giovedì 27 agosto 2015

3 discariche di Montichiari nel mirino della Commissione Ecomafie

...ecco l'ennesimo articolo sulla disastrosa situazione di Montichiari. La cosa "sconcertante" sono le parole del direttore sanitario dell'ASL Francesco Vassallo. A Montichiari NON è stata fatta alcuna indagine epidemiologica (quanto meno da quando ci sono le discariche) quindi come cavolo fa a dire che non ci sono casi eclatanti di tumore?????? E come può il fido epidemiologo Michele Magoni affermare che non ci sono correlazioni tra discariche controllate e danni per la salute dei residenti???? Lo dice in linea teorica, perchè così c'è scritto nei libri che ha studiato per dare gli esami univerisitari, senza fare alcuna analisi sul caso specifico?

....sconcertante.
Buona lettura
CC

Mancate bonifiche, tre discariche nel mirino della Commissione Ecomafie

Avvisi di garanzia ad ex sindaco e vicesindaco per la mancata messa in sicurezza dei siti. L’Asl difende Montichiari: «Non ci sono correlazioni tra discariche e salute»

Foto Cavicchi-NewpressFoto
Dopo che i riflettori dei media nazionali hanno zoomato per mesi sulle collinette di rifiuti di Montichiari, la commissione Ecomafie non poteva non approfondire la questione. E ha chiesto ai magistrati bresciani se nel paese che conta 14 siti di smaltimento (tutti autorizzati dalla Regione) per un totale di 11 milioni di metri cubi, fosse tutto in regola. No, ovviamente.

La vicenda, i volti e le discariche nel mirino
Per il procuratore Tommaso Buonanno «si sarebbe dovuta fare la bonifica su tre cave che si trovano a Vighizzolo, che non è stata posta in essere. Alla fine, è stata stipulata una convenzione di messa in sicurezza, che ha dato origine a una serie di indagini scaturite dall’esposto di un cittadino per il cattivo odore che provocavano. È terminata, almeno sotto il profilo dell’acquisizione degli elementi di prova, con la richiesta di rinvio a giudizio. In esso vengono evidenziate anche responsabilità degli amministratori comunali che si sono succeduti nel corso del tempo anche alternandosi nelle cariche di sindaco e di vicesindaco e, insieme a essi, anche quelle degli amministratori di una società che era stata incaricata della bonifica stessa». Buonanno si riferisce a Gianantonio Rosa (sindaco dal 1999 al 2009 e vicesindaco nei successivi 5 anni) e ad Elena Zanola (sindaco dal 2009 al 2014). Mentre le discariche in questione sono le ex cave Baratti, Accini, Bicelli, dove sono state smaltite centinaia di migliaia di scorie pericolose, che - secondo un accordo stipulato con il comune nel 1998 - avrebbero dovuto essere bonificate dalla Vals.Eco, poi diventata Systema e poi Gruppo Systema.
Eccesso di tumori a Brescia: l’Asl difende Montichiari
Di Montichiari hanno parlato a lungo anche i vertici dell’Asl Brescia, pressati dalle incalzanti domande dei commissari che chiedevano lumi sulle notizie apparse in merito allo studio Sentieri e all’eccesso di tumori per la provincia di Brescia. Il direttore sanitario Francesco Vassallo ha ricordato le indagini epidemiologiche fatte sulla zona di Montichiari, dove non c’è un eccesso di tumori rispetto al resto della provincia. L’epidemiologo Michele Magoni cita studi e letteratura medica per dire che non ci sono correlazioni tra discariche controllate (non quelle fumanti di roghi della Campania) e danni per la salute dei residenti.

mercoledì 26 agosto 2015

Nuovi VELENI in arrivo a Montichiari!

Scuole al pcb, prima incognita:
inizia la fase cruciale della bonifica

Arpa dovrà verificare a che profondità sono giunti gli inquinanti

di Pietro Golrani



 

La prossima settimana a Chiesanuova entrerà nel vivo la bonifica dei giardini della scuola elementare Deledda e delle medie Calvino, inquinati dai pcb e dalle diossine fuoriuscite dalla Caffaro. E l’Arpa di Brescia è pronta ad un surplus di lavoro: effettuerà le controanalisi sul 10 per cento dei campioni di terra prelevati dal fondo scavo e scandagliati in prima istanza dal laboratorio Indam Ecosfera di Castel Mella per conto dell’impresa Bergamelli di Albino (Bg), regista della bonifica.

L’Arpa di Brescia è pronta ad un surplus di lavoro
Controanalisi che non si potevano effettuare ad agosto in quanto il laboratorio Indam funziona a ranghi ridotti per via delle ferie (mentre Arpa è rimasta aperta). «Il cantiere nelle due scuole però non ha mai chiuso - ci tiene a specificare l’assessore all’Ambiente del comune, Gigi Fondra -; si stava procedendo alla divisione dei giardini in maglie, un’operazione propedeutica allo scorticamento vero e proprio del terreno». Se verrà rispettato il cronoprogramma i lavori dureranno cinque mesi: una volta tolto il primo strato di terra inquinata su 14mila metri quadrati, nei «crateri» formatisi si riporterà terra sana, dove seminarci erba che finalmente potrà essere calpestata dagli alunni, da anni costretti a trascorrere le ricreazioni primaverili su una piastra in cemento. L’incognita maggiore è legata all’estensione imprevista dell’inquinamento, che potrebbe essere sceso a profondità maggiori di quelle calcolate. «Arpa effettuerà dei prelievi sul fondo scavo per capire se ad un metro di profondità le concentrazioni di inquinanti saranno inferiori ai limiti di legge» spiega la direttrice Maria Luisa Pastore. E se i livelli di pcb e diossina saranno ancora superiori ai limiti imposti per le aree verdi (60 microgrammi/chilo per i pcb e 10 nanogrammi per le diossine)? «In base alle concentrazioni rilevate si procederà con un’analisi di rischio per capire se sarà possibile ricoprire comunque gli scavi. L’alternativa è scavare ancora più in profondità. Ma questo comporterebbe una lievitazione dei costi». Nel frattempo il comitato Sos Terra di Montichiari chiede lumi alle istituzioni sulla terra avvelenata che finirà nella discarica Bernardelli-Edilquattro di Vighizzolo, alla quale è stato subappaltato lo scavo e il trasporto. «Chiediamo innanzi tutto stringenti garanzie sulle modalità di trasporto e scarico di queste terre - spiega Gigi Rosa, leader del comitato - per evitare l’aero-dispersione di polveri tossiche, visto intorno alla discarica di sono abitazioni, campi coltivati e allevamenti».

martedì 4 agosto 2015

Nuove discariche a Montichiari: se ne parla domani in regione!

Nuove discariche a Brescia: sul tavolo
della Regione quattro domande per
5,5milioni di metri cubi da smaltire

Nell’intera provincia 113 discariche, 68 legali, corpose richieste di A2A e Garda UnoFabio Rolfi, consigliere regionale Lega Nord: «Il territorio ha già dato. Adesso basta»


Una discarica a Montichiari, dove ci sono altre due domande (Foto Cavicchi)

Sopita un poco l’eco mediatica che ha descritto Brescia come una seconda «terra dei fuochi», tornano alla ribalta della cronaca altre battaglie ambientaliste contro nuove discariche. Quattro le domande sul tavolo della Regione, per un totale di 5,5 milioni di metri cubi di rifiuti da smaltire. Verranno tutte autorizzate?
Rolfi: «Brescia ha già dato, basta discariche»
Il consigliere regionale Fabio Rolfi (Lega Nord) ribadisce che «non è possibile anticipare valutazioni tecniche» ma ricorda che gli stessi tecnici regionali ora hanno in mano potenti «armi» legislative insistenti in passato. «Parlo dell’indice di pressione ambientale - ricorda Rolfi - inserito nel piano rifiuti regionale, che vieta nuovi siti di smaltimento in territori già compromessi. È un cambio di paradigma fondamentale: se prima le discariche venivano realizzate prioritariamente nei territori già ambientalmente compromessi, adesso è l’esatto contrario». Poi, lasciandosi andare ad un commento personale, ricorda che «in fatto di discariche Brescia ha già dato». Come dargli torto, visto che nell’intera provincia se ne contano ad oggi 113 (68 quelle legali) per un quantitativo di rifiuti smaltito che supera i 50miloni di metri cubi. Eppure tre anni fa (governatore era ancora Formigoni) venne approvata la Drr alla Macogna.


Da Bosco Stella a Montichiari: tutte le richieste
Le richieste oggi più corpose sono quelle di A2A (il sito Bosco Stella a Castegnato) e di Garda Uno (la Castella, al confine tra Rezzato e Buffalora). Entrambe per 2 milioni di metri cubi. Su Montichiari c’è invece la richiesta di Padana Green (1 milione di mc di amianto) e l’ampliamento della Edilquattro (400mila mc). Il gruppo Faustini invece ha rinunciato a smaltire amianto nella Profacta a San Polo (è in corso una trattativa con la Loggia per le compensazioni). Non vanno dimenticate le società specializzate nello smaltimento di scorie pericolose. Dopo l’ampliamento della Pbr di Maclodio, dei quantitativi alla Rmb di Polpenazze (l’ok è della Provincia) resta sul tavolo del Pirellone il raddoppio della Portamb di Mazzano, contro il quale i consiglieri Rolfi e Girelli (Pd) hanno espresso netta contrarietà.
«Non ci sarà alcun blitz estivo per approvare progetti» assicura Rolfi. La Regione aveva già espresso un diniego su Bosco Stella e Castella ma sono arrivate nuove domande, che devono essere valutate.
Il caso Bosco Stella
A Castegnato (come a Montichiari) l’indice di pressione ambientale escluderebbe nuove discariche. La regola parla chiaro: niente autorizzazioni se si sono già smaltite più di 160mila tonnellate di rifiuti per chilometro quadrato, mentre nella vicina Bosco Sella riposano 4 milioni di metri cubi di scorie. Inapplicabile la regola per la Castella. Ci sono però altre criticità: la presenza di una falda troppo alta, la vicinanza con il futuro parco delle cave, di interesse sovracomunale. «I criteri del piano regionale rifiuti - chiude Rolfi - tuteleranno la provincia di Brescia. E mi auguro che si possano applicare anche retroattivamente, nel solco della sentenza del consiglio di Stato sul caso della discarica di Malagnino (Cr)». Non manca poi una stoccata alla Loggia sul caso Bosco Stella: «Il Comune è il principale azionista di A2A e ha peso politico sulle scelte della multiutility. Visto che Brescia si fa già carico dello smaltimento nell’inceneritore di diversi quantitativi di rifiuti da fuori regione, avrebbe potuto avere un altro atteggiamento sull’iter della discarica di Castegnato».

pgorlani@corriere.it 

Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_agosto_03/nuove-discariche-brescia-ambiente-91527eb4-39f0-11e5-b49b-ae37d5ff3efe.shtml 

Discarica Seac2: una bomba ecologica

Discarica Seac2: una bomba ecologica


MONTICHIARI – Il sindaco Mario Fraccaro è intervenuto, ieri sera, alla conferenza stampa indetta dal Circolo locale di Legambiente e dal Comitato SOS Terra presso la discarica di Via Albarotto in frazione S.Antonio.

«Seac2 – ha scritto Fraccaro sul suo profilo Facebook – è una discarica autorizzata dalla Provincia di Brescia nel 2001. Dentro questa ex cava sono stati conferiti rifiuti pericolosi quali lastre di amianto e rifiuti di acciaieria, oltre a materiale inerte. É stata attiva fino al 2004 ed in essa sono stoccati 88 mila mc di rifiuti pericolosi. Oggi è in totale abbandono e nessuna opera di messa in sicurezza è stata attuata. Non ha recinzioni adeguate e non è stata ricoperta con almeno due metri di argilla. I proprietari hanno portato la sede sociale della società in Romania ed esiste un contenzioso aperto con la Provincia al fine obbligare la stessa ad ottemperare a queste elementari opere di messa in sicurezza. Rimpalli di responsabilità, a tutt’oggi rendono difficili l’esecuzione dei lavori.

L’Amministrazione comunale – continua Fraccaro – si è resa subito disponibile ad effettuare i dovuti controlli che inizieranno già da lunedì e che saranno resi pubblici al più presto. Ringrazio le associazioni ambientaliste per avere portato in primo piano questa grave situazione ambientale. Anche per questo stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze per bloccare l’apertura di un’altra discarica di amianto, Padana Green, dieci volte superiore a questa».

fonte: http://www.gardapost.it/2015/07/31/discarica-seac2-una-bomba-ecologica/

lunedì 3 agosto 2015

Seac2 la bomba! Dal BresciaOggi

Cittadini in corteo per scacciare
l'incubo della bomba ecologica

Gerlegni di Legambiente: «Ombre sulle bonifica. Occorre promuovere delle nuove analisi mirate». Il sindaco annuncia un sopralluogo della Provincia

Il sindaco  Fraccaro incontra i manifestanti davanti alla discarica

Osservandola dalla strada provinciale che porta da Montichiari ad Isorella sembra una collinetta verde in mezzo ad un campo di granoturco. Invece sotto lo scenario bucolico si nasconde una «bomba ecologica», pronta ad esplodere contaminando di veleni all'amianto le falde, i terreni e l'aria. Sono lo scorie lasciate in eredità dalla Seac2, discarica dismessa nel 2005 dove sono state tumulati 90 mila metri cubi di scarti di acciaierie non trattati. La Seac2, in forza di una convenzione stretta con la Provincia, avrebbe dovuto sigillare il sito ma un'analisi effettuata nel 2008 ha evidenziato concentrazioni di benzene sopra i limiti di sicurezza, gettando pesanti ombre sull'efficacia della bonifica, solo parzialmente diradate dai successivi test dell'Arpa. Per chiedere un range di nuovi controlli anche alla luce del sospetto che qualcuno abbia smaltito abusivamente altri rifiuti nel sito, i residenti delle frazioni Rò, Sant'Antonio e San Bernardino, sotto l'egida di Sos Terra e Legambiente, hanno promosso ieri sera una marcia fino alla discarica. Il corteo di oltre cento persone si è concluso davanti all'ingresso della discarica dismessa dove si è fatto il punto della situazione. LA SEAC, CHE SI È TRASFERITA in Romania, si sta opponendo in tribunale al versamento della fideiussione di 700 mila euro che potrebbero essere investiti nella bonifica. Luciano Gerlegni, segretario della sezione locale di Legambiente, ha posto l'accento sulla necessità di effettuare nuove analisi mirate. Il sindaco Mario Fraccaro che ha partecipato al presidio ha annunciato un imminente sopralluogo del delegato all'Ambiente della Provincia Giambattista Groli. «Sarà necessaria una mobilitazione per ottenere un ceck up sulla Seac 2 emblema della malagestione delle opere di bonifica a Montichiari e più in generale nel bresciano - ha osservato Gerlegni -. Anche per questo ribadiamo il nostro no all'apertura delle discarica Padana Green a Vighizzolo».o
Francesco Di Chiara

SEAC2 UNA BOMBA ECOLOGICA FRA MONTICHIARI, GHEDI E CALVISANO

Seac2 è una bomba ecologica, questa la denuncia di Legambiente Montichiari e comitato SOS Terra.
Ma se questo è il destino della mala gestione di una "piccola" discarica di amianto cosa ci dobbiamo aspettare da mostri come Ecoeternit e Padana Green?

Ecco il reportage di Teletutto.
Buona visione

 Guarda il video


NO A PADANA GREEN e a qualsiasi altra discarica a Montichiari.

Montichiari, “discarica Seac2 è bomba”

Montichiari, “discarica Seac2 è bomba”


Seac2 Montichiari(red.) I cittadini di Montichiari, nel bresciano, sono preoccupati per la discarica attualmente dismessa della Seac2 dove sono stipati 90 mila metri cubi di scarti di acciaierie non trattati. Di fatto, una vera e propria “bomba ecologica” che potrebbe contaminare l’ambiente circostante e le falde d’acqua sotterranee. L’azienda che si è trasferita in Romania, in forza di una convenzione firmata con la Provincia, avrebbe dovuto chiuderla e bonificarla. Nel 2008, però, alcuni test hanno verificato livelli di benzene superiori ai limiti previsti e si chiedono nuovi controlli perché c’è il timore che dopo quell’anno qualcuno abbia continuato a tumulare rifiuti.
Per questo motivo, giovedì 30 luglio “Sos Terra” e Legambiente con alcuni cittadini e il sindaco Mario Fraccaro hanno raggiunto in marcia la discarica. Dall’altra parte, però, c’è l’azienda che non vuole pagare 700 mila euro di fideiussione e si è rivolta al tribunale di Brescia. Le associazioni chiedono altri controlli, mentre il primo cittadino ha annunciato che il delegato provinciale all’Ambiente svolgerà un sopralluogo. A fronte di questa vicenda, la città chiede di non aprire la discarica Padana Green a Vighizzolo.

Fonte: http://www.quibrescia.it/cms/2015/07/31/montichiari-discarica-seac2-e-bomba/