le discariche a Montichiari coprono ormai più di un ventennio autorizzativo e le norme di sicurezza imposte negli anni novanta non erano certo quelle di oggi. Basta documentarsi sulla Montiriam o andare a vedere le condizioni in cui versano la Seac 1 e 2 per capire che sono delle vere e proprie bombe ecologiche. Basta poi dare un'occhiata alle ultime inchieste giudiziarie per capire quali e quante irregolarità sono avvenute ( e avvengono ?) nelle discariche regolarmente autorizzate. Forse il buon Tedeschi dovrebbe anche sapere che nonostante siano regolarmente autorizzate è impossibile sapere con certezza cosa contengono, conosciamo i CER autorizzati ma non sappiamo cosa e quanto di ogni sostanza chimica viene tumulato.
Dimentica infine di scrivere che l'unica discarica italiana dotata di certificazione Emas ( fiore all'occhiello per tutela dell'ambiente) è stata di recente coinvolta in un'indagine per lo smaltimento illegale di rifiuti provenienti dalle bonifiche di Pioltello ( leggi l'articolo).
Il compianto pm Biseglia, uno che a differenza di Tedeschi ne sapeva di discariche, sosteneva che  in Lombardia non ci sono discariche abusive, come, invece, spesso accade in Campania, semplicemente perchè Regione Lombardia le autorizza tutte.


Solo un'ultima considerazione: il titolo dell'articolo di Tedeschi è identico all'affermazione che la sig.ra Daniela Grandi Gabana ha rilasciato al Corriere della Sera in merito all'indice di pressione ( leggi l'articolo ).
Sarà un caso?

Cordialmente
CC

Brescia non è la terra dei fuochi

«Passirano non è Caivano, Montichiari non è Succivo, la Franciacorta non è l’agro nocerino-sarnese»

di Massimo Tedeschi 

Sarà il gusto delle frasi a effetto, il piacere delle sentenze spicce, la propensione verso una certa rivalsa sudista: fatto sta che su media rispettabili e nei giudizi di autorevolissimi osservatori comincia a ricorrere sempre più spesso la definizione di Brescia come «terra dei fuochi del nord». Vivremmo dunque, noi bresciani, in un concentrato di inquinamento, illegalità ambientale e disastri ecologici tale da far concorrenza alla culla di «Gomorra». Ora, senza cadere in un semplice spirito campanilistico, va detto che un simile accostamento ha in sé qualcosa di lunare, o meglio ancora di surreale. Con tutto il rispetto che meritano i cittadini e i territori del Meridione, converrà ripetere ad alta voce che Passirano non è Caivano, Montichiari non è Succivo, la Franciacorta non è l’agro nocerino-sarnese. Luoghi dove la dispersione e la combustione di rifiuti urbani e industriali a cielo aperto, l’accumulo di ecoballe incombuste, l’esportazione onerosa di immondizia verso il Nord Europa ha assunto dimensioni babeliche, degne di uno scandalo di proporzione continentale, tanto da attirare l’allarme e le sanzioni dell’Ue. Ci sentiamo tanto più titolati a respingere l’associazione di Brescia a una simile realtà, a bocciare il giudizio sintetico di «terra dei fuochi del nord», quanto più queste pagine si sono distinte (e si distingueranno) per un’analisi rigorosa, puntuale, senza sconti, sulle diverse emergenze ambientali che pure caratterizzano la nostra provincia, che meritano una vigilanza costante. Certo, la storia non si cancella. Brescia paga un pedaggio alto, in termini di costi ambientali, all’industrializzazione della prima metà del Novecento imperniata su industrie pesanti (metallurgiche e chimiche). Sconta gli effetti del produttivismo arrembante degli anni del boom, che si è dispiegato in un totale vuoto eco-normativo. Paga il prezzo di un trentennio di bulimia costruttiva (più case, più strade, quindi più sabbia, più cave, e più buchi nella campagna e più massicciate da colmare). Ma se la denuncia delle tante situazioni di inquinamento è così puntuale, e argomentata, e ascoltata, è perché qui la rete dei controlli pubblici ha una sua efficacia, i comitati di cittadini rappresentano sentinelle vigili e non addomesticabili, la coscienza ecologica sta mettendo radici vaste e profonde. Accostare Brescia alla terra dei fuochi, infine, significa non vedere i progressi che qui, e proprio qui, sta compiendo il lavoro per rendere compatibili con l’ambiente le funzioni e le attività di una moderna società industriale.
È vero, Montichiari è il paese con il record di discariche (14 fra attive e chiuse, per 11 milioni di metri cubi stoccati) ma fino a prova contraria quelle discariche sono state gestite a norma di legge, anzi qui c'è il primo caso di discarica con certificato Emas, e qui è nato un sistema di tele-rilevazione delle sorgenti di molestie olfattive esportato nel mondo. È vero, a Brescia operano 13 acciaierie che trattano rottame e producono il 35% dell'acciaio nazionale, ma qui è nato il consorzio Ramet che ha portato gli associati a ridurre del 70% le emissioni di polveri e diossine. È vero, abbiamo l'inceneritore più grande d'Italia, ma le sue emissioni di diossine sono 100 volte inferiori ai limiti di legge, e le diossine emesse in un anno sono equiparabili a mezzo chicco di riso, esattamente quanto producono un paio di roghi di materie plastiche nella terra dei fuochi (che, per inciso, ha fatto ricorso a tecnici e know how bresciani per far funzionare l'inceneritore di Acerra). È vero, abbiamo problemi di inquinamento della falda idrica superficiale, ma la Loggia e A2A hanno adottato un sistema di abbattimento del cromo esavalente nell'acqua potabile che sta già diventando un punto di riferimento a livello nazionale. È vero, scelte urbanistiche del passato (portare le tangenziali in città) creano oggi problemi per le polveri sottili, ma siamo la prima città teleriscaldata d'Italia (che ha spento migliaia di caldaie a nafta) e il dipartimento di Ingegneria ha elaborato un modello di riduzione dell'inquinamento urbano premiato dall'Ue e applicato in Europa. È vero, ci sono attività non delocalizzabili, ma in provincia c'è la prima grande acciaieria italiana che abbia ottenuto un certificato Emas, e un cementificio ha ridotto del 70 per cento l'emissione di polveri sottili e ossidi di azoto con un investimento da 150 milioni. Se il governo manterrà la promessa di stanziare qui 50 milioni, diventeremo un laboratorio del disinquinamento dei terreni inzuppati da Pcb. Bastano (e avanzano, crediamo) questi elementi per confermare che Brescia non è la terra dei fuochi. Certo, qui si gioca una sfida che lega salute, modelli di sviluppo, occupazione, qualità della vita. Una sfida che riguarda tutta l'Europa. E in cui Brescia, proprio Brescia, sta ottenendo risultati esemplari.

venerdì 20 marzo 2015

Fraccaro e la TAV #2

Che la TAV dovesse passare da Montichiari e che questo fosse un obiettivo strategico per tutto il territorio lo sostenne l'ex ministro Maurizio Lupi in un incontro pubblico a Montichiari lo scorso 10 maggio. Allora l'incontro, organizzato da Mauro Parolini e dal NcD bresciano ( ammesso che ne esista uno nazionale) era finalizzato a tirare la volata al candidato Fraccaro.
Lo stesso Lupi sostenne l'importanza strategica dell'aeroporto monte clarense e prospettò un ruolo da protagonista per il nostro Comune ( leggi l'inchiesta dell'espresso).

In quei giorni a qualcuno sembrò un po' delirante questo discorso ma i tempi non erano sospetti e ai più il tutto sembrò un'ottima opportunità.
Le ultime vicende giudiziarte e, sopratutto, le incertettazioni telefoniche ci hanno restituito l'immagine di un ministro assolutamente incompetente ( tanto da confondere la pedemontana con una ferrovia e da non sapere quali e quanti cantieri erano attivi in Italia) succube di alcuni imprenditori, uno in particolare, corrotti e curruttori. Insomma un ministro impastato in vicende torbide, uscure e - non me ne voglia nessuno - schifosamente inaccettabili fatte di tangenti, opere con costi lievitati e sperpero di denaro pubblico in opere inutili.

Vien da se che le sue parole del 10 maggio 2014 andrebbero rilette alla luce dei fatti odierni per meglio capirne il significato, se non fosse altro che da quelle decisioni dipenderà per sempre il futuro della nostra terra e dei nostri figli ( basta pensare a quanto costerà questa inutile opera e quanto peserà sulla casse future del nostro paese).
Ed invece no! il nostro Sindaco Fraccaro fiero ed inamovibile, come l'uomo tutto d'un pezzo dei poemi omerici ( non me ne voglia per la citazione) va dritto per la sua strada e afferma che la TAV è assolutamente da fare e deve passare da Montichiari! E così sia!
Ma si c'è stata qualche ruberia, qualche scandaluccio ma la valenza strategica è troppo importante.

Oggi sono stanco, non mi va di commentare, vi lascio solo una domanda: vabbè che siamo un popolo di opportunisti, confusionari e disorganizzati ma perchè ci dobbiamo meritare una classe dirigente così?

Un saluto.
CC

Nuova richiesta dalla Gedit

La Gedit chiede di poter potenziare l'impianto di produzione energia che brucia i gas prodotti dalla discarica. I motori da 2 diventeranno 3, questo non può che significare che è aumentato, o aumenterà a breve, in modo considerevole il gas prodotto dalla discarica.

Come sempre una montagna ( o sarebbe meglio dire) una discarica di buone notizie.

CC



giovedì 19 marzo 2015

La variante di Montichiari della TAV è un progetto folle. Solo Fraccaro non se ne sta accorgendo.

Buongiorno a tutti, qui sotto pubblico il comunicato stampa che l'attuale amministrazione monte clarense ha rilasciato al fine di ribadire la sua posizione favorevole ( come se già non fosse chiaro) circa il progetto TAV che dovrebbe attraversare il nostro comune.

Per ribadire la nostra posizione non serve un comunicato stampa, bastano due righe:
La variante di Montichiari della TAV è un progetto folle, distruttivo e obsoleto. Solo la nostra Amministrazione non se ne sta accorgendo.

Fa una certa impressione che "ambientalisti" fermi e convinti al tempo della Zanola ora che sono nella stanza dei bottoni, o forse sarebbe meglio dire sull'affolato carro dei vincitori, diano l'ok a questo progetto ( che come la BREBEMI, la corda molle e la pedemontana) distruggerà per sempre ettari di terreno ora agricolo, sotterrerà migliaia di tonnellate di rifiuti, creerà disagi e inquinamento per tutti i 7 anni del cantiere, ci porterà ( tanto se la variante passa le faranno, sono pronto a scommetterci) due nuove immense cave da riempire di rifiuti.
Tutto questo in cambio di cosa? Di un parco sfigato, di una ciclabile ( sempre ammesso che CEPAV conceda l'elemosina) e di una stazione dispersa nel nulla ( non presidiata e a "richiesta").
Ora, fossimo solo noi a dirlo sarebbe relativo, ma l'inutilità di questa opera è stata ribadita da Legambiente, da Realacci della commissione ambiente alla Camera e, ultimamente, anche dalla società stessa che propone l'opera.
Solo Fraccaro & Co.* ( e qualche imprenditore "interessato") continuano a sostenere il contrario.
Avanti così, verso il cambiamento, e oltre. ( Mi perdoni Buzz Lightyear per la citazione).
CC



COMUNICATO STAMPA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SUL PROGETTO DEFINITIVO "LINEA TAV" - TRATTO BRESCIA-VERONA
Indire una conferenza stampa sulla TAV in giorni com...e quelli che il nostro Paese sta nuovamente vivendo, in un contesto che tutti speravamo concluso, potrebbe apparire inopportuno.
Eppure è forte in noi il convincimento che oggi, ancor più di ieri, sia indispensabile da parte di tutte le Istituzioni, dal più piccolo Comune alle più importanti cariche istituzionali, un sussulto di responsabilità, una rinnovata stagione dei doveri.
Bene ha fatto, a nostro parere, il Presidente della Provincia, Pier Luigi Mottinelli a dichiarare come “… un’infrastruttura così importante per il potenziamento del sistema infrastrutturale del nostro Paese come la linea TAV non possa e non debba essere minata alle sue fondamenta dal comportamento di qualche Dirigente”.
Il Consiglio comunale di Montichiari, maggioranza e minoranza insieme, con Delibera n°60 del 03.11.2014 hanno attentamente valutato la soluzione progettuale depositata da CEPAV 2 lo scorso Settembre ed unanimemente è stato espresso un parere favorevole non per i vantaggi che il Comune di Montichiari o i nostri cittadini potrebbero ricavarne (tra l’altro la stazione è quasi completamente sul territorio del Comune di Castenedolo) ma per la straordinaria opportunità di sinergia con le altre infrastrutture, l’aeroporto in primis, già presenti nella zona.
SINERGIE con il mondo economico e produttivo dell’intera provincia di Brescia e delle province limitrofe; SINERGIE con il bacino turistico del Garda; SINERGIE con quanto già pianificato dalla Provincia di Brescia nel Piano di coordinamento territoriale provinciale (P.T.C.P.) allorquando ha previsto la realizzazione di una linea ferroviaria metropolitana prefigurando un collegamento anche con il vicinissimo Centro fiera del Garda, unico polo espositivo di riferimento per le provincie di Brescia, Mantova, Bergamo e Cremona.
Il parere favorevole del Consiglio comunale di Montichiari ha posto tuttavia condizioni ben argomentate e vincolanti:
1. NESSUNA REALIZZAZIONE DI CAVE DI PRESTITO NEL NOSTRO TERRITORIO (Montichiari, Calcinato e Castenedolo) e recupero del materiale necessario negli ATE già autorizzati;
2. RIDUZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI, INDOTTI E CUMULATIVI, DERIVANTI DAL PROGETTO, sia in fase di realizzazione che di gestione dell’infrastruttura;
3. PIANO DETTAGLIATO DI RECUPERO E DI GESTIONE DELL’INTERFERENZA DEL TRACCIATO CON LA DISCARICA MONTIRIAM (aspetto non preso in considerazione da CEPAV 2)
4. AZIONE SINERGICA DI TUTTI GLI ENTI COINVOLTI PER UN CONTESTUALE SVILUPPO DELL’AEROPORTO (lo shunt Montichiari e la connessa stazione rispondono ad una logica di investimenti se inseriti in una strategia di sviluppo infrastrutturale ben più ampia che veda l’Aeroporto come fattore trainante)
5. REALIZZAZIONE DI OPERE DI COMPENSAZIONE A FAVORE DELLA VIABILITA’, ANCHE CICLO-PEDONALE, E DI MITIGAZIONE AMBIENTALE A FAVORE DEI CENTRI ABITATI PIU’ PROSSIMI ALL’INFRASTRUTTURA, IN LOCALITA’ FASCIA D’ORO E VIGHIZZOLO.
La scelta progettuale della linea TAV non può essere in maniera riduttiva e semplicistica ricondotta alla riproposizione del dualismo Brescia-Montichiari, alla sfida fra l’interesse della città capoluogo e gli interessi assai più diversificati e complessi di tanti altri Comuni della provincia.
Il Comune di Montichiari ed il Comune di Brescia hanno chiaramente espresso e motivato la propria scelta.
Chiediamo ora a tutti gli altri Enti coinvolti, pubblici e privati, di fare altrettanto.
Di fronte al comprensibile disorientamento di tanti cittadini che guardano con sgomento ed inquietudine alle vicende giudiziarie di questi giorni, siamo tutti chiamati ad una maggiore coesione.
Mettiamo da parte silenzi assordanti, prese di posizione “strategicamente omnicomprensive” e iniziamo a ragionare come se davvero fossimo il “Sistema Brescia”.

(Nella foto il Sindaco Mario Fraccaro e l'Assessore ai Lavori Pubblici Stefania Mosconi)

* Ricordiamo a tutti che la volata alla campagna elettorale di Fraccaro fu tirata dal ministro Lupi in un incontro al Garda Forum organizzato da Parolini. Sono sotto gli occhi di tutti le recenti vicende giudiziarie che coinvolgono il ministro, credo non serva aggiungere altro.

domenica 15 marzo 2015

Una moratoria per tutte le richieste di nuove discariche a Brescia. Altro che terra vocata ad accogliere rifiuti!

Brescia, basta discariche: è un attacco ambientale

 
Brescia. Riflettori puntati su Brescia, la terra dei fuochi del Nord, perché i deputati bresciani del Movimento 5 Stelle, Dino Alberti, Claudio Cominardi, Tatiana Basilio e Giorgio Girgis Sorial, hanno presentato, di recente, un’interrogazione per chiedere al governo di istituire una moratoria per l’autorizzazione di discariche in territori che abbiano un elevato indice di pressione ambientale proprio come la provincia di Brescia. Ogni girno, ormai, dicono, un’indagine, uno studio o altre fonti ufficiali confermano la drammaticità della sttuazione. Per capire com’è nata l’iniziativa e quali sono i contenuti abbiamo raggiunto telefonicamente, durante il telegiornale condotto da Claudia Barigozzi, proprio uno dei deputati coinvolti, Dino Alberti.

>> Guarda il video



Fonte: https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4571673167998332631#editor/src=header

giovedì 12 marzo 2015

Parole di fuoco da parte della sig.ra Daniela Grandi Gabana

Ciao a tutti, vi pubblico di seguito l'articolo apparso stamattina sul Corriere della Sera.
L'invito è quello di arrivare in fondo e leggere le dichiarazioni rilasciate dalla sig.ra Daniela Grandi Gabana ( se ce la fate evitate di correre in bagno a vomitare).

Quello che la sig.ra non ha ancora compreso è che per una grossa parte della cittadinanza lei non è persona gradita a Montichiari e che è una della cause dei disagi che oggi, e in futuro, vivranno i monte clarensi. Badate bene che scrivo la grossa parte e non tutti perchè i soldi possono fare cose prodigiose e le generose "sponsorizzazioni" riescono nel miracolo di far accettare a qualcuno cose che sarebbero per loro natura ripugnanti e inaccettabili.
Detto questo capiamo bene che la signora si esprima come rappresentate di categoria e lo debba fare in veste ufficiale ma noi siamo stanchi e non ce la facciamo più a sopportare certe affermazioni, non siamo nè fessi nè pesci rossi, sappiamo bene come vanno le cose nel settore delle cave e delle discariche e ci ricordiamo perfettamente quanto è accaduto in questi anni.
Quindi chiudo con un consiglio: cara sig.ra Daniela Grandi Gabana, visto che da nessuna parte sta scritto che Montichiari è terra vocata alle discariche e questo rappresenta quindi un suo pensiero personale, sposti l'attezione verso il giardino della sua villa e vochi quello a diventare la pattumiera d'Italia.
Ed infine una preghiera: conosciamo tutti i suoi trascorsi turbolenti con la precedente amministrazione e sappiamo che cova parecchio rancore ma questo non la autorizza a far terra bruciata del nostro territorio, per favore pensi a noi e ai nostri figli.

Cordialmente.
CC


mercoledì 11 marzo 2015

I misteri (inquietanti) della cava di prestito.

Ciao a tutti, il 20 febbraio postammo alcune foto in cui si vedevano alcuni mezzi all'opera nella cava di prestito a fianco della Vezzola a Ro. ( leggi l'articolo ).
Ricordiamo che in quella cava non vi è al momento alcuna concessione né di escavazione né tanto meno di conferimento rifiuti, siccome l'attività era illecita e sospetta nella sostanza alcuni cittadini  segnalarono in comune l'accaduto.
Qui di seguito vi pubblico una seconda serie di foto, fatte da un amico, nell'altro lato della cava, gli scatti mostrano un'altra prospettiva dell'invaso e danno la dimensione dell'attività di escavazione, movimento terra e conferimento di materiale esterno.

Ora, siccome appare lampante a tutti che l'attività effettuata è di enorme di dimensioni ed il materiale di riempimento sembra del tutto estraneo alla natura del terreno ( e per certi versi appare costituito da materiale di riporto. Rifiuto?) ci chiediamo: cosa ha fatto o sta facendo l'assessore dell'ambiente a tal riguardo? Soprattutto in virtù delle numerose segnalazioni ricevute.
Se ci fate caso in un punto si vede una grande pozza d'acqua, siccome sono circa due settimane che non piove appare a tutti chiaro che c'è un'alta probabilità che si tratti dell'affiorare della falda.

E' chiaro che nessuno di noi vuol fare dell'inutile e scriteriato allarmismo, soprattutto in virtù del fatto che non conosciamo la natura e la reale entità dell'attività effettuata in cava, è però altresì vero che leggiamo sempre più spesso di terreni irrimediabilmente inquinati da imprenditori senza scrupoli, di rifiuti seppelliti in ogni dove, di falde contaminate e di preoccupanti aumenti di malattie, anche mortali, legate all'inquinamento. Questo basterebbe per far alzare l'asticella dell'attenzione e far attivare chi ne ha le facoltà e il dovere per un controllo serio ed una relazione alla cittadinanza, agendo poi per vie legali qualora si confermasse l'illecito. Questo sarebbe un modo di agire serio e puntuale, non la fuffa raccontata come un mantra durante le pubbliche serate nelle palestre.

Buona notte
CC





martedì 10 marzo 2015

A Vighizzolo domenica sarà festa grande.



Domenica, a Vighizzolo, ci sarà una grande festa. Arriveranno tutte le autorità possibili ed immaginabili, ci sarà il coro di Montichiari, officerà la messa il Cardinale Re e sono attesa tante persone che verranno installati ben due maxi schermi per seguire la messa fuori dalla piccola chiesetta di Vighizzolo.

La festa sarà grande ma in fondo non lo sarà per me.

L'occasione è triplice, nel trentesimo anniversario di fondazione del GRIMM e a dieci anni dalla morte di don Serafino Ronchi ( splendido e luminoso esempio di grande uomo) verrà inaugurata la nuova "casa Grimm" di Vighizzolo.
Gli ingredienti ci sarebbero tutti per tirar fuori il vestito bello,  riempirsi il cuore di gioia e precipitarsi nel centro della nostra frazione e rallegrarsi assieme a qualche migliaia di persone.

Tuttavia a me questa vicenda lascia un grande amaro in bocca.
Scrivemmo tempo fa, con grande disappunto, del fatto che il Grimm chiese ed ottenne dalla famiglia Gabana un lauto finanziamento per la ristrutturazione della casa Grimm.
( leggi l'articolo )
Allora erano i mesi della grande puzza, della logorante battaglia per dimostrare che le esalazioni provenivano dalla discarica Gedit, dei tanti soldi spesi per le vie legali, delle intercettazioni telefoniche "vigliacche", delle denunce di risarcimento, delle manifestazioni e delle sprezzanti provocazioni della famiglia Gabana a tutta Montichiari. Allora a molti questa mossa del Grimm suonò come un colpo basso al Comitato e a tutti quei cittadini che stavano lottando per una condizione di vita decente.
A me sembrò semplicemente inaccettabile e lo scrissi sostenendo che il ricevere soldi dai signori delle discariche era l'origine di tutti i mali. Citai quel bel passo della lettera che il primo Comitato Monteclarense inviò all'allora ministro Ronchi.

...Allora bisogna, semplicemente, non versare più alle casse dei Comuni sede di impianti più o meno generose quote-parte delle tariffe di conferimento rifiuti agli impianti, perché quel gran flusso di denaro ha sin qui “corrotto”( lecitamente o illecitamente) le decisioni ed i programmi di sviluppo delle comunità locali, colonizzato le amministrazioni a potentissime lobbyes nostrane o internazionali, clientelizzato amministratori ed amministrati, rinviato le “soluzioni a monte” del problema rifiuti;

Ecco, domenica la festa sarà grande ma in fondo non lo sarà per me.

Buona notte
CC

venerdì 6 marzo 2015

Una good news sul fronte TAV a Montichiari.

Una notizia "sensata" dal Corriere della Sera.
 
Progetto Tav Rfi «apre» all’eliminazione dello shunt

Problema ambientale ma soprattutto di costi: se raddoppia la linea in uscita dalla città può non essere realizzata la deviazione nella Bassa, come vuole il comune

di Davide Bacca

Finora il tracciato dell’alta velocità tra Brescia e Verona è sempre apparso blindato. Ora, dopo che la Regione ha «prescritto» di prevedere 4 binari in uscita da Brescia, Rfi parla della necessità di «scegliere» la soluzione progettuale migliore, aprendo di fatto alla possibilità di eliminare lo shunt da Rovato a Calcinato che bypassa la città. Nell’audizione alla Camera del 18 febbraio, Rfi ha infatti spiegato: «L’attraversamento di Brescia riveste carattere di estrema importanza e la prescrizione di Regione Lombardia introduce la necessità di un chiaro confronto con le istituzioni nazionali e locali circa il mantenimento della variante di Brescia». Vale a dire lo shunt. Il confronto, secondo Rfi, deve tener conto di 4 aspetti: il servizio trasportistico; gli impatti ambientali; le richieste delle istituzioni; il contenimento dei costi. Visto che non tutte le esigenze potranno essere accolte (per dire: shunt e 4 binari in uscita) «occorre ricercare in tempi rapidi la migliore soluzione» spiega Rfi. «È un pronunciamento significativo - commenta l’assessore Federico Manzoni - perché per la prima volta Rfi apre al possibile stralcio dello shunt». Cosa che la Loggia chiede da tempo.

PADANA GREEN fa un ricorso al tar a dir poco immorale.

In questi giorni il TAR ha fissato l'udienza per valutare un ricorso presentato da PADANA GREEN contro la Regione Lombardia.
La vicenda ha dell'assurdo ed è un classico esempio del disprezzo che questi imprenditori hanno per il territorio ed i suoi abitanti. Facciamo un passo indietro e raccontiamo brevemente la vicenda.

Lo scorso 7 ottobre 2014 Regione Lombardia approva con delibera di giunta un documento con "le linee guida per la progettazione e gestione sostenibile delle discariche". Di fatto redige nuove norme e direttive per rendere più sicure e relativamente meno impattanti le discariche a maggior tutela del territorio e dei suoi abitanti. Regole di buon senso unite a nuove conoscenze tecniche. Ovviamente queste norme riducono la libertà d'azione dei discaricatori e incidono in termini di costi che riducono i loro guadagni ( che ricordiamo essere stratosferici). Cosa fa quindi Padana Green? Secondo voi accetta le direttive della Regione Lombardia?  affatto! chiede invece l'annullamento e lo fa in virtù della logica perversa e diabolica secondo cui il loro profitto e la loro impresa è più importante della vita e della salute di migliaia di persone.
Il TAR ha quindi fissato per il 22 ottobre 2015 la data del pronunciamento, che noi ovviamente ci auguriamo bocci in quanto atto di pura prepotenza.
Ricordiamo, giusto per chiudere il cerchio, che se il Comune di Montichiari dovesse costituirsi nel procedimento (cosa auspicabile visto che si tratta di difendere il proprio territorio) dovrà sostenere notevoli costi legali, forse anche qualche decina di miglia di euro. Inutile dire che questo soldi vengono sottratti alla collettività che ne potrebbe beneficiare in termini di servizi o strutture. Un altro motivo per dire grazie a Padana Green, ai vari Faustini, Profacta; Baruzzi & Co.
Grazie di cuore da parte di tutti noi.

Buona notte
CC



giovedì 5 marzo 2015

L'ultima provocazione dei cavatori.

Ciao a tutti, di seguito vi riporto un articolo apparso un paio di giorni fa sul portale BSNews.
Quello che appare essere più un comunicato stampa di categoria che non un testo frutto della penna di un giornalista suona, quanto meno a noi monte clarensi, come una sonora presa per il culo. Chiedo perdono per la scurrilità ma più morigerati termini come "fondelli" o "in giro" non avrebbero reso altrettanto bene il mio sdegno. Che ora i signori cavatori, avvoltoi speculatori che rubano alla natura senza dare nulla in cambio, si ergano a paladini dell'ambiente fa quanto meno sorridere. La storia monte clarense ci insegna che quasi sistematicamente questi signori cavano più del consentito ( vedi cava Senini o i più recenti casi di Vezzola), presentano blandi progetti di ripristino ambientale che praticamente mai attuano, operano in virtù dell'equazione cava = discarica. Non solo convertono sistematicamente a fine attività estrattiva i buchi in discariche ma il più delle volte avviano accordi ancora prima di terminare l'attività di estrazione e presentano regolare richiesta in provincia e regione mentre ancora stanno cavando ( vedi Padana Green) o, peggio ancora, vendono le concessioni di escavazione a società nel cui comparto societario c'è la realizzazione di discariche ( vedi la nuova area estrattiva a fianco dell'attuale gruppo Systema). E tutto questo al netto dell'inquinamento che procurano alle falde, dell'inquinamento atmosferico e acustico.

Quindi, per chiudere, cari signori, sappiamo che avete capito che i tempi sono cambiati, che non c'è più trippa per gatti, che le autorizzazioni sono più difficili da ottenere perché la gente è più attenta ed i comitati sono più efficaci. Sappiamo benissimo che avete capito che l'unica possibile è avere dalla vostra parte l'opinione pubblica quindi, per favore, siate seri e meno sfacciati, non avete a che fare con i pesciolini rossi. Noi una memoria ce l'abbiamo e sappiamo esattamente il danno che avete arrecato a noi, al nostro territorio e ai nostri figli. Se proprio volete fare il bene di un territorio smettetela di comportarvi da banditi che prendono quello che non è loro senza pagare il giusto. Rispettate le regole e soprattutto rimediate al danno che ci avete procurato.

Cordialmente.
CC





Daniela Grandi

I cavatori di Aib al fianco dei cittadini: non c’è economia senza ambiente

Il settore estrattivo dell’Associazione industriali bresciani, annuncia la responsabile Daniela Grandi, è pronto a collaborare con i cittadini per condividere le scelte sul riutilizzo delle superfici. Una sola cava di prestito e un’importante riduzione del territorio da utilizzare. E’ questo il risultato dell’azione del “sistema Brescia” (cittadini, istituzioni, amministrazioni, associazioni e imprenditori) per mitigare l’impatto ambientale del progetto Alta Velocità sulla Leonessa ed evitare ricadute negative sul fronte economico.
"Lavorando uniti i risultati arrivano ed esser passati dalle sette cave di prestito previste a una soltanto, e da 230 ettari a 34, è un risultato eclatante ottenuto grazie agli sforzi congiunti di tutti gli attori del territorio ed è un percorso che dobbiamo continuare. - afferma la Grandi - Noi siamo dalla parte dei cittadini e dell’ambiente, oltre che del lavoro, e vogliamo continuare ad operare nella piena convinzione che non può esistere crescita economica per il territorio senza un’adeguata tutela ambientale. Per questo abbiamo deciso di lanciare il progetto ‘Non c’è economia senza ambiente’, che si propone di collaborare fattivamente con le forze vive del Bresciano e con le famiglie per una migliore e più efficace gestione della questione cave. Certo è che per ottenere risultati concreti è necessaria un’adeguata programmazione e a oggi non è ancora definito il nuovo decennale piano cave provinciale. Inoltre, sarebbe necessario che le tasse e i contributi versati dai cavatori ai Comuni, diversi milioni di euro ogni anno, vengano destinati all’ambiente e non finiscano nel ‘mare magnum’ dei costi delle amministrazioni locali".  
La nuova iniziativa che verrà promossa dal settore cave di Aib prevede la creazione di un comitato di cui faccia parte - oltre a imprenditori e di pubblici amministratori - anche una rappresentanza di cittadini. L’obiettivo è quello di condividere le scelte sul riutilizzo delle superfici una volta terminati i prelievi di inerti, coinvolgendo anche scuole e studenti, attraverso concorsi e borse di studio. Anche per questo, le modalità per partecipare all’iniziativa e ai comitati, saranno diffuse con la massima visibilità e i cittadini potranno dare la propria disponibilità anche in rete, tramite web e social.
 

domenica 1 marzo 2015

Un pensiero speciale per un PM speciale




Questa sera voglio dedicare un pensiero al pm  Federico Bisceglia.
Una brava persona, un eccellente professionista, un grande uomo.

Bisceglia  è rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale mentre si trovava a Castrovillari, in Calabria, la terra dove era nato e dove rientrava ogni qual volta ne aveva la possibilità.
La sua auto ha sbandato, per cause ancora ignote, e ha sbattuto dopo parecchi testa coda, Federico pare sia morto sul colpo.

A Brescia era profondamente stimato da cittadini e ambientalisti, si era occupato tra l’altro della discarica di amianto di via Brocchi, della famosa nube nera che fuoriuscì dal termoutilizzatore nell’agosto 2012 e aprì, nel 2013, il famoso fascicolo per l’assenza di bonifiche sull’area Caffaro. Noi di Montichiari a lui dobbiamo molto perché indagò sugli illeciti commessi da Ecoeternit e, diciamoci la verità, fu anche e soprattutto grazie al suo interessamento se il caso del nostro comune è balzato alle cronache nazionale e qualcosa ha iniziato a cambiare.
Dopo aver indagato sui reati ambientali legati ai rifiuti nel nostro comune fu trasferito a Napoli e a qualcuno questo suonò come una condanna.

Bisceglia aveva 42 anni, solo 42 anni. Quando se ne va una persona speciale solitamente ci si ricorda del detto secondo il quale sono sempre i migliori ad andarsene, in questo caso è vero.
Bisceglie era un eccellente professionista, un uomo al servizio della verità e della giustizia ma prima di tutto era una brava persona. Una di quelle persone che vorresti incontrare più spesso nella tua vita e che ti senti di augurare ad ognuno di incontrare. Una di quelle persone che sono in grado di incidere sugli eventi e cambiare le cose, in meglio. Bisceglie era la speranza di una giustizia non asservita al potere o al denaro ma semplicemente giusta.

Buon viaggio Federico.

CC